La comunità Visitandina di Soresina piange il lutto per la scomparsa di suor Rosa Maria Colombo, mancata improvvisamente il 1° settembre scorso. Il dolore si estende a tutta la comunità soresinese che riconosce nel Monastero della Visitazione, e nelle monache che lo rendono vivo, un faro che conduce alla preghiera e a Dio.
Le esequie sono state celebrate il 3 settembre nella chiesa del Monastero della Visitazione di Santa Maria, con una partecipazione che ha testimoniato quanto l’affetto profuso da suor Rosa Maria, con la preghiera e i colloqui privati al parlatorio, sia ricambiato.
Hanno concelebrato don Andrea Bastoni, parroco di Soresina, che ha presieduto la Santa Messa, don Enrico Maggi, Delegato Episcopale per la Vita Consacrata, don Giovanni Sanfelici, confessore delle monache, don Silvio Aboletti, padre Claudio Marinoni, missionario saveriano, don Gianbattista Piacentini, don Andrea Piana, don Giuseppe Pirini Boroni, padre Giuseppe Ripamonti, don Attilio Spadari, don Enrico Strinasacchi e don Giuliano Valiati; presenti anche don Alberto Bigatti e tre ministranti.
Il dolore iniziale lascia il posto alla certezza che suor Rosa Maria siede tra gli angeli e gode della vista del Signore.
Questo il messaggio che la Madre Maria Teresa e le consorelle lasciano a imperitura memoria della devozione di suor Rosa Maria, vera testimone del messaggio Visitandino.
Viva + Gesù
Carissima Suor Rosa Maria,
ti sei consumata davanti a Gesù come la lampada del Tabernacolo.
Hai sempre fatto tutto per amore di Gesù e per il bene delle anime.
Grazie per essere stata una vera visitandina come ci vogliono i nostri Santi Fondatori: anime di preghiera che nel silenzio e nel nascondimento offrono a Dio la loro vita per il bene della Chiesa e dell’umanità.
Grazie per il tuo silenzio orante, per l’esempio che ci hai dato di fedeltà alla Regola fino alla fine. Infatti, venerdì sera, mentre la Madre e noi dopo la ricreazione ti abbiamo chiesto di ritirarti in cella, tu hai voluto venire in Coro per recitare la tua ultima Compieta qui in terra.
Grazie. Grazie anche per la tua virtù eroica: non ti sei mai lamentata di nulla: né per il troppo caldo, né per il troppo freddo, né per i tuoi dolori, né per il cibo, né per le Sorelle, ma hai sempre avuto una grande carità verso tutte, infondendo sempre in noi speranza e fiducia nel Signore.
Siamo certe che ora dal Cielo pregherai per noi, per i nostri Sacerdoti e per tutti i soresinesi che ci sostengono con il loro affetto, con la loro preghiera e con il loro aiuto.
Grazie di cuore, Suor Rosa Maria e arrivederci un giorno lassù dove ci ritroveremo tutti insieme per lodare eternamente Gesù.
Grazie, nostra amatissima Suor Rosa Maria.
La tua Madre e le tue Sorelle
Dio sia benedetto
Significativa la scelta e la spiegazione, da parte delle consorelle, del canto:
Nel cuore del mio essere, c’è un’ansia di capire:
perché Tu mi fai vivere, perché mi fai morire.
Rit: Uscire dalla tenebra, entrare nella luce:
vedere Te, Signore.
Un giorno, insieme agli Angeli, in armonia cantare:
nel regno dello Spirito l’Amore contemplare
Con le parole di due strofe di un canto sgorgato dal cuore di Suor Rosa Maria, vogliamo dire l’intensità della sua vita consumata per amore di Dio e delle anime.
Il suo anelito più profondo è stato sempre l’unione con Dio, la ricerca del Suo Volto. Pertanto, la terra deve esserle stata tenebra e sprone a cercare più fortemente nella contemplazione Dio e Dio solo in assoluto.
Ora, giunta nel regno dello Spirito, insieme agli Angeli canti e contempli l’Amore.
Ti preghiamo, cara Sorella, di ricordarti di noi, poveri pellegrini.
Suor Rosa Maria Colombo, classe 1941, novarese di origine, figlia di un generale dell’Esercito di stanza a Cremona, è approdata al Monastero di Soresina il 9 gennaio 1966 e l’anno successivo, il 24 settembre 1967, ha emesso la professione dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza.
Il Monastero di Soresina, ma soprattutto la comunità Visitandina sono state la sua unica casa per più di mezzo secolo. Dal suo ingresso, infatti, le “quattro mura” del chiostro sono state il suo “universo”: uno spazio molto circoscritto, tuttavia più libero e liberante di un “mondo senza confini”. E’ stata la sua “città sopra il monte” dalla quale, come sentinella, ha vigilato sulla comunità.
Ogni anno ha confermato la sua donazione totale a Dio e all’Ordine e il 16 ottobre 2017 ha festeggiato il cinquantesimo di consacrazione. In tutti questi anni suor Rosa Maria ha incontrato, da dietro la grata del parlatorio, fanciulli, giovani, adulti … a tutti ha testimoniato la gioia della sua consacrazione e offerto la sua preghiera gratuita e incondizionata. Lascia un’eredità spirituale e morale di cui le consorelle sapranno fare tesoro per diffondere lo spirito Visitandino e per trovare lo stesso slancio che solo il fervore di una fede così genuina può dare.


