Un mandato missionario per l’intera diocesi: «Con don Davide partiamo tutti» (audio, video e foto)

«La missione è di tutti non è una frase fatta, ma una frase da fare». L’assemblea riunita in Cattedrale per la celebrazione della Veglia missionaria nella serata di sabato 19 ottobre, risponde al vescovo Napolioni con un sì convinto. Come l’applauso che ha sottolineato il momento del mandato missionario a don Davide Ferretti, che partirà nelle prossime settimane come fidei donum per il servizio alla Chiesa sorella di Salvador de Bahia in Brasile, nella parrocchia di Cristo Risorto

Monsignor Napolioni ha aperto la celebrazione che – come ha ricordato don Maurizio Ghilardi, responsabile dell’Ufficio Missionario diocesano –  si inserisce tra le iniziative del Mese Missionario Straordinario, voluto da Papa Francesco, con un saluto a tutti i presenti e anche a «chi ci segue attraverso i media e alla comunità della parrocchia di Cristo Risorto a Salvador de Bahia», collegata in diretta web in una serata che segna un passaggio nuovo e decisivo nella crescita del rapporto di collaborazione, scambio e servizio stretto con la Chiesa Cremonese, da dieci anni presente nel quartiere con il sacerdote fidei donum don Emilio Bellani, che sarà ora raggiunto da don Davide. Un’amicizia rappresentata dalle bandiere italiana e brasiliana.

Il rito è iniziato con l’invocazione del dono dello Spirito Santo su ciascun continente: accompagnate dal Grande coro giovanile diocesano, cinque persone hanno portato all’altare un cero acceso alla fiamma del cero pasquale, perché «in ogni angolo della Terra, ciascun battezzato continui ad ascoltare e a rispondere all’invio del Padre verso gli ultimi». Sono poi Patricia e sua figlia, originarie del Brasile, a portare l’evangeliario per la lettura della Parola, insieme ad una statuetta della Madonna di Aparecida, patrona del paese sudamericano.

La preghiera è stata poi divisa poi in due parti, seguendo il tema della Giornata missionaria mondiale: «Battezzati e inviati».

La prima parte – Battezzati – dopo una lettura dagli Atti degli Apostoli (10, 34-43) è continuata con il rinnovo delle promesse: tutti i fedeli, in una lunga processione si sono recati al fonte battesimale dove, come gesto di fraternità e di condivisione della fede, ciascuno ha attinto all’acqua e con essa ha fatto il segno della croce sulla fronte della persona che seguiva, accompagnati dalle note e dai ritmi del gruppo corale africano Saint Michel.

Nella seconda parte – Inviati – la lettrice ha proclamato il brano (Atti 10, 44-48) che racconta il momento in cui lo Spirito scese su circoncisi e pagani e Pietro «ordinò che fossero battezzati». Poi il vescovo ha proposto la sua riflessione rivolta a tutta la Chiesa cremonese.

«Una serata straordinaria, per un mese straordinario e una partenza straordinaria – ha esordito monsignor Napolioni – ma a me non piace il termine straordinario perché – ha sottolineato – noi sappiano che è il Signore a stupirci attraverso missionari… ordinari, feriali, umili e gioiosi che sono ovunque».

È lo spirito che guida una vera «missione diocesana». «Siamo tutti battezzati e inviati – ha aggiunto citando il tema della Giornata – e come Pietro  e tutti i papi, Papa Francesco ci ricorda che solo con una conversione missionaria la Chiesa può essere se stessa: una e santa». Un richiamo all’unità tra parrocchie e diocesi vicine: «La paura, la nostalgia e il pessimismo cedono il passo alla speranza, alla gioia e al coraggio»

«La missione – ha ricordato ancora il vescovo – non è un fatto privato. E’ tutta la nostra Chiesa diocesana che stasera riceve da Dio un rinnovato mandato e parte con don Davide, con don Emilio e con tutti quello che andranno e torneranno anche in futuro». Quella che in questa serata viene proposta a tutti i fedeli è una «missione non di sola andata». Ringraziando per le tante esperienza di missione nella storia della diocesi, monsignor Napolioni si fa però portavoce e garante di una novità: «Ci impegniamo tutti e non gli altri, direbbe don Primo Mazzolari. Una missione diocesana di giovani e famiglie, di vescovi e di preti, di preghiera e campi di lavoro, di conoscenza e solidarietà. C’è lavoro per tutti gli uffici di curia – ha aggiunto – per conoscere quale pastorale si può fare dall’altra parte del mondo per arricchire il nostro bagaglio e per preparare il futuro di una convivenza nella diversità che è nel disegno di Dio».

Uno sguardo che chiama tutti dunque ad «uscire»: «E’ vero – ha aggiunto – che c’è bisogno di missione anche qui, ma urge una scossa: uno scambio di energie e di doni. Così si propaga la luce del mondo che è Cristo. E la luce ci darà vita. Una scia di luce, tu, Davide, ma ognuno di noi con te e tutti noi in Cristo Gesù potremo lasciare».

L’omelia del Vescovo

Così arriva il momento del mandato a don Davide Ferretti che ha ricevuto dalle mani del vescovo il segno della croce. Poi l’abbraccio con l’applauso dell’assemblea.

Dopo la preghiera del Padre Nostro in portoghese, don Davide Ferretti ha espresso il suo saluto: «Mi piace pensare la missione come incontro. I missionari – ha aggiunto – non sono eroi, o più bravi. Solo forse più fortunati per aver avuto un po’ di tempo da dedicare agli altri. Ricordando che al centro della missione c’è l’annuncio del Vangelo: attraverso l’incontro – ha concluso – si annuncia Gesù Cristo».

Il saluto di don Davide Ferretti

Al termine, dopo l’ultimo canto del coro della parrocchia del Boschetto, a palazzo vescovile un momento di condivisione insieme per concludere festosamente la serata.

 

La photogallery della Veglia

 

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