Due nuovi libri su “Il Malosso e la sua bottega” e “Il convento di San Domenico a Cremona”

“Il Malosso e la sua bottega” e “Il convento di San Domenico a Cremona” sono le due monografie fresche di stampa, pubblicate da Scalpendi editore grazie al finanziamento della Diocesi di Cremona. Un progetto portato avanti con convinzione dall’Ufficio beni culturali ecclesiastici, nell’ambito di un più ampio disegno volto a valorizzare lo straordinario patrimonio di oggetti d’arte sottoposto alla tutela della diocesi cremonese che culminerà con l’apertura, nei primi mesi del 2020, del Museo diocesano all’interno del palazzo vescovile.

 

La presentazione ha avuto luogo proprio in Duomo nel tardo pomeriggio di venerdì 13 dicembre. Un vero e proprio regalo di santa Lucia, ha sottolineato l’incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, don Gianluca Gaiardi, aprendo la serata.

Saluto di don Gaiardi

 

Entrambi i volumi sono introdotti da uno scritto di Marco Tanzi, professore ordinario presso l’Università del Salento, che generosamente ha prestato le proprie competenze ai due giovani autori, supervisionandone il lavoro. A lui il compito di introdurre la presentazione delle pubblicazioni.

Introduzione del prof. Tanzi

“Il Malosso e la sua bottega” è il frutto del lungo e paziente lavoro di Raffaella Poltronieri dell’Università di Verona: raccoglie e analizza, per la prima volta, la copiosa produzione di Giovan Battista Trotti, detto appunto il Malosso, pittore assai prolifico e intelligente imprenditore, il cui percorso artistico costituisce un anello di congiunzione tra la splendida stagione cinquecentesca dei fratelli Campi e la Cremona del Genovesino, arrivando a ricoprire il ruolo di artista di corte presso la corte dei principi Farnese a Parma.

Questo libro nasce soprattutto con lo scopo ambizioso di illustrare la grande produzione artistica del Malosso, con la qualità delle immagini e di lettura che significa una visione ravvicinata delle opere e un’attenzione particolare alla sua sostanza materiale ed estetica. Non senza tralasciare una cura costante nella scelta, da parte dell’autrice, negli apparati storici e documentari, come impone il livello sempre più sofisticato degli studi attuali, che non trascura gli aspetti diagnostici, ma che valorizza le capacità di ricerca delle fonti storiche e l’occhio esperto dello storico dell’arte.

Questo volume è dedicato al Trotti, ma inserito in un contesto sociale e comunitario, una serie di opere collegate fra di loro per ragioni di tema o di collocazione storica e ambientale, di formazione nella bottega di uno tra i più grandi maestri cremonesi del tempo. In tutti i casi, si tratta di testimonianze che hanno lasciato una traccia significativa nella storia dell’arte e nella cultura.

Intervento di Raffaella Poltronieri 

 

“Il convento di San Domenico a Cremona” è invece il risultato della rielaborazione della tesi di dottorato di Adam Ferrari all’Università degli Studi di Milano, il quale, attraverso l’approfondimento in diversi archivi (spingendosi fino all’archivio della Congregazione per la dottrina della fede in Vaticano) e sopralluoghi in numerosi luoghi di culto, a volte dispersi nelle campagne tra il cremonese e il mantovano, ha scritto, per la prima volta, la storia del convento domenicano di Cremona abbattuto nella seconda metà dell’Ottocento, analizzando le diverse campagne decorative avviate, soprattutto, dai priori e dagli inquisitori che si sono succeduti nel corso dei secoli.

Una chiesa distrutta, ma non persa. Così si potrebbe definire il complesso monumentale di San Domenico, a Cremona. Dopo il suo abbattimento, avvenuto nel XIX secolo, le grandi opere che vi erano conservate sono state disperse nei posti più disparati. Adam Ferrari ha saputo imbastire con pazienza, tenacia e determinazione un’attività di recupero non indifferente, consegnando al lettori un frutto ordinato e puntuale del proprio lavoro.

