1

Riflessi si affida ai… «Sensi». ​​​​​​​È online la nuova edizione 

È dedicata ai «Sensi» la nuova edizione di Riflessi Magazine, online da venerdì su riflessimag.it. «Toccare o colpire. Vedere o guardare. Sentire o ascoltare. Mangiare o gustare. Fiutare o annusare. Saranno anche cinque i sensi – si legge nell’introduzione – ma (come per le lettere dell’alfabeto, i colori primari o le note del pentagramma) sono infiniti i mondi che descrivono».

Così il mensile diocesano sviluppa il tema attraverso il racconto di incontri e dialoghi con persone, gruppi e associazioni, di esperienze e luoghi in cui l’esperienza dei sensi si apre a nuovi significati: «Percezioni, più che combinazioni. Sensazioni che intingono il dato reale in uno spazio che sfugge a recettori e meccanismi. E lo cambiano. Raccontando la musica, il profumo di un bicchiere di vino, la frittata della nonna, le mani che danno forma alla terra e all’amore, l’assenza di luce e perfino il dolore che li stravolge, i sensi», tra i testi e le immagini di Riflessi, «torna spesso, la categoria dell’anima».

Perché i sensi «sono le “porte dell’anima”, bussola dell’esperienza. Eppure, là dove non arrivano i sensi, non è detto che sia smarrito il senso. Anzi…».

SFOGLIA QUI L’EDIZIONE




Il vescovo risponde a “Chiesa di Casa”: «Nelle vostre domande una strada da percorrere con tutta la comunità»

Nella sua definizione, la parola «dialogo» indica un discorso, un colloquio fra due o più persone che abbia come finalità la ricerca di un punto di intesa, di un incontro anche partendo da visioni o posizioni differenti. Così inteso, ingrediente essenziale delle relazioni, il dialogo è indicato come una componente fondamentale anche per il percorso del nuovo anno pastorale nella diocesi di Cremona.

E con questa intenzione si apre la stagione 2023/24 di «Chiesa di Casa», il talk di approfondimento della diocesi di Cremona, inaugurata proprio in questo fine settimana con una puntata speciale in cui il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni si è posto in dialogo con tre ospiti che hanno portato in studio le domande del mondo giovanile, delle famiglie e delle comunità, del mondo del lavoro e del volontariato: Lorenzo Mascaretti, giovane di Caravaggio che ha partecipato all’ultima Giornata mondiale della Gioventù, Cristina Paternazzi, mamma e catechista della parrocchia di San Daniele Po, e Federica Zignani, operatrice di rsa presso l’Opera Pia SS. Redentore di Castelverde.

Domande, provocazioni, curiosità. Spunti di riflessione posti dai tre ospiti laici, in cerca di una risposta dal loro vescovo. Domande – come evidenzia monsignor Napolioni – poste «non solo per rispondere in questo momento, ma per rifletterci e “camminarci dentro” con tutta la comunità».

«Come si può essere testimoni gioiosi del Vangelo, pur nelle fatiche e nelle fragilità della vita?», chiede Cristina. «Senza le fragilità non c’è bisogno di avere il Vangelo, che è buona notizia della salvezza – ribatte il vescovo –. E solo chi è in mezzo al mare, solo chi è nella solitudine, chi non conta solo sulle sue forze ha bisogno di salvezza».

 

 

E «cosa si intende per “villaggio” nella società di oggi, così urbanizzata, che vive così tanto di città?», chiede invece Lorenzo, che nel suo percorso di studi letterari ha spesso a che fare con questo concetto. Come dice Papa Francesco, è una parola che deriva da un detto africano: «Per mettere al mondo un figlio basta una mamma, per farlo crescere ci vuole un villaggio». «E la memoria dei nostri paesi custodisce questa esperienza», aggiunge Napolioni. «È senso di appartenenza, di partecipazione, di socialità in cui non prevale il conflitto, ma la solidarietà». Si può, si deve, dunque, parlare di «villaggio globale, che è così faticoso da tenere insieme, ma che si è fatto più piccolo, perché ci costringe a salvarci insieme, come sperimentato con la pandemia».

