Sta per arrivare Natale e la liturgia della festa ci propone una profonda meditazione su un fatto semplice in sé, ma straordinario: nasce un bambino, nel quale però il Dio del cielo si fa uomo per stare sulla terra, per vivere come noi e con noi.
Se noi riteniamo che questo fatto così importante ci interpelli in qualche modo, dovrebbe nascerci dentro un problema, una domanda: qual è la mia risposta a Cristo incarnato e presente nella storia umana?
- Francesco di Sales nel suo libro FILOTEA non dà risposte teologiche o filosofiche, ma,come spesso gli capita, fa esempi molto semplici e da tutti comprensibili:“I bambini a forza di ascoltare le mamme e balbettare dietro di loro, imparano la loro lingua; avverrà lo stesso per noi se ci terremo vicino al Salvatore con la meditazione: osservando le sue parole, le sue azioni e i suoi affetti, impareremo con il suo aiuto a parlare, agire e volere come Lui”.
Parlare, agire, volere come Lui significa in altre parole vivere come Lui ed è quello che in sublimi termini teologici ci ha tramandato S. Paolo: “Sono stato crocefisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me ( Gal. 2, 20)”.
Evidentemente, diventare un “alter Christus“, cioè essere simile a Lui, presuppone certo un punto di partenza: la fede che si concretizza nella grazia del Battesimo, ma anche un cammino che si snoda nel quotidiano.
Le tappe di questo cammino sono i capitoli del libro FILOTEA, nei quali San Francesco di Sales descrive i comportamenti che deve tenere nella propria vita chi vuol essere, se non come, almeno vicino a Cristo e tutti possono esserlo, come già insegnava San Francesco di Sales e come scrive il Concilio Vaticano II.
“Il Signore Gesù, Maestro e Modello divino di ogni perfezione, a tutti e ai singoli suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato la santità della vita, di cui Egli stesso è autore e perfezionatore … (L.G. 40)”.
Ma perché abbiamo tanto bisogno di questa perfezione?
Perché, come ascolteremo nella Messa di mezzanotte: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia (Is. 9 1,2)”.
Ora che il nostro mondo stia camminando nelle tenebre è una constatazione quotidiana: guerre,delitti, stupri, povertà, fame, una mentalità culturale fondata sulla forza e la sopraffazione e che quindi occorra che una grande luce si accenda per illuminare anche all’uomo moderno la via della vera umanità, è una conseguenza tanto ovvia quanto necessaria.
Ma da dove verrà questa luce?
Ci sono in giro tanti elettricisti, che propongono luci più o meno durature o intermittenti, ma poche arrivano davvero a riscaldare il cuore, soprattutto di chi vuole essere giusto ed onesto con sé stesso.
“Una luce si è levata per il giusto, gioia per i retti di cuore (Ps. 96)”.
BUON NATALE A TUTTI!