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22/02/2024 – Quaresimali di Soresina/1




17/03/2024 – Esercizi spirituali di Quaresima Zona 2 (Soresina)




Sagra di Ariadello, il Vescovo: «Non c’è nessuno che non può ricevere il perdono e non essere ammesso alla festa»

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Si è svolta al meglio la sagra di Ariadello riservando agli organizzatori, tutti volontari, la ricompensa più attesa: la soddisfazione dei tanti partecipanti alle varie iniziative, religiose e di aggregazione, che per tradizione di svolgono la seconda domenica di maggio e nei giorni immediatamente precedenti e successivi.

Addobbato con i colori della Madonna, il bianco e l’azzurro, il santuario ha accolto migliaia di visitatori, alcuni giunti a piedi, in pellegrinaggio, fino alla chiesetta campestre. Anche tutte le celebrazioni – le Messe e l’Ora mariana – sono state molto partecipate. La chiesa, sempre aperta anche in notturna per tutta la durata della festa, non è mai stata sguarnita. Tutti i visitatori hanno fatto tappa per un saluto alla Madonna del Portico in segno di devozione alla Madre per eccellenza, la Madonna del miracolo e delle intercessioni rappresentate dagli ex voto esposti sulla controfacciata del santuario. In tanti si sono mossi a piedi, come in pellegrinaggio verso il Santuario, come una storia che ritorna: Ariadello, infatti, è capacità di ripetersi, di anno in anno, sempre con rinnovato entusiasmo di fede e partecipazione.

Domenica 12 maggio, giornata che da sempre unisce strettamente sacro e profano, religione e folklore, il santuario è stato affollato da famiglie, bambini, ragazzi, anziani che hanno partecipato alle Messe e all’Ora mariana, giocato nel parco adiacente il Santuario, passeggiato tra i banchi di dolciumi, fatto su e giù dalle giostre, raggiunto il punto ristoro allestito dai volontari.

Lunedì 13 maggio, ultimo giorno di festa, è intervenuto il vescovo Antonio Napolioni che ha presieduto la Messa delle 18, animata dal Coro Psallentes. 

Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato il bisogno di speranza, di fronte all’immagine della festa che sta per fallire presa a prestito dal brano evangelico, metafora anche della società di oggi, che ha tutto eppure non ha speranza e si dà alla morte. Non è mancata una riflessione su Maria, madre della speranza perché madre di Gesù: lei che indica Gesù, unica fonte di vera speranza, venuto al mondo conoscendo la natura umana e che ha scelto una sconfitta per ridare speranza a tutti gli sconfitti: Lui, che non aveva peccato, ha preso su di sé il peccato del mondo perché il peccatore non pensasse di non poter ricevere il perdono, di non essere ammesso alla festa. La gioia di credere in Lui – ha sottolineato il Vescovo – deve prevalere sulle difficoltà e diventare contagiosa, così da essere pellegrini di speranza, ha detto richiamando lo slogan del Giubileo 2025.

 

Ascolta l’omelia del Vescovo

 

Al termine monsignor Napolioni ha impartito una speciale benedizione ai bambini sul sagrato della chiesa e incontrato i ragazzi che riceveranno per la prima volta il sacramento della Cresima e della Comunione.

Il Vescovo si è poi fermato per un momento conviviale. Una chiusura in bellezza che ha premiato tutti i volontari coinvolta per la perfetta riuscita della sagra.

 

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Il Santuario di Ariadello si tinge di festa per la sagra e il 13 maggio Messa con il vescovo Napolioni

La tradizione si ripete, ma non stanca … anzi! I soresinesi, infatti, si apprestano a “traslocare” ad Ariadello per l’amata sagra della Beata Vergine, manifestazione che prende il nome proprio dal Santuario di Ariadello che le è stato dedicato. Il perché di tanta fortuna per la sagra fuori paese si spiega solo con l’affezione a una tradizione che si è sviluppata nel tempo e nasce dalla devozione di una ricca e nobile famiglia che costruì l’imponente santuario a ricordo di un miracolo avvenuto in quel luogo campestre nel lontano XVII secolo.

