S. Margherita Maria Alacoque nella Dilexit Nos

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S. Margherita Maria Alacoque nella Dilexit Nos

In questo mese di giugno dedicato al Sacro Cuore terminiamo il nostro itinerario attraverso l’enciclica di papa Francesco DILEXIT NOS sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo, soffermandoci sui paragrafi che riguardano S. Margherita Maria Alacoque.

Già abbiamo visto l’importanza che papa Francesco ha riconosciuto a S. Francesco di Sales nell’indirizzare in modo teologico e non pietistico la devozione, al suo tempo già presente, per il Sacro Cuore e così ora introduce il ruolo di S. Margherita Maria: “E’ sotto il salutare influsso di S. Francesco di Salesche si svolsero gli eventi di Paray-le-Monialalla fine del XVII secolo. S. Margherita Maria Alacoque ha raccontato importanti apparizioni avvenute tra la fine di dicembre 1673 e il giugno 1675. Fondamentale è una dichiarazione d’amore che spicca nella prima grande apparizione” (D.N. n. 119) .

E continua “S. Margherita Maria riassume tutto in modo potente e fervoroso: “Mi scoprì le meraviglie del suo Amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore, che mi aveva tenuti nascosti fino a quel momento, nel quale me lo aprì per la prima volta. E lo fece in modo così reale e sensibile da non permettermi ombra di dubbio”. (D. N. n. 120).

Da questa certezza di S. Margherita Maria il Papa trae un insegnamento ancora valido per noi oggi: “Questo intenso riconoscimento dell’amore di Gesù che S. Margherita Maria ci ha trasmesso ci offre preziosi stimoli per la nostra unione con Lui”. (D.N. n. 121)

Attraverso il Cuore “che nulla ha risparmiato” è facile vedere la donazione totale di Cristo sulla croce e quindi l’esigenza di una nostra risposta. Il messaggio che ci viene trasmesso può essere riassunto in quelle parole che S. Margherita ha udito: “Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore”. Questa manifestazione è un invito a crescere nell’incontro con Cristo, grazie a una fiducia senza riserve, fino a raggiungere un’unione piena e definitiva “il divin Cuore di Gesù si sostituisca talmente a noi da vivere e agire solo in noi e per noi: La sua Volontà possa agire assolutamente senza resistenza da parte nostra”. (D.N. nn. 121, 122).

Il testo pontificio richiama quindi il fondamento teologico di tutto questo abbandono citando il testo paolino: “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.

Questo scambio da cuore a cuore non è quindi un’infantile e fideistica devozione, ma una realtà teologica e un’aspirazione spirituale che S. Margherita Maria ha plasticamente descritto così. “Mi domandò il cuore e io Lo supplicai di prenderlo. Lo prese e lo mise sul suo Cuore adorabile, nel quale me lo fece vedere come un piccolo atomo, che si consumava in quella fornace ardente” (D.N. n. 123).

Mentre ci riconosciamo piccoli atomi nella grande storia della Salvezza, sappiamo però che se il nostro granello resta solo non produrrà alcun frutto, ma se viene coltivato e consumato in “quel cuore ardente” allora produrrà grandi frutti, per la salvezza di questo mondo incastrato nella tristezza di un individualismo pieno di sfiducia e povero di speranza.

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