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Il sogno di Chiesa da attuare: l’incontro dell’Usmi rileggendo il Convegno di Firenze

Un sole splendido d’inizio autunno ha reso luminosa la via alle religiose della diocesi che sabato 24 settembre si sono ritrovate a Cremona, presso l’accogliente comunità del Rifugio Cuor di Gesù, per partecipare al Convegno U.S.M.I. “Sognate anche voi questa Chiesa”, il titolo che ha richiamato alla memoria il grande Convegno di Firenze le cui tematiche, rilette e interiorizzate, hanno immerso le partecipanti in un clima intenso di preghiera e di riflessione.

In apertura il vescovo Antonio Napolioni, commentando un brano degli Atti degli Apostoli relativo alla Chiesa delle origini (At 2,42-48), ha sottolineato che il modo di vivere il Cristianesimo, intessuto di ascolto della Parola, di preghiera, di unione fraterna e di carità operativa, non appartiene solo al passato, ma anima il presente della Chiesa e apre al futuro dove Cristo risplende nella gloria della risurrezione. Dalla certezza di una Chiesa viva, in comunione e in cammino nasce la letizia dell’appartenenza. Da qui l’invito appassionato del Vescovo alle religiose perché portino la gioia di un Amore grande al mondo d’oggi tanto ammalato di tristezza.

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L’incontro è proseguito con l’intervento-testimonianza di padre Virginio Bebber, superiore della comunità camilliana di Cremona, che ha partecipato al Convegno di Firenze e durante il quale ha sperimentato “il piacere spirituale di essere parte del popolo di Dio”. Un popolo che ascolta, prega, si confronta ed esce sulle strade del mondo a portare la Buona novella. Seguendo la Croce che traccia la via, si apprende a dialogare, a cercare il bene comune, a mettersi in gioco, ad amare con umiltà e misericordia ogni uomo colpito dalla sofferenza e dalla povertà, ad essere uomini e donne di fede.

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Padre Bebber ha poi ricordato alcuni punti stimolanti che possono aprire prospettive nuove nella Chiesa: uno stile sinodale che lasci spazio al discernimento comunitario e l’ascolto dei giovani con il loro desiderio di autenticità e il loro linguaggio innovativo aperti ad accogliere il mistero e a testimoniarlo attraverso forme più libere ma sempre fondate sulla Parola, “baciata, amata, custodita”. Forse bisogna davvero lasciarci educare dal Verbo e dare risposte che aprano nuove vie, rinnovando il volto di madre della Chiesa.

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E aprirsi al sogno, non come speranza o desiderio vano e inconsistente, ma come un andare oltre i limiti della realtà, per scoprire un mondo più profondo, più vero, che appaga la sete di felicità di ciascuno, perché è il mondo del progetto di Dio, il mondo della grazia, del dono gratuito. Certo anche il sogno, così come il desiderio, si realizza con l’adesione personale, ha un prezzo in termini di oblazione, di cammino in cordata.

Il sogno: una nuova “app” da inventare per essere in comunicazione diretta con Dio e con i fratelli e rispondere alle loro chiamate. Solo così la Chiesa si rinnova e il sogno si attua.

La relazione di padre Bebber

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