{"id":149,"date":"2016-08-09T11:53:19","date_gmt":"2016-08-09T09:53:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/?page_id=149"},"modified":"2016-08-09T11:53:19","modified_gmt":"2016-08-09T09:53:19","slug":"vocazioni-famose","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/vocazioni-famose\/","title":{"rendered":"Vocazioni famose"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/149?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/149?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/vocazioni\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><strong>Vocazioni alla vita consacrata di Santi celebri<\/strong><br \/>\n<strong>San Giovanni Bosco<\/strong><br \/>\n(da <a href=\"http:\/\/www.diocesi.torino.it\/diocesitorino\/allegati\/30732\/don%20Bosco.pdf\">http:\/\/www.diocesi.torino.it\/diocesitorino\/allegati\/30732\/don%20Bosco.pdf<\/a>)<\/p>\n<p>\u201cCon Dio, il coraggio di scegliere il futuro, la fortezza nel costruirlo\u201d Intanto si avvicinava la fine dell\u2019ultimo anno si scuola, periodo in cui gli studenti sono soliti capire la loro vocazione. Fin da bambino volevo diventare prete, ma non volendo credere ai sogni e la mia maniera di vivere non del tutto santa, rendevano dubbiosa e assai difficile la decisione. Consigliandomi con me stesso, dopo avere letto qualche libro, mi sono deciso di entrare nell\u2019Ordine Francescano. Se io mi faccio prete, la mia vocazione corre gran pericolo di naufragio. Feci pertanto domanda ai conventuali riformati, ma pochi giorni prima della mia entrata ho fatto un sogno dei pi\u00f9 strani. Mi parve di vedere una moltitudine di quei religiosi con le vesti strappate e correre in senso opposto l\u2019uno dall\u2019altro. Uno di loro mi venne a dire: Tu cerchi la pace e qui pace non troverai. Altro luogo, altra missione Dio ti prepara. Siccome non sapevo che fare, io detto tutto all\u2019amico Comollo. Esso mi diede per consiglio di fare una novena di preghiera, durante la quale egli avrebbe scritto al suo zio prete chiedendo consiglio per me. Don Comollo mi rispose cos\u00ec: Considerate attentamente le cose, io consiglierei il tuo compagno di entrare in seminario, e mentre far\u00e0 i suoi studi conoscer\u00e0 meglio quello che Dio vuole da lui. Non abbia alcun timore di perdere la vocazione, perch\u00e9 con l\u2019umilt\u00e0 e la preghiera egli superer\u00e0 tutti gli ostacoli. Ho seguito quel suggerimento, mi sono seriamente applicato in cose che mi potessero aiutare a prepararmi alla vestizione clericale. Andato a casa per le vacanze, cessai di fare il buffone e mi diedi alle buone letture. Ho per\u00f2 continuato ad occuparmi dei compagni e dei pi\u00f9 piccoli, trattenendoli in racconti, in giochi, in canti, anzi, vedendo che molti erano ignoranti nella fede, mi sono dato da fare per insegnare loro anche le preghiere quotidiane ed altre cose pi\u00f9 importanti in quella et\u00e0. Era quella una specie di oratorio, cui intervenivano circa cinquanta fanciulli, che mi amavano e mi ubbidivano, come se fossi stato loro padre. Prima di entrare in seminario, durante gli anni della scuola, mi ero proposto alcune semplici regole, che con i miei compagni abbiamo sempre cercato di seguire e che mi sono state molto utili. Sono le regole di quella che avevamo chiamato: \u201cLa societ\u00e0 dell\u2019allegria\u201d. 1. Ogni membro della Societ\u00e0 dell\u2019Allegria deve evitare ogni discorso, ogni azione che disdica ad un buon cristiano; 2. Esattezza nell\u2019adempimento dei doveri scolastici e dei doveri religiosi; 3. Disponibilit\u00e0 all\u2019aiuto di chi ha bisogno.