Nei tre giorni di festa, religione e folklore si mescolano, gli aromi dell’incenso e delle candele si confondono con quelli delle griglie e dei cestini da pic-nic delle famiglie che, con ampi plaid a quadrettoni, mangiano sui prati attigui al santuario. La storia tramandata oralmente e poi trascritta, per raccontare le antiche tradizioni, vuole che la Madonna sia apparsa a una giovinetta di nobile famiglia in visita alla Madonna del Portico, in località Ariadello. La giovinetta, sordomuta dalla nascita, indicando la Madonna, parlò a sua madre e le disse: “Vedi, mamma, la Madonna di Ariadello”. Dal giorno del miracolo, tra lotte con il clero che combatteva forme di superstizione e continue espressioni di fede da parte dei soresinesi, generose offerte si assommarono nelle casse del progetto per la costruzione del santuario e, finalmente, il 30 maggio 1666, la chiesa fu benedetta da don Orazio Molossi, allora parroco di Soresina. Non molto è cambiato da quella lontana data: la devozione per la Madonna, la voglia di ritrovarsi nel santuario per una visita e un ricordo, forse anche per un “miracolo”, e poi il gioco e lo stare uniti insieme all’aria aperta e alle stelle restano i motivi che portano i soresinesi ad Ariadello.

Da un lato la partecipazione, dall’altro l’organizzazione (affidata alla Parrocchia attraverso i volontari di San Siro, i ragazzi dell’oratorio e tanti volontari estemporanei che prestano la loro opera nei giorni clou della sagra) per garantire l’apertura del Santuario, le celebrazioni e offrire anche un punto “ristoro” ben attrezzato.

Per i giorni di sagra non mancheranno attrazioni per bambini, giostre, autoscontri e angoli della fortuna, oltre a bancarelle tipiche per una fiera, dolciumi, fette di cocco, bibite ghiacciate, gadget, occhiali da sole, morbidi peluche e palloni pronti per essere acquistati per passare un pomeriggio giocando.

Il giorno della Madonna (domenica 12 maggio) si celebreranno al santuario quattro Messe: alle ore 7, alle 9, 11 e alle 17; e alle ore 16 l’ora mariana.

Lunedì 13 maggio, invece, sarà presente il vescovo Antonio Napolioni per la celebrazione della Messa solenne delle 18, cui seguirà, alle 19, l’affidamento alla Vergine Maria e la benedizione dei bambini da zero a 6 anni; alle 19.15 il Vescovo incontrerà i bambini dei sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Il Santuario di Ariadello è già protagonista del mese mariano a partire dal 6 maggio con la recita del Rosario tutte le sere alle 20.45 per invocare la pace nel mondo; il 10 maggio alle 17 Messa in suffragio dei defunti dell’Azione Cattolica; l’11 maggio adorazione eucaristica dopo il Rosario; martedì 14 maggio Messa per i benefattori del Santuario.

Infine, lunedì 27 maggio pellegrinaggio notturno ad Ariadello con partenza alle 20.15 dalla chiesa di San Siro: alle 21.15, Messa e affidamento della comunità alla Vergine Maria.

In occasione della sagra di Ariadello, sarà promossa l’iniziativa “La luce di Maria”. Nei giorni della festa della Beata Vergine di Ariadello, presso il Santuario, sarà possibile acquistare un cero da accendere nella notte tra il 12 e il 13 maggio sulla propria finestra di casa, per unire la propria casa alla casa di Maria e invocare la sua protezione su ciascuna famiglia e su tutta la comunità soresinese.

 

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Don Marco Pozza ha chiuso il ciclo di Quaresimali della parrocchia di Soresina

Tutto esaurito per l’ultimo appuntamento dei Quaresimali proposti dalla parrocchia di Soresina. A riempiere il Salone Parrocchiale Mons. Natale Mosconi è stato don Marco Pozza (Cappellano del carcere di Padova, commentatore del Vangelo festivo per Rai 1 e autore di numerose pubblicazioni) tornato ospite a Soresina proprio per gli appuntamenti in preparazione alla Pasqua.

