{"id":1614,"date":"2022-12-13T15:46:04","date_gmt":"2022-12-13T14:46:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/?page_id=1614"},"modified":"2022-12-13T15:46:04","modified_gmt":"2022-12-13T14:46:04","slug":"cei-17-11-2022-le-attivita-di-tutela-dei-minori-e-delle-persone-vulnerabili-nelle-diocesi-italiane","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/cei-17-11-2022-le-attivita-di-tutela-dei-minori-e-delle-persone-vulnerabili-nelle-diocesi-italiane\/","title":{"rendered":"CEI &#8211; 17.11.2022 &#8211; Le attivit\u00e0 di tutela dei minori e delle persone vulnerabili  nelle Diocesi italiane"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1614?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/seminariovescovile\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1614?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/seminariovescovile\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p>ONFERENZA<br \/>\nEPISCOPALE<br \/>\nITALIANA<br \/>\n17 NOVEMBRE 2022<br \/>\n2<br \/>\nLe attivit\u00e0 di tutela dei minori e delle persone vulnerabili<br \/>\nnelle Diocesi italiane<br \/>\nProgetto per il Servizio Nazionale per la tutela minori e persone vulnerabili<br \/>\ndella Conferenza Episcopale Italiana<br \/>\nA cura di Barbara Barabaschi e Paolo Rizzi<br \/>\nUniversit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore \u2013 sede di Piacenza<br \/>\n3<br \/>\nIndice<br \/>\n1. Gli obiettivi e la metodologia della rilevazione pag. 4<br \/>\n2. I Servizi Diocesani per la Tutela dei Minori pag. 6<br \/>\n2.1. La struttura del Servizio pag. 7<br \/>\n2.2. Le attivit\u00e0 realizzate pag. 13<br \/>\n3. I Centri di Ascolto pag. 27<br \/>\n3.1. La struttura del Centro pag. 27<br \/>\n3.2. Le attivit\u00e0 realizzate pag. 30<br \/>\n4. I Servizi Regionali per la Tutela dei Minori pag. 37<br \/>\n4.1. La struttura del Servizio pag. 37<br \/>\n4.2. Le attivit\u00e0 realizzate pag. 38<br \/>\n4<br \/>\n1 GLI OBIETTIVI E LA METODOLOGIA DELLA RILEVAZIONE<br \/>\nL\u2019obiettivo della rilevazione \u00e8 stato quello di verificare lo stato dell\u2019arte nel biennio 2020-<br \/>\n2021 in merito all\u2019attivazione del Servizio Diocesano o Inter-diocesano per la tutela dei<br \/>\nminori (SDTM\/SITM), del Centro di ascolto e del Servizio Regionale per la tutela dei minori<br \/>\n(SRTM) nelle Diocesi italiane. La presente rilevazione intende offrire uno strumento<br \/>\nconoscitivo alla Conferenza Episcopale Italiana per implementare le azioni di tutela dei<br \/>\nminori e delle persone vulnerabili nelle Diocesi italiane.<br \/>\nA tal scopo la metodologia del lavoro ha previsto tre fasi distinte:<br \/>\na) la definizione degli strumenti di rilevazione<br \/>\nSono stati predisposti tre strumenti di rilevazione, uno destinato ai referenti diocesani per<br \/>\nanalizzare la struttura e le attivit\u00e0 del Servizio diocesano\/interdiocesano di tutela minori<br \/>\n(SDTM\/SITM) delle Diocesi italiane, il secondo destinato ai referenti delle Regioni<br \/>\necclesiastiche, il terzo indirizzato ai referenti dei Centri di ascolto dedicati all\u2019accoglienza di<br \/>\npersone che si dichiarano vittima di abusi in ambito ecclesiale.<br \/>\nb) l\u2019attivazione di una indagine online<br \/>\nSono stati somministrati online i tre strumenti di rilevazione distribuiti alle Diocesi italiane.<br \/>\nPer il SDTM\/SITM sono stati rilevati in particolare:<br \/>\n&#8211; la struttura del Servizio: caratteristiche del referente; data di costituzione; numero e<br \/>\ntipologia collaboratori; eventuale \u00e9quipe di professionisti e loro caratteristiche;<br \/>\n&#8211; le attivit\u00e0 del Servizio\/referente: incontri e partecipanti per tipologia; iniziative o<br \/>\ncollaborazioni con altri enti, associazioni, istituzioni ecclesiali; iniziative o<br \/>\ncollaborazioni con altri enti, associazioni, istituzioni non ecclesiali; attivit\u00e0 di<br \/>\nformazione dei membri del SDTM\/SITM; rapporti con l\u2019Ordinario; rapporti con gli<br \/>\nuffici pastorali della Diocesi; attivit\u00e0 di pubblicizzazione; criticit\u00e0 incontrate; azioni<br \/>\npreventive; punti di forza e di debolezza riscontrati.<br \/>\n5<br \/>\nPer i Centri di ascolto sono stati rilevati in particolare:<br \/>\n&#8211; la struttura del Centro: data di costituzione; numero e tipologia collaboratori;<br \/>\neventuale \u00e9quipe di professionisti e loro caratteristiche; sede; protocollo per le<br \/>\nsegnalazioni; rapporti con il referente diocesano e l\u2019Ordinario;<br \/>\n&#8211; le attivit\u00e0 del Centro: contatti ricevuti; le caratteristiche dei singoli contatti; le<br \/>\nmodalit\u00e0 e i motivi dei contatti; il numero, il luogo e le modalit\u00e0 degli incontri; le<br \/>\ninformazioni sul presunto accusato; le informazioni circa i fatti narrati; gli eventuali<br \/>\ntrattamenti attuati; le intenzioni e gli obiettivi delle segnalazioni; l\u2019accompagnamento<br \/>\nofferto alle vittime e agli autori del delitto.<br \/>\nc) l\u2019elaborazione dei dati statistici raccolti attraverso la rilevazione<br \/>\nAl termine della somministrazione dei questionari ai referenti dei diversi Servizi, i dati<br \/>\nraccolti sono stati elaborati differenziando le diverse situazioni a livello territoriale secondo<br \/>\nla distribuzione Nord, Centro e Sud Italia e a livello dimensionale (con la distinzione tra<br \/>\nDiocesi grandi con popolazione superiore ai 250 mila abitanti, medie tra i 100 e i 250 mila e<br \/>\npiccole al di sotto dei 100 mila abitanti).<br \/>\n6<br \/>\n2. I SERVIZI DIOCESANI E INTERDIOCESANI PER LA TUTELA DEI<br \/>\nMINORI<br \/>\nI Servizi sono presenti in tutte le 226 Diocesi italiane. Le elaborazioni effettuate fanno<br \/>\nriferimento a 158 risposte su 166 Diocesi coinvolte: 8 Servizi sono a carattere Inter\u0002diocesano. La rappresentativit\u00e0 statistica del campione di indagine \u00e8 pari al 73,4%.<br \/>\nTabella 2.1 \u2013 Le Diocesi che hanno partecipato alla rilevazione per area<br \/>\n(valori assoluti e % su totale Diocesi per area territoriale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nCentro 40 24,1<br \/>\nNord 60 36,1<br \/>\nSud 65 39,2<br \/>\nNazionale 1 0,6<br \/>\nTotale 166 100<br \/>\nLa distribuzione geografica del campione (rappresentata in Tabella 2.1) evidenzia una<br \/>\nrelativa omogeneit\u00e0 nella presenza di Diocesi collocate nelle diverse aree del nostro paese<br \/>\n(seppure al Centro Italia corrisponda una percentuale di poco inferiore a quella di Sud e<br \/>\nNord). In particolare, l\u2019indagine ha visto la partecipazione di 65 Diocesi (pari al 39,2% del<br \/>\ncampione) dell\u2019Italia meridionale, di 60 Diocesi (pari al 36,1% del campione) dell\u2019Italia<br \/>\nsettentrionale e di 40 Diocesi (pari al 24,1% del campione) collocate nel Centro Italia.<br \/>\nTabella 2.2 \u2013 Le Diocesi che hanno partecipato alla rilevazione per<br \/>\ndimensione popolazione<br \/>\n(valori assoluti e % su totale Diocesi per dimensione)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nGrandi 46 27,7<br \/>\nMedie 87 52,4<br \/>\nPiccole 33 19,9<br \/>\nTotale 166 100<br \/>\nDal punto di vista dimensionale, le Diocesi del campione sono soprattutto di medie<br \/>\ndimensioni (tra 100 e 250 mila abitanti), seguite dalle Diocesi di grandi (oltre 250 mila) e<br \/>\npiccole dimensioni (fino a 100 mila). In particolare (come evidenziato in Tabella 2.2) le<br \/>\nDiocesi pi\u00f9 grandi sono 46 (27,7% del campione), quelle di dimensioni intermedie 87<br \/>\n(52,4%), ossia pi\u00f9 della met\u00e0 del campione, infine, le pi\u00f9 piccole sono 33 (19,9%).<br \/>\n7<br \/>\n2.1. LA STRUTTURA DEL SERVIZIO<br \/>\nCon riferimento alla struttura del Servizio Diocesano e Interdiocesano di Tutela dei<br \/>\nMinori, \u00e8 stato indagato il profilo del referente scelto dalle diverse Diocesi (il riferimento<br \/>\n\u00e8 alla Tabella 2.3).<br \/>\nTabella 2.3 \u2013 La tipologia del referente diocesano<br \/>\n(valori % su totale per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nLaico o laica 37,0% 41,4% 56,0% 42,4%<br \/>\nReligioso o religiosa 10,9% 5,7% 0,0% 6,3%<br \/>\nSacerdote 52,2% 52,9% 44,0% 51,3%<br \/>\nTotale 100% 100% 100% 100%<br \/>\n\u00c8 emerso che ad avere l\u2019incarico di referente nella maggior parte dei casi \u00e8 un sacerdote<br \/>\n(51,3%), seguito da laico o laica (42,4%) e solo raramente \u00e8 un religioso o religiosa (6,3%).<br \/>\nIncrociando il profilo con le dimensioni, \u00e8 possibile osservare che le pi\u00f9 grandi e le medie<br \/>\nhanno optato in oltre la met\u00e0 dei casi per un sacerdote (52,2% e 59,9% rispettivamente),<br \/>\nin seconda istanza un laico\/a (37,0% e 41,4%), in misura pi\u00f9 contenuta un religioso\/a<br \/>\n(10,9% e 5,7%). Le Diocesi di piccole dimensioni invece si distinguono in quanto a ricoprire<br \/>\nil ruolo di referente, in oltre la met\u00e0 dei casi, \u00e8 un laico\/a (56, 0%), mentre negli altri casi<br \/>\n\u00e8 un sacerdote. Non si registrano piccole Diocesi che abbiano optato per un religioso\/a.<br \/>\nTabella 2.4 &#8211; Le competenze del referente diocesano<br \/>\n(valori % su totale per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nPsicologo 28,9% 24,7% 36,0% 27,7%<br \/>\nEducatore 11,1% 20,0% 24,0% 18,1%<br \/>\nCanonista 13,3% 20,0% 4,0% 15,5%<br \/>\nGiurista 15,6% 8,2% 4,0% 9,7%<br \/>\nMedico 11,1% 4,7% 8,0% 7,1%<br \/>\nTeologo 4,4% 8,2% 4,0% 6,5%<br \/>\nAltro 15,6% 14,1% 20,0% 15,5%<br \/>\nTotale 100% 100% 100% 100%<br \/>\nConsiderando le competenze del referente diocesano del SDTM si nota una concentrazione<br \/>\nnei tre profili di psicologo (27,7%), educatore (18,1%) e canonista (15,5%) che<br \/>\nrappresentano il 60% dei casi. Il restante 40% \u00e8 invece distribuito tra i profili di giurista<br \/>\n(9,7%), medico (7,1%), teologo (6,5%9. Particolarmente ampia la categoria \u201cAltro\u201d (15,5%)<br \/>\n(Tabella 2.4).