Si è spento giovedì 17 settembre, all’età di 92 anni, dopo una lunga malattia, il diacono permanente Mario Buttarelli. Era il decano dei diaconi in diocesi. La camera ardente è allestita a Cremona presso la casa di cura Figlie di San Camillo.
Le esequie saranno presiedute dal vescovo Antonio Napolioni lunedì 21 settembre alle 10 nella chiesa superiore del Seminario, nella cui parrocchia (Sant’Antonio Maria Zaccaria) risiedeva con la famiglia e per la quale si è sempre speso.
Nato a Gottolengo, nel Bresciano, il 31 maggio 1934, con la famiglia si è trasferito a Cremona ancora bambino. Sposato, con due figli, ha lavorato nelle cucine dell’Ospedale di Cremona.
Un uomo buono, amato e stimato sia in ambito lavorativo che in parrocchia, anche grazie al suo carattere accogliente e amicale. Nella sua vita ha sempre messo gli altri davanti a se stesso, anche nelle situazioni più difficili, riuscendo a far emergere la bellezza di una fede che aiuta a superare ogni ostacolo. Una testimonianza di fede vissuta anzitutto in famiglia, dove ha condiviso il suo percorso di vita e di fede con moglie Maria, sino alla decisione di intraprendere il discernimento vocazionale che il 28 maggio 1994 l’ha portato a essere ordinato diacono dal vescovo Giulio Nicolini nella Cattedrale di Cremona: insieme a lui altri sei candidati. I primi diaconi permanenti ordinati in diocesi di Cremona.
«La mia vocazione diaconale – aveva raccontato sulle pagine del settimanale diocesano La Vita Cattolica alla vigilia della sua ordinazione – è il punto di arrivo di un’attività di servizio, concretizzata nella mia attività lavorativa a stretto contatto con gli ammalati». E ancora: «Desidererei tanto continuare tale impegno, sostenuto dalla grazia particolare che il sacramento dona».
E così ha fatto per molti anni quale collaboratore pastorale della Cappellania dell’Ospedale di Cremona. Sempre con il sorriso sulle labbra e con la sua capacità di consolare, una volta diventato diacono ha fatto tesoro della sua esperienza professionale nei reparti dell’ospedale per un servizio di cura e attenzione ai ricoverati al Maggiore, in particolare in Pediatria.
Tra i suoi incarichi pastorali anche quello di collaboratore nella sua parrocchia, Sant’Antonio Maria Zaccaria, in Seminario, a lungo collaborando con don Angelo Scaglioni.
Legato a Papa Giovanni XXIII e molto devoto della Madonna di Caravaggio, fu promotore nel suo quartiere dell’installazione di una piccola Grotta di Lourdes, in via dell’Angelo: la Madonnina dell’Angelo, come tutti la conoscono, è diventata nel tempo punto di ritrovo e di devozione, soprattutto nel mese di maggio, con celebrazioni solenni che dagli anni ’60 hanno visto partecipare tanti vescovi.
Proprio un’immagine della Madonnina di Lourdes è stata posta nella bara insieme a lui.