Uno sguardo al villaggio, alla società, al territorio che naturalmente diventa uno sguardo all’altro, alla carità. Il volontariato, nei paesi, è spesso legato alle realtà laiche e non alle comunità ecclesiali, fa notare Federica: «Le comunità cristiane saranno in grado, e come, di interagire e accostarsi a questi volontari, non solo per evangelizzare, ma anche per imparare?». La risposta sembra suonare facile, ma è tutt’altro banale: «Bisogna volerlo!». In una società storicamente spaccata da ideologie, suggerisce il vescovo, «oggi dobbiamo assolutamente vedere il bene e riconoscerlo da qualunque parte venga». Ben vengano, dunque, le alleanze nei paesi e nei quartieri.

Così, nel dialogo che scaturisce dall’incontro, vive la carità. Carità che significa vicinanza. E questa vicinanza si concretizza grazie alle forze di molti, impegnati in quelli che il vescovo chiama «i ministeri della consolazione». Ma cosa sono?

«I ministri della consolazione sono quelle persone, laici o religiosi, che affiancano i sacerdoti nella visita alle persone malate e sole, non solo portando la grazia dell’Eucarestia o della Confessione, ma proprio affiancando quella persona o quella famiglia, imparando soprattutto l’atteggiamento dell’ascolto, della comprensione, lo stile dell’amicizia». «In un senso più vasto – prosegue Napolioni – questo servizio è oggi attualissimo. Alla Giornata mondiale della Gioventù correvano parecchie lacrime, non solo nei ragazzi, ma anche in noi adulti, perché l’esperienza di una fonte che disseta fa sentire le nostre aridità, permette di esprimere le nostre difficoltà esistenziali». «Questo è quello che dice Papa Francesco, definendo la Chiesa un ospedale da campo».

È questa la dimensione della comunità, capace di aprirsi e generare bene per se stessa e per il mondo in cui vive. Per farlo – conclude il Vescovo – «bisogna ​​​​​​​uscire da se stessi, andare incontro agli altri, e vincere la paura con l’apertura alla vita».

Giorno del Signore e Chiesa di Casa, al via le nuove stagioni




Come tessere di un Mosaico. Un nuovo trimestrale per raccontare la Chiesa cremonese

 

È in distribuzione in tutte le 95 parrocchie e unità pastorali della Diocesi di Cremona la prima edizione de Il Mosaico, il nuovo trimestrale diocesano che con questo anno pastorale, su tutto il territorio, accompagnerà l’uscita dei bollettini parrocchiali o comunque potrà essere messo a disposizione di tutti nelle chiese.

Presentato nella sua nuova veste nella mattinata di venerdì 8 settembre in una conferenza stampa in Curia, con gli interventi del vescovo Antonio Napolioni e del direttore responsabile don Federico Celini, Il Mosaico raccoglie e prosegue la trentennale tradizione (e il nome) del periodico della Pastorale giovanile diocesana, ponendosi oggi come strumento di comunicazione e comunione per tutte le comunità della Chiesa cremonese. «Mi fa piacere – ha detto il Vescovo – ereditare il nome del periodico della Federazione oratori cremonesi, perché questa dimensione giovanile dovrà essere ancora caratterizzante, nell’ottica di quella alleanza tra generazioni che il Papa chiede di coltivare».

Una continuità sottolineata anche da Mattia Cabrini, collaboratore della Federazione oratori cremonesi, che per molti anni si è occupato della redazione del giornale: «È con una certa emozione che lo vedo evolvere. Quando le cose crescono è sempre un bene. Il Mosaico oggi diventa grande, ma sono certo che non smetterà di stare sui tavolini dei bar negli oratori».

Con questo rinnovamento, curato dall’Ufficio Comunicazioni sociali con lo staff di TRC-TeleRadio Cremona Cittanova, editrice della pubblicazione, rappresentati rispettivamente dal direttore Riccardo Mancabelli e dal coordinatore redazionale Filippo Gilardi, la Diocesi di Cremona propone un nuovo strumento di comunicazione che integra un sistema informativo che, secondo i principi della multimedialità e della crossmedialità, utilizza supporti e canali diversi per essere accessibile a diverse fasce di popolazione, dal web ai social, dalle produzioni televisive di approfondimento alle dirette delle celebrazioni e degli eventi diocesani, dal mensile digitale Riflessi Magazine alla collaborazione con il quotidiano Avvenire con l’inserto Cremona7 in edicola ogni domenica.

 

UNA COMUNICAZIONE INTEGRATA, ISTITUZIONALE E DI PROSSIMITÀ

Il Mosaico si propone come strumento diocesano di approfondimento e di collegamento pastorale, come inteso dal vescovo Antonio Napolioni. L’obiettivo è quello di generare una forma originale di comunicazione che integra la voce istituzionale della Diocesi con l’informazione di prossimità che ancora oggi è rappresentata dalla vasta e capillare distribuzione dei bollettini che ogni parrocchia produce per la propria comunità.