<br \/>\n8<br \/>\nAbbinando competenze del referente diocesano e dimensione della Diocesi, si osserva una<br \/>\ncerta differenziazione tra Diocesi relativamente al profilo del referente, ad eccezione di<br \/>\nquello di psicologo che prevale nelle Diocesi di qualunque dimensione (36,0% nelle<br \/>\npiccole, 24,7% nelle medie e 28,9% nelle grandi). Nelle piccole Diocesi il secondo profilo<br \/>\npi\u00f9 rappresentato \u00e8 quello dell\u2019educatore (24,0%) seguito, ad ampia distanza, da quelli di<br \/>\nmedico (8,0%), canonista e giurista (entrambi 4,0%). Nelle medie Diocesi la variabilit\u00e0 dei<br \/>\nprofili cresce. Oltre a quello di psicologo, i profili di educatore e canonista rappresentano<br \/>\nciascuno il 20,0% del campione, seguiti dai profili di giurista e teologo, entrambi l\u20198,2%,<br \/>\ninfine dal medico nella misura dell\u20198,2%. Le Diocesi di pi\u00f9 grandi dimensioni presentano<br \/>\nuna maggiore diversificazione di profili tra giurista (15,6%), canonista (13,3%), educatore<br \/>\n(molto meno rappresentato rispetto alle Diocesi di piccole e medie dimensioni) e medico<br \/>\n(entrambi 11,1%), da ultimo il profilo di teologo (4,4%).<br \/>\nTabella 2.5 \u2013 Presenza di una \u00e9quipe diocesana o interdiocesana di esperti a<br \/>\nsostegno del SDTM<br \/>\n(valori assoluti e % su totale per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nSi No Totale<br \/>\nTotale v.a. 122 36 158<br \/>\nTotale % 77,2% 22,8% 100%<br \/>\nGrandi 89,1% 10,9% 100%<br \/>\nMedie 74,7% 25,3% 100%<br \/>\nPiccole 64,0% 36,0% 100%<br \/>\nTotale 77,2% 22,8% 100%<br \/>\nDelle 158 Diocesi indagate, 122 (pari al 77,2%) hanno un\u2019\u00e9quipe di esperti a sostegno del<br \/>\nSDTM. Passando dalla grande alla piccola dimensione, la presenza di un\u2019\u00e9quipe diocesana<br \/>\ntende a diminuire, nonostante oltre la met\u00e0 (precisamente il 64,0%) delle piccole Diocesi<br \/>\npossa contare su un\u2019\u00e9quipe diocesana a supporto del SDTM. Tra le Diocesi di media<br \/>\ndimensione, invece, la percentuale sale al 74,7% e all\u201989,1% tra le grandi Diocesi (la sintesi<br \/>\n\u00e8 illustrata in Tabella 2.5).<br \/>\nDal punto di vista della composizione di genere, i membri dell\u2019\u00e9quipe denotano una leggera<br \/>\nprevalenza della componente femminile (51,5%) rispetto a quella maschile (48,5%).<br \/>\nIncrociando tali dati con l\u2019area geografica, si pu\u00f2 osservare che tale tendenza \u00e8 confermata<br \/>\nnelle Diocesi del Nord Italia (50,3% di donne e 49,7% di uomini) e in quelle del Centro (in<br \/>\nquesto caso la prevalenza delle donne \u00e8 pi\u00f9 marcata 57,5%, contro il 42,5% degli uomini),<br \/>\nmentre nelle \u00e9quipe del Sud si ha una seppur minima prevalenza di uomini (50,2% contro<br \/>\n49,2% di donne).<br \/>\n9<br \/>\nTabella 2.6 \u2013 Composizione dell\u2019\u00e9quipe diocesana o interdiocesana per genere<br \/>\n(%).<br \/>\n(valori % per area geografica e per dimensione delle Diocesi)<br \/>\n% uomini % donne Totale<br \/>\nTotale 48,5 51,5 100<br \/>\nCentro 42,5 57,5 100<br \/>\nNord 49,7 50,3 100<br \/>\nSud 50,2 49,8 100<br \/>\nGrandi 47,4 52,6 100<br \/>\nMedie 50,7 49,3 100<br \/>\nPiccole 40,6 59,4 100<br \/>\nTotale 48,5 51,5 100<br \/>\nRispetto alla dimensione delle Diocesi, la prevalenza della componente femminile \u00e8<br \/>\nevidente nelle Diocesi di grandi e piccole dimensioni, in queste ultime le donne membro<br \/>\ndell\u2019\u00e9quipe raggiungono il 59,4% e nelle grandi il 52,6%. Un trend inverso invece si<br \/>\nriscontra nelle Diocesi di medie dimensioni, nelle quali prevale la componente maschile<br \/>\n(50,7%).<br \/>\nTabella 2.7 \u2013 Composizione dell\u2019\u00e9quipe diocesana o interdiocesana per profilo<br \/>\ndei membri (%).<br \/>\n(valori % per area geografica e per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nChierici Religiosi Laici totale<br \/>\nTotale 23,3 6,9 69,8 100<br \/>\nCentro 18,7 10,4 70,9 100<br \/>\nNord 24,0 6,7 69,3 100<br \/>\nSud 24,9 5,2 69,9 100<br \/>\nGrandi 23,1 7,6 69,3 100<br \/>\nMedie 22,9 6,9 70,2 100<br \/>\nPiccole 26,1 4,3 69,6 100<br \/>\nTotale 23,3 6,9 69,8 100<br \/>\nAllo scopo di approfondire la composizione delle \u00e9quipes a supporto dei SDTM e SITM, si<br \/>\n\u00e8 indagato anche il profilo dei diversi membri, distinguendo tra chierici, religiosi e laici.<br \/>\nComplessivamente emerge una netta prevalenza di laici (69,8%), mente i chierici e ancor<br \/>\npi\u00f9 i religiosi costituiscono una minoranza (23,3% e 6,9% rispettivamente). Le \u00e9quipe al<br \/>\nservizio delle Diocesi collocate nel Nord e Sud Italia riflettono lo stesso identico trend<br \/>\n10<br \/>\n(69,3% laici, 24,0% chierici e 6,7% religiosi al Nord; 69,9% laici, 24,9% chierici e 5,2%<br \/>\nreligiosi al Sud), cos\u00ec come le \u00e9quipe collocate nel Centro Italia, anche se in esse si rileva<br \/>\nun minimo scostamento nella ripartizione dei profili a favore dei laici (70,9% laici, 18,7<br \/>\nchierici, 10,4% religiosi).<br \/>\nInfine, considerando la dimensione delle Diocesi, nel panorama italiano, si conferma la<br \/>\nforte prevalenza di laici (69,8% del totale dei membri dell\u2019\u00e9quipe), seguiti dai chierici<br \/>\n(23,3%) e in misura minoritaria si ha la presenza di religiosi (6,9%) in tutte le tipologie di<br \/>\nDiocesi. In dettaglio, nelle grandi i laici rappresentano il 69,3%, mentre i chierici il 23,1%<br \/>\ne i religiosi il 7,6%. Nelle Diocesi di medie dimensioni i laici sono il 70,2% dei membri,<br \/>\nmentre i chierici il 22,9% e i religiosi il 6,9%. Infine, nelle piccole Diocesi i laici<br \/>\nrappresentano il 69,6% del totale, i chierici il 26,1% e i religiosi solo il 4,3%.<br \/>\nTabella 2.8 \u2013 Sede del SDTM\/SITM<br \/>\nCuria diocesana altra sede Totale<br \/>\nTotale 56,8 43,2 100<br \/>\nCentro 62,5 37,5 100<br \/>\nNord 42,3 57,7 100<br \/>\nSud 65,1 34,9 100<br \/>\nGrandi 42,2 57,8 100<br \/>\nMedie 65,8 34,2 100<br \/>\nPiccole 54,2 45,8 100<br \/>\nTotale 56,8 43,2 100<br \/>\nIl focus sulla sede del SDTM\/SITM rivela che in oltre la met\u00e0 dei casi, precisamente nel<br \/>\n56,8%, \u00e8 stata scelta la Curia diocesana, mentre nel restante 43,2% si \u00e8 optato per altra<br \/>\nsede. La scelta della Curia prevale al Centro Italia e al Sud (62,5% e 65,1% rispettivamente),<br \/>\nmentre al Nord \u00e8 prevalsa la scelta di una sede differente (57,7%).<br \/>\nAnalizzando la dimensione delle Diocesi, emerge che sono le Diocesi di grandi dimensioni<br \/>\na preferire una sede alternativa alla Curia (57,8% dei casi), mentre le Diocesi di medie e<br \/>\npiccole dimensioni hanno optato per la sede della Curia (65,8% e 54,2% rispettivamente).<br \/>\n11<br \/>\nTabella 2.9 \u2013 Competenze professionali dei collaboratori (%).<br \/>\n(valori % per area geografica e per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nPsicologo Giurista Canonista Educatore<br \/>\nEsperto di<br \/>\ncomunicazione Pastoralista Altro Totale<br \/>\nTotale 23,0 16,5 11,4 17,4 5,9 7,3 18,4 100<br \/>\nCentro 22,4 16,4 10,4 23,1 3,0 4,5 20,1 100<br \/>\nNord 21,3 16,3 10,7 15,7 7,0 9,7 19,3 100<br \/>\nSud 25,0 16,9 12,9 16,5 6,0 6,0 16,5 100<br \/>\nGrandi 21,5 17,9 11,6 16,7 7,6 8,8 15,9 100<br \/>\nMedie 24,6 15,2 11,0 18,8 5,0 6,6 18,8 100<br \/>\nPiccole 18,8 18,8 13,0 13,0 4,3 5,8 26,1 100<br \/>\nTotale 22,9 16,6 11,4 17,4 5,9 7,3 18,5 100<br \/>\nLe professionalit\u00e0 dei membri dell\u2019\u00e9quipe vengono integrate con competenze differenziate,<br \/>\ncon prevalenza della componente psicologica (23,0%), educativa (17,4%), giuridica<br \/>\n(16,6%). Anche la categoria residuale \u201caltro\u201d \u00e8 ampiamente rappresentata fino a<br \/>\nraggiungere il 18,5%. Altre competenze cui si fa ricorso sono quelle di canonisti (11,4%),<br \/>\npastoralisti (7,3%) ed esperti di comunicazione (5.9%).<br \/>\nAlcune differenze, anche se minime, si possono osservare assumendo la prospettiva<br \/>\ndell\u2019area geografica di provenienza, in questo caso le Diocesi del Centro integrano le<br \/>\ncompetenze dei SDTM e SITM con profili specializzati nell\u2019educazione (23, 1%), in seconda<br \/>\nbattuta con competenze di carattere psicologico (22,4%), giuridico (16,4%), diritto<br \/>\ncanonico (10,4%), pastorale (4,5%), comunicative (3,0%). Le \u00e9quipes del Nord e del Sud<br \/>\nricorrono a competenze psicologiche, giuridiche educative, diritto canonico, pastorali,<br \/>\ncomunicazione (in ordine, 21,3%, 16,3%, 15,7%, 10,7%).<br \/>\nLa dimensione delle Diocesi non rivela differenze rispetto al trend generale relativo alle<br \/>\ncompetenze dei collaboratori dei Servizi, si conferma cio\u00e8 la prevalenza di competenze di<br \/>\ncarattere psicologico dei collaboratori del SDTM, indipendentemente dalla dimensione<br \/>\ndelle Diocesi cui i Servizi si riferiscono (per il dettaglio dei dati si veda la Tabella. 2.9).