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“Scolpisci te stesso”: sabato a Mozzanica lo spettacolo teatrale ispirato a san Francesco Spinelli nell’ambito del “Se non così come?”

A pochi giorni dalla memoria liturgica di san Francesco Spinelli, il fondatore delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento che Papa Francesco ha canonizzato lo scorso 14 ottobre, la sera di sabato 9 febbraio (ore 21) all’oratorio di Mozzanica sarà proposto “Scolpisci te stesso”, lo spettacolo teatrale liberamente ispirato alla vita del Santo realizzato dalla “Compagnia dei Piccoli” e proposto in prima assoluta lo scorso 26 ottobre a Cremona, nella suggestiva cornice del Museo del Violino [leggi il resoconto della prima].

«Si tratta di un testo – raccontano gli autori – che fin dall’inizio ha voluto prendere le distanze dall’agiografia: troppo difficile parlare di un prete di metà Ottocento senza rischiare di cadere nel banale. Volevamo capire come un santo potesse parlare ancora oggi ai giovani, entrando nelle loro scelte concrete, nelle incertezze, nei desideri e negli amori che abitano un cuore giovane. E poi come, in tutto questo, presentare la spiritualità, il carisma di don Spinelli e dell’Istituto da lui fondato: adorare giorno e notte Gesù nell’Eucaristia e servire i fratelli poveri e sofferenti, nei quali “Ravvisare – come egli stesso scrive alle sue suore – il Volto di Cristo”».

La narrazione accompagna quasi per mano lo spettatore ad un livello sempre più profondo: non solo della storia messa in scena o della vita di don Spinelli, ma della propria vicenda umana ed interiore.

Lo spettacolo “Scolpisci te stesso” è con Alessia Bianchi, Mattia Cabrini, Remigio Quercia, Marco Rossetti e Ivana Xhani. Testi di Mattia Cabrini, Carolina Griffini, Andrea Lamperti, Maria Chiara Pelosi, Marco Rossetti. Scenografia del Laboratorio BìU Milano. Coreografia di Marianna Bufano e Ivana Xhani (Il laboratorio a.p.s). Luci e tecnica di Marco Rossetti. Grafica di Paolo Mazzini.

La serata è promossa – in sinergia con la Zona pastorale 1 – dalle Suore Adoratrici del SS. Sacramento nell’ambito dell’annuale iniziativa “Se non così come?”, giunta ormai alla sua 14esima edizione. Dopo lo spettacolo la proposta per i giovani continuerà sino alla mezzanotte con l’adorazione eucaristica e la Tenda delle Confessioni. Non mancherà neppure un momento conclusivo in fraternità.

Info e adesioni contattando suor Stefania (324-0464625) o Valentina (345-4631245), visitando il sito internet www.suoreadoratrici.it o scrivendo a giovani@suoreadoratrici.it.

Locandina della serata




Il 29 maggio la memoria facoltativa di san Paolo VI

L’Ufficio diocesano per il Culto divino informa che è stato pubblicato il decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che inserisce nel Calendario Romano Generale la memoria facoltativa di san Paolo VI papa il 29 maggio, data della sua ordinazione presbiterale.

Di seguito I testi liturgici in italiano:

 

Il decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

 

I testi liturgici in italiano in allegato e sono scaricabili dal sito dell’Ufficio Liturgico Nazionale.

 

Don Daniele




Consiglio Pastorale diocesano: la Chiesa di Cremona conferma il suo impegno di carità verso i migranti

Nella prevista sessione del Consiglio Pastorale diocesano, tenutasi sotto la presidenza del Vescovo Napolioni sabato 9 febbraio in Seminario, il delegato per la pastorale don Gianpaolo Maccagni ha invitato il direttore di Caritas cremonese a fornire elementi aggiornati di conoscenza sulle azioni di accoglienza di immigrati e rifugiati promosse nelle strutture diocesane.

Don Antonio Pezzetti, dopo aver descritto l’evoluzione della normativa italiana sino all’attuale provvedimento legislativo conosciuto come “Decreto sicurezza”, ha tracciato con precisione le dimensioni degli interventi e il loro carico economico. oggi sostenuto in larga parte dalla Chiesa diocesana.

Praticamente interrotti gli arrivi di migranti che nei mesi trascorsi la Prefettura di Cremona aveva dislocato nelle strutture della Caritas e in altre realtà cooperative del territorio, oggi i cittadini italiani occupano il 40% della posti disponibili. A carico della Chiesa diocesana.