Una rete territoriale preziosa, costituita dalle parrocchie e dalle unità pastorali su una zona geografica che si estende ben oltre i confini della provincia di Cremona (comprende infatti anche parti di quelle di Mantova, Bergamo e Milano) e in cui risiedono oltre 360mila abitanti. Un territorio geograficamente complesso, disomogeneo per tessuto sociale, conformazione geografica, tradizioni e organismi amministrativi, che è tuttavia sempre percorso dai fili delle comunità cristiane. I bollettini parrocchiali, grazie all’impegno dei parroci e di gruppi di volontari che si dedicano con impegno alla stesura degli articoli, alla composizione delle pagine e alla distribuzione, ancora nella gran parte dei casi porta a porta, dà voce a questa grande rete di comunità.

È monsignor Napolioni a indicare il tratto essenziale del progetto: «La parola chiave – ha detto – è integrazione. Per noi la comunicazione è a servizio della comunione, non della divisione. La chiave di lettura di questa iniziativa è far si che la comunicazione crei rete, legami, semini speranza. Si è voluto creare un sistema integrato da un punto di vista delle tecnologie ma anche tra gli ambiti di vita ecclesiale».

L’esempio portato dal Vescovo fa osservare il parallelismo con l’ormai solida collaborazione con Avvenire: «Come la nostra Diocesi partecipa alla comunicazione regionale e nazionale grazie all’inserto domenicale Cremona7, così con Il Mosaico ci facciamo presenti come Diocesi nelle parrocchie. Sono come cerniere delle porte che si spalancano e permettono di far sentire l’esperienza di un popolo, di far circolare la Buona Notizia attraverso le buone notizie».

Uno strumento – lo ha presentato il direttore responsabile de Il Mosaico don Federico Celini – «di approfondimento e di collegamento pastorale attraverso cui la voce istituzionale della Diocesi, che si unisce all’informazione di prossimità che ancora oggi è rappresentata dalla vasta e capillare distribuzione dei bollettini che ogni parrocchia produce per la propria comunità»

 

 

LA STRUTTURA E I CONTENUTI

Quattro uscite all’anno (settembre, Natale, Pasqua e giugno) di 24 pagine che saranno distribuite sul territorio, con una tiratura che varia dalle 60 alle 100 mila copie. La prima edizione, con un approfondimento dedicato proprio ai temi della comunicazione, un’ampia intervista al cardinale Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, per una riflessione sul rapporto tra Chiesa e società in questo delicato periodo storico, e molti altri contenuti, è in distribuzione nelle parrocchie in queste settimane.

«Si tratta di uno strumento che – come ha evidenziato don Celini – intende unire fruibilità e qualità informativa, offrendo occasioni di riflessione sia su tematiche di interesse generale, lette e interpretate con un taglio tipicamente cristiano, sia di approfondimento di temi e questioni più di carattere pastorale e strettamente legati alla vita della Chiesa locale».

 

UN SERVIZIO PER I BOLLETTINI PARROCCHIALI

Con Il Mosaico si uniscono ai bollettini pagine di respiro diocesano e di approfondimento. L’integrazione tra strutture diocesane e Parrocchie si realizza anche tramite un supporto tecnico che l’Ufficio Comunicazioni sociali e TRC offrono alle Parrocchie. Si tratta di un servizio di impaginazione che consente a parroci e redazioni parrocchiali di utilizzare modelli di pagine concepiti e messi a disposizione dallo studio grafico di TRC. Un aiuto concreto per realizzare in pochi clic un’edizione del bollettino secondo standard grafici professionali, senza tuttavia rinunciare all’identità, in alcuni casi storica, delle Testate locali. Che insieme a tutte le altre continua a rappresentare un patrimonio prezioso di legami e impegno per tutte le comunità.




La nuova app Bibbia della Cei. Corrado: «Tecnologia a servizio dell’annuncio»

“Ogni nostra iniziativa, legata alla comunicazione, è sempre attraversata dalla linfa vitale dell’annuncio e dell’evangelizzazione. In caso contrario perderebbe la sua specificità. La tecnologia, dunque, può essere a servizio dell’annuncio”. Così Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, presenta la nuova app Bibbia Cei: uno strumento di consultazione dei testi biblici adatto ai dispositivi di ultima generazione disponibile su Apple Store e Google Play.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

La tecnologia a servizio dell’annuncio?
Nel ventaglio delle possibilità, che certamente hanno a che fare con l’uso sapiente dell’evoluzione tecnica, va annoverato l’impegno per la diffusione della Parola nel digitale. Un’esperienza che risale ormai al 2000 è quella del sito BibbiaEdu.it, che permette di “incontrare e navigare” la versione Cei della Bibbia del 2008 e da cui ha preso forma la App Bibbia Cei, ora completamente rinnovata.