<br \/>\nTabella 2.10 \u2013 Il numero di convocazioni dell&#8217;\u00e9quipe in seduta plenaria nel<br \/>\nperiodo 2020-2021<br \/>\n(valore medio di convocazioni e % di Servizi che hanno convocato l\u2019equipe)<br \/>\nnumero medio % di nessuna convocazione<br \/>\nTotale 5,5 15,0<br \/>\nGrandi 8,8 2,4<br \/>\nMedie 3,8 20,6<br \/>\nPiccole 4,1 25,0<br \/>\n12<br \/>\nAnalizzando il numero di convocazioni dell\u2019\u00e9quipe nel biennio 2020-2021, si rileva un<br \/>\nnumero medio di convocazioni pari a 5,5 per un totale di 662. Le Diocesi di grandi<br \/>\ndimensioni hanno convocato il pi\u00f9 alto numero di convocazioni (8,8), seguite dalle Diocesi<br \/>\ndi piccole dimensioni (4,1) e dalle Diocesi di media dimensione (3,8). Tra le Diocesi che<br \/>\nnon hanno convocato alcuna volta l\u2019\u00e9quipe di sostegno prevalgono quelle di piccole<br \/>\ndimensioni (un quarto di queste non ha segnalato alcuna convocazione), seguite dalle<br \/>\nDiocesi di medie dimensioni (un quinto ha indicato nessuna convocazione), mentre il<br \/>\nnumero delle Diocesi di grandi dimensioni che non ha mai convocato l\u2019\u00e9quipe \u00e8 molto<br \/>\ncontenuto e pari al 2,4% del totale (si veda Tabella 2.10).<br \/>\nTabella 2.11 \u2013 Oggetto degli incontri dell&#8217;\u00e9quipe<br \/>\n(valori % su 184 oggetti degli incontri, dati riferiti a 158 Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nprogrammare le attivit\u00e0 formative del Servizio 45,7 42,9 20,0 48,9<br \/>\nformazione interna 37,0 42,9 25,0 46,2<br \/>\nesaminare situazioni specifiche 17,3 14,3 55,0 4,9<br \/>\nTotale 100 100 100 100<br \/>\nConsiderando il complesso dei Servizi indagati, gli incontri dell\u2019\u00e9quipe hanno avuto come<br \/>\noggetto prevalente la programmazione delle attivit\u00e0 formative (48,9%), oppure la<br \/>\nformazione stessa rivolta ai membri dell\u2019\u00e9quipe (46,2%), infine, l\u2019analisi di situazioni<br \/>\nspecifiche che abbiano richiesto un esame congiunto da parte di tutti i membri dell\u2019\u00e9quipe<br \/>\n(4,9%). Considerando la variabile dimensionale, si nota che il trend descritto vale<br \/>\nsoprattutto per le Diocesi di grandi e medie dimensioni (le percentuali sono<br \/>\nrispettivamente pari a 45,7%; 37,0%; 17,3% per le grandi e 42,9%; 42,9%; 14,3% per le<br \/>\nmedie), mentre, al contrario, nelle Diocesi di piccole dimensioni il trend \u00e8 invertito. In<br \/>\nquesto caso, gli incontri dell\u2019\u00e9quipe hanno avuto ad oggetto soprattutto l\u2019analisi di<br \/>\nsituazioni specifiche (55,0%), a seguire la formazione interna dei membri dell\u2019\u00e9quipe<br \/>\n(25,0%) e infine la programmazione delle attivit\u00e0 formative del Servizio (20,0%).<br \/>\n13<br \/>\n2.2. LE ATTIVIT\u00c0 REALIZZATE<br \/>\nLe principali attivit\u00e0 del referente del SDTM consistono soprattutto nel coordinamento<br \/>\ndelle attivit\u00e0 diocesane per la tutela dei minori (80,4%), nella formazione (78,4%) e nella<br \/>\nraccolta di segnalazioni (31,1%). Se si analizzano i dati per area geografica, le percentuali<br \/>\nindicate trovano conferma nei Servizi del Nord e Sud Italia, mentre nell\u2019Italia centrale,<br \/>\nl\u2019attivit\u00e0 che assorbe prioritariamente il referente del Servizio \u00e8 la formazione (75,0%),<br \/>\nseguita dal coordinamento delle attivit\u00e0 diocesane di tutela dei minori (71,9%) e, in minor<br \/>\nmisura, dalla raccolta delle segnalazioni (37,5%).<br \/>\nSe si considera la dimensione delle Diocesi, si nota che tale variabile non \u00e8 significativa<br \/>\nrispetto alle principali attivit\u00e0 svolte dal referente diocesano dei Servizi di tutela dei minori<br \/>\n(il riferimento \u00e8 ai dati della Tabella 2.12).<br \/>\nTabella 2.12 \u2013 Principali attivit\u00e0 del referente<br \/>\n(valori % sui rispondenti, possibilit\u00e0 di risposte multiple)<br \/>\nCentro Nord Sud Totale<br \/>\nCoordinamento attivit\u00e0 diocesane tutela<br \/>\nminori 71,9 80,7 84,7 80,4<br \/>\nFormazione 75,0 80,7 78,0 78,4<br \/>\nRaccolta segnalazioni 37,5 21,1 37,3 31,1<br \/>\nAltro 3,1 14,0 1,7 6,8<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nCoordinamento attivit\u00e0 diocesane tutela<br \/>\nminori 84,1 78,6 81,0 80,5<br \/>\nFormazione 77,3 82,1 66,7 78,5<br \/>\nRaccolta segnalazioni 22,7 33,3 42,9 31,5<br \/>\nAltro 6,8 6,0 9,5 6,7<br \/>\nInfatti, in tutte le tipologie di Diocesi le attivit\u00e0 del referente si concentrano nel<br \/>\ncoordinamento delle attivit\u00e0 diocesane di tutela dei minori (84,1% nelle Diocesi di grandi<br \/>\ndimensioni; 81,0% nelle Diocesi piccole e 78,6% in quelle medie); nella formazione (82,1%<br \/>\nnelle Diocesi di medie dimensioni; 77,3% nelle Diocesi di grandi dimensioni e 66,7% nelle<br \/>\nDiocesi piccole); raccolta di segnalazioni che risulta minoritaria per qualunque tipo di<br \/>\nDiocesi (9,5% nelle piccole Diocesi; 6,8% nelle Diocesi grandi e 6,0% nelle Diocesi di medie<br \/>\ndimensioni).<br \/>\n14<br \/>\nTabella 2.13 \u2013 Le principali attivit\u00e0 del SDTM\/SITM<br \/>\n(valori % su totale per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale*<br \/>\nIncontri formativi 86,2 94,2 90,4 90,3<br \/>\nRaccolta segnalazioni, mancando il Centro di ascolto 24,1 21,2 34,6 27,6<br \/>\nCorsi 31,0 28,8 26,9 28,4<br \/>\n* la % supera 100 per possibili risposte multiple<br \/>\nLe principali attivit\u00e0 svolte dal SDTM consistono in incontri formativi (90,3% del totale<br \/>\ndelle attivit\u00e0), in misura decisamente minore in corsi di formazione (28,4%) e raccolta di<br \/>\nsegnalazioni nei casi in cui il Centro di ascolto non sia stato attivato (27,6%).<br \/>\nLa prospettiva per dimensione della Diocesi (illustrata in Tabella 2.13) rivela un elevato<br \/>\nnumero di incontri formativi nelle Diocesi di tutte le dimensioni, con minima prevalenza<br \/>\nnelle Diocesi di dimensioni medie (94,2%) e piccole (90,4%) rispetto a quelle grandi<br \/>\n(86,2). Anche per l\u2019attivazione di corsi di formazione e aggiornamento la dimensione della<br \/>\nDiocesi non costituisce una categoria rilevante, poich\u00e9 le differenze tra le tre tipologie di<br \/>\nDiocesi sono minime, con una seppur limitata prevalenza nelle grandi (31,0%) rispetto alle<br \/>\nmedie (28,8%) e piccole (26,9%).<br \/>\nTabella 2.14 \u2013 Il numero di incontri proposti nel 2020 e nel 2021 per<br \/>\ndestinatari<br \/>\n(valori assoluti)<br \/>\n2020 2021<br \/>\nTotale Media Totale Media<br \/>\nN incontri operatori pastorali 109 1,6 159 1,7<br \/>\nN incontri sacerdoti 127 1,9 225 2,5<br \/>\nN incontri associazioni 36 0,5 44 0,5<br \/>\nN incontri totale 272 4,0 428 4,7<br \/>\nDall\u2019approfondimento delle attivit\u00e0 svolte dai SDTM (Tabella 2.14) emerge che il numero<br \/>\ndi incontri formativi proposti nel biennio in esame (2020-2021) \u00e8 cresciuto notevolmente,<br \/>\npassando dai 272 incontri del 2020 ai 428 del 2021. La media annuale \u00e8 passata da 4 a 4,7<br \/>\nincontri. Incrociando i dati sul numero di incontri e quello dei destinatari degli stessi<br \/>\nincontri, si nota che i sacerdoti prevalgono (127 in valore assoluto e 1,9 quale media nel<br \/>\n2020, passati rispettivamente a 225 e 2,5 nel 2021) insieme agli operatori pastorali (109 e<br \/>\nuna media annua di 1,6 nel 2020, incrementata a 159 e una media di 1,7 nel 2021), rispetto<br \/>\nalle attivit\u00e0 destinate ad associazioni o movimenti ecclesiali. In quest\u2019ultimo caso i numeri<br \/>\nsono ben pi\u00f9 contenuti, passando da 36 in valore assoluto e una media di 0,5 nel 2020 a<br \/>\n44 incontri e una media stabile di 0,5 nel 2021.<br \/>\n15<br \/>\nTabella 2.15 \u2013 Numero di partecipanti nel 2020 e nel 2021 per destinatari<br \/>\n(valori assoluti)<br \/>\n2020 2021<br \/>\nTotale Media Totale Media<br \/>\noperatori pastorali 3268 47,4 5760 64,7<br \/>\nsacerdoti 3345 48,5 4766 53,6<br \/>\nassociazioni 1093 15,8 1676 18,8<br \/>\ntotale 7706 111,7 12211 137,2<br \/>\nL\u2019osservazione del numero di partecipanti conferma il trend di crescita rilevato in merito<br \/>\nal numero di incontri formativi. I totali (riportati in Tabella 2.15 relativi a 91 Servizi)<br \/>\nvedono i partecipanti passare da 7.706 (con una media di 111,7) nel 2020 a 12.211 (e una<br \/>\nmedia di 137,2) nel 2021. In questo caso, l\u2019aumento pi\u00f9 significativo riguarda gli operatori<br \/>\npastorali, passati da 3.268 (con una media di 47,4) nel 2020 a 5.760 (e una media di 64,7)<br \/>\nnel 2021. Numeri significativi anche relativamente alla partecipazione di sacerdoti agli<br \/>\nincontri formativi, che sono passati da 3.345 (con media di 48,5) nel 2020 a 4.766<br \/>\npartecipanti (e una media di 53,6) nel 2021. Numericamente meno consistenti i dati<br \/>\nrelativi ai partecipanti delle associazioni, che comunque sono passati da 1.093 (con una<br \/>\nmedia di 15,8) a 1.676 (e una media di 18,8) nel 2021.<br \/>\nTabella 2.16 \u2013 Il numero di incontri e partecipanti nel 2020-2021 per<br \/>\ndestinatari<br \/>\nIncontri Partecipanti<br \/>\nv.a % v.a. %<br \/>\noperatori pastorali 268 38,3 9028 45,3<br \/>\nseminaristi, sacerdoti e religiosi\/e 352 50,3 8111 40,7<br \/>\nassociazioni\/movimenti 80 11,4 2769 13,9<br \/>\nTotale 700 100 19908 100<br \/>\nCon riferimento all\u2019analisi delle relazioni tra SDTM, rappresentato in particolare<br \/>\ndall\u2019Ordinario diocesano con altri organismi ecclesiali, quali Ordinari religiosi e Superiori<br \/>\ndi istituti femminili, dai dati in Tabella 2.16 risulta evidente la mancanza di iniziative<br \/>\ncomuni nel biennio 2020-2021. Infatti, solo il 4,7% dichiara di aver promosso iniziative<br \/>\ncomuni, contro il restante 95,3% che invece risponde in senso negativo. Analizzando i dati<br \/>\ndal punto di vista della dimensione della Diocesi, risulta nessuna iniziativa nelle Diocesi<br \/>\ndi piccole dimensioni, un numero limitato nelle Diocesi di medie dimensioni (3,8%) e<br \/>\nmentre un numero pi\u00f9 elevato, seppure al di sotto del 10%, nelle Diocesi di grandi<br \/>\ndimensioni (8,9%).