La quota economica riconosciuta dallo Stato alle strutture come la Casa dell’Accoglienza è scesa da 35 a 21 € al giorno per ogni migrante. Tale contributo dovrebbe coprire ogni spesa relativa all’accoglienza di emergenza, e poi al cibo e all’alloggio, al vestiario e alle cure mediche (75.000 € solo di medicinali nel 2018), per spostamenti e progetti di formazione al lavoro e per dare settimanalmente qualche risorsa per minute spese personali. Cancellate tutte le risorse per la scuola di italiano e per ogni supporto psicologico, strumenti indispensabili per qualche passo nella direzione dell’integrazione.

Per molti degli ospiti, terminato il percorso per ottenere i documenti e il permesso di soggiorno (solo il 30% circa lo ottiene) il destino sarebbe la strada. Nemmeno il rimpatrio – troppo oneroso per lo Stato – viene attuato. La Chiesa cremonese ha deciso di dare ugualmente continuità all’accoglienza, facendosi carico del situazione drammatica in cui sono coinvolte donne con bambini, minori, giovani senza alcuna rete sociale o famigliare di supporto. Oggi circa 150 persone.

Il Vescovo ha posto all’attenzione del Consiglio Pastorale l’attuale scelta operata in diocesi nella luce del Vangelo, chiedendo un discernimento. Soprattutto per stimolare corresponsabilità a tutti i livelli nelle comunità parrocchiali.

Dal Consiglio è emersa unanime la richiesta di essere maggiormente informati e di informare l’opinione pubblica circa i risvolti reali della situazione, prendendo atto di quanto anche in molte comunità cristiane il tema della presenza dei migranti sia argomento fortemente divisivo proprio a causa di ignoranza e pregiudizio.

Da parte sua il Vescovo, ringraziando tutti i collaboratori della Caritas per la pluriennale opera di intelligente intervento, ha esortato a superare la tentazione della delega cui spesso anche le parrocchie soccombono, attivando percorsi di formazione e informazione dei fedeli laici, proprio a partire dalla concretezza di numeri e situazioni, senza dimenticare che dietro statistiche e percentuali ci sono sempre persone umane, storie di vita e speranze di famiglie.

E ha invitato a considerare come ulteriore versante di impegno pastorale anche l’attenzione alle numerose comunità nazionali, molte delle quali cristiane, che stanno emergendo nei contesti delle parrocchie in Diocesi.

 

 




Consegnato ai sacerdoti il libro “Chiamati col due. Appunti sulla formazione presbiterale”

E’ stato consegnato ai sacerdoti del clero diocesano riuniti in ritiro lo scorso 7 febbraio il volume “Chiamati col due. Appunti sulla formazione presbiterale”, curato dal rettore don Marco D’Agostino, con un’introduzione del vescovo Antonio Napolioni.

Leggi di più sul libro “Chiamati col due” 

Il volume è uno strumento di lavoro consegnato ai preti per una migliore conoscenza delle attività del Seminario e per un confronto sul metodo di formazione dei sacerdoti del futuro. Ad introdurre il testo sono stati durante l’incontro in Seminario, proprio il Vescovo Antonio e don Marco D’Agostino, autore dei testi del libro. Vi proponiamo la registrazione dell’intervento.




Il 6 febbraio a Rivolta d’Adda la festa di San Francesco Spinelli

Il 6 febbraio 1913 è nato al cielo don Francesco Spinelli. Da allora ogni anno, in questa data, le sue suore Adoratrici festeggiano il dono della sua vita, della sua opera, del suo grande sogno. Quest’anno però la ricorrenza del 6 febbraio assume un significato nuovo e speciale per le suore dell’Istituto e per tutta la Chiesa: per la prima volta, infatti, celebreremo la memoria liturgica ricordandolo come Santo.

