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Offerte liberali deducibili 2017

Divise per Comuni della Diocesi

Proprio in vista della giornata di Cristo Re, da anni ormai scelta per sensibilizzare il popolo di Dio sul sostegno economico della Chiesa, in questo frangente, per la remunerazione dei presbiteri in servizio presso le Diocesi Italiane, pubblichiamo dagli Uffici della Conferenza Episcopale Italiana i dati che si riferiscono alla nostra Diocesi. L’altro appuntamento cade in una Domenica di Maggio, tradizionalmente dedicata alla scelta della destinazione dell’8xmille IRPEF alla Chiesa Cattolica (nel 2019 sarà il 19 maggio).

Lo Stato Italiano infatti concede l’utilizzo dei fondi dell’8xmille solo per alcuni scopi di carattere culturale, caritativo e di sostentamento del Clero. E se da una parte siamo contenti del fatto che ancora l’80% degli Italiani che firmano, scelgano la Chiesa Cattolica come destinataria del contributo, dall’altra parte siamo rammaricati che la maggior parte dei fondi stessi serva al sostentamento dei 35.000 preti e vescovi Italiani, lasciando solo una piccola parte agli altri due scopi per i quali i fondi 8xmille vengono destinati.

Ecco perché il sistema ideato negli anni ’80 prevedeva un altro canale attraverso il quale bilanciare le destinazioni: quello delle offerte liberali deducibili. E cioè: se il popolo di Dio si facesse carico maggiormente della spesa per la remunerazione dei propri presbiteri, le risorse dell’8xmille giungerebbero in maggior misura agli scopi caritativi e culturali (compresi artistici e di restauro).

Questo però richiede una maggiore maturità ecclesiale: l’offerta che io faccio non va al “mio prete” ma al sistema studiato 30 anni fa che ha il compito di suddividere in maniera equa le risorse tra i presbiteri italiani. Il sistema precedente infatti generava ingiustizie, visto che il prete era a carico della propria parrocchia e quindi il suo trattamento dipendeva dalla ricchezza o povertà della stessa. Con questo sistema invece tutto è più giusto e responsabilizzante, ma suppone un senso di Chiesa più nitido da parte nostra.

Ecco perché anche nella nostra Diocesi stiamo attivando un servizio di promozione, informazione e formazione riguardo a questo tema. Entro questo anno pastorale ci attendono importanti sviluppi. Nell’attesa, mentre lavoriamo “sottocoperta” vi invitiamo a ritirare in fondo alle vostre chiese il depliant informativo giunto in tutte le parrocchie d’Italia – una volta nel dispenser a forma di campanile, ora in un espositore più serio – e di scorrerlo con cura. Contiene anche un bollettino postale e le istruzioni per operare un’offerta via Internet o telefonica attraverso la propria carta di Credito.

Le offerte versate vengono geolocalizzate e classificate in base al Comune dal quale sono partite. Ecco perché possiamo pubblicare di seguito:

Avremo modo di riflettere sugli stessi dati nei prossimi contatti!

Buona Festa di Cristo Re, e… siate generosi!

don Andrea

 

8xmille, in diocesi un concorso per gruppi oratoriani e parrocchie
L'invito è a mobilitarsi per raccogliere, in schede predisposte, anche le firme di coloro che non sono tenuti alla dichiarazione dei redditi

Il Servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa Cattolica, meglio conosciuto come “Sovvenire”, diretto da don Claudio Rasoli, lancia un concorso per gruppi oratoriani e parrocchie per i mesi di giugno e luglio a favore dell’8xmille. Continue reading »

8xmille, don Rasoli: «Una firma che non costa nulla, ma vale molto»
Intervista al nuovo incaricato diocesano del Servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa

Domenica 14 maggio si celebra la 28a Giornata nazionale di sensibilizzazione dell’8xmille dal titolo: «una firma, migliaia di opere». Una Giornata dedicata a far conoscere il bene fatto e ancora da fare: grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica ogni anno, infatti, vengono finanziati migliaia di progetti in aiuto dei più deboli e dimenticati in Italia e nei Paesi più poveri del mondo. Una Giornata dedicata alla trasparenza: grazie alla mappa interattiva sul sito www.8xmille.it è possibile osservare i risultati concreti della propria firma, intervento per intervento, in tutta Italia. Una Giornata per ricordare come un semplice gesto sulla dichiarazione dei redditi si trasformi ogni anno in sostegno a migliaia di progetti di carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, opere di culto e pastorale per la popolazione italiana e all’attività di evangelizzazione e conforto portata avanti da 35 mila sacerdoti diocesani. Una Giornata in cui le parrocchie possono fare la loro parte, come tramite per raggiungere i fedeli, mostrando attraverso gli strumenti dell’informazione e della trasparenza la Chiesa per quello che è: una madre vicina a chi più ne ha bisogno. Con don Claudio Rasoli, incaricato diocesano del Sovvenire, facciamo il punto con un particolare accenno alla situazione cremonese.

 

Don Rasoli anzitutto ci offra qualche coordinata sull’8xmille…

«La possibilità di destinare l’8xmille del gettito Irpef alla Chiesa cattolica nasce dalla revisione concordataria del 1984 ed è in vigore dal 1990. I fondi raccolti hanno tre destinazioni (legge 222/85): esigenze di culto e di pastorale della popolazione, sostentamento del clero diocesano e interventi caritativi in Italia e nel Terzo Mondo. Grazie all’80% dei contribuenti che ha scelto di firmare per la Chiesa cattolica, nel 2016 è stato possibile contribuire così alla missione della Chiesa: per il culto e la pastorale nelle diocesi e nelle parrocchie (156 milioni di euro), per interventi religiosi a livello nazionale tra cui anche tribunali ecclesiastici e fondo catechesi ed educazione cristiana (102,8 milioni di euro), per le nuove chiese parrocchiali, per le iniziative nazionali e il restauro del patrimonio artistico (140 milioni), per i progetti di carità in Italia e nel Terzo Mondo (270 milioni), per sostenere 35 mila sacerdoti diocesani, compresi 600 fidei donum in missione nei Paesi in via di sviluppo (350 milioni di euro).

 

Non è che firmando per l’otto per mille il cittadino versa più tasse di quelle già dovute?

«Nel modo più assoluto! La firma del cittadino a favore della Chiesa Cattolica non costa nulla di più. Si tratta di introiti che comunque già lo Stato preleva attraverso le norme fiscali vigenti. Il cittadino che fa la scelta per l’otto per mille non verserà né più né meno di quanto già dovuto. Solo che lo Stato offre al cittadino l’opportunità di concorrere, con la propria firma e adesione, alla destinazione di una parte dei proventi IRPEF. Si tratta di una firma che non costa nulla ma che può valere molto. La firma dell’otto per mille poi serve a definire la destinazione dell’8 per mille del gettito complessivo dell’IRPEF. Sistema di grande democrazia dove la firma di tutti vale allo stesso modo, indipendentemente dal fatto che uno sia contribuente di modesta oppure di ricca condizione economica».

 

Perché un cittadino dovrebbe scegliere di destinare l’otto per mille alla Chiesa Cattolica?

«Per chi è cattolico la firma dell’8xmille è segno di corresponsabilità, di comunione, di partecipazione alla missione della Chiesa. Tutti i fedeli, infatti, sono chiamati responsabilmente a provvederla del necessario, anche economico, perché la Chiesa abbia tutto quanto le occorre per assolvere alla sua missione di annuncio del Vangelo, di santificazione attraverso i Sacramenti, di assistenza pastorale e caritativa. È una sfida educativa che contribuisce al bene comune dell’intera comunità ecclesiale e civile. Ma penso che anche i non praticanti o addirittura i non credenti possano firmare per la Chiesa cattolica. Molta parte dei proventi sono infatti utilizzati per la conservazione dei beni culturali ecclesiastici, che sono patrimonio di tutti: spesso nei piccoli paesi la chiesa parrocchiale rappresenta l’unico edificio artistico di pregio e solo grazie all’8xmille si è potuto mantenere questi beni. Non dimentichiamo poi i soldi destinati alla carità: le organizzazioni cattoliche compiono una vera e propria opera sussidiaria nei confronti dello stato che spesso non riesce ad assistere gli ultimi della società. La Chiesa, nelle periferie, non raramente è l’unica realtà esistente, l’ultimo baluardo di speranza».