<br \/>\n16<br \/>\nTabella 2.17 \u2013 Organizzazione di iniziative tra Ordinario diocesano e Ordinari<br \/>\nreligiosi e Superiori maggiori di istituti femminili<br \/>\n(valori % su totale per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nSi 8,9 3,8 0,0 4,7<br \/>\nNo 91,1 96,3 100,0 95,3<br \/>\nTotale 100 100 100 100<br \/>\nL\u2019analisi delle relazioni tra Ordinario diocesano e altre figure di pari livello, quali gli<br \/>\nOrdinari religiosi e i Superiori dei maggiori istituti femminili, risulta evidente una limitata<br \/>\nrete relazionale, poich\u00e9 nel 95,3% dei casi non sono state organizzate iniziative comuni,<br \/>\ntuttavia, soprattutto nelle Diocesi di grandi dimensioni, la presenza di iniziative comuni<br \/>\napprossima il 9% (8,9% precisamente), nelle Diocesi di medie dimensioni \u00e8 pari al 3,8%<br \/>\ned \u00e8 nulla nelle piccole Diocesi (come si evince dalla Tabella 2.17). Nei casi in cui sono<br \/>\nstate avviate iniziative comuni, gli enti coinvolti sono stati i seguenti: Canonici Regolari di<br \/>\nS. Agostino Abbazia di Novacella, Benedettini Abbazia Monte Maria; Benedettini Abbazia<br \/>\nMuri-Gries; Ordine Teutonico &#8211; Provincia religiosa Alto Adige; Ordine dei Frati Minori;<br \/>\nOrdine Cappuccino; Ordine dei Servi di Maria; Societ\u00e0 Salesiana S. Giovanni Bosco; Societ\u00e0<br \/>\ndel Verbo Divino; Missionari Comboniani del Cuore di Ges\u00f9; Pallottini; Societ\u00e0 Missionaria<br \/>\nS. Giuseppe di Mill-Hill; Orsoline, Congregazione delle Suore Terziarie di S. Francesco;<br \/>\nCongregatio Jesu; Suore di Carit\u00e0 di S. Vincenzo De Paoli &#8211; Provincia religiosa di Merano;<br \/>\nSuore di Carit\u00e0 di S. Vincenzo De Paoli &#8211; Provincia religiosa di Bolzano); Suore della Casa<br \/>\nTeutonica S. Maria in Gerusalemme; Suore di Carit\u00e0 della S. Croce; Congregazione<br \/>\nMissionaria delle Serve dello Spirito Santo; Suore del Divin Salvatore; Suore di S.<br \/>\nMarcellina; Suore Francescane della Misericordia, Salesiani e Cappuccini, Suore adoratrici<br \/>\ndi Rivolta, Suore Ancelle, Suore Dorotee, Suore delle Poverelle.<br \/>\nEsempi di argomenti trattati nelle suddette iniziative sono: \u201cAccompagnamento dei<br \/>\nreligiosi\/e anziani e fragili\u201d; \u201cApprofondimenti e sensibilizzazione sul tema degli abusi e<br \/>\nprogrammazione incontri con formandi\u201d; \u201cTutela dei minori e delle persone vulnerabili,<br \/>\nprevenzione degli abusi\u201d. Le iniziative hanno registrato un totale di 251 partecipanti.<br \/>\nTabella 2.18 &#8211; Sono state organizzate iniziative o collaborazioni con altri enti,<br \/>\nassociazioni, istituzioni NON ecclesiali?<br \/>\n(valori % su totale per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nSi 13,0 13,8 4,5 12,2<br \/>\nNo 87,0 86,3 95,5 87,8<br \/>\nTotale 100 100 100 100<br \/>\n17<br \/>\nAnche una seconda domanda relativa all\u2019organizzazione di iniziative o collaborazioni con<br \/>\naltri enti, associazioni, istituzioni in questo caso non ecclesiali, evidenzia un numero<br \/>\nlimitato di iniziative, seppure pi\u00f9 elevato rispetto alle relazioni con enti ecclesiali. In<br \/>\nparticolare, nel 12% dei casi sono state avviate iniziative e\/o collaborazioni, mentre nel<br \/>\nrestante 87,8% no (il riferimento \u00e8 alla Tabella 2.18). Assumendo la prospettiva<br \/>\ndimensionale, emerge che iniziative e\/o collaborazioni sono pi\u00f9 frequenti nelle Diocesi di<br \/>\nmedie dimensioni (13,8%), seguite a breve distanza dalle grandi Diocesi, mentre il numero<br \/>\n\u00e8 ben pi\u00f9 ridotto nelle Diocesi di piccole dimensioni (4,5%).<br \/>\nIn merito alla tipologia di ente con cui si \u00e8 instaurata una collaborazione o organizzata<br \/>\nun\u2019iniziativa, si osserva un\u2019ampia differenziazione, dalle amministrazioni pubbliche locali,<br \/>\nalle istituzioni scolastico-formative e universitarie, agli ordini professionali, alle<br \/>\nassociazioni di volontariato e della societ\u00e0 civile in generale. Esempi sono:<br \/>\nAmministrazione Comunale, Questura, Prefettura, Tribunale dei minori, Polizia di Stato,<br \/>\nOrdine dei giornalisti e Ordine degli avvocati, Ordine degli psicologi, Ordine dei medici,<br \/>\nAssociazioni di auto mutuo aiuto, Fondazioni, Associazione genitori, Associazione<br \/>\nAntiviolenza donne, Centro Sportivo Italiano, Telefono Azzurro, Unicef.<br \/>\nTabella 2.19 &#8211; Numero di iniziative realizzate con altri enti, associazioni,<br \/>\nistituzioni NON ecclesiali<br \/>\nNumero di iniziative realizzate 25<br \/>\ndi cui con tema:<br \/>\nabusi e maltrattamenti all&#8217;infanzia 16<br \/>\nabusi e maltrattamenti alle persone vulnerabili 8<br \/>\nabusi nella rete 13<br \/>\nIl numero di iniziative realizzate (prevalentemente a carattere formativo) \u00e8<br \/>\ncomplessivamente pari a 25. Di queste, come indicato in Tabella 2.19, 16 hanno avuto ad<br \/>\noggetto abusi e maltrattamenti nell\u2019infanzia, 13 abusi nella rete internet e 8 abusi e<br \/>\nmaltrattamenti alle persone vulnerabili.<br \/>\nL\u2019analisi ha altres\u00ec approfondito una tipologia di collaborazione con enti non ecclesiastici,<br \/>\nverificando la partecipazione a tavoli istituzionali civili, trovando conferma dell\u2019assenza di<br \/>\nun sistema strutturato e non di relazioni inter-istituzionali. Infatti, solo nell\u201911,4% dei casi il<br \/>\nSDTM partecipa a tavoli istituzionali civili, mentre nel restante 88,6% non si registra alcuna<br \/>\npartecipazione. Incrociando tali dati con la dimensione della Diocesi, emerge che tale<br \/>\npartecipazione \u00e8 pi\u00f9 frequente tra le Diocesi di medie dimensioni (13,5%), seguite da quelle<br \/>\ndi grandi dimensioni (11,4%), infine nelle Diocesi di piccole dimensioni la frequenza si<br \/>\ndimezza (5,0%).<br \/>\n18<br \/>\nTabella 2.20 &#8211; Attivit\u00e0 di formazione a favore dei membri del SDTM\/SITM<br \/>\n(dati su 148 risposte)<br \/>\nCentro Nord Sud Totale<br \/>\nSi 59,4% 66,1% 53,4% 58,8%<br \/>\nNo 40,6% 33,9% 46,6% 41,2%<br \/>\nTotale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nSi 67,4% 56,8% 47,6% 58,8%<br \/>\nNo 32,6% 43,2% 52,4% 41,2%<br \/>\nTotale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%<br \/>\nOltre la met\u00e0 (nello specifico, il 58,8%, come riportato in Tabella 2.20) dei SDTM e SITM<br \/>\npromuove attivit\u00e0 formative a favore dei membri dei Servizi. Dal punto di vista della<br \/>\nripartizione geografica, la pi\u00f9 alta concentrazione di Diocesi che organizza attivit\u00e0<br \/>\nformative per i membri dei Servizi in esame si trova nel Nord Italia (66,1%), segue il Centro<br \/>\n(59,4%), quindi il Sud Italia (53,4%). Come prevedibile, inoltre, sono le Diocesi di grandi<br \/>\ndimensioni a promuovere pi\u00f9 frequentemente iniziative formative a favore dei membri dei<br \/>\nServizi, seguite dalle Diocesi di medie dimensioni (56,8%), infine dalle pi\u00f9 piccole (47,6%).<br \/>\nCon riferimento alla numerosit\u00e0 di iniziative promosse sull\u2019intero territorio nazionale, nel<br \/>\nbiennio di riferimento, sono state 400. Al Nord sono state avviate 203 iniziative (oltre la<br \/>\nmet\u00e0 del totale, ossia il 50,7%), al Centro 110 (pari al 27,5%) e al Sud 87 (equivalenti al<br \/>\nrestante 21,8%). Se si prende in esame la dimensione delle Diocesi, si riscontra un pi\u00f9 alto<br \/>\nnumero di iniziative promosse dalle imprese di grandi dimensioni (184 in valore assoluto,<br \/>\ncorrispondente al 46% del totale di iniziative realizzate), a seguire si hanno le Diocesi di<br \/>\nmedie dimensioni (con 154 iniziative, pari al 38,5%), infine le Diocesi di piccole dimensioni<br \/>\n(con 62 iniziative intraprese, pari al 15,5%).<br \/>\nIl numero totale di partecipanti coinvolti nelle attivit\u00e0 formative \u00e8 stato 896, anche in<br \/>\nquesto caso con una netta prevalenza di partecipanti delle Diocesi del Nord Italia (526 in<br \/>\nvalore assoluto, pari al 58,7%), a seguire i partecipanti delle Diocesi dell\u2019Italia centrale<br \/>\n(196, ossia il 21,9%) e, infine, quelli delle Diocesi meridionali (174 pari al 19,4%).<br \/>\nAssumendo la prospettiva della dimensione della Diocesi, prevalgono i partecipanti delle<br \/>\ngrandi Diocesi (522 equivalenti al 58,3%), seguite ad ampia distanza da quelli delle Diocesi<br \/>\ndi medie dimensioni (246 pari al 27,5%), da ultimo i partecipanti delle Diocesi di piccole<br \/>\ndimensioni (128 corrispondenti al 14,3%).