Per condividere la memoria di San Francesco Spinelli le Suore Adoratrici di Rivolta d’Adda propongono un programma di celebrazioni presso la Casa Madre iniziato il 1° febbraio con la celebrazione penitenziale, le confessioni e la Messa, primi momenti del cammino di preparazione. Domenica 2 febbraio, Giornata per la vita consacrata, la celebrazione solenne dell’Eucaristia con il Vescovo Antonio alla presenza di tutti i religiosi e le religiose della diocesi (qui l’articolo e la photogallery). Lunedì 4 febbraio la giornata mariana con la recita del Rosario e una meditazione pomeridiana proposta dal vicario di Pandino don Andrea Lamperti e la messa alle 18, mentre martedì 5 la giornata di vigilia è dedicata all’adorazione eucaristica, centro del carisma di padre Spinelli, proposta per tutti alle 21 sempre presso la Casa Madre.

Scarica qui i sussidi per la preghiera

Mercoledì 6 la festa liturgica di San Francesco Spinelli sarà celebrata nelle Messe con la parrocchia di Rivolta d’Adda alle 7 e alle 8.30 e con la solenne Eucaristia celebrata dal Vescovo Antonio Napolioni alle 17.30. I sacerdoti che intendono concelebrare sono pregati di comunicarlo in segreteria 0363 379203.

La locandina delle celebrazioni

Le parole e le immagini della Canonizzazione 




“La Santità di Francesco Spinelli forgiata nel fuoco dello Spirito” (AUDIO)

Come tradizione vuole, è toccato al vescovo Antonio chiudere, con la celebrazione di una messa solenne nel pomeriggio di mercoledì 6 febbraio, gli appuntamenti della festa che le suore Adoratrici del Santissimo Sacramento organizzano ogni anno ad inizio febbraio in ricordo di San Francesco Spinelli, fondatore del loro ordine.

Prima di celebrare l’Eucaristia nella chiesa della casa madre delle suore, monsignor Napolioni ha fatto visita alle suore anziane, ospiti della casa “Santa Maria” e lì ha celebrato i vespri. Poi, con il vescovo emerito di Cremona Dante Lafranconi, con le religiose ed i sacerdoti diocesani presenti (una quindicina i concelebranti), si è spostato nella chiesa di Casa madre, dove la messa è iniziata alle 17.30, con il saluto della madre generale Isabella Vecchio.

Ascolta il saluto di Madre Isabella Vecchio

“Abbiamo ancora nel cuore –ha detto madre Isabella- l’esperienza della canonizzazione di padre Francesco dell’ottobre scorso in San Pietro, un Santo sacerdote. Grazie a Sua Eccellenza, al vescovo emerito Dante, ai sacerdoti e a tutta la diocesi che ci è stata così vicino in quel momento così solenne ed importante per noi. La comunione fraterna –ha proseguito- genera la santità e per lei, Eccellenza, chiediamo questo dono. Fa, o Signore, che la chiesa cremonese si rinnovi nella luce del vangelo. Lo chiediamo per l’intercessione di San Francesco Spinelli. Grazie anche ai tanti sacerdoti ospiti qui oggi. È bello vederli in casa madre. E grazie anche alla fraternità eucaristica”.

Photogallery

Come ha ricordato il vescovo all’inizio della sua omelia, a 106 anni dalla nascita, è stata questa la prima festa dedicata a padre Spinelli dopo la sua canonizzazione ad opera di papa Francesco. Santo lui, Santi anche noi. “Perché –ha sottolineato monsignor Antonio- la santità deve essere ora come un boomerang, cioè deve toccare a noi, e a questo compito ci educa la liturgia”.

Ascolta l’omelia del Vescovo Antonio Napolioni

Il vescovo ha invitato i presenti (chiesa gremita) a prendere esempio da San Francesco Spinelli, definito “Portatore del calore di Dio”. “Il suo non è un fuoco fatuo –ha proseguito- ma un fuoco basato sulla presenza attiva dello Spirito in tutta la sua realtà divina ed umana. Un fuoco nel quale è stato forgiato il suo cuore umile ed ubbidiente. Un cuore cui le prove che è stato sottoposto e le ostilità che incontrato nella sua esistenza non hanno rubato la gioia di una vita nel Signore e per il Signore. Tanti Santi del nostro tempo ci hanno insegnato a vivere con i poveri e così ha fatto anche Francesco Spinelli. Accogliamo come ha fatto lui –ha concluso- un Dio che si fa pane per noi affinché da nutriti possiamo diventare nutrienti e da deboli possiamo diventare forti ed attingiamo alla stessa fonte alla quale ha attinto lui per superare le prove lungo il nostro cammino”.

Non è mancato, da parte del vescovo, un pensiero per le suore Adoratrici: “Sappiate che la nostra non è una Chiesa che emargina la donna. Anzi, le conferisce un ruolo, senza scimmiottare alcuno”.