<\/p>\n<p><strong>Padre Pio da Pietralcina<\/strong><br \/>\n(da <a href=\"http:\/\/www.vocazione.altervista.org\/pio.html\">http:\/\/www.vocazione.altervista.org\/pio.html<\/a>)<\/p>\n<p>La mattina del 6 gennaio del 1903, Francesco part\u00ec per entrare in noviziato. Quando buss\u00f2 alla porta dell\u2019antico convento di Morcone, si trov\u00f2 di fronte una lieta sorpresa: fra Camillo, il frate cercatore che tanti anni prima aveva incontrato a Piana Romana e che aveva ispirato la sua vocazione di farsi frate Cappuccino. Fra Camillo nel vedere Francesco lo baci\u00f2 e lo colm\u00f2 di carezze e gli disse:<br \/>\n\u201dEh Franc\u00ec! Bravo, bravo! Sei stato fedele alla promessa e alla chiamata di San Francesco\u201d.<br \/>\nL\u2019aspirante cappuccino fu accolto da Padre Tommaso, maestro dei novizi che, dopo un esame preliminare,lo ammise a frequentare l\u2019anno di noviziato.<br \/>\nSi immerse negli esercizi spirituali fatti di conferenze, di lavoro, di preghiera, di sacro silenzio, di meditazione e di mortificazione, in un\u2019atmosfera di monumentale, austera, nuda semplicit\u00e0. Si prepar\u00f2 cos\u00ec al giorno della sua vestizione che, preannunciato da festosi scampanii, giunse dopo due settimane, il 22 gennaio 1903. Alla presenza di tutta la comunit\u00e0 ebbe inizio il solenne rito in cui, Francesco Forgione, spogliato dell\u2019uomo vecchio, fu rivestito dell\u2019uomo nuovo e del saio francescano dei Cappuccini divenendo Fra Pio da Pietrelcina.<br \/>\nCon il volto ombrato di rada peluria, coi fianchi cinti del bianco cordiglio, con gli occhi illuminati degli splendori del cielo, Fra Pio fece il suo ingresso ufficiale in religione.<br \/>\nFra Pio sottoponeva il suo corpo a continue mortificazioni affrontando i disagi del freddo, i digiuni prescritti, l\u2019interruzione del sonno che la recita comunitaria delle ore notturne causava. Trascorso l\u2019anno di noviziato canonico e superati gli esami, Fra Pio si prepar\u00f2 alla solenne professione dei voti che venne fissato per il 22 gennaio 1904.<br \/>\nAlla presenza dei genitori, dell\u2019intera comunit\u00e0, il giovane frate promise a Dio di vivere in obbedienza, povert\u00e0 e castit\u00e0, osservando la regola dei Frati Minori Cappuccini. Al termine della cerimonia la mamma, stringendoselo al cuore, gli bagn\u00f2 con le lacrime la tenera barba e gli sussurr\u00f2 all\u2019orecchio:<br \/>\n\u201dFiglio mio, figlio caro, ora sei diventato figlio di san Francesco. Ti possa lui benedire e con lui, ti benedico anch\u2019io\u2026\u201d.<br \/>\nAcceso dall\u2019amore di Dio e dall\u2019amore del prossimo, Padre Pio visse in pienezza la vocazione a contribuire alla redenzione dell\u2019uomo, secondo la speciale missione che caratterizz\u00f2 tutta la sua vita e che egli attu\u00f2 mediante la direzione spirituale dei fedeli, mediante la riconciliazione sacramentale dei penitenti e mediante la celebrazione dell\u2019Eucaristia. Il momento pi\u00f9 alto della sua attivit\u00e0 apostolica era quello in cui celebrava la Santa Messa. I fedeli, chevi partecipavano, percepivano il vertice e la pienezza della sua spiritualit\u00e0. Sul piano della carit\u00e0 sociale si impegn\u00f2 per alleviare dolori e miserie di tante famiglie, principalmente con la fondazione della \u201cCasa Sollievo della Sofferenza\u201d, inaugurata il 5 maggio 1956.