{"id":832,"date":"2018-07-24T09:54:23","date_gmt":"2018-07-24T07:54:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/?p=832"},"modified":"2018-07-24T12:23:44","modified_gmt":"2018-07-24T10:23:44","slug":"ricchi-che-si-credono-mendicanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/2018\/07\/24\/ricchi-che-si-credono-mendicanti\/","title":{"rendered":"Siamo ricchi che si credono mendicanti"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/832?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/832?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p>Guardando a me stesso, prima ancora che ad altri, mi accorgo di come la vita, il quotidiano, le faccende di ogni giorno tendano a farci dimenticare chi siamo. Ogni giorno, c\u2019\u00e8 un\u2019identit\u00e0 da riscoprire, ci sono delle certezze da ri-confermare. Per quanto uno possa aver vissuto, riflettuto, essersi impegnato, ogni nuova giornata che Dio ci dona su questa Terra ci trova un po\u2019 alle prese con una tabula rasa, in una situazione in cui ci troviamo smarriti, disorientati, indifesi.<\/p>\n<p>O, meglio, questa \u00e8 la sensazione. Perch\u00e9 in realt\u00e0, abbiamo gi\u00e0 tutto ci\u00f2 che ci serve, l\u2019essere figli di Dio e l\u2019avere Ges\u00f9 come esempio (nei Vangeli) e come nutrimento (nell\u2019Eucarestia). Ma questi capisaldi, per quanto importanti, rischiano di essere quotidianamente spazzati via, come conchiglie da un\u2019onda \u00a0sulla sabbia, da distrazioni, preoccupazioni, attrattive varie, agende troppo fitte.<\/p>\n<p>Un\u2019altra immagine che potrebbe rendere l\u2019idea \u00e8 quella di un tesoro nel deserto che venga continuamente ricoperto dalle tempeste di sabbia: per farlo riaffiorare, c\u2019\u00e8 sempre bisogno di spazzare, liberare, soffiar via tutto ci\u00f2 che vi si deposita e tende ad offuscarne lo splendore.<\/p>\n<p>Lo stesso accade con la fede e la nostra vocazione alla salvezza. Esse ci sono, magari abbiamo anche fatto del nostro meglio per coltivarle, ma sembra sempre che queste cose preziose (preziose un po\u2019 perch\u00e9 ci sono state date in dono, un po\u2019 anche perch\u00e9 pure noi cerchiamo di valorizzarle) tendano a venire nascoste, attenuate, depotenziate da qualcosa che vi si deposita sopra.<\/p>\n<p>Ora, il punto \u00e8, a mio avviso, che noi dobbiamo dare per scontata questa opera di contrasto, queste \u201ctempeste di sabbia\u201d, questo processo di affastellamento di detriti sopra tutto ci\u00f2 che di maggior valore abbiamo. Ma, a maggior ragione, non dobbiamo stancarci di spazzar via, con metodo e pazienza, ogni \u201cagente di offuscamento\u201d. Tale opera paziente si chiama \u201cpreghiera\u201d.<\/p>\n<p>Senza di essa, noi rischiamo di sentirci perennemente dei ricchi che si credono poveri. Dei salvati che si credono alla deriva. Dei figli che si credono orfani. Dei redenti che si credono condannati alla mediocrit\u00e0. Tale opera, per\u00f2, non va soltanto auspicata, lodata, raccomandata, coperta di assensi. Deve essere effettivamente PRATICATA, dedicandole del tempo che non pu\u00f2 venire sostituito dall\u2019entusiasmo, dal trasporto, da un buon proposito. Significa, effettivamente, mettersi in silenzio davanti al Signore, tralasciando occupazioni, preoccupazioni, lusinghe, scadenze per dedicarci all\u2019unica Causa che ci pu\u00f2 illuminare e salvare: la costruzione del nostro rapporto con Dio.<\/p>\n<p>Alcuni minuti al giorno sono un prezzo troppo salato per riscoprire che siamo ricchi, e che non dobbiamo elemosinare briciole di felicit\u00e0 da altre parti? Sono una richiesta troppo esigente per renderci conto che i figli di Dio non devono andare a fare i questuanti in case altrui (in termini di risposte, soddisfazioni, certezze, gratificazioni)? Quanto ci metteremo, noi cristiani, per uscire da questa adolescenza perenne che ci fa sentire sempre scalpitanti e insofferenti nella casa del Padre, nella convinzione illusoria che l\u2019erba del vicino, per definizione, sia sempre pi\u00f9 verde?<\/p>\n<p>La questione, a giudicare dai casi di disagio interiore che si constatano nella nostra societ\u00e0, sta diventando sempre pi\u00f9 scottante. Ma chiss\u00e0 che anche il disagio ed il malessere non possano giocare a favore di una svolta, di una sana ribellione, di un risveglio interiore.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che tutti noi non riusciamo infine a riconoscerci un po\u2019 nelle sembianze del figliol prodigo, che, mentre pascola i porci altrui senza nemmeno poterne mangiare le carrube, si ricorda che a casa ha sempre un Padre che lo ama. E che, invece di presentargli il conto della sua lontananza, aspetta solo di riabbracciarlo e di renderlo di nuovo felice con la Sua presenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Don Davide<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardando a me stesso, prima ancora che ad altri, mi accorgo di come la vita, il quotidiano, le faccende di ogni giorno tendano a farci dimenticare chi siamo. Ogni giorno, c\u2019\u00e8 un\u2019identit\u00e0 da riscoprire, ci sono delle certezze da ri-confermare. 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