Quali sono le principali novità?
L’app offre tutti i servizi del sito www.bibbiaedu.it consentendo così di accedere e mettere a confronto la traduzione della versione della Bibbia Cei del 2008 con tutti gli altri testi ufficiali in italiano, ebraico e greco.

A differenza del passato, può essere utilizzata anche in modalità offline.

È accessibile dai dispositivi di ultima generazione, permettendo di personalizzare il contrasto e le dimensioni del carattere per le persone con difficoltà visive. App e sito BibbiaEdu.it contengono i testi della Bibbia Cei (2008 e 1974), della Bibbia Interconfessionale, dell’Antico Testamento in ebraico e greco, del Nuovo Testamento in greco e della Nova Vulgata.

La Chiesa italiana prosegue nella presenza digitale?
In poche settimane abbiamo avuto migliaia di riscontri; complessivamente, tra vecchi e nuovi download, siamo a oltre 106.000 per la versione Apple e quasi 30.000 per la versione Android. Questa nuova app ha infatti aggiornato la precedente. E i numeri confermano la bontà del progetto e sono anche stimolo ad andare avanti con altre novità. Non dimenticando peraltro che il sito BibbiaEdu.it mette a disposizione anche alcuni audio dei testi: è un progetto in via di sviluppo che vorremmo integrare sulle piattaforme podcast.

La presenza digitale continua con quella motivazione all’origine del sito e dell’app: strumenti per “visionare, scomporre, richiamare, studiare la Parola che sta a fondamento della fede e della vita della comunità cristiana, patrimonio culturale e spirituale dell’umanità intera”.

(Foto Siciliani – Gennari/SIR)

Al progetto della nuova app ha partecipato anche l’Ufficio catechistico nazionale. Don Dionisio Candido, responsabile del Settore dell’apostolato biblico: perché una Bibbia digitale?
La Bibbia nasce come raccolta di libri che contengono la Parola di Dio. In altri termini, il Dio della Bibbia è un Dio che desidera comunicare, entrare in dialogo, relazionarsi con l’uomo. Nell’era digitale non si può non pensare ad un approdo della Parola orale e scritta anche nella sfera del digitale.

È un grande servizio per rendere ancora più accessibile la fonte della fede cristiana e per apprezzare con facilità i testi e le traduzioni che nel tempo sono stati prodotti.

Cosa rappresenta questa iniziativa per la catechesi e l’apostolato?
Se la catechesi è “l’eco della Parola di Dio” mettere questi testi gratuitamente a disposizione del pubblico più ampio significa favorire il ritorno alle radici. Non esiste catechesi e apostolato biblico appunto senza Bibbia. Le grandi narrazioni bibliche come quelle di Abramo, di Mosè, di Pietro, di Maria sono state le prime catechesi: erano i racconti delle esperienze di fede dei primi credenti, che illuminano e sostengono i credenti di ogni tempo.

 Per chi è pensata l’app Bibbia Cei?
Questa app è una risposta concreta all’invito del Concilio di rendere la Sacra Scrittura accessibile e familiare a tutti. Per far questo non basta “caricare” dei testi su una piattaforma digitale. Bisogna vigilare che i testi siano corretti, che le corrispondenze siano effettive, che ogni elemento (dal testo alle note) sia in ordine.

E poi è necessario trovare le soluzioni migliori per le persone ad esempio con disabilità visiva, attraverso accorgimenti nel settaggio delle lettere. Anche i non vedenti hanno a disposizione adesso una serie di libri, sempre più nutrita, letti da professionisti.

Ed infine non vanno trascurati gli esperti, che adesso possono consultare sul palmo di una mano anche i testi ebraico, greco e latino della Bibbia.