Intervento di Adam Ferrari 

 

Altro aspetto non secondario è il piacere che si prova nel leggere pagine fresche d’inchiostro e ricche di entusiasmo, levarsi dalla giovane mano di chi le scrive. Emergono così giovani talenti del territorio cremonese e non solo, che con sguardo non miope vedono nel futuro e nello scambio di informazioni un ulteriore sviluppo della ricerca, per non arenare e chiudere il bagaglio della propria conoscenza, permettendo così il circolare delle idee e delle informazioni. Spesso la provincia chiusa non ha consentito di divulgare le ricerche, con il rischio di dimenticarle. Oggi la Diocesi vuole tentare di fare tutto questo, augurandosi che le nuove generazioni si possano sentire protagoniste e coinvolte nel cercare, studiare, promuovere, trasmettere.

Conclusione di don Gaiardi

 

La fotogallery della presentazione




È online il nuovo sito del Museo Verticale del Torrazzo

È online all’indirizzo www.museoverticale.it il nuovo sito del Museo Verticale del Torrazzo. Pensato per preparare i turisti e soprattutto gli studenti delle scuole ad una visita, il sito si presenta con una struttura del tutto originale: la navigazione tra i contenuti, infatti, si svolge scorrendo – a differenza di ciò che accade normalmente – la schermata dal basso verso l’alto.

Non solo dunque il nuovo sito consente di prenotare le visite guidate, ma offre anche informazioni sulle sale e sull’allestimento del Museo Verticale. In ogni sezione del sito è infatti possibile esplorare le sale che il visitatore attraversa durante la salita dei 502 gradini della torre campanaria in laterizi più alta d’Europa. Sul sito di trovano infatti testi informativi e un ricco apparato fotografico, ma anche tutti i pannelli del Museo Verticale, scaricabili in formato .pdf e dunque utilizzabili come prezioso strumento didattico in preparazione alla visita stessa.




La Pala Schizzi dalla Cattedrale in prestito alla mostra «Il Rinascimento di Pordenone»

Il dipinto della Cattedrale intitolato  “Madonna col Bambino, i Santi apostoli Giacomo e Filippo, un angelo musico e il donatore Giacomo Schizzi”, noto come Pala Schizzi dal nome del donatore, opera di Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone, è partito ieri per la mostra “Il Rinascimento di Pordenone” che si terrà presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Armando Pizzinato” dal 26 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020.

Per garantire la sicurezza dell’opera il trasporto è stato effettuato da una ditta specializzata nel settore del traporto di opere d’arte, con una doppia cassa climatizzata appositamente costruita. In Duomo è attualmente esposta una copia dell’originale.




La Cattedrale di Cremona vince il bando nazionale per l’adeguamento liturgico

«La cattedrale “è il centro della vita liturgica della diocesi” da cui deriva la necessità che le celebrazioni ivi presiedute dal vescovo “siano un esempio per tutta la diocesi”». Così – citando il “Cerimoniale dei Vescovi” – l’Ufficio Liturgico nazionale e l’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto esprimono la motivazione profonda del bando nazionale per l’adeguamento liturgico delle Cattedrali. Un bando che vede tra le diocesi vincitrici proprio la diocesi di Cremona.

Promosso dagli uffici della Conferenza Episcopale Italiana, il bando pubblicato nel 2018 prevede il co-finanziamento con fondi dell’8xmille di progetti di adeguamento liturgico definitivo per sei Cattedrali sul territorio italiano. L’ufficio diocesano per i Beni culturali e l’edilizia di culto diretto da don Gianluca Gaiardi e l’ufficio Liturgico guidato da don Daniele Piazzi hanno aderito dapprima alla fase regionale del bando che ha visto la szelezione di Cremona tra le tre diocesi lombarde partecipanti; nella seconda fase sono stati poi 6 i progetti vincitori sui 14 presentati: Cremona è tra questi insieme ad Asti, Belluno-Feltre, Montepulciano-Chiusi-Pienza, Sessa Aurunca e Acerenza.

La vittoria del bando consente di accedere dunque ad un contributo fino al 75% della spesa massima ammissibile di 400mila euro per un progetto di adeguamento liturgico che riguarderà l’ambone, l’altare e la cattedra del Vescovo secondo le linee liturgiche indicate dal Concilio Vaticano II. «La finalità del bando – commenta don Gaiardi – è quella di far emergere in particolare l’idea che la Chiesa Madre sia un riferimento per tutta la comunità diocesana per un nuovo stile celebrativo che dal Concilio ha fatto suoi alcuni principi essenziali come la partecipazione dell’assemblea, la lingua italiana, la riforma dei testi liturgici che a breve vedrà anche la pubblicazione del nuovo Messale».

