{"id":959,"date":"2019-03-29T17:35:34","date_gmt":"2019-03-29T16:35:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/?p=959"},"modified":"2019-03-29T17:35:34","modified_gmt":"2019-03-29T16:35:34","slug":"prima-della-vocazione-prendere-la-vita-sul-serio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/2019\/03\/29\/prima-della-vocazione-prendere-la-vita-sul-serio\/","title":{"rendered":"Prima della vocazione? Prendere la vita sul serio"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/959?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/959?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><strong>Qualche riflessione a sfondo vocazionale<\/strong><\/p>\n<p>Parlando di vocazioni, o di crisi delle vocazioni, solitamente ci si riferisce al terreno preparatorio all\u2019interno del quale esse fioriscono, finendo per identificarlo con la fede, o la ricerca di Dio, o con questioni, comunque, riguardanti la spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 vero, ma il discorso si pu\u00f2 allargare e rendere pi\u00f9 generale affermando, senza troppa paura di sbagliare, che il terreno dentro al quale una vocazione fiorisce consiste nella propensione a prendere la vita sul serio. Prendere la vita sul serio vuol dire considerarla preziosa, cercare di non sprecarla, tentare di spenderla nella maniera pi\u00f9 proficua possibile. Detto in altri termini, impegnarsi.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 disposto a porsi obiettivi, spendere energie, tentare, ritentare, costruire, abbattere e ri-edificare mette in moto un processo virtuoso che genera informazioni, crea esperienza, chiarisce le idee, definisce meglio le proprie aspettative. Chi vive intensamente, prima o poi trova qualcosa di importante. In prima battuta, questa \u201cscoperta\u201d potrebbe anche non coincidere con Dio, la fede o la vocazione. Ma, certamente, si tratter\u00e0 di qualcosa di buono, o grande, o importante che, con queste cose, una qualche parentela ce l\u2019ha.<\/p>\n<p>Al contrario, chi sono coloro che paiono destinati a non trovar nulla, a rimanere perennemente insoddisfatti, al di qua del guado, sempre in balia di ripensamenti o tentennamenti? Sono coloro che non sono disposti a faticare, a osare, a pianificare un impegno. Chi, in altre parole, mette la moneta sotto terra per paura di perderla.<\/p>\n<p>Il discorso, per\u00f2, non \u00e8 cos\u00ec lineare, semplice ed edificante come potrebbe sembrare in prima battuta.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa, al telegiornale, erano intervistati alcuni giovani che manifestavano a favore della salvaguardia dell\u2019ambiente. A un giornalista, che domandava loro se non ritenessero pi\u00f9 proficuo andare a lezione e studiare, anzich\u00e9 scendere per le strade con gli striscioni, un ragazzo rispondeva pi\u00f9 o meno in questi termini: che senso ha studiare per costruirsi un futuro quando, nelle condizioni in cui versa il mondo attuale, probabilmente non c\u2019\u00e8 futuro?<\/p>\n<p>In altri termini, potremmo dire, che senso ha impegnarsi, lavorare, far fatica, quando all\u2019orizzonte non si intravedono prospettive? E\u2019 un po\u2019 come se ai giovani che si trovano di fronte ad un banco di nebbia che impedisce la visuale, si chiedesse, anzich\u00e9 stare fermi in attesa che la nebbia cali, di mettersi invece in viaggio e, anzi, li si incoraggiasse a schiacciare sull\u2019acceleratore, magari col rischio di sfracellarsi.<\/p>\n<p>Ma, anche in questo caso, l\u2019analogia zoppica. Sarebbe corretta, se gli elementi in campo fossero solo questi: il viaggiatore e la nebbia. In realt\u00e0 ve n\u2019\u00e8 un terzo, il vento (e stavolta, invece, il rimando allo Spirito Santo non zoppica affatto), che \u00e8 pronto a soffiare via la nebbia non appena si accorge della buona volont\u00e0, della determinazione e del coraggio di chi, contro ogni apparente buon senso, decide di mettersi per strada comunque.<\/p>\n<p>Fuor di metafora, forse la situazione giovanile di oggi pu\u00f2 essere riesaminata in un\u2019ottica differente. Certo, \u00e8 necessario riconoscere che questa nebbia esiste, ed \u00e8 anche parecchio fitta. Rispetto al passato, \u00e8 vero, i ragazzi di oggi dispongono di molte pi\u00f9 strade e mezzi per comprendere, imparare, viaggiare, ma, paradossalmente, scegliere la direzione \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile, per non dire angosciante, col risultato che molti preferiscono star fermi in attesa di vedere se la situazione si chiarisce (il caso estremo \u00e8 rappresentato dagli hikikomori, parola giapponese che designa coloro che si chiudono in una stanza e tagliano i contatti col mondo, eccettuato il tenue filo rappresentato dal Web e dalla tecnologia).<\/p>\n<p>Invece, per mettere in moto il vento chiarificatore, bisogna che prima ci muoviamo noi. Tentando in buona fede, osando, intraprendendo. Magari, per esempio, un corso di studi impegnativo, che cerchi di coniugare le proprie attitudini con le richieste del mondo esterno. Magari, un periodo all\u2019estero, che apre orizzonti, aumenta l\u2019esperienza e permette di conoscere persone nuove. Magari, un percorso spirituale personale, che potrebbe anche diventare comunitario, per dare radici pi\u00f9 solide alla nostra identit\u00e0 e verificare la tenuta dei valori in cui crediamo. Magari, un\u2019esperienza di volontariato un po\u2019 \u201cestrema\u201d, che facendoci uscire da noi stessi a vantaggio degli altri, ci aiuti a vedere in maniera un po\u2019 pi\u00f9 obiettiva e distaccata anche le nostre personali faccende.<\/p>\n<p>Sembrerebbe troppo facile e semplicistico concludere col detto popolare \u201caiutati che il ciel t\u2019aiuta\u201d, per non andare sul pi\u00f9 \u201cpagano\u201d \u201cla fortuna aiuta gli audaci\u201d. In realt\u00e0, la fortuna NON aiuta gli audaci. E\u2019 Dio che li aiuta, attraverso lo Spirito Santo, facendo capire a ciascuno la sua Vocazione, cio\u00e8 il suo posto nel mondo. Ma all\u2019interno di un progetto che, con il Signore, in qualche maniera, c\u2019entra sempre.<\/p>\n<p>don Davide<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche riflessione a sfondo vocazionale Parlando di vocazioni, o di crisi delle vocazioni, solitamente ci si riferisce al terreno preparatorio all\u2019interno del quale esse fioriscono, finendo per identificarlo con la fede, o la ricerca di Dio, o con questioni, comunque, riguardanti la spiritualit\u00e0. Tutto questo \u00e8 vero, ma il discorso si pu\u00f2 allargare e rendere &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/2019\/03\/29\/prima-della-vocazione-prendere-la-vita-sul-serio\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Prima della vocazione? 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