Per un avvento di pace: sui social diocesani in cammino verso il Natale con cinque testimoni di pace

«Per un Avvento di pace» è il titolo dell’iniziativa social promossa sui canali social della Diocesi (Facebook e Instagram) in preparazione al Natale. Un itinerario che sarà accompagnato da alcune figure significative per la Chiesa cremonese e che nella propria vita sono state a fianco degli ultimi, a contatto con povertà e violenze, nel contesti anche da conflitti e guerre.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, sarà proposta una loro frase che sarà approfondita nelle brevi riflessioni proposte in voce da alcuni sacerdoti cremonesi.

QUI LA PAGINA FACEBBOK DIOCESANA

QUI IL PROFILO INSTAGRAM DIOCESANO

 

Tra i costruttori di pace c’è anzitutto il patrono della città e della diocesi di Cremona, Omobono Tucenghi, padre dei poveri e pacificatore nelle turbolente vicende della Cremona comunale del XII secolo, divisa anche religiosamente dalle correnti ereticali. Ad aiutare la riflessione sarà il liturgista don Daniele Piazzi.

Altro protagonista sarà l’arcivescovo Giovanni Cazzani, di cui quest’anno si è ricordato il 70° della morte e per il quale è in corso il processo di beatificazione. Fu vescovo di Cremona dal 1914 al 1952, nel difficile contesto delle due guerre mondiali. A sviluppare il suo pensiero sarà il vicerettore del Seminario di Cremona, don Francesco Cortellini.

Altro testimone di pace sarà don Primo Mazzolari che, dopo l’esperienza di cappellano militare nella prima guerra mondiale, per le proprie idee dovette vivere nella clandestinità durante il regime fascista. Ad aiutare ad approfondire il pensiero del parroco di Bozzolo sarà don Umberto Zanaboni, vicepostulatore della sua causa di beatificazione.

Il percorso proporrà anche le figure di mons. Antonio Barosi, amministratore apostolico di Kaifeng e originario di Solarolo Rainerio, e del soncinese padre Mario Zanardi (missionario del Pontificio istituto missioni estere), che con altri due religiosi nel 1941, negli anni dell’invasione giapponese della Cina, furono uccisi a Dingcun, nella provincia di Henan. Di loro parlerà don Mario Binotto, sacerdote cremonese che nel 2011 si è recato sul luogo del martirio recuperandone le reliquie.

Ulteriori spunti di riflessioni arriveranno da oltreoceano grazie alla figura di Irmã Dulce (suor Dulce) religiosa di Salvador de Bahia che tanto si spese nell’assistenza ai poveri e ai bisognosi. A presentare la figura di questa santa (innalzata alla gloria degli altari da Papa Francesco nel 2019) sarà don Davide Ferretti, sacerdote cremonese fidei donum in Brasile, dove è parroco proprio a Salvador de Bahia.




Pronta la nuova stagione di “Chiesa di Casa” e “Giorno del Signore” sul web e in tv

Con il mese di ottobre torna come sempre l’appuntamento settimanale le produzioni informative della diocesi di Cremona: il notiziario settimanale “Giorno del Signore” e il talk di approfondimento pastorale “Chiesa di Casa”, entrambi prodotti dalla redazione giornalistica di TeleRadio Cremona Cittanova in collaborazione con l’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali.

A inaugurare la nuova stagione sarà “Chiesa di Casa”, momento di dialogo e approfondimento sugli ambiti della pastorale diocesana con i referenti degli Uffici di Curia e quanti sul territorio sono impegnati in prima persona, nelle parrocchie e nelle associazioni. Il format si presenta con un studio rinnovato, la conduzione affidata quest’anno ad Andrea Bassani e una nuova rubrica che aprirà una “finestra” sulle domande che i giovani rivolgono ai rappresentanti della Chiesa locale. Una trasmissione che, nello stile del talk, intende offrire, in modo semplice e familiare uno spazio di conoscenza e di approfondimento dei temi, degli indirizzi e delle esperienze che sostengono la vita della Chiesa cremonese, seguendo il calendario pastorale diocesano e quello proposto dalla Chiesa italiana e universale.

“Chiesa di Casa” andrà in onda (a partire dal 29 settembre) ogni giovedì sera alle 20.30 sui canali web e social della diocesi (Facebook, Youtube, Instagram e diocesidicremona.it) e la domenica su Cremona1 alle 12.15.

Nuova stagione all’insegna delle conferme anche per il “Giorno del Signore“, condotto ancora da Andrea Bergonzi e Margherita Santini. Mezz’ora in cui si racconterà la vita della Chiesa cremonese attraverso il resoconto delle iniziative promosse in Diocesi e le attività portate avanti da parrocchie e associazioni. Celebrazioni, eventi, ma anche la vita ordinaria della comunità. Tra gli appuntamenti fissi la rubrica “La Parola”, con il commento al Vangelo della domenica che quest’anno lascerà la parola ai giovani.

