1° – RIFLESSIONE SULLA STORIA
Il 24 aprile 2026 ricorre il 210 ° anniversario della fondazione del Monastero della Visitazione a Soresina.
E’ un traguardo significativo nella vita della comunità, che si appresta a farne memoria.
Ma qual è lo scopo di rievocare un fatto del passato e qual è il suo significato per il mondo di oggi?
Sul senso dei fatti storici o, se si vuole, sulla filosofia della storia sono stati scritte migliaia di pagine, ma forse è possibile riassumere alcuni semplici concetti.
Alle fondamenta di un “fatto”, contemporaneamente religioso e sociale, che dura da oltre due secolic’è sicuramente la mano insondabile della Provvidenza divina, ma ci sono anche le condizioni psicologiche e sociologiche degli agenti che hanno materialmente costruito il “fatto” e che possono essere indagate.
Bisogna tenere insieme i due poli della vicenda altrimenti si cade nel contrasto culturale tra i deterministi, che credono che tutto dipenda dal “caso”, o dal “destino”, o dalla Provvidenza. Per loro i “fatti storici “accadono perché DEVONO accadere, determinati da forze non controllabili dall’ uomo.
Sull’altra sponda ci sono quelli che sostengono l’indeterminismo e il principio di causalità.
I fatti (piccoli o grandi) della vita succedono perché c’è una causa che li genera: fisica, psichica, economica, sociologica, ecc. ma di certo il destino o il caso non c’entrano assolutamente nulla.
Le conseguenze filosofiche e culturali dell’una o dell’altra ideologia sono molte e possono segnare pesantemente la vita delle persone, ma c’è una “terza via”, che viene dalla riflessione culturale cattolica.
La dottrina cattolica afferma che la PROVVIDENZA divina guida certamente la storia e le assegna un traguardo finale metastorico, ma nello stesso tempo rispetta la libertà umana, che liberamente decide se e come comportarsi.
La Provvidenza insomma non è cieco destino o la sola causa efficiente del fatto storico, ma presuppone la libera obbedienza della volontà umana, che ascolta e accetta l’ispirazione che viene dall’Alto.
La fondazione del monastero fu certamente dovuta ad un intreccio di fatti e circostanze: internazionali, locali, politiche, culturali ed economiche, ma senza la ferma volontà di un gruppo di donne religiose che, tra mille difficoltà ed un avverso “destino”, hanno voluto vivere fino in fondo la loro vocazione di donazione a Dio, il Monastero della Visitazione come lo conosciamo a Soresina da 210 anni non ci sarebbe mai stato.
Celebrare la memoria della fondazione significa allora rivisitare il disegno provvidenziale e la ferma volontà e dedizione di chi per due secoli ha incarnato gli ideali dei santi Francesco e Giovanna Francesca.
Ma propria questo ci pone un altro interrogativo: perché proprio la Visitazione?
Si può pensare che sia un caso che il vescovo di Cremona Omobono Offredi conoscesse la vita, le opere e la spiritualità dei santi Fondatori e consigliasse alle aspiranti monache di optare tra tante possibilità per quell’ordine.
Però è anche vero che esse hanno liberamente accettato di adeguarsi ai desideri del Vescovo, anche se nutrivano in cuor loro altre opzioni.Così come hanno accettato con gioia le sorelle di Alzano Lombardo che sono venute a guidare il loro percorso di noviziato visitandino.
Altrettanto importante è il ruolo che liberamente hanno esercitato i tanti benefattori che hanno messo a disposizione i fondi necessari perché il sogno diventasse realtà.
Con un’immagine “edilizia” si può quindi riassumere che la Provvidenza Divina disegna il progetto della storia e di ogni storia personale, ma i mattoni per trasformare il progetto in vita li costruiscono la libertà e la volontà della persona umana alla ricerca della sua vera immagine.


