Tra i gioielli di arte e storia che il 10 e l’11 ottobre si potranno scoprire nelle Giornate Fai d’Autunno c’è anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Cristoforo, a Viadana. Chiesa conosciuta come “in Castello”, visto che si trova nel nucleo storico della città, un tempo circondato da mura poi demolite o inglobate in altri edifici a partire dal Settecento.
Fu nel 1522 che la comunità decise di sostituire il piccolo oratorio dedicato a San Cristoforo (documentato sin dall’VIII secolo) con uno nuovo e più ampio per adeguarlo alle mutate esigenze del borgo. I lavori, avviati in quell’anno, ripresero nel 1567 con l’architetto Pompeo Pedemonte, figura di rilievo nell’architettura mantovana del Cinquecento. Il progetto prevedeva tre navate, una pianta a croce latina, quattro cappelle laterali e un tiburio quadrato, struttura che ancora oggi caratterizza l’edificio. Tra 1858 e 1887 la chiesa fu oggetto di una ricostruzione complessiva, che interessò soprattutto la facciata, completamente rifatta secondo il gusto neoclassico dell’epoca.
La facciata è divisa in due registri: il primo formato da sei pilastri ionici che sorreggono una balaustra, con le statue della Madonna e di San Cristoforo; il secondo con un grande rosone centrale e chiuso da un timpano. La porta centrale, più ampia, ha un portale con doppie colonne corinzie e arco a tutto sesto decorato con una terracotta dell’Annunciazione nella lunetta; le altre due porte laterali sono sormontate da fregio e timpano e da ampi finestroni.
L’interno è riccamente decorato con stucchi e finti marmi. La navata e le cappelle furono affrescate con personaggi biblici, virtù e allegorie tra il 1864 e il 1868 da Pietro Gazza, mentre la cupola con soggetto eucaristico preceduto dagli evangelisti venne dipinta nel 1876 da Giorgio Scherer da Parma.
L’arciprete Antonio Parazzi arricchì la chiesa con opere di pittori che hanno segnato il Rinascimento cremonese e mantovano, come Paolo Piazza, detto Cosimo da Castelfranco (1560 – 1620), Alessandro Bedoli-Mazzola (1533-1608), Bernardino Gatti (1495 – 1576), Joannes Ispanus (1470-1538 circa), Pomponio Allegri (1522-1593), figlio del Correggio, Ippolito Andreasi (1548-1608), Teodoro Ghisi (1536-1601) e Galeazzo Campi (1475-1536).
Ma è nella canonica che si cela una delle sue testimonianze più preziose: la “libreria sacra”, normalmente chiusa al pubblico e in questa circostanza eccezionalmente visitabile. Qui sono conservati i volumi raccolti dall’arciprete Antonio Parazzi fin da giovane, attraverso acquisti e donazioni, custoditi nel “grande scaffale” citato nel suo testamento. Libri dei secoli XVI, XVII e XVIII: Scritture Sacre, commenti biblici, trattati di teologia e filosofia, prediche e testi sul confronto tra la fede cattolica, quella ebraica e le altre confessioni cristiane. Più che una biblioteca, un ritratto intellettuale di Parazzi, dei suoi interessi e della sua curiosità. Entreremo nel suo spazio di studio e ricerca per riscoprire, a oltre un secolo di distanza, le pagine della sua storia.
Le visite, a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto superiore “Ettore Sanfelice” di Viadana, saranno sabato 10 ottobre nel pomeriggio dalle 14.30 alle 18 (ultimo ingresso 17:30) e nella giornata di domenica 11 ottobre dalle 10 alle 18.00 (durata delle visite 30 minuti)
Le altre opportunità a Viadana
In occasione delle Giornate Fai d’Autunno a Viadana si potrà accedere a Palazzo Marchesi Gardani di via Cavallotti (dimora privata solitamente chiusa al pubblico), ed effettuare un percorso di visita all’interno del Mu.Vi., il centro culturale polifunzionale del Comune di Viadana, per ammirare, in via eccezionale, i documenti più antichi della biblioteca e i pezzi più preziosi della collezione di tessuti: in particolare, saranno esposti per la prima volta il “Decreto di erezione del Monte di Pietà”, firmato dal duca Federico II Gonzaga di Mantova nel 1535, e una selezione della Biblioteca Circolante Femminile istituita a Viadana nel 1863 da un’élite di donne borghesi con lo scopo di sviluppare l’istruzione femminile; nella sezione dei tessuti sarà eccezionalmente esposto uno dei pezzi più preziosi della collezione, ovvero una bandiera gonzaghesca del XVII sec, in cui è possibile vedere sul davanti lo stemma dei Gonzaga-Nevers e sul retro la Madonna Incoronata, protettrice di Mantova, oltre a velluti, drappi in oro argento o colorati, damaschi, principalmente di colore rosso, merletti, frammenti di stoffe varie, e alcuni corpetti giunti fino a noi quasi completamente intatti.
Sarà inoltre proposto un percorso sulle tracce della comunità ebraica di Viadana. Il racconto prende avvio nel Palazzo Municipale, davanti agli antichi armadi del Monte di Pietà, per concludersi alla Sinagoga, normalmente chiusa al pubblico. A rendere unica l’esperienza saranno i canti ebraici composti per la comunità mantovana alla fine dell’Ottocento, riscoperti e interpretati dalla Schola Cantorum Pomponazzo di Mantova. Musiche coeve alla Sinagoga torneranno così a risuonare nello spazio nato per accogliere le voci e le preghiere di una comunità.
Le visite nelle tre location sabato 10 ottobre dalle 14.30 alle 18.30 e domenica 11 ottobre dalle 10 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18).


