“Prima i Bambini”: difesa, diritti e dignità umana per i nati e per i non-nati

 

In occasione della 48ª Giornata nazionale per la Vita, il Movimento per la Vita e il Centro di Aiuto alla Vita di Cremona hanno organizzato, nel pomeriggio di domenica 1 febbraio il convegno “Prima i Bambini”, ispirato dal tema del Messaggio dei vescovi per la Giornata. Il convegno, moderato dal presidente di MpV Cremona Paolo Emiliani, ha vissuto dei contributi dell’avvocato Paolo Mirri e del medico Alberto Rigolli, che da diverse prospettive hanno trattato i temi fondamentali della difesa dei diritti e della dignità dei bambini.

In apertura Emiliani ha ricordato la genesi della Giornata per la Vita, istituita nel 1978 dai vescovi italiani all’indomani dell’approvazione della legge 194, che disciplina la tutela sociale della maternità e l’interruzione volontaria di gravidanza. Da allora i vescovi istituirono una giornata ecclesiale permanente, da celebrare la prima domenica di febbraio.

Emiliani si è poi concentrato sulla figura di Carlo Casini, storico fondatore e presidente del Movimento per la Vita, per il quale il primo ottobre del 2025 il Vicariato di Roma ha emesso l’editto per il processo di beatificazione e di canonizzazione.

«Una notizia che comunico con una soddisfazione enorme – ha detto Emiliani – anche perché Carlo Casini veniva molto di frequente a Cremona, e ci veniva volentieri. Aveva grande stima di noi e noi grandissima stima di lui e davvero non so cosa direbbe dell’Europa di oggi, lui che è stato uno straordinario politico, coraggioso, coerente sia in Italia che in Europa. Cosa direbbe di  quella Europa che, qualche settimana fa, ha votato a stragrande maggioranza la risoluzione sul diritto all’interruzione di gravidanza “sicura e accessibile”?». Il riferimento è al voto espresso dal Parlamento europeo il 17 dicembre 2025, che con 358 voti a favore, 202 contrari e 79 astenuti,  ha approvato una risoluzione non vincolante a sostegno dell’iniziativa dei cittadini “My Voice, My Choice”, volta a favorire l’accesso all’aborto per tutte le donne dei Paesi UE.

La conferenza ha esplorato la condizione dell’infanzia attraverso due lenti principali: quella della tutela giuridica dei minori nati e quella della sfida bioetica e sociale legata al diritto universale di nascere.

Il puntuale e vasto intervento dell’avvocato Paolo Mirri, che fa parte della commissione diocesana tutela dei minori, ha illustrato come l’ordinamento giuridico italiano tutela i bambini, mettendo al centro il superiore interesse del minore.

Anche facendo riferimento a episodi di cronaca degli ultimi mesi, come quello della cosiddetta “famiglia del bosco”, l’avvocato ha spiegato come l’ordinamento organizza oggi, in concreto e in modo puntuale ed efficace, una rete di protezione attorno a bambini e ragazzi adolescenti perché possano crescere in modo sereno, sicuro e dignitoso, soprattutto quando la famiglia attraversa situazioni difficili: abbandono, incuria, trascuratezza, violenza.

Il minore, infatti, non è proprietà dei genitori, ma è una persona portatrice di diritti propri, primi fra tutti il diritto a vivere con la propria famiglia e a svilupparsi in modo armonico.

La Costituzione italiana ha posto le basi del sistema di protezione del minore: i diritti inviolabili della persona, il dovere di solidarietà, la protezione della famiglia, il dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, e il dovere della Repubblica di proteggere l’infanzia.

«Su questi principi costituzionali – ha detto Mirri – si innesta il concetto di interesse superiore del minore, che oggi è il criterio guida di ogni decisione: quando il giudice deve valutare più soluzioni, deve scegliere quella che meglio tutela l’interesse morale e materiale del bambino, non l’interesse dei genitori».
Grazie alla riforma Cartabia e, prima ancora, alle convenzioni internazionali (New York 1989, Strasburgo 1996), oggi il bambino non è più un semplice oggetto di protezione, ma un soggetto che ha il diritto di essere ascoltato nelle procedure che lo riguardano.