<br \/>\nEcco come il Signore parl\u00f2 al suo cuore:<br \/>\nFrancesco si interrog\u00f2 e cooper\u00f2 alla chiamata divina. Egli stesso dice di \u00abaver sentito sin dai pi\u00f9 teneri anni forte la vocazione allo stato religioso\u00bb, ma con il crescere degli anni deve lottare contro\u00abil falso diletto di questo mondo\u00bb, che cerca di soffocare \u00abil buon seme della divina chiamata\u00bb. L\u2019anima del fortunato adolescente fu riempita di coraggio, che il Signore infonde nel cuore di tutti i ben disposti, e rispose alla chiamata divina, con l\u2019impegno costante di far di s\u00e9 \u00abun perfetto cappuccino\u00bb.<br \/>\nAlla generosit\u00e0 del figlio corrispose la pronta collaborazione dei genitori: \u00abChe farete voi (sposi cristiani), qualora il Maestro divino venisse a domandarvi la parte di Dio, cio\u00e8 l\u2019uno o l\u2019altro dei figli o delle figlie, che egli si sar\u00e0 degnato di accordarvi, per formare il suo sacerdote, il suo religioso o la sua religiosa? (\u2026). Ve ne supplichiamo in nome di Dio: no, non chiudete allora in un\u2019anima, con gesto brutale ed egoistico, l\u2019ingresso e l\u2019ascolto della divina chiamata\u00bb (Pio XII).<br \/>\nI genitori di Francesco non ostacolarono nell\u2019animo del figlio l\u2019ingresso all\u2019ascolto della divina chiamata: diedero a Dio \u00abla parte di Dio\u00bb, come pi\u00f9 tardi lo fecero per una figlia entrata fra le brigidine.<\/p>\n<p><strong>S. Ignazio di Loyola<\/strong><br \/>\n(da: <a href=\"http:\/\/www.vocazione.altervista.org\/pio.html\">http:\/\/www.vocazione.altervista.org\/ignazio.html<\/a>)<\/p>\n<p>Ignazio di Loyola, in basco \u00cd\u00f1igo L\u00f3pez Loiola (Loyola, 24 dicembre 1491 \u2013 Roma, 31 luglio 1556), fu il fondatore della Compagnia di Ges\u00f9 (Gesuiti): nel 1622 \u00e8 stato proclamato santo, per i cattolici, da papa Gregorio XV.<br \/>\nEcco come il Signore parl\u00f2 al suo cuore:<br \/>\nEssendo stato appassionato divoratore di romanzi e d\u2019altri libri fantasiosi sulle imprese mirabolanti di celebri personaggi, quando cominci\u00f2 a sentirsi in via di guarigione, Ignazio domand\u00f2 che gliene fossero dati alcuni tanto per ingannare il tempo. Ma nella casa, dove era ricoverato, non si trov\u00f2 alcun libro di quel genere, per cui gliene furono dati due intitolati \u201cVita di Cristo\u201d e \u201cFlorilegio di santi\u201d, ambedue nella lingua materna.<br \/>\nSi mise a leggerli e rileggerli, e man mano che assimilava il loro contenuto, sentiva nascere in s\u00e9 un certo interesse ai temi ivi trattati. Ma spesso la sua mente ritornava a tutto quel mondo immaginoso descritto dalle letture precedenti. In questo complesso gioco di sollecitazioni si inser\u00ec l\u2019azione di Dio misericordioso.<br \/>\nInfatti, mentre leggeva la vita di Cristo nostro Signore e dei santi, pensava dentro di s\u00e9 e cos\u00ec si interrogava: \u201cE se facessi anch\u2019io quello che ha fatto san Francesco; e se imitassi l\u2019esempio di san Domenico?