4 – La cogestione dei due Santi Fondatori 1610 – 1622

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L’ avventura dell’Ordine della Visitazione è ormai partita.

Il 6 giugno 1610 quattro aspiranti suore entrano nella casa “DELLA GALLERIA” e dopo un anno di noviziato emettono i primi voti.

Pensata e ripensata   più volte, la Regola è ormai approvata e va applicata, ma una cosa sono le teorie generali e un’altra le questioni minute di tutti i giorni.

Francesco e Giovanna Francesca sono quindi chiamati a costruire insieme il “Costumiere”, cioè le norme che regolano le attività quotidiane delle singole suore e della comunità: a che ora ci si alza, quando e come si cantano le lodi e il vespro, a che ora si mangia e quando si va a letto, quando si lavora e quando si fa ricreazione, quando si fa il “grande silenzio” e quando invece si può conversare, ecc.

Alcune delle norme nascono quasi spontaneamente nei colloqui che il vescovo ha con le suore.

Dal giugno del 1611 infatti Francesco ha preso l’abitudine di andare, sul far della sera, alla Galleria e le suore, che intanto erano già aumentate, si sedevano in circolo nel cortile per dialogare con lui.

Erano colloqui semplici con domande e risposte, che una volta raccolti e trascritti sono diventati un libro “GLI ENTRETIENS”; con essi Francesco spiegava la regola, ne illustrava il valore, quali erano le mancanze che si potevano commettere contro la regola e i danni che derivavano e quali invece i valori grandi della sua osservanza, che non doveva mai essere un fatto puramente meccanico, ma una convinta adesionespirituale.

Nel frattempo le vocazioni monastiche continuavano a crescere e quindi si rendeva necessario trovare una nuova casa più grande e …. ampliabile.

Il 3 ottobre 1612, dopo soli due anni dall’avvio, le suore sono già 16 e si trasferiscono in quello che sarà di fatto il primo monastero della Visitazione e sarà chiamato LA SAINTE SOURCE (la sacra fonte o sorgente) e che ancora esiste ad Annecy.

Anche in questo passaggio non pacifico, il vescovo e Giovanna Francesca lavorano fianco a fianco, perché il nuovo ordine religioso, mentre attira sempre più nuove vocazioni, suscita anche rancori e gelosie.

Perfino il diritto di utilizzare l’acqua di un torrente    diventa un problema, ma Francesco è laureato in diritto e sa far valere le giuste ragioni del monastero.

La vita alla Sainte Source si è appena stabilizzata, che già arriva la richiesta di fondare un nuovo monastero.

Quattro signore di Lione arrivano nel 1613 ad Annecy per diventare visitandine e dopo due anni di   preparativi per la loro formazione e logistici, per attrezzare il nuovo monastero, il 2 febbraio 1615, festa della Candelora, ha luogo l’inaugurazione del convento di Lione.

La nascita di questo monastero è importante non solo perché inaugura le procedure di come si fondano nuove comunità, ma perché l’arcivescovo di Lione mons. De Marquemont diede il suo consenso solo se le visitandine fossero diventate esclusivamente suore di clausura.

Infatti nella prassi prima del 1615 Francesco aveva ammesso che insieme alla clausura ci fossero delle uscite, purché fossero finalizzate esclusivamente all’assistenza a domicilio degli indigenti e degli ammalati.

I Santi fondatori avevano già inventato nel 1600 l’assistenza domiciliare gratuita che, oltre alle cure, garantiva anche la fornitura di cibo, medicine, vestiario e altri beni di prima necessità agli indigenti di Annecy.

Dopo il 1615 quindi la regola prevederà solo la clausura pontificia, salvo casi di necessità.

Dopo la fondazione di Lione la collaborazione di Francesco con la madre Chantal proseguirà fino alla morte del vescovo nel 1622, quando il 28 dicembre il vescovo morirà proprio nel convento di Lione, lasciando però scritto nel testamento di voler essere sepolto nel convento di Annecy.

Alla morte di Francesco i conventi sono già 12, cioè uno nuovo all’anno di media, mentre alla morte di Giovanna Francesca 19 anni dopo nel 1641 saranno 87, quindi 75 nuove comunità con una media di 4 fondazioni all’anno.

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