 

Il cittadino è sicuro che i proventi dell’otto per mille saranno usati per le nobili finalità sopra ricordate?

«La Conferenza Episcopale Italiana dà annualmente pubblico rendiconto del modo in cui ha ripartito e gestito la quota otto per mille attribuita dai contribuenti. Ciò lo fa per favorire la massima trasparenza, la chiara informazione e per far crescere la coscienza e la partecipazione dei fedeli e di tutti i cittadini alla missione spirituale e caritativa della Chiesa».

 

Quali i proventi giunti nella diocesi di Cremona e come sono stati destinati?

Alla diocesi di Cremona, nel 2016 sono giunti oltre 4.000.000 di euro. La metà sono stati utilizzati per mantenere gli oltre 300 sacerdoti che ogni giorno servono le 222 parrocchie della diocesi; circa 500.000 euro stati destinati esclusivamente ai beni culturali ecclesiastici, con un’attenzione particolare anche al restauro degli organi. Inoltre oltre 800.000 euro sono stati indirizzati sia per la conservazione e il restauro degli edifici di culto, soprattutto di parrocchie piccole che non potrebbero sobbarcarsi spese troppo onerose, sia per le attività pastorali della Curia e di altri organismi diocesani. Da non dimenticare poi i fondi utilizzati per i sacerdoti anziani e ammalati e quelli per i fidei donum, ovvero i sacerdoti che fanno servizio in altre diocesi del mondo, spesso povere e senza le risorse per mantenerli. Altri 800.000 euro sono stati riservati alle opere di carità. I maggiori apporti sono stati attribuiti alla Caritas diocesana per affrontare le enormi necessità di cui si fa carico per venire incontro alle tante famiglie stremate dalla crisi economica in atto e, in parte, per la gestione dei rifugiati e degli immigrati ospitati nelle varie strutture caritative sul territorio diocesano.  Il rimanente delle somme sono state suddivise a favore di tante istituzioni attive in diocesi nel campo della carità: le Cucine Benefiche, la Casa di Accoglienza di Casalmaggiore, il Centro di aiuto alla vita, il Movimento per la vita, il Centro di consulenza familiare di Viadana e di Caravaggio, la Casa s. Omobono in Cremona per le madri in difficoltà. Solo qualche esempio per mostrate la varietà di interventi caritativi sostenuti in diocesi».

 

Quest’anno è stato proposto poi a tutte le parrocchie il concorso «Tuttixuno» di cosa si tratta?

«Si tratta di una iniziativa rivolta alle parrocchie italiane (l’anno scorso chiamata Ifeelcud) che richiede l’organizzazione di un incontro formativo locale per promuovere il sostegno economico alla Chiesa cattolica e l’ideazione di un progetto di utilità sociale per la propria comunità e permette ad ogni parrocchia di concorrere alla vincita di un contributo economico per la realizzazione dell’idea proposta, tra i 1.000 e i 15.000 euro. Non solo saranno premiati i 10 progetti più meritevoli ma anche tutti gli incontri formativi, organizzati secondo una specifica procedura, saranno sostenuti con un contributo tra i 1.000 e i 2.000 euro. Da qui lo slogano del concorso che recita “Quest’anno vincono tutti”».

 

Avete in mente altri progetti?