“La pace nasce da un cuore nuovo… strategie di cambiamento da dietro le sbarre”: questo il tema affrontato da don Pozza con slancio e coinvolgimento. Testi biblici, esortazioni di Papa Francesco, riflessioni di don Primo Mazzolari, poesie di Alda Merini, pagine de I Promessi Sposi e storie vere vissute nel carcere di Padova o in seno alla propria famiglia d’origine: tutti esempi per sottolineare che il motore di tutto è sempre il cuore e che anche un cuore “nero” o “spento” può tornare ad amare e ripartire. Il male, come ha più volte sottolineato don Pozza, è affascinante ed è facile lasciarsi attrarre da questo fascino ed essere trascinati in un baratro che allontana da Dio e dal fare del bene. Ma ha anche aggiunto che «la vera tragedia del peccato è, dopo aver fatto il male, impedire a Dio di aiutarci a fare del bene». Ecco perché è importante vedere oltre il male e fare in modo di risvegliare anche il cuore più duro. E di questo percorso di recupero ha portato alcuni esempi incontrati in carcere e ha anche invitato a vivere gli appuntamenti della Settimana Santa pensando al sacrificio di Cristo che ha preferito la croce per pulire dal peccato e dal male il cuore degli uomini piuttosto di scegliere il male.

 

 

 

Ai Quaresimali di Soresina sotto la lente la figura dell’imperatore Carlo I d’Austria, uomo di pace in tempo di guerra




“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, a Soresina il ritiro zonale di Quaresima

La chiesa del Buon Pastore dell’Oratorio Sirino di Soresina ha ospitato domenica 17 marzo il ritiro spirituale di Quaresima della Zona pastorale 2. Promosso dall’Azione Cattolica, il ritiro è stato guidato dal vescovo Antonio Napolioni che ha proposto una meditazione ispirata al salmo 22 “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Dopo aver invitato i presenti a leggere a cori alternati il salmo, il Vescovo ha ricordato i motivi per cui il salmo 22 è considerato una delle preghiere più intense di tutto il Salterio, in cui profonda fiducia in Dio e totale abbandono a lui si alternano all’angoscia e alla sofferenza dell’orante.

Nel periodo antecedente la Settimana Santa, il salmo è stato lo spunto per riflettere sulla passione di Gesù e la sua glorificazione, ma anche la sua umiltà e compassione. E proprio questi due concetti sono stati “offerti” dal Vescovo ai presenti alla fine della meditazione quale spunto per una riflessione personale: Dio servo manifesta che l’umiltà è alla base della gloria e dell’amore ed è sempre gratuita e creatrice; la Passione avviene per compassione degli uomini e genera compassione perché la Passione di Cristo rende l’uomo capace di compassione verso il prossimo.

La meditazione è stata il fulcro del ritiro a cui sono seguiti un momento di silenzio per la riflessione individuale e le preghiere spontanee. La preghiera finale è stata comunitaria attraverso il Padre Nostro. La celebrazione è stata animata dai cantori soresinesi. Il Vescovo ha sciolto l’assemblea con la benedizione e l’augurio di passare una buona settimana Santa.




Ai Quaresimali di Soresina sotto la lente la figura dell’imperatore Carlo I d’Austria, uomo di pace in tempo di guerra

Si è svolto giovedì 14 marzo il quarto Quaresimale proposto dalla Parrocchia di Soresina. È intervenuto il giornalista cremonese Mauro Faverzani con un tema, se non inedito, poco conosciuto: “L’imperatore Carlo I d’Austria uomo di pace in tempo di guerra”. L’imperatore fautore di pace, che si oppose al primo conflitto mondiale e che, di fronte all’impossibilità di evitarlo, cercò di limitare le catastrofi, le stragi e l’uso di armi eccessivamente distruttive, è stato raccontato da Faverzani, co-autore del libro “Carlo I, un imperatore per l’Europa”.