Tra gli aspetti promossi e valutati da bando nazionale anche l’inserimento della chiesa Cattedrale in un contesto storico, sociale, culturale e architettonico: «La preparazione del progetto – si legge ancora nel bando – può costituire un momento fecondo in un’ottica ecclesiale che coinvolga i fedeli in un dialogo con il più ampio contesto urbano e sociale»

«Per questo – prosegue l’incaricato diocesano – abbiamo presentato uno studio di fattibilità con una documentazione che tenesse conto del valore storico artistico della nostra Cattedrale, dei lavori fatti finora per la conservazione e la valorizzazione delle diverse parti dell’edificio e del patrimonio mobile che custodisce, ma anche dell’inserimento del Duomo dentro la città e il territorio diocesano confermato dagli eventi culturali e dalla nascita di un polo museale di cui fanno parte il Museo Verticale del Torrazzo, il Battistero e il nascente Museo Diocesano».

Ora dunque si entra in una nuova fase che partirà dalla promulgazione di un nuovo bando ad hoc per la valutazione di progetti specifici per la Cattedrale di Cremona. A scriverlo saranno gli uffici diocesani in collaborazione con quelli della Conferenza episcopale italiana. I progetti saranno poi valutati da una commissione composta da membri diocesani, delegati regionali, esperti nominati dalla Cei e anche dalla Soprintendenza.

L’idea è quella di un adeguamento definitivo degli elementi centrali per la celebrazione liturgica: l’altare, l’ambone e la Cattedra del vescovo. Elementi oggi poggiati su supporti provvisori che saranno dunque sostituiti, dentro un progetto complessivo che intende anche valorizzare elementi artistici come i bassorilievi dell’Amadeo, oggi poco valorizzati.

L’auspicio è quello di poter presentare il progetto vincente in occasione della Settimana Liturgica Nazionale che nell’agosto 2020 sarà ospitata proprio dalla diocesi di Cremona.

 




Inaugurata ufficialmente la nuova illuminazione della Cattedrale

Il concerto del “Complesso bandistico città di Cremona” nella in Cattedrale in memoria di Luigi Maschi, fondatore di Idea Verde e cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, tenutosi nella serata di venerdì 28 giugno è stato occasione per inaugurare la nuova illuminazione del Duomo. Il parroco della Cattedrale, mons. Alberto Franzini, nel salutare i numerosi presenti ha voluto ricordare l’affetto che ancora oggi i cremonesi hanno per il cav. Maschi, scomparso dopo una lunga malattia nell’agosto 2014.

Non sono mancati i ringraziamenti e il ricordo da parte della figlia, Mara Maschi, seguiti dalle parole del vescovo Antonio Napolioni: «Ricordiamo, attraverso i fiori e la musica, un uomo che ha lasciato una scia luminosa nella sua vita. Perché anche ognuno di noi possa essere un frammento di scia luminosa abbiamo bisogno di una maestra come la Chiesa, la famiglia, per riuscire a riconoscere il vero bene di una luce, non artificiale, ma autentica e veritiera”.

Ascolta l’intervento di mons. Antonio Napolioni

Nel suo intervento don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni e le attività culturali, ha presentato la nuova illuminazione, indirizzata a implementare la luce della Cattedrale per valorizzare maggiormente le opere, in particolare il ciclo cinquecentesco, grazie ai più di 170 corpi luminosi di nuova tecnologia led a diversa gradazione, idonea a illuminare luoghi artistici. I ringraziamenti sono andati a chi ha realizzato la nuova illuminazione: l’architetto progettista che ha diretto i lavori, Eva Balestreri, insieme all’ingegnere Paolo Solzi, la ditta Rimani di Torino che ha fornito le luci, i dipendenti della ditta Impianti Tonghini e gli sponsor Banca di Piacenza, presieduta dall’avv. Corrado Sforza Fogliani, e Autostrade Centro Padane.

Ascolta l’intervento di don Gianluca Gaiardi

Il “Complesso bandistico città di Cremona”, diretto dal maestro Francesco Amighetti, che è stata arricchita anche dalla partecipazione della “Junior Band” diretta dal maestro Andrea Norelli, ha eseguito brani di diversi generi musicali.