Il notiziario settimanale della Diocesi di Cremona andrà in onda, , a partire dal 1 ottobre,  alle 20.30 sui canali web e social della Diocesi di Cremona (Facebook, Youtube, e diocesidicremona.it). Su Cremona1 (canale 19) la rubrica diocesana sarà proposta il sabato sera (nel mese di ottobre alle ore 20.00 e da novembre alle 20.30) e la domenica alle 12.30.

Inoltre, continua ogni domenica l’appuntamento con la S. Messa delle ore 11: ancora nelle prossime settimane in diretta dalla chiesa di Sant’Abbondio, a Cremona, e dal 13 novembre di nuovo dalla Cattedrale, lasciando poi spazio durante la Visita Pastorale alle celebrazioni presiedute dal Vescovo nelle parrocchie interessate alla visita.

 


CHIESA DI CASA

DAL GIOVEDÌ (PRIMA VISIONE ORE 20.30)
diocesidicremona.it – facebook @diocesidicremona – Canale Youtube “Diocesi di Cremona”

DOMENICA ORE 12.15
Cremona1 (canale 19)


GIORNO DEL SIGNORE

DAL SABATO (PRIMA VISIONE ORE 20.30)
diocesidicremona.it
facebook @diocesidicremona
Canale Youtube “Diocesi di Cremona”

SABATO ORE 20.30 (ore 20 nel mese di ottobre) – DOMENICA 12.30
Cremona1 (canale 19)


 




Ultima puntata della 33ª stagione del “Giorno del Signore”: un servizio speciale racconta un anno di Chiesa locale

Con l’arrivo dell’estate si conclude la stagione televisiva del “Giorno del Signore” il notiziario sulla vita della Chiesa cremonese andato in onda per il 33esimo anno consecutivo. Anche quest’anno le trentanove puntate condotte da Andrea Bergonzi e Margherita Santini con il supporto redazionale di TeleRadio Cremona Cittanova e la cura dell’ufficio diocesano delle Comunicazioni sociali, sono state trasmesse in tv sulle emittenti Cremona1 e Telepace, e in streaming sui canali web ufficiali della diocesi: il canale Youtube e le pagine social Facebook e Instagram. In uno studio rinnovato e con un format pensato per seguire eventi e iniziative diocesane, ma anche la vita delle comunità sul territorio, la stagione 2021/22 ha visto il coinvolgimento di decine di famiglie che hanno aperto la loro casa per condividere il commento settimanale al Vangelo della domenica proprio in chiave famigliare, la collaborazione della redazione di Terza Pagina, il sito di informazione nato all’interno del Lice Vida, che durante la stagione ha incontrato e raccontato le esperienze di impegno giovanile presenti e attive sul territorio. Novità significativa anche le partnership con aziende del territorio (Sabbatini, Ars Nova, Keropetrol in particolare) e non solo che hanno sostenuto la produzione con una collaborazione preziosa

Tanti i volti, tante le voci raccolte e portate nelle case degli affezionati spettatori del Giorno del Signore durante i mesi della produzione che tornerà ad ottobre con il suo 34° anno di trasmissioni. Riprenderà ad ottobre anche Chiesa di Casa, il talk di approfondimento pastorale settimanale sempre prodotto negli studi TeleRadio Cremona Cittanova, che nella sua prima stagione ha fatto conoscere attraverso una serie di talk tematici tutti gli ambiti delle attività pastorali della Diocesi, grazie agli interventi degli Uffici di Curia e di tanti operatori che quotidianamente si impegnano nelle comunità

Tornerà invece il 4 settembre la pubblicazione di Cremona7, l’inserto delle due pagine diocesane inserite ogni domenica nel quotidiano Avvenire, che si interrompe per la pausa estiva nei mesi di luglio e agosto.

