Nella veglia di Pasqua il conferimento dei Sacramenti ai catecumeni

In nove saranno battezzati, cresimati e riceveranno la Prima Comunione dal vescovo in Cattedrale

«La fede non è sempre un cammino semplice: porta con sé dubbi, paure e incertezze, ma è anche un dono prezioso, capace di unire, di sostenere e di rendere la famiglia più forte». Queste poche parole della moglie di Eddy, uno dei catecumeni che nella veglia di Pasqua riceverà i sacramenti dell’iniziazione cristiana, ricordano che l’iniziativa di Dio ci precede sempre e dona ogni anno alla sua Chiesa nuovi figli. Insieme a Eddy la Diocesi di Cremona quest’anno ha accolto i fratelli Kiara e Jeanpierre, i coniugi Elisabeth con Faustin e Sandra con Joseph, e poi ancora Talia, Jhoselyn e Jacob, che nella notte di Pasqua riceveranno i sacramenti pasquali di Battesimo, Cresima ed Eucaristia in Cattedrale dal vescovo Antonio Napolioni.

In questi mesi si è molto parlato del caso francese: una quantità sorprendente di conversioni, di nuovi battezzati, ma anche di giovani o adulti che ritornano alla fede. In Italia forse non ci sono numeri da prima pagina, ma ogni nuovo battezzato è una bella notizia che non può passare sotto silenzio.

Spesso è l’incontro con il compagno o la compagna già cristiani a muovere domande, ricerca, confronto. Altre volte a rendere concreto un desiderio è l’esempio delle persone della comunità in cui si va ad abitare e dei loro sacerdoti. «Sono stata molto edificata da come il prete mi parlava di Gesù Cristo e del suo regno. Con passione, gioia, umiltà, amore», racconta Elisabeth. Le fa eco Talia, che ringrazia i suoi catechisti e «la Chiesa che mi accompagna da molti anni e mi ha fatto sentire ben accolta in questo percorso in un nuovo paese».

Ogni storia è unica e irripetibile, così come personalizzato è stato il percorso che ogni catecumeno ha svolto in questi anni grazie agli accompagnatori e ai catechisti. Le comunità cristiane, infatti, hanno incaricato alcuni adulti battezzati di farsi garanti del cammino dei catecumeni e seguirne la formazione. Nelle lettere inviate al vescovo per chiedere di essere ammessi ai sacramenti, tutti i catecumeni esprimono grande gratitudine nei confronti di coloro che hanno permesso al Vangelo di parlare e di cambiare la loro vita. Qualcuno ha scoperto che Gesù ci accetta così come siamo per poi trasformarci; altri dicono il loro grazie per aver trovato una comunità che testimonia ogni giorno la fedeltà al Vangelo; altri ancora hanno scoperto la bellezza del ritrovarsi a pregare insieme. Dice Faustin: «Ho capito dalla sua parola che con la preghiera è disposto ad ascoltarmi, amarmi, proteggermi come il suo amato, facendo del povero peccatore che sono un grande privilegiato».

In Lombardia sono 149 i nuovi battezzati (“neofiti” li chiama la tradizione, cioè “nuove pianticelle”): in maggioranza donne, in larga parte stranieri, ma non mancano gli italiani, con un’età media che si abbassa sempre di più. Il contesto urbano di Milano, in particolare, vede un numero sempre crescente di giovani che in modi molto diversi incontra il Signore e quindi chiede alla Chiesa il dono del Battesimo.

I catecumeni della diocesi di Cremona si inseriscono a pieno titolo in questo quadro: quest’anno sono tutti stranieri di diverse provenienze (Albania, Bolivia, Perù, Nigeria), ma alcuni sono in Italia dalla loro infanzia. La loro scelta non è dettata da condizioni esterne, ma dalla consapevolezza che in Gesù le loro domande più vere sono state ascoltate. Con ferma semplicità Jhoselyn testimonia che chiede a Dio di continuare a convertirsi: «Ed egli mi risponderà, perché fino a oggi non mi ha mai abbandonato».

La conversione degli adulti diventa anche un’avventura familiare, come nel caso di Eddy. Sposato con Donata, che è cattolica, avevano deciso di non scegliere il Battesimo per i figli. La domanda di conoscere Gesù da parte di una delle figlie ha mosso anche il fratello maggiore e anche il papà: un vero e proprio «terremoto dello Spirito» che ha portato papà e figli a ricevere tutti (e per questo nella propria parrocchia e non in Cattedrale insieme agli altri catecumeni) il Battesimo e così consolidare e trasformare la loro appartenenza alla parrocchia.

Riprendendo le parole di Donata, la ventata di novità dei catecumeni fa bene anche alle nostre famiglie, dove essere cristiani è un dato assodato, ma forse non sempre valorizzato a dovere: «A tutte le famiglie della nostra comunità vogliamo dire: non abbiate paura di intraprendere un cammino di fede insieme ai vostri figli. Anche il passo più piccolo può trasformarsi in un grande dono».

don Luigi Donati Fogliazza
incaricato diocesano per il Catecumenato

TeleRadio Cremona Cittanova
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