Photogallery




Torna a splendere la chiesa di Pomponesco

Gli interventi di restauro della chiesa arcipretale dei Santi Sette Fratelli Martiri, avviati nel 2002 e recentemente completati, saranno presentati ufficialmente alla comunità parrocchiale venerdì 21 giugno. Alla serata inaugurale, che avrà come tema “Santa Chiesa di Dio che cammini nel tempo”, interverranno don Gianluca Gaiardi (direttore Ufficio beni artistici della diocesi di Cremona), il parroco don Davide Barili, gli architetti Desolina Mori e Lorenzo Ferretti Garsi (studio Archivolto), i geometri Giampaolo Lucchini e Andrea Capelli, i restauratori della parte pittorica Massimo Tisato, Silvia Flisi e Valentina Ponti, e il restauratore degli arredi lignei Sebastiano Genovesi. Nel corso dell’appuntamento, il maestro Daniele Anselmi offrirà un commento musicale. Al termine, rinfresco in oratorio.

La chiesa di Pomponesco è tornata a mostrare ai fedeli l’aspetto e la bellezza originari (l’assetto odierno è ottocentesco, anche se la fondazione della chiesa risale al Trecento; ndr) in occasione dei recenti festeggiamenti della Settimana Santa, al termine di lavori protrattisi per ben diciassette anni. Il restauro conservativo dell’edificio sacro era stato avviato dal compianto don Romano Gardini: un’opera portata avanti a lotti, e sostenuta economicamente da diverse famiglie e aziende del posto (che hanno “adottato” singole cappelle o altre porzioni di lavori, sponsorizzandone il recupero).

Per anni parti della chiesa sono state ingombrate dai ponteggi. Dal punto di vista tecnico, l’intervento non è stato semplice: gli strati superficiali della pellicola pittorica presentavano infatti numerosi sollevamenti, a causa dei fumi di candela, delle muffe e delle infiltrazioni di acqua piovana, oltre che per gli effetti del vecchio impianto di riscaldamento a gasolio e di un incendio del coro avvenuto diverso tempo fa. Il film pittorico e l’apparato decorativo interno (gli affreschi della cupola e delle vele della volta, i soffitti a cassettoni, le tinteggiature, la cassa dell’organo) sono stati completamente recuperati. Ogni superficie, a seconda della particolare composizione e dei problemi evidenziati, è stata pulita con le metodologie più idonee, individuate a seguito di appositi saggi di pulitura. Gli operatori, sempre in accordo con la Sovrintendenza, hanno provveduto inoltre a ritoccare le lacune e riposizionare gli stucchi mancanti. Nel corso dell’intervento di recupero, sono stati definitivamente sistemati anche coro, altari e suppellettili.

Nel 2012, si erano resi necessari in aggiunta lavori di messa in sicurezza e consolidamento strutturale dell’intero edificio, a causa dei danni provocati dal terremoto. Nel complesso, il costo dei restauri supererà i 300mila euro, finanziati da offerte, mutui, contributi a fondo perduto e devoluzioni del 5 per mille Irpef.




Bellitalia: il Museo verticale del Torrazzo protagonista su Rai3

Il Torrazzo di Cremona, con il suo “Museo verticale”, protagonista nella mattinata di sabato 9 febbraio (ore 11) su Rai3 a “Bellitalia”, la rubrica della TGR dedicata ai beni culturali. Ogni puntata propone un viaggio a tappe attraverso le varie regioni italiane, mettendo in evidenza non solo i tesori artistici e monumentali più celebrati, così da fornire un quadro a tutto tondo dedicato anche e soprattutto alle persone che vogliono informarsi sull’arte, la cultura e il paesaggio d’Italia.

Nel servizio di Alessandra Costa, che ha intervistato l’incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici don Gianluca Gaiardi, l’attenzione andrà al “Museo del tempo”. Osservato speciale il museo del Torrazzo di Cremona, il campanile più alto d’Europa, che racconta le antiche tecniche per misurare il tempo e i fenomeni astronomici.

Il museo, inaugurato l’11 novembre scorso alla presenza del vescovo Napolioni, sta riscuotendo molto interesse.

Tra gli altri servizi della puntata del 9 febbraio di “Bellitalia”: “La strada dei maestri” in Val Tiberina, il borgo di Cerreto Sannita ricostruito dopo il terremoto del 1688 e candidato a Patrimonio dell’Umanità, passando poi dalla Campania alla scoperta di un gioiello di urbanistica antisismica. E ancora: nel cuore di Firenze, il restauro di una chiesa del Cinquecento che ha rivelato, sotto uno strato di vernice grigia, un bellissimo soffitto affrescato. Poi i nuovi capolavori di cui si arricchisce la Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Per finire l’imprinting italiano del protocollo internazionale per la salvaguardia dei beni culturali nell’epoca dei mutamenti climatici.