Faverzani ha inquadrato l’uomo, il marito, il padre, il sodato, l’imperatore, il cristiano, il beato evidenziando il suo atteggiamento costante e coerente, al limite dell’insistente nel perseguire la pace. Carlo I fu un uomo che cercò sempre la pace, in famiglia e al potere, ma che non si sottrasse agli obblighi imperiali e che combatté una guerra decisa da altri. Amò però profondamente la pace, perché sapeva cos’era la guerra, per formazione e come soldato sul campo.

Di Carlo I d’Austria e di Ungheria si è sempre saputo e parlato poco: rare sono le sue autobiografie ufficiali e solo in lingua tedesca. La sua figura è stata approfondita solo dopo la sua beatificazione per quella sua ostinata ricerca e difesa della pace.

Faverzani ha offerto ai presenti una ricostruzione storica puntuale, ricca di approfondimenti sulla situazione politica e bellica dell’epoca, ma soprattutto ha fatto emergere il lato umano e cristiano di un imperatore, affiancato dall’inseparabile consorte Zita, che è stato prima di tutto servitore della famiglia, della vita e della pace. Valori che ha trasmesso agli otto figli (per l’ultima figlia, nata dopo la sua morte, è stato un esempio postumo) e che ha testimoniato senza vergogna a corte, al fronte, in esilio.

 

 

Il prossimo e ultimo appuntamento dei Quaresimali sarà giovedì 21 marzo. Interverrà don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova, commentatore del Vangelo festivo per Rai1 e autore di numerose pubblicazioni. Il suo intervento sarà una testimonianza derivante dal suo ruolo di cappellano. L’incontro è intitolato “La pace nasce da un cuore nuovo… strategie di cambiamento da dietro le sbarre” e si svolgerà presso il salone parrocchiale Mons. Natale Mosconi a partire dalle ore 20.45.

Inoltre, la Parrocchia di Soresina ospiterà, domenica 17 marzo, il ritiro spirituale zonale con la lectio divina proposta dal vescovo Antonio Napolioni presso la Chiesa del Buon Pastore dell’Oratorio Sirino a partire dalle 20.30.

 

 

Quaresimali di Soresina, sotto la lente il messaggio di pace di don Mazzolari e don Milani




Quaresimali di Soresina, sotto la lente il messaggio di pace di don Mazzolari e don Milani

Per il terzo appuntamento dei Quaresimali, giovedì 7 marzo, la Parrocchia di Soresina ha chiesto l’intervento del prof. Matteo Truffelli per una relazione sulla scomoda profezia di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani sul tema della pace da perseguire con ostinazione.

Presidente della Fondazione don Primo Mazzolari di Bozzolo, docente di Storia del pensiero politico all’Università di Parma e già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Truffelli, dopo un’introduzione del parroco don Angelo Piccinelli, ha ampiamente documentato la storia di Mazzolari, il suo percorso e il suo cambiamento, fino al radicale “no” alla guerra, sotto qualunque forma, raffrontando il suo pensiero a quello di don Milani. Ne è uscito un quadro di pace, anzi di “profeti della pace”: in tempi di guerre drammatiche, hanno maturato pensieri di pace e invitato a non scegliere la guerra come soluzione. Un invito rivolto ai singoli, alla collettività e alla politica che comportò non pochi “problemi” ai due sacerdoti. Due preti il cui pensiero è sempre più attuale.

Numerosi i passaggi degli scritti lasciati come eredità da Mazzolari e Milani proposti dal professor Truffelli, oltre al ricordo di vicende che hanno segnato il percorso di fede dei sacerdoti e alla visita di Papa Francesco, il 20 giugno 2017, sulle tombe dei due sacerdoti: un recupero della loro memoria e del loro pensiero di pace, così necessario in questi tempi di guerre in cui i deboli diventano più deboli e gli innocenti pagano il prezzo di guerre promosse sulla scia di nostalgici imperialismi, integralismi e manie di potere.

Truffelli ha lasciato ai presenti alcuni spunti di riflessione ispirati soprattutto agli scritti di Mazzolari: la pace è una questione urgente, serve ora (Adesso o mai più come sosteneva Mazzolari) ed è un cammino di conversione personale che può essere condiviso e, diventando collettivo, può condizionare la politica, perché c’è bisogno di una politica diversa, capace di più creatività attraverso una riscoperta del senso evangelico della politica (pensiero che accomunava Mazzolari e Milani).