Al termine della funzione il vescovo stesso, il vescovo emerito ed i sacerdoti si sono recati in fondo alla chiesa, dove è custodita la teca con le spoglie di padre Francesco per la preghiera al Santo. È da lì che monsignor Napolioni ha impartito la benedizione finale a tutti i presenti.

 

Le parole e le immagini della Canonizzazione 




Religiose e religiosi, «custodi della grazia» (AUDIO)

Quest’anno la festa della vita consacrata è stata celebrata nel cuore dell’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d’Adda. Un momento di comunione, di preghiera e di gioia ha riunito tutti attorno alla Parola, spezzata con amore dal Vescovo Antonio e condivisa nell’Eucarestia.

L’attenzione è stata subito richiamata sulla coincidenza, che quest’anno, vede festeggiare insieme “la giornata della vita consacrata” e “la giornata per la vita”. In un momento in cui il mondo sembra essersi disorientato, l’invito del Vescovo per i consacrati, è quello di non lasciarsi trascinare dal pessimismo, ma di farsi “custodi della grazia”, accolta dal Vangelo e dall’Eucarestia.

Photogallery

Dopo questa premessa lo sguardo è sceso ancora più in profondità sui personaggi del Vangelo, che sembrano richiamare, in modo quasi spontaneo e naturale, la bellezza della famiglia in tutta la sua completezza: il bambino Gesù, i genitori Giuseppe e Maria e i due anziani personaggi Simeone e la profetessa Anna. Questo fermo immagine sui personaggi risalta l’importanza dello scambio generazionale, uno scambio di affetto e di umanità che umanizza, perché la consacrazione è proprio far fiorire tutta l’umanità che Dio ci dà da vivere.

Dalla preghiera di Simeone, il nostro vescovo raccolto i 3 ingredienti essenziali su cui addormentarci tutte le sere, per riprendere ogni giorno il nostro cammino:

  • LA PAROLA: per essere dei consacrati autentici e fecondi bisogna trovare pace nella Parola del Signore, sorgente di luce per la mente e per il cuore, per i pensieri e per i sentimenti e per tutto quello che succede.
  • VEDERE LA SALVEZZA: vedere la salvezza di Dio anche dove gli altri non la vedono; e per creare la possibilità di far emergere questa salvezza basta volersi bene e vivere nella carità.
  • LUCE DA RIVELARE ALLE GENTI: la luce di Gesù è per rivelarsi alle genti, al mondo intero, non è una luce riservata solo ad alcuni.

Ascolta l’omelia del vescovo Antonio

Per finire, è ancora un’immagine forte che il Vescovo usa per delineare il profilo del consacrato: punta di diamante affinato a caro prezzo. Davanti a questa immagine si capisce la necessità di essere custodi della grazia: solo con la grazia il consacrato, come Gesù, può avere la forza di essere segno di contraddizione luminoso, eloquente e credibile nel mondo e nella storia e trovare il suo primato non tanto nell’abito, ma nel servizio, nella carità, nella comprensione e nella misericordia.

Dopo aver nutrito lo spirito attorno al banchetto eucaristico, il clima di comunione si è concluso con la condivisione di un rinfresco, con cui si sono festeggiati i diversi anniversari e i piccoli grandi SI di ogni giorno.




“Chiamati col due”, un libro per riflettere sulla formazione dei seminaristi

Sarà consegnato ai sacerdoti cremonesi durante il ritiro del clero del 7 febbraio il libro «Chiamati col “due”». Un volume di 200 pagine che propone pensieri e proposte per la formazione dei seminaristi. Un testo “operativo” curato dal rettore don Marco d’Agostino e destinato ai preti perché – come scrive il vescovo nell’introduzione – il presbiterio «non sia lasciato spettatore» di ciò che accade in Seminario, e «a quelle famiglie e a quei laici credenti che ci stanno aiutando a rendere pienamente ecclesiale il progetto formativo del Seminario»

Chiamati col “due”

La formazione dei futuri uomini–preti del nostro tempo è una partita troppo importante. So che la metafora del gioco delle carte non è biblica, ma credo possa essere efficace in quanto la partita si gioca tutta sul costruire la persona, in modo solido, autentico, senza imbrogli, né per Dio, né per se stessi, né per gli altri, tantomeno per la Chiesa. «La cura del presbiterio», espressione che il vescovo Napolioni ripete ormai da tre anni, va posta nel cuore delle questioni. Non per narcisismo, ma per un’effettiva attenzione che oggi il mondo affettivo, relazionale, spirituale, di fede del presbiterio desidera e vuole costruire.