Pandino, all’oratorio S. Luigi inaugurata la nuova cappellina

Nel tardo pomeriggio di domenica 10 marzo è stata inaugurata, all’interno dell’oratorio di Pandino, la sala San Luigi Gonzaga. A seguito, infatti, dei lavori di ampliamento della preesistente cucina, resi necessari dall’elevato utilizzo della stessa per attività pastorali, si è compiuta la scelta di “rubare” qualche metro alla sala adiacente. Fino a quel momento utilizzata per incontri catechistici e di carattere pastorale o culturale, dotata di impianto di videoproiezione e amplificazione, la stessa ha visto ridursi la sua capienza di posti a sedere da cento alle poco più di sessanta unità. Questa “perdita”, unita all’utilizzo di quell’ala della struttura oratoriana per incontri di catechesi e per esperienze di vita comunitaria con i ragazzi adolescenti, ha portato il confronto tra i presbiteri ed alcuni giovani e adulti che più da vicino collaborano alla vita dell’oratorio, a rispolverare un antico progetto: dare alla struttura oratoriana un luogo adatto alla preghiera delle giovani generazioni che la frequentano.

Ecco allora riproporsi l’eterno dilemma: dar vita ad una “cappella” nel senso classico del termine oppure a uno spazio dove la liturgia potesse tornare ad essere patrimonio vivo nella vita della Chiesa, parole e gesti capaci di attualizzare il Mistero? Propendendo per questa seconda direzione, il successivo confronto con il responsabile dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, don Gianluca Gaiardi, ha portato a individuare in Davide Tolasi l’artista a cui affidare la realizzazione dell’opera che caratterizza e impreziosisce la sala.

Scrive proprio don Gaiardi nella sua presentazione dell’opera:

La capacità innovativa del vero artista contemporaneo è quella non solo di contestualizzare e attualizzare, cosa che al Caravaggio riusciva bene, ma è anche quella di raccontare, senza necessariamente doverlo spiegare, un messaggio e veicolarlo così semplicemente e subitaneamente agli occhi di qualsiasi spettatore, sia esso bambino, giovane o adulto.
Piace pertanto vedere che i classici segni iconografici del figlio cadetto dell’importante famiglia mantovana, siano ripensati e riusati in modo nuovo. La veste del chierico adattata con il clergyman del prete vicario dell’oratorio di oggi e il giglio tenuto in mano non come un fiore da odorare, ma da porgere, come se stesse offrendo contemporaneamente una virtù, quella della purezza: fisica, spirituale e mentale.
Il Crocifisso è sostituito dal Cristo stesso, non più sulla croce, ma in procinto d’essere adagiato e avvolto nel sudario. A donarsi anch’esso come il vero educatore che ne prende le sembianze e che offre lavoro, vita e cioè passione. Ci sono i giovani, che fanno, interpretando le persone che attorno al santo e al Cristo sono rimaste.

Partendo dall’idea complessa di una controfacciata (si pensi alle opere del Pordenone nella nostra Cattedrale di Cremona e di Barnardino Campi, o della sua scuola, nella chiesa di San Bassiano a Pizzighettone, Tolasi ha reinterpretato la consegna con grande estro e sapienza, riuscendo a fornire ad un impianto classico quello stile fresco, capace di “strizzare l’occhio” al mondo giovanile.

La biografia di grandi maestri come il Caravaggio, ricorda che a prestare il volto ai personaggi dei suoi dipinti non erano personaggi altolocati del tempo, ma gente del popolo. Oggi come allora c’è chi ha accettato di lasciarsi immortalare in quest’opera.

Così il critico d’arte Vincenzo Denti che in anteprima ha potuto visionare l’opera:

“Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti” (da Lo spirituale nell’arte di Vasilij Kandinskij, 1910)

Con questa frase Vasilij Kandinskij ribadiva il concetto che l’arte è contemporanea al tempo che la vede realizzarsi, indipendentemente dal tema trattato o dal soggetto rappresentato. Questo pensiero è ben chiaro a Davide Tolasi che affronta la rappresentazione di San Luigi Gonzaga con l’energia e la freschezza stilistica e pittorica della sua giovane età.