Alla fine della sua relazione, il professor Truffelli si è reso disponibile per un dibattito informale con la platea.

 

Il prossimo appuntamento sarà giovedì 14 marzo sul tema “L’imperatore Carlo I d’Austria uomo di pace in tempo di guerra”, che si oppose all’inutile strage del primo conflitto mondiale. Relatore sarà il giornalista Mauro Faverzani, co-autore del libro “Carlo I, un imperatore per l’Europa”. L’incontro sarà alle 20.45 nella Sala del Podestà (via Matteotti 4).

Inoltre, la Parrocchia di Soresina ospiterà, domenica 17 marzo, il ritiro spirituale zonale con la lectio divina proposta dal vescovo Antonio Napolioni. La Lectio si terrà presso la Chiesa del Buon Pastore dell’Oratorio Sirino a partire dalle 20.30.

 

Dal pellegrinaggio di Paolo VI in Terra Santa all’oggi, la relazione del giornalista Gianpiero Goffi ai Quaresimali di Soresina




Dal pellegrinaggio di Paolo VI in Terra Santa all’oggi, la relazione del giornalista Gianpiero Goffi ai Quaresimali di Soresina

Nell’elegante cornice della Sala del Podestà di Soresina, giovedì 29 febbraio per il secondo dei cinque appuntamenti dei Quaresimali proposti dalla Parrocchia di San Siro, è intervenuto il giornalista e ricercatore Gianpiero Goffi con una riflessione sulla travagliata storia di Gerusalemme e della Terra Santa a 60 anni dal viaggio di papa Paolo VI in quei luoghi.

Goffi ha puntualmente documentato il pellegrinaggio del Pontefice in Terra Santa a 60 anni di distanza da quello storico viaggio, avvenuto dal 4 al 6 gennaio 1964. Un excursus che il giornalista ha collegato alla situazione attuale attraverso la voce di chi, all’epoca, ha documentato il pellegrinaggio di Paolo VI e di chi, nel tempo, ha scritto di quel viaggio epocale (il primo in aereo per un Papa, ma soprattutto il primo in Terra Santa).

Il giornalista cremonese ha reso particolarmente arricchente la sua relazione grazie alle citazioni di scritti di vescovi e storici cremonesi che hanno vissuto quei giorni “in diretta”. Particolare attenzione è stata data alle numerose presenze religiose a Gerusalemme e alla difficile situazione di convivenza nei luoghi sacri, tanto da dover redigere regole di condivisione a dimostrazione di una situazione di divisione e conflitto mai veramente risolta. Il ricco racconto ha permesso ai presenti di immedesimarsi e vedere idealmente i luoghi sacri visitati dal Papa, quasi attraverso gli occhi della folla che accolse Paolo VI.

Una riflessione che ha evidenziato come i gesti di Papa Paolo VI – dalla decisione, a pochi mesi dalla sua elezione al pontificato, di recarsi in Terra Santa fino alla scelta dei luoghi da visitare in prima persona e all’incontro con il patriarca ecumenico Antenagora – andassero in una sola direzione: la pace. Pace tra tutti i popoli, tra tutte le religioni, tra tutte le culture.

 

 

L’intervento di Goffi si è dunque ben inserito nel programma dei Quaresimali soresinesi che vogliono spingere a meditare sul tema “L’audacia della pace: compito e profezia”, perché, come sottolineato dal parroco don Angelo Piccinelli, che ha introdotto la relazione di Goffi, «non ci misuriamo mai abbastanza con l’importanza della pace».

Una pace che, a 60 anni dal viaggio di papa Paolo VI, rimane, purtroppo, evocata, ma mai raggiunta. E dunque, dalle parole del relatore e di don Piccinelli si può trarre la conclusione che resta la speranza che questo rievocare il pellegrinaggio di Paolo VI aiuti i presenti a “lavorare” in una prospettiva di pace, per Gerusalemme, il cui nome, ironia della sorte, significa “città di pace” e per tutto il mondo, perché la pace è speranza e dove c’è speranza, c’è vita.