Il «due di briscola» che ciascuno di noi tiene in mano e che Dio chiama non deve spaventare. Anche se è l’unica briscola dobbiamo aver fiducia che insieme, solo insieme, si può vincere la partita. Nessuno ha le ricette per formare i preti di oggi e di domani. Il testo «Chiamati col due», affidato al cuore dei presbiteri e ai laici che operano insieme per la formazione dei giovani incamminati verso il ministero, è un tentativo che potrebbe essere fecondo se sposiamo la realtà e accogliamo la sfida sempre bella di amare i giovani che Dio ci dona. «Ai preti giovani – diceva il mio vecchio parroco – bisogna voler bene». E aveva ragione. In quell’espressione c’è una saggezza fatta di vicinanza, di condivisione nella preghiera, di compassione, anche di rimprovero se necessita, ma sempre nell’ottica di chi cammina insieme.

Sottolinea il domenicano Timothy Radcliffe : «Quando dovevo valutare i candidati all’Ordine, una delle domande che mi ponevo era: sono appassionati di qualcosa? Non ha importanza di cosa: potrebbe essere giustizia e pace, o lo studio, il lavoro pastorale, la poesia, la musica, magari anche le rubriche liturgiche, benché io trovi difficile immaginarlo. Ma deve esserci una passione profonda che è aperta alla fame di Dio» (Alla radice la libertà, pag. 49).

La Chiesa, oggi come ieri, ha bisogno di servi appassionati e affamati di Dio, umili e sobri, docili e miti, che provino a ricominciare ogni volta da se stessi, si aprano a quella Parola di Dio che parla anzitutto a noi, ci fa male dentro, ci chiede di cambiare e convertirci continuamente. C’è bisogno di preti che amino la gente come amano il Vangelo. Servono il più piccolo e il più anziano come servono il Corpo e Sangue di Cristo. Il Papa, parlando ai gesuiti dei Paesi Baltici così si è espresso: «Sono tre linguaggi che vanno tenuti insieme. Il giovane è chiamato a pensare quello che sente e fa, deve sentire quello che pensa e fa, deve fare quello che sente e pensa. La nostra è un’unità umana, e lì entra tutto, entra l’inquietudine per gli altri, il coinvolgimento».

Se i giovani che si preparano ad essere preti si lasciano coinvolgere, amare, appassionare, se usano tutti i linguaggi della mente, del cuore, del corpo, allora non avranno paura di «amare troppo».Che non significa essere «imprudenti», ma capaci di sciogliere il cuore. Permettere che gli altri ci avvicinino, entrino nella nostra vita e noi nella loro. Non per curiosare o rovistare. No. Ma per comunicare. Per annunciare un vangelo che non sfiora la nostra testa, ma bussa al cuore, cioè alle decisioni perché le reti ancora vengano lasciate, il banco delle imposte abbandonato e si possa seguire il Figlio di Dio con tutto noi stessi. La vocazione è chiamata alla santità, cioè a credere che tutta la nostra vita, se vuole, può ospitare il Signore. Servirlo. Esserne riflesso. Timido e reale. Con un cuore che batte. Una testa che progetta. Una fame di Lui che non si spegne. Anche se tra le mani abbiamo solo un due.

don Marco D’Agostino




Riflessi Magazine, il vescovo presenta la nuova voce della comunicazione diocesana

Sarà online dal 10 maggio 2019 il nuovo prodotto della comunicazione diocesana “Riflessi Magazine”, periodico online che proporrà ogni mese un’edizione tematica con storie, interviste, commenti e riflessioni. Edito da TeleRadioCremona Cittanova, si propone come strumento di comunicazione innovativo, attento all’utilizzo dei linguaggi della multimedialità, senza rinunciare all’approfondimento.

A presentarlo una lettera del vescovo Antonio Napolioni che, rivolgendosi a sacerdoti e laici della diocesi, illustra le ragioni e lo scopo di un prodotto pensato come luogo di dialogo e ascolto della cultura e del territorio. Eccone il testo.