La legge italiana stabilisce inoltre che il minore ha il diritto prioritario di crescere nella propria famiglia. L’allontanamento e l’adozione sono considerati misure estreme e residuali, da attuare solo in caso di grave e irreversibile stato di abbandono.

Mirri ha poi sottolineato l’importanza della figura del Curatore Speciale, che garantisce al minore una voce autonoma, specialmente nei casi di conflitto d’interessi con i genitori o in situazioni di violenza domestica.

A seguire il dottor Alberto Rigolli ha offerto una riflessione profonda sul fronte della nascita, evidenziando le contraddizioni di una società che tutela fortemente il bambino nato, ma fatica a riconoscere i diritti del concepito.

Rigolli si è poi concentrato sul diritto di nascere e l’eugenetica, mettendo in guardia contro la mentalità distorta del “bambino perfetto”. La diagnosi prenatale, se usata come strumento di selezione anziché di cura, rischia infatti di trasformarsi in una forma moderna di eugenetica, come dimostrato dalla drastica riduzione delle nascite di bambini con sindrome di Down in alcuni paesi del Nord Europa.

Rigolli ha anche espresso la sua ferma condanna alla maternità surrogata, che ha definito una violazione della dignità della donna e del bambino, ridotti a oggetti di contratto commerciale.

Un altro tema toccato è quello dei confini della sopravvivenza dei nati in modo estremamente prematuro (21-22 settimane), ponendo interrogativi etici sulla cura e sulla dignità di questi “piccolissimi” esseri umani.

Ma perché, soprattutto nelle società avanzate e baciate dal benessere, si fanno oggi meno figli? Rigolli si è concentrato sull’impatto dell’individualismo sulla demografia e sulla percezione della vita, toccando il tema dell’inverno demografico. In Italia si sta registrando un crollo delle nascite che minaccia il futuro della società e non soltanto quello delle pensioni di chi si ritira dal lavoro. Il paragone con la realtà africana, che Rigolli conosce molto bene, risulta impietoso: in quel contesto, nonostante la povertà estrema e l’alta mortalità materna, il figlio è ancora percepito come una ricchezza e un dono per tutta la comunità.

«So che può sembrare provocatorio – ha detto – però pensiamoci ai quasi sei milioni di bambini non nati, negli ultimi 44 anni, in Italia (dato dal terzo rapporto sui costi dell’aborto indotto e i suoi effetti sulla salute delle donne, “Tra clandestinità e indifferenza”, dell’Osservatorio Permanente sull’Aborto – Opa). E pensate a quanti milioni nel mondo! Non sono soltanto un numero, ma sono una società che si disgrega. Provate a pensare che perdita di patrimonio d’umanità è non avere sei milioni di persone in un paese come l’Italia? Tra questi avremmo avuto persone di ogni tipo, buone e meno buone, ma anche scienziati, cardiochirurghi, neurochirurghi, astronomi, astronauti, geni letterari. Persone che oggi non ci sono. Stiamo attenti; sei milioni di persone che c’erano, ma che non abbiamo voluto».

Una riflessione particolare ha poi toccato il tema delle piaghe dell’infanzia, ricordando le numerose violazioni dei diritti dei bambini nel mondo: soldati, lavoratori nelle miniere, vittime di tratta di organi o bambini coinvolti in migrazioni pericolose.

In chiusura è stato evidenziato come i Centri di Aiuto alla Vita, il Progetto Gemma (che offre un servizio di adozione prenatale a distanza ravvicinata) e la Culla per la Vita sono presidi fondamentali di solidarietà concreta, avendo contribuito a salvare oltre 145.000 bambini in Italia dal 1975 ad oggi.

Gli eventi proposti a Cremona nell’ambito della 48ª Giornata nazionale per la Vita si concluderanno con l’adorazione eucaristica per la Vita in agenda nella serata di lunedì 2 febbraio (ore 21) nella cappella di Cascina Moreni (via Pennelli), com’è consuetudine ogni primo lunedì del mese.

 

 

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