<br \/>\n19<br \/>\nTabella 2.21 &#8211; Numero di iniziative formative a favore dei membri del SDTM\/SITM<br \/>\nrealizzate per tema<br \/>\n(valori assoluti e % su totale di 400 iniziative)<br \/>\nNumero %*<br \/>\nabusi e maltrattamenti ai minori e alle persone vulnerabili 136 34,0<br \/>\nabusi spirituali e di coscienza 65 16,3<br \/>\nabusi e pedopornografia online 50 12,5<br \/>\nascolto delle vittime di abusi in ambienti ecclesiali 84 21,0<br \/>\nnormativa canonica in materia di abusi sessuali 49 12,3<br \/>\nnormativa civilistica in materia di abusi sessuali 45 11,3<br \/>\ncomunicazione 25 6,3<br \/>\n* la % supera 100 per possibili risposte multiple perch\u00e9 alcune iniziative vertevano su pi\u00f9 temi<br \/>\nLa Tabella 2.21 riporta i temi specifici oggetto delle iniziative di formazione promosse dai<br \/>\nSDTM e SITM. Al primo posto si trova il tema degli \u201cabusi e maltrattamenti ai minori e alle<br \/>\npersone vulnerabili\u201d (136 in valore assoluto e corrispondente al 34,0% delle 400 iniziative<br \/>\nrealizzate), seguito da \u201cascolto delle vittime di abusi in ambienti ecclesiali\u201d (84 e 21,0%), da<br \/>\n\u201cabusi spirituali e di coscienza\u201d (rispettivamente 65 e 16,3%), \u201cabusi e pedopornografia<br \/>\nonline\u201d (50 e 12,5%), da \u201cnormativa canonica in materia di abusi sessuali\u201d 49 e 12,3%) e da<br \/>\n\u201cnormativa civilistica in materia di abusi sessuali\u201d (45 e 11,3), infine da attivit\u00e0 volte a<br \/>\nmigliorare la comunicazione all\u2019interno di un sistema complesso (25 e 6,3%).<br \/>\nTabella 2.22 \u2013 Proposta di momenti di preghiera, celebrazioni liturgiche?<br \/>\nCentro Nord Sud Totale<br \/>\nSi 42,4% 80,4% 78,0% 71,3%<br \/>\nNo 57,6% 19,6% 22,0% 28,7%<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nSi 76,1% 74,7% 47,6% 71,3%<br \/>\nNo 23,9% 25,3% 52,4% 28,7%<br \/>\nTotale 100% 100% 100% 100%<br \/>\nInoltre, nella maggior parte delle Diocesi (il 71,3% secondo i dati riportati in Tabella 2.22)<br \/>\nsono stati proposti momenti di preghiera e celebrazioni liturgiche. Esse hanno prevalso al<br \/>\nNord e Sud Italia (80,4% e 78,0% rispettivamente), mentre il Centro Italia segue ad ampia<br \/>\ndistanza (42,4%). Adottando la prospettiva dimensionale, emerge che i momenti di<br \/>\npreghiera avvengono con maggiore frequenza nelle Diocesi medie e di grandi dimensioni,<br \/>\nmentre sono inferiori nelle piccole Diocesi.<br \/>\nGli esempi di tali momenti sono \u201cGiornata nazionale di preghiera della Chiesa italiana per<br \/>\nle vittime e i sopravvissuti degli abusi, per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili del<br \/>\n18 novembre\u201d; \u201cGiornata Bambini Vittime proposta dall&#8217;Associazione Meter (25 aprile &#8211; 3<br \/>\n20<br \/>\nmaggio 2020 e 26 aprile &#8211; 2 maggio 2021)\u201d; \u201cGiornata Bambini Vittime della violenza, della<br \/>\nindifferenza e dello sfruttamento contro la pedofilia (giunta alla XXVI edizione) promossa<br \/>\nda Meter e che coinvolge ogni anno le Diocesi italiane con la conclusione del Messaggio del<br \/>\nSanto Padre e delle Istituzioni Italiane\u201d; \u201cGiornata Mondiale dell&#8217;Infanzia e della<br \/>\nadolescenza\u201d; \u201cGiornata europea contro la violenza sui minori\u201d; \u201cGiornata Diocesana di<br \/>\nPreghiera domenica 21 novembre 2021\u201d.<br \/>\nTabella 2.23 \u2013 Modalit\u00e0 con cui vengono strutturati i rapporti con l&#8217;Ordinario<br \/>\n(valori % su totale per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale*<br \/>\nattraverso il referente diocesano 84,4 80,2 77,8 81,3<br \/>\ncon incontri periodici 33,3 30,9 22,2 30,6<br \/>\n* la % supera 100 per possibili risposte multiple<br \/>\nIndagando un ulteriore aspetto relativo alle collaborazioni inter-istituzionali, in<br \/>\nparticolare i rapporti con l\u2019Ordinario, si nota che queste avvengono nell\u201981,3% dei casi<br \/>\nattraverso il referente diocesano e nel restante 30,6% con incontri periodici (si veda la<br \/>\nTabella 2.23). Considerando la dimensione delle Diocesi, quelle grandi e medie hanno<br \/>\nindicato con maggiore frequenza, rispetto a quelle piccole, di ricorrere ad entrambe le<br \/>\nmodalit\u00e0 (in entrambi i casi, infatti, la somma delle risposte supera 100). Le Diocesi di<br \/>\npiccole dimensioni invece tendono ad optare per un canale solo, quindi il SDTM intrattiene<br \/>\ni rapporti con l\u2019Ordinario o attraverso il referente, oppure tramite incontri periodici.<br \/>\nAnche i rapporti con gli uffici diocesani vengono gestiti attraverso il referente diocesano<br \/>\ne\/o con incontri periodici. In questo caso sono le Diocesi di medie dimensioni che tendono<br \/>\nad avvalersi di entrambi i canali, pur privilegiando i contatti con il referente diocesano<br \/>\n(90,6%, contro il 17,0% degli incontri periodici), rispetto alle grandi Diocesi, che<br \/>\ncomunque replicano lo stesso trend (88,5% dei rapporti avviene tramite il referente<br \/>\ndiocesano e 11,5% con incontri periodici) e le piccole Diocesi (che nel 92,6% dei casi<br \/>\nricorrono al referente diocesano, nel 7,4% a incontri periodici).<br \/>\nGli uffici diocesani con i quali sono state avviate collaborazioni sono soprattutto l\u2019Ufficio<br \/>\nper la pastorale giovanile (53,3%), l\u2019Ufficio per la pastorale familiare (47,4%), l\u2019Ufficio<br \/>\nscuola e Servizio IRC (35,6%), la Caritas (30,4%) e, in misura pi\u00f9 limitata, il Centro<br \/>\ndiocesano per le vocazioni (14,8%) e l\u2019Ufficio comunicazioni (0,7%) (Tabella 2.24).<br \/>\n21<br \/>\nTabella 2.24 \u2013 Gli uffici diocesani con i quali \u00e8 stata avviata una collaborazione<br \/>\n(valori % su totale; dati su 135 risposte di chi ha indicato di aver avviato collaborazioni)<br \/>\nvalori assoluti %<br \/>\nUfficio pastorale giovanile 72 53,3<br \/>\nUfficio pastorale familiare 64 47,4<br \/>\nUfficio scuola e Servizio IRC 48 35,6<br \/>\nCaritas 41 30,4<br \/>\nCentro diocesano vocazioni 20 14,8<br \/>\nAltro 12 8,9<br \/>\nUfficio Comunicazioni 1 0,7<br \/>\nTabella 2.25 \u2013 Tipologia di iniziative di sensibilizzazione e formazione<br \/>\nproposte tramite i media diocesani<br \/>\n(% su totale delle tipologie)<br \/>\nCentro Nord Sud Totale<br \/>\narticoli su settimanale\/periodico diocesano 75,0 58,4 52,8 59,1<br \/>\ninterviste sui media diocesani 25,0 29,9 26,4 27,9<br \/>\nvideo sulle buone prassi 0,0 1,3 1,9 1,3<br \/>\nsupporto multimediale alle iniziative del<br \/>\nSDTM 0,0 7,8 18,9 10,4<br \/>\nCineforum 0,0 2,6 0,0 1,3<br \/>\n100 100 100 100<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\narticoli su settimanale\/periodico diocesano 57,9 58,5 64,7 59,0<br \/>\ninterviste sui media diocesani 35,1 25,6 17,6 28,2<br \/>\nvideo sulle buone prassi 1,8 1,2 0,0 1,3<br \/>\nsupporto multimediale alle iniziative del<br \/>\nSDTM 3,5 13,4 17,6 10,3<br \/>\nCineforum 1,8 1,2 0,0 1,3<br \/>\n100 100 100 100<br \/>\nTra le attivit\u00e0 di comunicazione svolte al fine di sensibilizzare e formare tutti i cittadini sul<br \/>\ntema degli abusi sui minori e le persone vulnerabili, come evidente dai dati in Tabella 2.25,<br \/>\nprevalgono gli articoli sul settimanale o periodico diocesano (59,1% dei casi) e le interviste<br \/>\nsui media diocesani (27,9%), solo in misura minore si ricorre al supporto multimediale alle<br \/>\niniziative del SDTM (10,4%), o a video sulle buone prassi (1,3%) o ancora a Cineforum<br \/>\n(1,3%) dei casi. La tendenza \u00e8 confermata anche considerando la ripartizione geografica<br \/>\ndelle Diocesi, poich\u00e9 l\u2019ordine di frequenza vale anche nelle Diocesi del Nord, Centro e Sud<br \/>\nItalia. Lo stesso dicasi per l\u2019analisi secondo la dimensione delle Diocesi, che vede prevalere<br \/>\ngli articoli sulla stampa, le interviste sui media diocesani e il supporto multimediale alle<br \/>\niniziative del SDTM nelle Diocesi di grandi, medie e piccole dimensioni.<br \/>\n22<br \/>\nTabella 2.26 \u2013 Attivazione di rapporti con il Servizio Regionale Tutela Minori<br \/>\n(SRTM)<br \/>\n(valori % su totale risposte per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nSi 91,1% 91,8% 91,3% 91,5%<br \/>\nNo 8,9% 8,2% 8,7% 8,5%<br \/>\nTotale 100% 100% 100% 100%<br \/>\nIl SDTM intrattiene costanti contatti con il Servizio Regionale per la Tutela dei Minori nella<br \/>\nquasi totalit\u00e0 delle Diocesi che hanno partecipato all\u2019indagine (91,5% in media).<br \/>\nConsiderando la loro dimensione, si osservano differenze minime (91,1% delle Diocesi di<br \/>\ngrandi dimensioni, 91,8% delle medie, 91,3% delle piccole) (Tabella 2.26).<br \/>\nTabella 2.27 \u2013 Le attivit\u00e0 del SRTM ritenute utili per il supporto alle Diocesi<br \/>\n(valori % su totale risposte per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nincontri formativi 45,2 60,8 69,6 57,6<br \/>\naccogliere segnalazioni 19,0 22,8 43,5 25,0<br \/>\naccompagnare casi complessi 52,4 65,8 73,9 63,2<br \/>\nLe Diocesi interpellate hanno dichiarato di ritenere utile che il SRTM offra attivit\u00e0 di<br \/>\nsupporto quali \u201caccompagnamento di casi complessi\u201d (63,2%), \u201cincontri formativi\u201d (57,6%)<br \/>\ne, in terza battuta \u201caccogliere segnalazioni\u201d (25,0%), attivit\u00e0 quest\u2019ultima offerta anche dai<br \/>\nCentri di ascolto. Incrociando la variabile della dimensione, \u00e8 possibile notare come essa<br \/>\ncondizioni la percezione\/richiesta di supporto da parte del SRTM. Come si evince dalla<br \/>\nTabella 2.27, l\u2019esigenza \u00e8 sentita soprattutto dalle Diocesi di piccole e medie dimensioni,<br \/>\nspecie con riferimento all\u2019attivit\u00e0 di accompagnamento di casi complessi (73,9% e 65,8%<br \/>\nrispettivamente, contro il 52,4% delle grandi Diocesi) e di incontri formativi (69,6% e 60,8%<br \/>\nrispettivamente, contro il 45,2% delle Diocesi di grandi dimensioni).