L’aula liturgica dedicata a San Luigi Gonzaga si presenta oggi non ancora conclusa. Manca completamente l’arredo, un tabernacolo per la custodia dell’Eucarestia e il restauro della statua lignea raffigurante il santo che, iscritta nel catalogo delle opere d’arte della chiesa sussidiaria di Santa Marta, si è deciso di trasferire in oratorio dai magazzini parrocchiali nei quali era stata fin’ora custodita.

Si conta ora di completare quest’opera abitandola, esattamente come su richiesta dall’autore il dipinto è stato “abitato”.




Programmazione economica, gestione dei beni culturali e oratori: scarica le slides dei corsi di formazione

Per il secondo anno i componenti dei Consigli parrocchiali per gli affari economici hanno avuto la possibilità di riunirsi, nelle cinque zone pastorali, per tre incontri. In un incontro l’economo diocesano, don Antonio Mascaretti ha trattato della Programmazione economica di una parrocchia; in un altro incontro il responsabile dell’ufficio dei beni culturali, don Gianluca Gaiardi, ha sviluppato le tematiche legate allo studio di fattibilità di interventi di manutenzione dei beni artistici; infine don Paolo Arienti, responsabile della pastorale giovanile e della Federazione Oratori, ha illustrato questioni relative agli elementi normativi degli Oratori. La grande partecipazione ed attenzione rivelata l’anno scorso, si è riproposta anche negli incontri di quest’anno, che ha visto coinvolte numerose parrocchie della Diocesi.

Scarica qui le slides sulla programmazione economica

Scarica qui le slides sui beni artistici (parte 1)

Scarica qui le slides sui beni artistici (parte 2)

Scarica qui le slides sui beni artistici (parte 3)

Scarica qui il materiale sulla gestione degli oratori

Scarica qui l’allegato sulla gestione degli oratori




La mappa dei cantieri che salvano i tesori della diocesi

Tirando le somme, il contributo annuale che arriva dall’8xmille della Cei per le attività diocesane legate ai beni culturali e all’edilizia di culto si aggira attorno al milione di euro. I cantieri aprono e chiudono continuamente in tutte le zone della diocesi.

Tetti, facciate e campanili delle chiese parrocchiali e dei santuari, impianti di sicurezza e videosorveglianza, contributi per l’allestimento dei musei, la manutenzione delle biblioteche, la conservazione degli archivi e ristrutturazione o nuove realizzazioni di oratori (dai fondi per l’edilizia di culto sono arrivati circa 950 mila euro per quello di Castelleone dal 2013 e poco più di 200 mila dal 2014 per quello di Torre de’ Picenardi, mentre a Caravaggio si attendono i contributi per il secondo e terzo lotto di lavori).

«Abbiamo tante opere, tante strutture e tanti edifici – spiega l’incaricato diocesano don Gianluca Gaiardi – e il tema della manutenzione ordinaria e straordinaria di questo patrimonio è molto complesso». In molti casi troppo per l’organizzazione e le risorse delle parrocchie. «Di solito – continua – ci si muove per affrontare le urgenze, mentre occorre un sistema più ordinato di programmazione condiviso con l’Ufficio da parroci, tecnici parrocchiali, consigli per gli affari economici». Così valutazione delle priorità, progetti finanziari, studi di fattibilità saranno al centro degli incontri di formazione che nelle prossime settimane saranno proposti nelle zone ai collaboratori con ruoli di amministrazione negli oratori, nei consigli pastorali e parrocchiali. «Si tratta di porre gli obiettivi pastorali legati a strutture e ambienti ad un piano di sostenibilità economica e amministrativa».
Anche quest’anno la diocesi ha presentato alla Cei una serie di progetti in attesa di approvazione per l’erogazione di contributi dall’8xmille tra cui il restauro conservativo della facciata nord della Cattedrale, dove nel frattempo sono al via il rinnovamento l’impianto di illuminazione (con il contributo anche di Banca di Piacenza e Centropadane)e la ristrutturazione della cappella di Santa Caterina. Nel Santuario di Caravaggio, invece, hanno fatto capolino i ponteggi per il recupero degli affreschi del transetto nord, opere del Cavenaghi e del Moriggia. Anche in Seminario i fondi annuali concorrono alla progettazione di un nuovo allestimento per il Museo e al restauro di opere storiche. Come la «Deposizione» di Calvaert, che sarà presentata domani in Seminario alle 16.30 nel primo incontro del ciclo «Dentro al dipinto 2019».