\u201d. Queste considerazioni duravano anche abbastanza a lungo avvicendandosi con quelle di carattere mondano. Un tale susseguirsi di stati d\u2019animo lo occup\u00f2 per molto tempo. Ma tra le prime e le seconde vi era una differenza. Quando pensava alle cose del mondo, era preso da grande piacere; poi subito dopo quando, stanco, le abbandonava, si ritrovava triste e inaridito. Invece quando immaginava di dover condividere le austerit\u00e0 che aveva visto mettere in pratica dai santi, allora non solo provava piacere mentre vi pensava, ma la gioia continuava anche dopo. Tuttavia egli non avvertiva n\u00e9 dava peso a questa differenza fino a che, aperti un giorno gli occhi della mente, incominci\u00f2 a riflettere attentamente sulle esperienze interiori che gli causavano tristezza e sulle altre che gli portavano gioia. Fu la prima meditazione intorno alle cose spirituali. In seguito poi, addentratosi ormai negli esercizi spirituali, costat\u00f2 che proprio da qui aveva cominciato a comprendere quello che insegn\u00f2 ai suoi sulla diversit\u00e0 degli spiriti.<br \/>\n(Dagli \u201cAtti\u201d raccolti da Ludovico Consalvo dalla bocca di sant\u2019Ignazio, (Cap. 1,5-9; Acta SS. Iulii, 7, 1868, 647),Provate gli spiriti se sono da Dio)<\/p>\n<p><strong>Madre Teresa di Calcutta<\/strong><br \/>\n(da: <a href=\"http:\/\/www.vocazione.altervista.org\/madreteresa.html\">http:\/\/www.vocazione.altervista.org\/madreteresa.html<\/a>)<\/p>\n<p>\u201c Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Ges\u00f9\u201d.<br \/>\nDi conformazione minuta, ma di fede salda quanto la roccia, a Madre Teresa di Calcutta fu affidata la missione di proclamare l\u2019amore assetato di Ges\u00f9 per l\u2019umanit\u00e0, specialmente per i pi\u00f9 poveri tra i poveri.<br \/>\n\u201cDio ama ancora il mondo e manda me e te affinch\u00e9 siamo il suo amore e la sua compassione verso i poveri\u201d.<br \/>\nEra un\u2019anima piena della luce di Cristo, infiammata di amore per Lui e con un solo, ardente desiderio: \u201csaziare la Sua sete di amore e per le anime\u201d.<br \/>\nQuesta luminosa messaggera dell\u2019amore di Dio nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, citt\u00e0 situata al punto d\u2019incrocio della storia dei Balcani. Dal giorno della Prima Comunione l\u2019amore per le anime entr\u00f2 nel suo cuore.<\/p>\n<p>Ecco come il Signore parl\u00f2 al suo cuore:<br \/>\nAll\u2019et\u00e0 di diciotto anni, mossa dal desiderio di diventare missionaria, Gonxha lasci\u00f2 la sua casa nel settembre 1928, per entrare nell\u2019Istituto della Beata Vergine Maria, conosciuto come \u201cle Suore di Loreto\u201d, in Irlanda. L\u00ec ricevette il nome di suor Mary Teresa, come Santa Teresa di Lisieux. In dicembre part\u00ec per l\u2019India, arrivando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Dopo la Professione dei voti temporanei nel maggio 1931, Suor Teresa venne mandata presso la comunit\u00e0 di Loreto a Entally e insegn\u00f2 nella scuola per ragazze, St. Mary. Il 24 maggio 1937 suor Teresa fece la Professione dei voti perpetui, divenendo, come lei stessa disse: \u201cla sposa di Ges\u00f9\u201d per \u201ctutta l\u2019eternit\u00e0\u201d. Da quel giorno fu sempre chiamata Madre Teresa. Continu\u00f2 a insegnare a St. Mary e nel 1944 divenne la direttrice della scuola.<br \/>\nIl 10 settembre 1946, durante il viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling per il ritiro annuale, Madre Teresa ricevette l\u2019\u201cispirazione\u201d, la sua \u201cchiamata nella chiamata\u201d. Quel giorno, in che modo non lo raccont\u00f2 mai, la sete di Ges\u00f9 per amore e per le anime si impossess\u00f2 del suo cuore, e il desiderio ardente di saziare la Sua sete divenne il cardine della sua esistenza. Nel corso delle settimane e dei mesi successivi, per mezzo di locuzioni e visioni interiori, Ges\u00f9 le rivel\u00f2 il desiderio del suo Cuore per \u201cvittime d\u2019amore\u201d che avrebbero \u201cirradiato il suo amore sulle anime.