<br \/>\nTabella 2.28 \u2013 Le attivit\u00e0 del Servizio Nazionale Tutela Minori ritenute utili<br \/>\nper il supporto alle Diocesi<br \/>\n(valori % su totale risposte per dimensione delle Diocesi)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nincontri formativi 37,8 48,8 63,6 47,6<br \/>\naccogliere segnalazioni 11,1 11,3 27,3 13,6<br \/>\naccompagnare casi complessi 44,4 55,0 63,6 53,1<br \/>\nAnche relativamente al servizio di accoglienza delle segnalazioni, per quanto l\u2019esigenza si<br \/>\nsentita in misura minore da parte di tutte le Diocesi, il dettaglio per dimensione conferma<br \/>\n23<br \/>\nuna maggiore richiesta da parte delle piccole Diocesi (43,5%) rispetto a quelle di medie<br \/>\n(22,8%) e grandi (19,0%).<br \/>\nGli stessi esiti valgono per le attivit\u00e0 che le Diocesi riterrebbero utili se offerte dal SNTM.<br \/>\nInfatti, le principali esigenze si concentrano sulle attivit\u00e0 di \u201caccompagnamento di casi<br \/>\ncomplessi\u201d (53,1%), \u201cincontri formativi\u201d (47,6%) e, in terza battuta \u201caccogliere segnalazioni\u201d<br \/>\n(13,6%). Considerando la variabile dimensione, come indicato in Tabella 2.28, la richiesta<br \/>\nproviene soprattutto dalle Diocesi di piccole e medie dimensioni, specie con riferimento<br \/>\nall\u2019attivit\u00e0 di accompagnamento di casi complessi (63,6% e 55,0% rispettivamente, contro il<br \/>\n44,4% delle grandi Diocesi) e di incontri formativi (63,6% e 48,8% rispettivamente, contro<br \/>\nil 37,8% delle Diocesi di grandi dimensioni). Relativamente al servizio di accoglienza delle<br \/>\nsegnalazioni, si conferma una maggiore richiesta da parte delle piccole Diocesi (27,3%)<br \/>\nrispetto a quelle di medie (11,3%) e grandi (11,1%).<br \/>\nTabella 2.29 \u2013 \u00c8 presente un Centro Diocesano di ascolto per la tutela dei<br \/>\nminori e delle persone vulnerabili?<br \/>\n(valori % su totale risposte per dimensione delle Diocesi. Dati su 154 risposte)<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nSi 84,8 65,5 62,5 70,8<br \/>\nNo 15,2 34,5 37,5 29,2<br \/>\nTotale 100 100 100 100<br \/>\nCon riferimento alla presenza, a livello diocesano, di Centri di ascolto per la tutela dei<br \/>\nminori e delle persone vulnerabili, la maggior parte delle Diocesi ha attivato un Centro di<br \/>\nascolto (70,8%). Pi\u00f9 frequentemente, il Centro di ascolto \u00e8 attivo in Diocesi di grandi<br \/>\ndimensioni (84,8%), a seguire nelle Diocesi di medie dimensioni (65,5%) e nelle piccole<br \/>\n(62,5%). Parimenti, la mancanza dei Centri di ascolto \u00e8 di pi\u00f9 frequente riscontro nelle<br \/>\npiccole Diocesi (37,5%), seguite dalle medie (34,5) e, ad una certa distanza, le grandi<br \/>\nDiocesi (15,2%). Il riferimento \u00e8 ai dati in Tabella 2.29.<br \/>\nTabella 2.30 \u2013 Le modalit\u00e0 con le quali il SDTM\/SITM e le sue attivit\u00e0 vengono<br \/>\npubblicizzate<br \/>\n(valori % su totale risposte)<br \/>\nValore assoluto %<br \/>\nsito web 107 67,7<br \/>\npresentazione o comunicazioni ordinarie alla<br \/>\nstampa<br \/>\n67 42,4<br \/>\nAltro 18 11,4<br \/>\nLe modalit\u00e0 con cui vengono pubblicizzate le attivit\u00e0 del SDTM si avvalgono soprattutto del<br \/>\nsito web (67,7%), in secondo luogo si utilizzano presentazioni o comunicazioni ordinarie alla<br \/>\nstampa (42,4%). Tra le modalit\u00e0 indicate nella voce \u201cAltro\u201d (11,4%) si trovano social media,<br \/>\n24<br \/>\ngiornale diocesano, e-mail, locandine, lettere ai parroci per la Campagna di sensibilizzazione<br \/>\nin tutta la Diocesi &#8220;Stop all&#8217;abuso&#8221; in connessione con la giornata di preghiera della CEI.<br \/>\nI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEL SERVIZIO REGIONALE TUTELA<br \/>\nMINORI<br \/>\nLe Diocesi sono state chiamate a fornire un parere in merito ai punti di forza e di debolezza<br \/>\ndel sistema sinora costituito a livello diocesano, a favore della tutela dei minori contro gli<br \/>\nabusi (il riferimento \u00e8 la Tabella 2.31).<br \/>\nTabella 2.31 \u2013 I punti di forza e debolezza riscontrati nel SDTM\/SITM<br \/>\nda 1 punto di debolezza a 10 massimo punto di forza<br \/>\nGrandi Medie Piccole Totale<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di<br \/>\neducatori\/catechisti 6,6 8,0 5,5 7,3<br \/>\ngestire relazioni con gli uffici pastorali diocesani 6,9 7,5 5,7 7,1<br \/>\ngestire relazioni con il seminario diocesano 6,9 6,7 4,3 6,5<br \/>\ngestire relazioni con educatori e catechisti 6,5 6,6 5,5 6,4<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di uffici pastorali 6,3 6,4 5,9 6,3<br \/>\ngestire relazioni con i sacerdoti 6,4 6,2 5,0 6,1<br \/>\nattivit\u00e0 di comunicazione realizzata sui media diocesani 6,5 6,0 5,1 6,1<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte dei sacerdoti 6,1 6,1 5,0 6,0<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di associazioni<br \/>\necclesiali 6,1 6,0 5,2 6,0<br \/>\nattivit\u00e0 di formazione realizzata 6,1 6,0 4,9 5,9<br \/>\ngestire relazioni con associazioni e movimenti ecclesiali 5,8 6,1 4,9 5,9<br \/>\ngestire relazioni con le parrocchie 6,2 5,9 4,6 5,9<br \/>\ncollaborare nella progettazione della formazione in Diocesi 5,9 6,0 4,5 5,8<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di associazioni non<br \/>\necclesiali 5,2 5,9 5,4 5,6<br \/>\ngestire relazioni con istituti e congregazioni religiose 4,9 5,4 4,0 5,1<br \/>\ngestire relazioni con associazioni e movimenti non ecclesiali 4,8 5,2 3,7 4,9<br \/>\ngestire relazioni con enti locali 4,8 5,0 3,5 4,8<br \/>\nattivit\u00e0 di comunicazione realizzata sui media locali 4,9 4,0 2,7 4,1<br \/>\nTra i punti di forza vengono indicati in via prioritaria la sensibilit\u00e0 di educatori e catechisti<br \/>\nnei confronti del tema degli abusi sui minori (il punteggio medio da 1 a 10 \u00e8 7,3) e la<br \/>\ngestione delle relazioni a livello diocesano con uffici pastorali diocesani (7,1), seminario<br \/>\n25<br \/>\ndiocesano (6,5), educatori e catechisti (6,4). Anche la sensibilit\u00e0 sul tema degli abusi da<br \/>\nparte degli uffici pastorali diocesani (6,3) \u00e8 considerata un punto di forza.<br \/>\nGiudizi di carattere intermedio prevedono punteggi che vanno da 6,1 a 5,8 (approssimano<br \/>\ncio\u00e8 la \u201csufficienza\u201d). Le voci interessate sono: gestione delle relazioni con i sacerdoti (6,1),<br \/>\nattivit\u00e0 di comunicazione realizzata sui media diocesani (6,1), sensibilit\u00e0 sul tema abusi sui<br \/>\nminori da parte dei sacerdoti (6,0) e delle associazioni ecclesiali (6,0), attivit\u00e0 di formazione<br \/>\n(5,9), gestione delle relazioni con associazioni, movimenti ecclesiali (5,9) e parrocchie (5,9),<br \/>\ncollaborare nella progettazione della formazione in Diocesi (5,8).<br \/>\nPunti di debolezza risultano invece: sensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte delle<br \/>\nassociazioni non ecclesiali, gestire relazioni con istituti e congregazioni religiose (5,1), con le<br \/>\nassociazioni non ecclesiali (4,9), gli enti locali (4,8), infine, il giudizio pi\u00f9 negativo \u00e8 riservato<br \/>\nall\u2019attivit\u00e0 di comunicazione realizzata sui media locali (4,1).<br \/>\nAnche in questo caso, si trova conferma di un\u2019altra evidenza emersa in precedenza, ossia<br \/>\nla debolezza dei rapporti con associazioni non cattoliche, enti locali, associazioni e altre<br \/>\nrappresentanti della societ\u00e0 civile, sia dal punto di vista della comunicazione che<br \/>\norganizzativo.<br \/>\nDal punto di vista della differenziazione dimensionale, si notano giudizi pi\u00f9 positivi<br \/>\nattribuiti dalle Diocesi di medie dimensioni rispetto a quelle di piccole e grandi dimensioni.<br \/>\nAd esempio, con riferimento ai punti di forza segnalati, alla sensibilit\u00e0 nei confronti degli<br \/>\nabusi sui minori da parte di educatori e catechisti, le Diocesi di medie dimensioni<br \/>\nriconoscono un punteggio di 8 su 10, mentre quelle di piccole dimensioni un punteggio di<br \/>\n5,5 e di 6, 0 le grandi. Lo stesso trend vale per la gestione dei rapporti con gli uffici pastorali<br \/>\n(7,5 contro 5,7 delle piccole Diocesi e 6,9 delle grandi), con il seminario diocesano (6,7<br \/>\ncontro 4,3 delle piccole Diocesi e 6,9 delle grandi), con educatori e catechisti (6,6 contro<br \/>\n5,5 delle piccole Diocesi e 6,3 delle grandi). Rispetto ai punti di debolezza, i giudizi pi\u00f9<br \/>\nnegativi sono espressi dalle Diocesi di piccole dimensioni. Ad esempio, relativamente alla<br \/>\nvoce \u201cgestire relazioni con gli istituti e le congregazioni ecclesiali\u201d il voto attribuito \u00e8 4<br \/>\n(contro 5,4 delle Diocesi medie e 4,9 di quelle grandi), \u201ccon gli enti locali\u201d il voto \u00e8 3,7<br \/>\n(contro 5,2 delle Diocesi medie e 4,8 delle grandi), \u201ccon le associazioni e i movimenti non<br \/>\necclesiali\u201d, il voto \u00e8 3,5 (contro 5 delle Diocesi medie e 4,8 delle grandi). Giudizi<br \/>\nparticolarmente negativi vengono espressi nei confronti delle \u201cattivit\u00e0 di comunicazione<br \/>\nsui media locali\u201d, in questo caso il voto delle piccole Diocesi \u00e8 2,7 (contro 4 delle Diocesi<br \/>\nmedie e 3,7 delle grandi).<br \/>\nSe ne deduce l\u2019importanza di considerare la dimensione delle Diocesi nell\u2019analisi dei<br \/>\nServizi sinora attuati e nell\u2019organizzazione futura degli stessi.<br \/>\n26<br \/>\nIn generale, un aspetto positivo deducibile dalle valutazioni espresse dai rispondenti fa<br \/>\nriferimento all\u2019alta sensibilit\u00e0 di coloro che sono a contatto con i minori nelle attivit\u00e0<br \/>\norganizzate dalla Diocesi e il consolidamento delle relazioni all\u2019interno degli enti diocesani.