Durante l’estate l’informazione diocesana continuerà a essere quotidianamente garantita attraverso il portale internet ufficiale www.diocesidicremona.it e i canali social (Facebook e Instagram)




“Chiesa di casa”: per una comunicazione “in uscita” ​​​​​​​oltre il metro dei “like”

«Noi abbiamo l’idea che il giornalista sia colui che ci racconta al telegiornale cosa è successo nella giornata» spiega Gamba. Si tratta, invece, di «ricostruire attraverso l’ascolto degli altri quella che i giornalisti solitamente chiamano la “sostanziale verità dei fatti”». Questo uno degli spunti proposti da Maria Chiara Gamba, corrispondente da Cremona per Avvenire, ospite della puntata di questa settimana di «Chiesa di casa». Con lei, in dialogo con l’incaricato diocesano per le comunicazioni sociali Riccardo Mancabelli, il collega Filippo Gilardi, giornalista coordinatore redazionale di Tele radio Cremona Cittanova, editrice che gestisce e cura i media diocesani che richiama la «capacità di incontrare gli altri e di non essere autoreferenziali – e aggiunge – Credo che questo sia un rischio da scongiurare. Viviamo un tempo, l’epoca della comunicazione, in cui è essenziale mettersi nei panni di chi riceve il messaggio, capire il linguaggio di chi ascolta per potersi proporre in modo efficace e significativo».

Dunque, occorre un adeguamento, anche perché, come spiega la corrispondente di Avvenire: «Siamo immersi in un fiume di comunicazione». I ragazzi, oggi, intendono la comunicazione «come un mettere in comune senza filtri le loro esperienze all’istante». In questo senso, continua il collega: «Un rischio della comunicazione “adulta” è quello di voler costringere dentro sistemi o linguaggi che ci sembra siano tipici del mondo giovanile i nostri soliti contenuti. È molto importante, per questa velocità di adattamento, che i giovani abbiano spazio creativo per imprimere il loro stile alla comunicazione». Ed è forse proprio perché il nostro tempo esige notizie sempre meno superficiali e accumulate, che bisogna ricordare, come dice Maria Chiara, che «fare il giornalista vuol dire cercare più fonti, più punti di vista per completare il fatto».

A tal proposito, risultano evidenti dei punti di lavoro, due in particolare, secondo Filippo Gilardi: «Il primo è quello di uscire dalla logica dello “scoop”: non conta più tanto arrivare prima, ma arrivare bene sulla notizia; l’altro aspetto è quello di uscire dalla logica del consenso, che è la logica tipica della nostra società, quella del “like”, che ci imprigiona in questa necessità di avere approvazione». Piuttosto, riflette Maria Chiara Gamba riprendendo alcuni passaggi del Messaggio del papa per la Giornata, si tratta di «partire dall’idea di considerare l’altro come portatore di bellezza e mistero». Per accorgersi di ciò, «bisogna predisporsi in quell’atteggiamento di ricerca di novità, bellezza, mistero che tutte le persone che incontriamo, ci possono offrire».

La posizione del giornalista, ma anche dell’educatore, quindi, è quella di chi si mette in discussione, per capire che l’altro è «un mondo da scoprire». Quindi, la comunicazione, in particolar modo quella cristiana, deve ambire a un percorso di conoscenza, conoscenza di quel Mistero che sta alla radice dei fatti, delle persone incontrate.

Chiesa di Casa si è infine conclusa con le parole di Filippo Gilardi, che rimarcano la grande sfida di «misurarsi con la società, con la cultura, con le persone». La proposta, però, interpella non solo i giornalisti, ma anzitutto la Chiesa e i cristiani di oggi.




Giorno del Signore, il 2021 della Chiesa cremonese

È una puntata speciale ad aprire il 2022 del Giorno del Signore. La rubrica televisiva settimanale sulla vita della Chiesa cremonese, infatti, ha proposto nell’edizione di domenica 2 gennaio, una puntata speciale in cui – attraverso le parole e le immagini dei servizi realizzati negli ultimi 12 mesi – ripercorre l’anno appena trascorso attraverso i momento più significativi vissuti dalla Diocesi di Cremona.

Dai grandi eventi della Settimana Liturgica Nazionale e dell’inaugurazione del Nuovo Museo Diocesano, alle occasioni di preghiera e spiritualità che hanno segnato un anno particolare, caratterizzato dalla ripartenza con il ritorno in presenza di momenti molto sentiti come la Veglia della Giornata Mondiale della Gioventù al palazzetto di Cremona, e dal cammino tracciato dalla Chiesa universale. Particolarmente suggestivo il ricordo delle vittime del Covid con la Messa celebrata da tutti i vescovi della Lombardia al Santuario di Caravaggio, così come l’apertura del Sinodo con la veglia di preghiera in Cattedrale e il mandato missionario ai primi due missionari laici diocesani per la loro chiamata al servizio nella parrocchia di Gesù Cristo Risorto nella favela di Salvador de Bahia in Brasile.