\u201d \u201dVieni, sii la mia luce\u201d, la preg\u00f2. \u201cNon posso andare da solo\u201d Le rivel\u00f2 la sua sofferenza nel vedere l\u2019incuria verso i poveri, il suo dolore per non essere conosciuto da loro e il suo ardente desiderio per il loro amore. Ges\u00f9 chiese a Madre Teresa di fondare una comunit\u00e0 religiosa, le Missionarie della Carit\u00e0, dedite al servizio dei pi\u00f9 poveri tra i poveri. Circa due anni di discernimento e verifiche trascorsero prima che Madre Teresa ottenesse il permesso di cominciare la sua nuova missione. Il 17 agosto 1948, indoss\u00f2 per la prima volta il sari bianco bordato d\u2019azzurro e oltrepass\u00f2 il cancello del suo amato convento di \u201cLoreto\u201d per entrare nel mondo dei poveri.<br \/>\nIl 21 dicembre and\u00f2 per la prima volta nei sobborghi: visit\u00f2 famiglie, lav\u00f2 le ferite di alcuni bambini, si prese cura di un uomo anziano che giaceva ammalato sulla strada e di una donna che stava morendo di fame e di tubercolosi. Iniziava ogni giornata con Ges\u00f9 nell\u2019Eucaristia e usciva con la corona del Rosario tra le mani, per cercare e servire Lui in coloro che sono \u201cnon voluti, non amati, non curati\u201d. Alcuni mesi pi\u00f9 tardi si unirono a lei, l\u2019una dopo l\u2019altra, alcune sue ex allieve.<br \/>\nIl 7 ottobre 1950 la nuova Congregazione delle Missionarie della Carit\u00e0 veniva riconosciuta ufficialmente nell\u2019Arcidiocesi di Calcutta.<br \/>\nPer rispondere meglio alle necessit\u00e0 dei poveri, sia fisiche, sia spirituali, Madre Teresa fond\u00f2 nel 1963 i Fratelli Missionari della Carit\u00e0; nel 1976 il ramo contemplativo delle sorelle, nel 1979 i Fratelli contemplativi, e nel 1984 i Padri Missionari della Carit\u00e0. Tuttavia la sua ispirazione non si limit\u00f2 soltanto alle vocazioni religiose. Form\u00f2 i Collaboratori di Madre Teresa e i Collaboratori Ammalati e Sofferenti, persone di diverse confessioni di fede e nazionalit\u00e0 con cui condivise il suo spirito di preghiera, semplicit\u00e0, sacrificio e il suo apostolato di umili opere d\u2019amore. Questo spirito successivamente port\u00f2 alla fondazione dei Missionari della Carit\u00e0 Laici.<br \/>\nDopo avere incontrato il Papa Giovanni Paolo II per l\u2019ultima volta, rientr\u00f2 a Calcutta e trascorse le ultime settimane di vita ricevendo visitatori e istruendo le consorelle. Il 5 settembre 1997 la vita terrena di Madre Teresa giunse al termine.<br \/>\nMeno di due anni dopo la sua morte, a causa della diffusa fama di santit\u00e0 e delle grazie ottenute per sua intercessione, il Papa Giovanni Paolo II permise l\u2019apertura della Causa di Canonizzazione. Il 20 dicembre 2002 approv\u00f2 i decreti sulle sue virt\u00f9 eroiche e sui miracoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vocazioni alla vita consacrata di Santi celebri San Giovanni Bosco (da http:\/\/www.diocesi.torino.it\/diocesitorino\/allegati\/30732\/don%20Bosco.pdf) \u201cCon Dio, il coraggio di scegliere il futuro, la fortezza nel costruirlo\u201d Intanto si avvicinava la fine dell\u2019ultimo anno si scuola, periodo in cui gli studenti sono soliti capire la loro vocazione. 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