Il prossimo appuntamento è giovedì 7 marzo. Interverrà, presso il salone parrocchiale “Mons. Natale Mosconi” a partire dalle 20.45, con il prof. Matteo Truffelli, presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari” di Bozzolo, docente di Storia del pensiero politico all’università di Parma e già presidente nazionale dell’Azione Cattolica, che relazionerà in merito a “L’ostinazione per la pace … la scomoda profezia di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani”.

 

 

“L’audacia della pace: compito e profezia”, l’intervento di don D’Agostino al primo Quaresimale di Soresina




“L’audacia della pace: compito e profezia”, l’intervento di don D’Agostino al primo Quaresimale di Soresina

 

I Quaresimali proposti dalla parrocchia di San Siro in Soresina sono iniziati, giovedì 22 febbraio, con un invito a essere operatori di pace. Raccolti nell’intimità che offre la chiesa del Monastero della Visitazione, i presenti sono stati guidati dal don Marco D’Agostino nella meditazione della parola di Dio e di diverse testimonianze di pace proposte come lettura prima dell’intervento del biblista di origini soresinesi, rettore del Seminario diocesano.

Il primo incontro dei Quaresimali 2024 – intitolati “L’audacia della pace: compito e profezia” – è stato una sosta di preghiera per invitare a coltivare “pensieri di pace”. Hanno aiutato il messaggio di Papa Paolo VI per la X Giornata della Pace (1 gennaio 1977), le parole di don Primo Mazzolari (Tu non uccidere), la Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (12, 9-18), un passaggio del testamento spirituale del padre Christian de Chergé,priore dell’Abbazia di Tibhirine, ucciso in Algeria nel maggio 1996 con altri sei monaci trappisti (di cui la Chiesa ha riconosciuto il martirio e che ha beatificato l’8 dicembre 2018), il Vangelo di Matteo e l’invocazione di san Francesco d’Assisi: “Signore, fa di me uno strumento della tua pace”. Tutti testi poi commentati da don Marco D’Agostino per spingere i presenti a “sintonizzarsi” sull’essere operatori e promotori di pace.

Nel suo intervento don D’Agostino ha evidenziato come la pace sia prima di tutto una vocazione, un dono e anche una scelta. E come tutti i doni, anche quello della pace va usato: non si può aspettare che arrivi dagli altri, deve partire da ciascuno. Tutti devono essere “attori”, anzi portatori di pace. Perché la pace non va dimenticata, ma condivisa. E condividere è la missione a cui ogni cristiano, ogni uomo è chiamato. Fondamentale è anche pregare perché sia accolto il dono della pace per poi condividerlo.

Il tutto senza dimenticare che Dio è pace, che la missione di pace voluta per il Figlio la chiede a tutti i suoi figli. Ecco perché essere figli, e avere questa consapevolezza, diventa il punto di partenza per essere operatori di pace ed essere beati, perché “saremo beati se opereremo la pace”.

Don Marco D’Agostino ha concluso la sua meditazione invitando a leggere e rileggere i testi proposti per questo primo Quaresimale e a sottolineare le parole forti per coltivarle, farle proprie, ispirarsi a loro e plasmare il proprio cuore affinché sia un cuore per la pace.

La serata, che ha visto la silenziosa partecipazione delle monache della Visitazione ed è stata accompagnata musicalmente dal Coro Psallentes, è stata guidata dal parroco di Soresina, don Angelo Piccinelli.

 

La meditazione di don Marco D’Agostino

 

Il prossimo incontro – dal titolo “Domandate pace per Gerusalemme” – sarà il 29 febbraio presso la Sala del Podestà in via Matteotti 4 con il giornalista, storico e critico letterario Gianpiero Goffi. Il secondo Quaresimale inquadrerà il primo “ritorno” di un pontefice in Palestina dopo la morte dell’apostolo Pietro a Roma, collocandolo dentro il contesto dell’attuale sanguinoso conflitto tra lo Stato d’Israele e Hamas.

 

 

“L’audacia della pace: compito e profezia”, il 22 febbraio al via i Quaresimali di Soresina