Cari fratelli presbiteri, e tutti voi,
cari amici che date vita al Vangelo nelle nostre comunità cristiane,
nella lettera Gesù per le strade scrivevo: “Se non siamo schiavi dei pregiudizi, la realtà è sempre più ricca di belle sorprese, la gente è sempre più buona di come la raccontano i giornali, la vita ha sempre più risorse dei bilanci che tracciamo. Purché prendiamo sul serio tutto ciò che è umano” (36).
Con questo spirito, sulle strade che ci vedono impegnati a collaborare al Regno di Dio, sono contento di annunciarvi che un altro piccolo germoglio vede la luce tra gli strumenti di comunicazione della Chiesa cremonese.
E’ una proposta coraggiosa, pensata per un pubblico anche meno coinvolto nella pastorale, un’offerta destinata proprio a tutti. Uno slancio che intende contribuire, con pazienza e lungimiranza, al dialogo con un mondo adulto spesso distratto o indifferente che – tuttavia – manifesta non di rado di attendersi dai cristiani una parola, uno sguardo empatico, una luce che a partire dall’umano sia riflesso di bellezza e verità.
Si chiamerà Riflessi Magazine e sperimenterà innovativi percorsi di comunicazione e cultura per fondere “parole–immagini–persone” in un racconto della vita della gente e del territorio. E’ frutto di un intenso lavoro di équipe che l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali ha coordinato con lo staff di TeleRadio Cremona (TRC) e con alcuni esperti esterni, per affinare i linguaggi e dare forma alle idee.
Un magazine online che, ogni mese, dal prossimo 10 maggio 2019, intende cercare interlocutori rilanciando i propri contenuti anche nel mare dei social media. Confido che possa giovarsi del vostro apprezzamento, dei vostri consigli, del vostro supporto nella diffusione.
Dal 10 maggio, online su www.riflessimagazine.it, la realtà svela nuovi, inattesi riflessi. Affidati a quanti sanno stupirsi fino a coglierne l’Autore.
Vi saluto fraternamente.

+ Antonio Napolioni, vescovo




Giornata per la Vita, le celebrazioni nelle zone pastorali

«È vita, è futuro»: è questo il tema scelto dal Consiglio Episcopale Permanente per la 41ª Giornata Nazionale per la Vita che si celebrerà il 3 febbraio 2019.

Il Messaggio dei Vescovi italiani per la 41ª Giornata per la vita, che si celebrerà domenica 3 febbraio 2019, prende le mosse dall’annuncio del profeta Isaia al popolo: «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa».
Un annuncio che “ha radici di certezza nel presente” e “testimonia speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo”.

Il messaggio per la Giornata 2018

Anche in diocesi come ogni anno la Giornata si celebrerà con momenti di preghiera e testimonianze nelle zone pastorali.

Il Vescovo Antonio presiederà la veglia della Zona 1 a Vailate sabato 2 gennaio all 21 presso la chiesa parrocchiale, durante la quale verrà proposta la testimonianza di Greta e Duillio della comunità Papa Giovanni XXIII.

Sempre sabato sera a Cremona per la Zona 3 in Seminario alle 21 si celebrerà la veglia per la vita, mentre domenica 3 a Palazzo Cittanova Gianni Mussini presenterà il suo libro “Donne in cerca di guai” (ore 16.30) con la partecipazione della giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga. Lunedì 4 alle 21 il programma zonale si chiuderà con la adorazione per la vita a Cascina Moreni.

Veglie di preghiera anche nella zona 4 presso il salone parrocchiale di Cicognolo (ore 21) con le testimonianze degli operatori del Centro di Aiuto alla Vita di Casalmaggiore  e a Bozzolo per la Zona 1, dove porteranno la propria testimonianza il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti (“Quando l’accoglienza della vita potrebbe diventare difficile”), i coniugi Scaravelli di Dosolo (“Per continuare la vita dopo la perdita di un figlio”) e don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas diocesane (“Per aiutare la vita degli immigrati nella loro terra”).

E’ in programma invece una marcia per la vita a Pizzighettone per la Zona pastorale 2: bambini, ragazzi e genitori sono invitati al ritrovo presso la chiesa di San Giuseppe da cui la marcia partirà in direzione della chiesa di San Bassiano.

Locandina zona 1

Locandina zona 2

Locandina zona 3

Locandina zona 4

Locandina zona 5