«In collaborazione con l’economo diocesano inviteremo le parrocchie che hanno ricevuto un contributo dell’8xmille a promuovere un incontro di sensibilizzazione con i fedeli. Spiegheremo loro i valori che sottostanno, le modalità per firmare e non da ultimo chiedere la disponibilità a qualcuno di farsi promotore del Sovvenire sul territorio. L’impegno primo, infatti, è quello di creare una rete di collaboratori che sensibilizzino i fedeli e che anche raccolgano i modelli CU di pensionati e di coloro che non debbono presentare la dichiarazione dei redditi, ma che comunque possono firmare per destinare l’8xmille. Per tutte le altre parrocchie sarà possibile promuovere un incontro simile: per loro il servizio diocesano elargirà una somma significativa da utilizzare per opere di carità o attività pastorali. Altre iniziative sono in cantiere coinvolgendo in modo particolare i consigli degli affari economici parrocchiali».

 

 

 

Grazie all’8xmille giunti in diocesi oltre 4.000.000 di euro
Buona parte dei fondi è destinata al sostentamento del clero, mentre una fetta cospicua è dedicata alle opere di solidarietà

Grazie ai fondi dell’8xmille della Chiesa Cattolica, nel 2016, sono giunti in diocesi ben 1.687.142,90 euro che sono stati impiegati per esigenze di culto e pastorali (873.741,61 euro) e per interventi caritativi (813.401,31). In realtà sono molti di più i soldi che giungono sul nostro territorio diocesano grazie all’8xmille: basti pensare che oltre 2.000.000 di euro sono utilizzati per sostenere economicamente gli oltre 300 sacerdoti che quotidianamente, con abnegazione e senso del sacrificio, servono le 222 parrocchie della nostra Chiesa cremonese. In più vi sono fondi destinati esclusivamente ai beni culturali – tra di essi anche quelli per il restauro degli organi: è il caso di quello della Chiesa di Sant’Agostino in Cremona – che si aggirano intorno ai 500.000 euro. In tutto, dunque, la nostra diocesi gode di oltre 4.000.000 euro. Una cifra considerevole che permette di mantenere tutti quei servizi religiosi e sociali così indispensabili per la nostra gente.

 

FONDI PER IL CULTO E LA PASTORALE

873.741,61 euro, destinati a culto e pastorale, sono stati così destinati: 80.000 euro sono andati alla parrocchia dell’Immacolata Concenzione impegnata a pagare la bella chiesa parrocchiale inaugurata da pochi anni. Ben 25.000 euro sono stati assegnati alla parrocchia di Martignana Po per il restauro dell’organo, 15.000 euro alla parrocchia di S. Martino dall’Argine per la sistemazione del chiostro, 5.000 sono pervenuti alla parrocchia di Pozzaglio per il riscaldamento della chiesa, mentre 50.000 euro sono stati utilizzati per la sistemazione della torre campanaria della chiesa di San Sigismondo a Cremona, sempre per le campane sono stati dati 5.000 alla parrocchia di Villarocca, mentre 31.000 euro sono stati devoluti alla comunità di Torre de’ Picenardi per la casa parrocchiale. Per l’antica Pieve di San Maurizio appartenente alla parrocchia di Ca’ D’Andrea, recentemente interessata a un’opera di restauro, sono stati stanziati 44.000 euro.

Altri 10.000 sono arrivati alla comunità di Bordolano che poche settimane fa ha riaperto l’oratorio dopo alcuni lavori di ristrutturazione, mentre 15.000 euro sono serviti a coprire in parte le spese degli spogliatoi dell’oratorio di S. Matteo delle Chiaviche. Infine 10.000 euro sono stati devoluti alla comunità di San Felice per la sistemazione della casa parrocchiale.

Per il funzionamento della Curia e delle varie attività pastorali diocesane sono stati assegnati 280.000.000 euro, mentre al Centro Pastorale diocesano sono giunti 30.000 euro. Per sostenere le attività dei vari mezzi di comunicazione sociale sono stati conferiti 190.000.000 euro, mentre 15.000 euro sono stati utilizzati per assistere i sacerdoti ammalati. Altri 30.000 euro sono stati dedicati ai fidei donum, ovvero ai sacerdoti cremonesi in servizio in altre diocesi. Infine 36.805,61 sono stati accantonati in un fondo di garanzia che serve per far fronte alle emergenze, mentre 1.936,00 euro sono a disposizione del servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa per le sue attività di sensibilizzazione.