 




Scambio di auguri con il Vescovo alla “Casa della Comunicazione” che intitola la nuova “Sala Nicolini” a 25 anni dall’inaugurazione

Guarda qui la gallery completa della serata

Lo scambio degli auguri dello staff della comunicazione con il Vescovo, nel pomeriggio di venerdì 17 gennaio, è stato occasione per ricordare i 25 anni della Casa della Comunicazione, intitolando la nuova sala riunioni della struttura a monsignor Giulio Nicolini, vescovo di Cremona dal 1993 al 2001, che nel 1996 inaugurò la struttura situata all’interno del Centro pastorale di Cremona dove ancora oggi hanno sede i mezzi di comunicazione diocesani, curati da TeleRadio Cremona Cittanova in sinergia con l’Ufficio per le Comunicazioni sociali.

Proprio monsignor Nicolini, che dal 1984 al 1987 fu vicedirettore della Sala stampa della Santa Sede sotto la direzione di Joaquín Navarro-Valls, volle convintamente questa struttura proponendo le comunicazioni come scelta pastorale privilegiata nel contesto della nuova evangelizzazione. L’inaugurazione della Casa 25 anni fa: era il 12 novembre 1996, vigilia della festa patronale di sant’Omobono. A effettuare il taglio del nastro e benedire i locali della nuova struttura dedicata ai mezzi di comunicazione sociale della diocesi fu proprio il vescovo Nicolini dopo il convegno presso il Centro pastorale diocesano alla presenza di mons. John Patrick Foley (al tempo presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali), le principali autorità locali con l’allora sindaco Paolo Bodini, gli operatori e i volontari della comunicazione sociale diocesana, l’allora responsabile dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali don Marino Reduzzi e i direttori del settimanale e della radio della diocesi, mons. Vincenzo Rini e don Attilio Cibolini.

Oggi la Casa della comunicazione ospita l’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi guidato dal giornalista Riccardo Mancabelli, la redazione giornalistica di TeleRadioCremona Cittanova con l’ufficio grafico, gli studi radio e il centro di produzione televisiva con lo studio dove nascono le trasmissioni televisive Giorno del Signore, Chiesa di Casa, Riflessi Tv e la regia che cura anche la Santa Messa in diretta dalla Cattedrale di Cremona.

Dopo l’intitolazione della Sala Nicolini, a ricordare l’impegno e le attività del settore comunicazione diocesano è stato il presidente di Trc Giacomo Ghisani, che presso la Santa Sede ricopre l’incarico di vicedirettore generale del Dicastero per la Comunicazione, durante il momento dello scambio degli auguri natalizi con lo staff e tutti i collaboratori presso il Centro pastorale. Dal portale web ufficiale, alle produzioni televisive, dalle pagine domenicali su Avvenire al mensile digitale Riflessi che

Dopo il saluto di don Federico Celini, coordinatore dell’Area comunicazione e cultura della Curia, il presidente ha ringraziato per le sempre più numerose e qualificate collaborazioni che sostengono gli sforzi quotidiani per una comunicazione efficiente e al passo con i tempi, sottolineando in particolare la presenza di numerosi giovani nel gruppo di lavoro e richiamando il ruolo appassionante e strategico che questo settore oggi ricopre nella Chiesa e nella sua capacità di continuare a leggere e confrontarsi con la realtà, ruolo emerso con particolare urgenza a partire dal lockdown del 2020 quando – ha ricordato il vescovo – «le comunicazioni sociali sono stati un ancora a cui aggrapparci».

E proprio monsignor Napolioni ha preso la parola unendosi ai ringraziamenti ha incoraggiato il team delle comunicazioni a non smettere di cercare il dialogo e il confronto anche con i luoghi e le realtà fuori del tessuto ecclesiastico, con passione e creatività che consente di cercare e sperimentare linguaggi nuovi per «dare la parola (e la Parola) a tutti», nel solco di una storia scritta in questi 25 anni da uomini e donne, preti e laici, che con passione hanno alimentato un settore essenziale per la Chiesa e per la Chiesa locale.

Dopo un breve momento di confronto e scambio sul lavoro svolto e sulle prospettive per il futuro la serata si è conclusa con un momento conviviale per lo scambio degli auguri con il Vescovo, i membri del Cda di Trc, la redazione, lo staff diocesano, i tecnici e gli operatori, i collaboratori del portale internet diocesano e di Riflessi magazine