<br \/>\nUn aspetto invece negativo si riferisce alle scarse relazioni tra Servizi ed enti non<br \/>\necclesiastici, suggerendo la necessit\u00e0 di rafforzare tali legami nella costruzione di un<br \/>\nsistema integrato di tutela dei minori contro gli abusi di ogni tipo, anche attraverso il<br \/>\nmiglioramento dei flussi comunicativi.<br \/>\nLe indicazioni emerse rappresentano al tempo stesso linee di indirizzo delle attivit\u00e0 che le<br \/>\nDiocesi dovranno promuovere e sviluppare insieme nel prossimo futuro.<br \/>\n27<br \/>\n3. I CENTRI DI ASCOLTO<br \/>\nSono stati rilevati dati relativi a 90 Centri di ascolto attivati dai Servizi Diocesani o Inter &#8211;<br \/>\ndiocesani per la tutela dei minori: di questi 21 sono stati attivati nel 2019 (in cinque casi<br \/>\nanche prima), 30 nel 2020, 29 nel 2021 e 10 nel 2022. La maggior parte dei Centri \u00e8 attiva<br \/>\nnel Nord (43), con una incidenza relativa molto superiore a quella delle Diocesi che hanno<br \/>\nattivato il Servizio di tutela minori, seguono i 30 Centri del Sud ed i 17 del Centro Italia.<br \/>\nL\u2019attivazione dei Centri di ascolto \u00e8 strettamente correlata alla dimensione delle Diocesi,<br \/>\ncon 38 Centri costituiti in Diocesi di grandi dimensioni o Diocesi che si sono aggregate per<br \/>\nquesto servizio, 41 Centri fanno riferimento a Diocesi medie e i rimanenti 11 a Diocesi di<br \/>\nminori dimensioni.<br \/>\n3.1. LA STRUTTURA DEL CENTRO<br \/>\nUn primo dato sui Centri di ascolto istituiti presso le Diocesi italiane fa riferimento alla<br \/>\nscelta della sede deputata allo svolgimento delle attivit\u00e0 del Centro, a partire<br \/>\ndall\u2019accoglienza di chi intenda segnalare casi (reali o sospetti) di abuso su minori. In quasi<br \/>\ndue terzi dei casi, la sede del Centro di ascolto differisce dalla sede della Curia diocesana,<br \/>\nopzione quest\u2019ultima (74,4%) considerata solo in un quarto dei casi (25,6%).<br \/>\nTabella 3.1 \u2013 La tipologia del responsabile del Centro di ascolto<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nlaico o laica 70 77,8%<br \/>\nreligioso o religiosa 6 6,7%<br \/>\nSacerdote 14 15,5%<br \/>\nTotale 90 100%<br \/>\nAnalizzando il profilo dei responsabili dei Centri di ascolto diocesani, emerge che iI<br \/>\nresponsabile, in oltre due terzi dei casi, \u00e8 un laico o una laica (77,8%). Meno frequente \u00e8 la<br \/>\nscelta di un sacerdote (15,6%), oppure un religioso o religiosa (6,7%) (Tabella 3.1).<br \/>\nTra i laici prevalgono nettamente le donne (60 su 70), che quindi rappresentano<br \/>\ncomplessivamente i due terzi dei responsabili dei Centri di ascolto.<br \/>\nUn approfondimento sul profilo dei responsabili del Centro di ascolto (illustrato nella<br \/>\nTabella 3.2) rivela che le principali competenze possedute sono soprattutto di carattere<br \/>\npsicologico (come nel caso dei responsabili del SDTM e SRTM) (24,7%), inoltre, si tratta<br \/>\n28<br \/>\nfrequentemente di un educatore (20,2%), oppure di profilo con competenze giuridiche<br \/>\n(13,5%).<br \/>\nTabella 3.2 &#8211; Le competenze del responsabile del Centro di ascolto<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nPsicologo 22 24,7%<br \/>\nEducatore 18 20,2%<br \/>\nGiurista 12 13,5%<br \/>\nCanonista 8 9,0%<br \/>\nConsulente familiare 8 9,0%<br \/>\nAssistente sociale 6 6,7%<br \/>\nAltro 15 16,9%<br \/>\nTotale 89 100%<br \/>\nIn misura minore la scelta \u00e8 ricaduta su un canonista (9,0%), oppure un consulente<br \/>\nfamiliare (9,0%), o ancora un assistente sociale (6,7%). Rilevante, dal punto di vista quali\u0002quantitativo, \u00e8 la categoria \u201cAltro\u201d rispetto ai profili predefiniti nella domanda del<br \/>\nquestionario. Esso presenta profili specialistici che comprendono: dirigente di comunit\u00e0;<br \/>\ndocente di Lettere\/Operatore pastorale; docente dell\u2019Istituto di Antropologia (IADC\u0002safeguarding) della Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, coadiuvato dall&#8217;\u00e9quipe di<br \/>\nprofessionisti del Centro ascolto nazionale Meter; esperto in comunicazione; insegnante;<br \/>\nlaica impegnata; medico; medico in pensione; medico neuropsichiatra infantile;<br \/>\npsicoterapeuta; medico psicoterapeuta; membro della segreteria vescovile esperto di<br \/>\ncomunicazione; pedagogista; psicologo psicoterapeuta; psicoterapeuta specializzato in<br \/>\nBioetica e Sessuologia.<br \/>\nNella maggior parte dei casi (83,3%), i Centri di ascolto sono supportati da una \u00e9quipe di<br \/>\nesperti, le competenze dei quali sono elencate in Tabella 3.3.<br \/>\nTabella 3.3 &#8211; Le competenze dei membri dell&#8217;\u00e9quipe del Centro di ascolto<br \/>\n(valori assoluti e % su totale membri e su totale \u00e9quipe)<br \/>\nv.a.<br \/>\n% su totale<br \/>\nmembri % su 75 equipe<br \/>\nPsicologo 66 27,7 88,0<br \/>\nGiurista 55 23,1 73,3<br \/>\nCanonista 45 18,9 60,0<br \/>\nEducatore 36 15,1 48,0<br \/>\nAssistente sociale 5 2,1 6,7<br \/>\nAltro 31 13,0 41,3<br \/>\nTotale 238 100,0<br \/>\n29<br \/>\nCome per il profilo del responsabile, anche tra i membri dell\u2019\u00e9quipe a supporto del Centro<br \/>\ndi ascolto prevalgono le competenze di carattere psicologico nella misura dell\u201988% se si<br \/>\nconsidera il numero di \u00e9quipe attivate, oppure, assumendo come riferimento il totale dei<br \/>\ncomponenti delle \u00e9quipe di supporto, il peso \u00e8 pari al 27,7%. Rispetto alle competenze dei<br \/>\nresponsabili dei Centri di ascolto, le competenze dei membri delle \u00e9quipe risultano<br \/>\nmaggiormente diversificate, poich\u00e9 anche i profili di giurista, canonista, educatore sono<br \/>\npresenti in misura rilevante, con un peso pari rispettivamente a 73,3%, 60,0% e 48% sul<br \/>\ntotale delle Diocesi del campione (75), ovvero 23,1%, 18,9% e 15,1% sul totale dei membri<br \/>\nelle \u00e9quipe. Il profilo di assistente sociale \u00e8 poco diffuso (41,3% sul totale delle Diocesi e<br \/>\n13,0% sul totale dei membri delle \u00e9quipe). Significativa in termini numerici anche la voce<br \/>\n\u201caltro\u201d espressione di una serie differenziata di profili pi\u00f9 specifici.<br \/>\nTabella 3.4 &#8211; Numero di convocazioni dell&#8217;\u00e9quipe in seduta plenaria nel 2020-<br \/>\n2021<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\n2020 2021<br \/>\nv.a. % v.a. %<br \/>\n0 riunioni 32 42,7 15 20,0<br \/>\n1-3 riunioni 23 30,7 40 53,3<br \/>\noltre 3 20 26,6 20 26,7<br \/>\nTotale 75 100 75 100<br \/>\nCon riferimento alle attivit\u00e0 dell\u2019\u00e9quipe a sostegno del Centro di ascolto, si nota che, con<br \/>\nriferimento al 2020 nel 42,7% dei casi l\u2019\u00e9quipe non \u00e8 stata convocata in sede plenaria in<br \/>\nalcuna occasione, presumibilmente per la mancanza di necessit\u00e0, il recente avvio e la<br \/>\nconcomitanza della pandemia. In un terzo circa dei casi le convocazioni sono state 1-3 e in<br \/>\noltre un quarto dei casi le convocazioni sono state superiori a 3 (si veda la Tabella 3.4). Nel<br \/>\ncomplesso, il numero di riunioni nel 2020 \u00e8 stato pari a 206, mentre nel 2021 \u00e8 stato di<br \/>\n247 (con una media per Centro con \u00e9quipe pari a 2,7 nel 2020 e 3,3 nel 2021) per un totale<br \/>\ndi 453 convocazioni (media di 6 per Centro con \u00e9quipe). Nell\u2019anno successivo il numero<br \/>\ndelle riunioni \u00e8 cresciuto. Ad esempio, i Centri di ascolto che hanno convocato l\u2019\u00e9quipe da<br \/>\n1 a 3 volte \u00e8 cresciuto dal 30,7% al 53,3%, \u00e8 rimasto stabile il numero di Centri che hanno<br \/>\norganizzato pi\u00f9 di 3 riunioni (26,6% nel 2020 e 26,7 nel 2021) e si \u00e8 dimezzato il numero<br \/>\ndi chi ha dichiarato \u201c0 convocazioni\u201d dell\u2019\u00e9quipe (passato da 42,7% nel 2020 a 20,0% nel<br \/>\n2021).<br \/>\nOggetto degli incontri delle \u00e9quipe non \u00e8 stato solo l\u2019analisi di situazioni specifiche<br \/>\nsegnalate (a tale motivazione corrisponde il 37,5% delle riunioni nel 2020 e l\u201931,7% nel<br \/>\n2021), ma soprattutto la programmazione delle attivit\u00e0 formative dello stesso Centro di<br \/>\nascolto che ha conosciuto un incremento nel corso del biennio, passando dall\u201983,3%<br \/>\nall\u201986,7%).<br \/>\n30<br \/>\nUn ulteriore approfondimento ha verificato che la maggior parte dei Centri di ascolto<br \/>\n(esattamente il 77,8%) regola le proprie attivit\u00e0 (compresa la raccolta di segnalazioni di<br \/>\ncasi, o presunti casi, di abuso sui minori) tramite uno specifico protocollo. Quest\u2019ultimo<br \/>\ncoincide con quello indicato dal Servizio Nazionale Tutela Minori (nell\u201988,1% dei casi).<br \/>\nTabella 3.5 \u2013 Le forme di rapporto con l\u2019Ordinario<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nincontri periodici 34 37,8<br \/>\ntramite il referente diocesano 62 68,9<br \/>\nsolo in caso di segnalazione o denuncia 17 18,9<br \/>\nRelativamente all\u2019organizzazione dei rapporti tra Centro di ascolto e figure-chiave nel<br \/>\nsistema di Servizi diocesani per la tutela dei minori quali l\u2019Ordinario e il referente<br \/>\ndiocesano, l\u2019indagine ha rivelato che i rapporti con l\u2019Ordinario vengono strutturati<br \/>\nprincipalmente tramite il referente diocesano (68,9% dei casi), ma anche con incontri<br \/>\nperiodici (nel 37,8% dei casi), mentre in una minoranza di casi tali rapporti vengono<br \/>\nattivati solo in caso di segnalazione o denuncia (17,9%) (i dati sono evidenziati in Tabella<br \/>\n5. In merito si osserva che il totale delle percentuali pu\u00f2 risultare superiore a 100 in quanto<br \/>\nai rispondenti \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 di indicare pi\u00f9 opzioni).