 

PER INTERVENTI CARITATIVI

Una consistente fetta di fondi dell’8xmille (813.401,31 euro) sono stati destinati agli interventi caritativi sul territorio. 190.000 euro sono a disposizione del Vescovo che li utilizza per la cosiddetta “Carità della diocesi”. Altri 105.000 euro sono stati indirizzati a parrocchie: 80.000 euro alla comunità di Malagnino, fortemente impegnata nell’allestimento del nuovo oratorio – importante centro di aggregazione non solo per le giovani generazioni – e 25.000 euro alla comunità di Bozzolo a favore del fondo famiglie colpite dalla crisi economica.

Alla Caritas diocesana che quotidianamente assiste centinaia di persone sono arrivati 100.000 euro, mentre alla Casa dell’Accoglienza di Cremona sono giunti 80.000 euro, mentre a quella di Casalmaggiore 15.000 euro. Al Fondo San Facio, che fa sempre capo alla Caritas diocesana e che è utilizzato per il progetto “micro-credito” sono stati destinati 40.000 euro. Un’altra benemerita realtà cremonese, le Cucine Benefiche gestite dalla San Vincenzo diocesana, hanno goduto di 20.000 euro. Al Centro Aiuto alla Vita di Cremona, al Consultorio Ucipem cittadino, al Punto Famiglia di Caravaggio e alla Fondazione Casa Famiglia S. Omobono sono arrivati rispettivamente 10.000 euro. Il Consultorio familiare di Viadana può godere di un contributo di 15.000 euro, mentre 5.000 euro sono giunti sia al Movimento per la Vita, sia alla Fondazione Opera Pia Casa Provvidenza. Una piccola, ma significativa elargizione – 2.000 euro – è stata fatta al Focolare Grassi e alla comunità di recupero “La Zolla” diretta da don Salomoni. Ben 100.000 euro, invece, sono giunti all’Opera Pia Ritiro Sant’Angelo di via Sabotino. Da segnalare poi il contributo di 10.000 euro ai cappellani delle carceri per le loro attività a favore dei detenuti e i 3.000 euro alle «Tende di Cristo» di fratel Francesco Zambotti. Infine sono stati accantonati nel fondo caritativo per sacerdoti in difficoltà 30.000 euro, mentre nel fondo iniziative caritative pluriennali sono entrati 51.401,31 euro.

Come sono ripartiti i fondi dell’8xmille della CEI

 

 

Cremona in controtendenza in Lombardia, nel 2015 aumentate le offerte deducibili per i sacerdoti
Don Claudio Rasoli, nuovo incaricato del Sovvenire in diocesi: «Trasparenza ed equità i pilastri di questo sistema attivo dal 1989»

Nelle scorse settimane il Servizio di promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica ha inviato a tutti gli incaricati diocesani un dettagliato rendiconto relativo alle offerte deducibili per i sacerdoti: uno dei pilastri, insieme al più noto 8xmille, del sostegno economico alla Chiesa da parte dei fedeli. Secondo i dati centrali nel 2015 in diocesi di Cremona sono state effettuate 720 offerte (contro le 780 dell’anno precedente) per un totale di 66.651,20 euro (contro i 65.989,70 euro dei dodici mesi precedenti). In pratica sono state registrate un minor numero di donazioni, ma di importi superiori rispetto al 2014. Un più 1% che pone la nostra diocesi, insieme a quella di Vigevano (+20%) fra le più virtuose della Lombardia. Milano infatti registra un -9,5%, Bergamo un -8,8%, Brescia addirittura un -14,9%, Como un -11, 6%, Crema un -8,1%, Lodi un -10,9%, Mantova un -12,6%, Pavia un -12,3%.

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