Affitti e servizi universitari a Cremona, arriva la start-up di un gruppo di studenti della Cattolica

Ora che il mondo è a portata di un click e l’aspetto digitale dei servizi ha assunto un ruolo cardinale nel rapporto fra consumatore e produttore si sente sempre più la necessità di portare ad un livello successivo alcuni aspetti della vita che ancora fanno fatica ad evolversi. Questa problematica è stata compresa da quattro ragazzi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona iscritti al corso di laurea magistrale Innovazione e Imprenditorialità Digitale, Matteo Borghesi, Francesco Brogliato, Ilaria Ghidini e Mattia Monte, che nel pomeriggio di martedì 14 giugno hanno presentato la propria start-up STUneeD, nata inizialmente come progetto per la Digital Startup Competition supervisionato dal professor Fabio Antoldi, docente di Strategia Aziendale e Imprenditorialità Digitale.

STUneeD, in uscita sugli store online a luglio, è attualmente supportata dall’aiuto concreto di Fabbricadigitale, ICT company specializzata nella realizzazione di prodotti e servizi digitali, ed è pensata e rivolta agli studenti sotto forma di applicazione mobile e piattaforma web. Il suo obiettivo è quello di andare a facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta nel settore dell’affitto di appartamenti e locali, in maniera tale da poter alleggerire le meccaniche di ricerca e contrattazione durante gli anni di laurea. Ci sarà anche la possibilità di ampliare il servizio fino a permettere la condivisione di testi universitari, conoscere alcuni servizi del territorio, avere informazioni sulle funzionalità dei trasporti e scoprire quali sono eventi cittadini, creando di portare il progetto cremonese anche nel resto dell’Italia.

Ilaria, uno dei membri dello progetto STUneeD, racconta che «passare dallo studio teorico all’applicazione pratica è una cosa sempre difficile, ma il supporto che ci è stato dato dall’Università Cattolica e da Fabbricadigitale ha aiutato senza ombra di dubbio. Veder realizzato il proprio progetto, la propria idea è un emozione molto stimolante che ti spinge ad affrontare, in un futuro magari non così lontano, sfide sempre più grandi ed ambiziose».

Al momento è possibile far parte del progetto iscrivendosi sul sito di Fabbricadigitale facendo click sul link in fondo alla pagina, dove sono stati già censiti 150 appartamenti che verranno pubblicizzati gratuitamente durante il primo anno di attività.

Clicca qui per la pagina di STUneeD




Con Riflessi «non smettiamo di giocare». Online la nuova edizione del mensile digitale diocesano

«“Qui non stiamo mica giocando”. Eh no, oggi siamo gente che si prende sul serio, non ha tempo da perdere, fa i conti con un mondo tragico che non ammette distrazioni. Adulti. Il gioco (e i giochi) finiscono così ad occupare qualche angolo della memoria, dettagli colorati di una vita fa».

Inizia così, tra le prime righe dell’introduzione, il numero trenta del mensile diocesano Riflessi, online da questo fine settimana con l’edizione dedicata al tema dei giochi. Uno sguardo romantico, all’infanzia rimasta indietro di qualche decennio che riaffiora dai primi servizi: una clip in cui quattro personaggi noti sul territorio portano davanti alle telecamere il giocattolo che li ha fatti sognare, un suggestivo reportage fotografico dalla fiera del giocattolo d’epoca, un tuffo tra i mattoncini colorati di CremonaBricks.

SFOGLIA QUI L’EDIZIONE

Accanto ai teneri ricordi, ai sorrisi dei piccoli, ai campetti dell’oratorio, agli eroi da videogames e agli inventori di giochi da tavolo, i “riflessi” della realtà posano lo sguardo sui temi dell’educazione digitale, esplorare il metaverso, ricordare la lezione del maestro Mario Lodi, raccontare la storia di chi cerca riscatto dall’azzardo o dalla pressione mentale che sfigura lo sport, riconoscere le strategie ludiche del marketing con un’esperta dell’università Cattolica.

«Non abbiamo smesso di giocare – si legge ancora nell’introduzione firmata dal coordinatore del progetto Filippo Gilardi –. Qualche volta però ce ne dimentichiamo. E allora finisce che scambiamo il gioco per qualcos’altro. O (e forse è ancora peggio) per scambiare tutto il resto per un gioco. No, la vita non è un gioco. Non serve aspettare di diventare adulti per impararlo. Ne è semplicemente una parte. Una parte bella, necessaria, adatta ad ogni età, con le sue regole, i compagni e gli avversari. Partite che iniziano e finiscono, per poter ricominciare, poi. Per non restare ricordi. Per non confondere l’inganno della finzione con il potere della fantasia».




Dove ci porterà il Metaverso. O (forse) dove ci ha già portati




Incontrarsi nel gioco. Anche l’avatar racconta di noi




Quando lo sport non è più un gioco: fragilità e riscatto nella mente del campione




Uno schermo come babysitter. Guida all’educazione digitale




Pubblicità per… gioco e consumatori-influencer




Un pettine per aiutare le donne a sciogliere i nodi dell’azzardo




ABIO. Con una mano di “Uno” in pediatria si batte la paura




E se restassimo a guardare mentre toccano, sporcano, assaggiano…