C’è una parola che, nel mondo del Terzo settore cremonese, torna spesso: rete. La si ritrova nelle parole di Maria Grazia Ventura, presidente di Agropolis, realtà che da anni a Cremona unisce agricoltura e inclusione sociale, e di Davide Longhi, presidente del consorzio Sol.Co di Cremona, che riunisce le cooperative sociali del territorio. Entrambi ospiti della puntata odierna del video podcast Torrazzo con vista, dedicata alla solidarietà.
Per Ventura, la solidarietà si declina su tre fronti. «Innanzitutto cerchiamo di avvicinarci sempre di più a quello che è definito mondo normale», racconta, parlando della cascina che l’associazione gestisce. «Poi ci sono i volontari, tanti giovani che si avvicinano, soprattutto in occasione di feste ed eventi, e altrettante persone ormai in pensione che continuano, per solidarietà, ad aiutare l’associazione. Infine, è bello vedere la solidarietà che i ragazzi di Agropolis esercitano tra loro».
Longhi, invece, apere il confronto sul valore della cooperazione sociale. «Il consorzio Sol.Co si occupa di riunire diverse cooperative sociali che hanno la forma dell’impresa», spiega, convinto che sia il modo più bello di valorizzare quel patrimonio di solidarietà, trasformandolo in un lavoro a tutti gli effetti.
Il tema del lavoro è presente anche in Agropolis. «La solidarietà si deve concretizzare, e il lavoro è una delle forme migliori per farlo», sottolinea Ventura, che attribuisce al lavoro un doppio significato: da un lato le persone che lavorano stabilmente nella cascina; dall’altro la possibilità, per ragazzi con fragilità, di imparare un mestiere, mettersi in gioco, percorrere una strada verso l’autonomia personale, sociale ed economica.
Un tema ripreso da Longhi, che racconta come nel consorzio Sol.Co si incrocino storie diverse, e anche molte fragilità differenti tra loro. «L’idea è di poter seguire la persona in tutte le fasi della sua vita, dalla cura dei minori alla disabilità, dalle fragilità sociali ai migranti, fino al tema dell’abitare». Un lavoro che passa anche attraverso l’inserimento lavorativo vero e proprio, uno degli obiettivi centrali della cooperazione sociale: «L’idea è scovare i talenti all’interno della fragilità, valorizzando ogni persona in base a ciò che sa fare davvero, e dandole la possibilità concreta di lavorare proprio all’interno della cooperativa».
Sul tema dei giovani, Ventura osserva come per lo più si siano avvicinati ad Agropolis in due modi diversi: «C’è chi ha scelto di lasciare il proprio lavoro per mettere la propria professionalità al servizio dell’associazione e chi, invece, si offre come volontario in occasioni come “L’Agro ai Giovani”». In entrambi i casi, sempre più persone, soprattutto giovani, diventano consapevoli di quello che accade ad Agropolis e possono contribuire a farla crescere.
Longhi concorda, osservando come nel consorzio Sol.Co lo sguardo sui giovani abbia due direzioni precise: «Da un lato ci sono molti percorsi pensati apposta per loro, perché oggi ci si concentra molto, giustamente, sui Neet e sulla dispersione scolastica; dall’altro tante cooperative del consorzio sono pronte a offrire spazio ai giovani, come occasione concreta di lavoro o come reale coinvolgimento nella vita quotidiana della cooperativa stessa».
La puntata si chiude su un punto condiviso: la necessità di fare rete sul territorio, perché la solidarietà non resti un discorso astratto, ma entri davvero nelle pieghe della vita quotidiana delle persone.