<br \/>\nI rapporti con il referente diocesane invece, avvengono soprattutto attraverso la<br \/>\npartecipazione all\u2019\u00e9quipe del Servizio diocesano tutela minori (62,1%), ma anche tramite<br \/>\nincontri periodici (59,7%). In questo caso i dati sono stati calcolati sulle 87 risposte<br \/>\npervenute.<br \/>\n3.2. LE ATTIVIT\u00c0 REALIZZATE<br \/>\nUna parte significativa dell\u2019indagine si \u00e8 concentrata sulle attivit\u00e0 operative dei Centri di<br \/>\nascolto, onde capirne tipologia e modalit\u00e0 di azione. Nel biennio in esame il totale dei<br \/>\ncontatti registrati dai Centri di ascolto \u00e8 stato pari a 86, di cui 38 contatti nel 2020 e 48<br \/>\nnel 2021. Il trend in aumento \u00e8 confermato anche dal dato relativo ai Centri che hanno<br \/>\ndichiarato \u201c1 o pi\u00f9 contatti\u201d passati da 16 a 24, a cui corrisponde di conseguenza la<br \/>\ndiminuzione dei Centri che hanno avuto \u201c0 contatti\u201d (si veda in proposito la Tabella 3.6).<br \/>\nIl numero finale di Centri che hanno avuto contatti nel biennio \u00e8 pari a 30 (perch\u00e9 per<br \/>\nalcuni Centri si sono registrati contatti in entrambi gli anni).<br \/>\n31<br \/>\nTabella 3.6 \u2013 Il numero di contatti nel 2020 e nel 2021<br \/>\n(valori assoluti)<br \/>\n2020 2021 2020-2021<br \/>\nTotale contatti 38 48 86<br \/>\nn. centri di ascolto per n contatti<br \/>\n0 contatti 74 56 60<br \/>\n1 o pi\u00f9 contatti 16 24 30<br \/>\nTotale 90 90 90<br \/>\nIl dettaglio di genere dei contatti nell\u2019arco del biennio 2020-2021 rivela una maggiore<br \/>\nrappresentazione delle donne (54,7%) rispetto agli uomini (45,3%) con un gap pari a 9,4<br \/>\npunti percentuali. Assumendo invece la prospettiva del segnalante l\u2019episodio (o gli episodi)<br \/>\ndi abuso, si ha che in oltre la met\u00e0 dei casi \u00e8 stata la stessa vittima ad effettuare la<br \/>\nsegnalazione al Centro di ascolto (52,3% dei casi), mentre nel 47,7% dei casi a rivolgersi al<br \/>\ncentro \u00e8 stato un individuo non vittima di abuso.<br \/>\nTabella 3.7 \u2013 Le modalit\u00e0 di contatto<br \/>\n(valori assoluti e % su totale. Possibili risposte multiple)<br \/>\nv.a. %<br \/>\ncontatto telefonico 53 55,2<br \/>\ncontatto mail 27 28,1<br \/>\naltro (specificare) 16 16,7<br \/>\nTotale 96 100,0<br \/>\nLa Tabella 3.7 riporta i dati relativi alle modalit\u00e0 di contatto che, almeno nella fase iniziale,<br \/>\nsono avvenuti principalmente via telefono (55,2% dei casi), oppure, anche se in misura<br \/>\nnettamente inferiore, tramite corrispondenza online (e-mail nel 28,1% dei casi).<br \/>\nParticolarmente significativa la voce \u201cAltro\u201d selezionata dal 16,7% dei rispondenti,<br \/>\nriferendosi a modalit\u00e0 diversificate quali, consultazione; lettera raccomandata; lettera al<br \/>\nVescovo; posta ordinaria; format on-line; WhatsApp; richiesta al responsabile di<br \/>\nun\u2019associazione; Consultorio diocesano e Procura Repubblica; tramite Ordinario, o<br \/>\nsacerdote; evento pubblico; incontro personale; infine tramite la Curia.<br \/>\nTabella 3.8 \u2013 Il motivo del contatto<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nDenuncia all&#8217;Autorit\u00e0 ecclesiastica 51 53,1<br \/>\nRichiesta di informazioni 20 20,8<br \/>\nRichiesta di consulenza 15 15,6<br \/>\nSospetto 10 10,4<br \/>\nTotale 96 100,0<br \/>\n32<br \/>\nIl motivo del contatto, in oltre la met\u00e0 dei casi, \u00e8 rappresentato dalla denuncia all\u2019Autorit\u00e0<br \/>\necclesiastica (53,1%), in misura minore dalla richiesta di informazioni (20,8%), oppure<br \/>\ndalla richiesta di una consulenza specialistica (15,6%), infine, il sospetto (10,4%)<br \/>\ncostituisce un ulteriore motivo di contatto con il Centro di ascolto (Tabella 3.8). I contatti<br \/>\nsono avvenuti nella maggioranza dei casi direttamente nella sede fisica del Centro di<br \/>\nascolto diocesano (60,5%), oppure presso un luogo differente (39,5%), quale, ad esempio,<br \/>\nla Chiesa, la parrocchia dei genitori della vittima, lo studio privato del referente; la<br \/>\ncanonica e il Patronato; la Caritas, presso un luogo privato, infine online. Riguardo alle<br \/>\nintenzioni e agli obiettivi della segnalazione, la gran parte dei rispondenti indica \u201cper verit\u00e0<br \/>\ne giustizia\u201d (55,8% dei casi), ma anche per prevenire il ripetersi di abusi (44,2%).<br \/>\nTabella 3.9 \u2013 Il numero di presunte vittime nel 2020 e nel 2021 per et\u00e0<br \/>\nall\u2019epoca dei fatti<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\n0-4 anni 0 0,0<br \/>\n5-9 anni 12 13,5<br \/>\n10-14 anni 28 31,5<br \/>\n15-18 anni 33 37,1<br \/>\noltre 18 anni (adulto vulnerabile) 16 18,0<br \/>\nTotale 89 100,0<br \/>\nL\u2019et\u00e0 delle presunte vittime segnalate nel biennio 2020-2021 si concentra nella fascia d\u2019et\u00e0<br \/>\n10-18 anni, in particolare il 37,1% tra coloro che hanno et\u00e0 compresa tra i 15 e i 18 anni e<br \/>\nil 31,5% tra chi ha un\u2019et\u00e0 compresa tra i 10 e i 14 anni. In misura decisamente inferiore i<br \/>\ncasi segnalati relativi a presunte vittime over 18 anni (18,0%) (spesso in questi casi si \u00e8<br \/>\ntrattato di adulti considerati vulnerabili), e a presunte vittime under 10 anni, nello<br \/>\nspecifico non \u00e8 stata registrata alcuna segnalazione per presunte vittime nella fascia d\u2019et\u00e0<br \/>\n0-5 anni, mentre nella fascia d\u2019et\u00e0 5-10 anni le segnalazioni rappresentano il 13,5% del<br \/>\ntotale (i dati sono evidenziati in Tabella 3.9).<br \/>\nI responsabili dei Centri di ascolto diocesani sono stati interrogati circa la tipologia del<br \/>\npresunto reato di abuso segnalato (gli esiti sono riassunti in Tabella 3.10). Ne \u00e8 emerso che<br \/>\nla netta prevalenza attiene a \u201ccomportamenti e linguaggi inappropriati\u201d (30,4% e 43,3% se<br \/>\nsi considerano le 90 risposte ricevute). Seguono, in ordine di frequenza, \u201ctoccamenti\u201d<br \/>\n(26,6% e 24,4% considerato 90 il totale); \u201cmolestie sessuali\u201d (16,5% e 14,4%); \u201crapporti<br \/>\nsessuali\u201d (11,4% e 10,0%); \u201cesibizione di pornografia\u201d (5,1% e 4,4%); \u201cadescamento online\u201d<br \/>\n(3,8% e 3,3%); \u201catti di esibizionismo\u201d (2,5% e 2,2%). Nella voce residuale \u201caltro\u201d si trovano<br \/>\nindicati anche i presunti reati di \u201cviolenze fisiche\u201d (1 segnalazione); \u201ccomportamenti<br \/>\n33<br \/>\ninappropriati non configurabili come reati\u201d (1); \u201cmanipolazione\u201d (1); \u201cproposte indecenti\u201d<br \/>\n(1); \u201cviolenza domestica\u201d (1); \u201cviolenza psichica e fisica\u201d (2); \u201cadesione a setta satanica\u201d (1).<br \/>\nTabella 3.10 \u2013 La tipologia del presunto reato segnalato<br \/>\n(valori assoluti e % su totale. Possibili risposte multiple)<br \/>\nv.a.<br \/>\n% su presunti<br \/>\nreati<br \/>\n% su Centri di<br \/>\nascolto<br \/>\nComportamenti e linguaggi inappropriati 24 30,4 43,3<br \/>\nAtti di esibizionismo 2 2,5 2,2<br \/>\nToccamenti 21 26,6 24,4<br \/>\nMolestie sessuali 13 16,5 14,4<br \/>\nRapporti sessuali 9 11,4 10,0<br \/>\nEsibizione di pornografia 4 5,1 4,4<br \/>\nAdescamento online 3 3,8 3,3<br \/>\nAltro (specificare) 3 3,8 3,3<br \/>\nTotale 79 100<br \/>\nI presunti reati segnalati e sopra elencati fanno riferimento soprattutto a casi recenti e\/o<br \/>\nattuali (52,8%) e, per la differenza a casi del passato (47,2%). Come si dir\u00e0 in seguito, questi<br \/>\nultimi comprendono sia casi arrivati a conclusione dell\u2019iter di presa in carico e decisione<br \/>\ndelle autorit\u00e0 competenti, altri sono tuttora al vaglio delle Autorit\u00e0 e in attesa di sentenza.<br \/>\nL\u2019analisi del profilo dei presunti autori di reato porta a soggetti di et\u00e0 compresa tra i 40 e<br \/>\ni 60 anni, in oltre la met\u00e0 dei casi. In particolare, il dettaglio per decade d\u2019et\u00e0 indica che<br \/>\nnel 30,9% dei casi si ha a che fare con un 40-50enne e nel 27,9% dei casi con un 50-60enne.<br \/>\nA seguire soggetti trentenni (19,1% dei casi) e over 60 (nel 13,2% dei casi). La percentuale<br \/>\nminore riguarda i pi\u00f9 giovani di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 30 anni.<br \/>\nTabella 3.11 &#8211; Il numero di presunti autori di reato per et\u00e0 all&#8217;epoca dei fatti<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\n18-30 anni 6 8,8<br \/>\n30-40 anni 13 19,1<br \/>\n40-50 anni 21 30,9<br \/>\n50-60 anni 19 27,9<br \/>\nover 60 anni 9 13,2<br \/>\nTotale 68 100,0<br \/>\nIl profilo si completa con la verifica del ruolo ecclesiale ricoperto dai presunti autori di<br \/>\nreato. In questo caso l\u2019indagine rivela che si tratta soprattutto di chierici (nel 44,1% dei<br \/>\ncasi), a seguire di laici (nel 33,8% dei casi), infine di religiosi (nel 22,1% dei casi).<br \/>\n34<br \/>\nTabella 3.12 \u2013 Il numero di presunti autori di reato per ruolo ecclesiale<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nChierici 30 44,1<br \/>\nReligiosi 15 22,1<br \/>\nLaici 23 33,8<br \/>\nTotale 68 100<br \/>\nCon riferimento ai laici, il dettaglio relativo al servizio pastorale svolto indica che i presunti<br \/>\nautori di reato, al momento della segnalazione, svolgevano i seguenti ruoli: insegnante di<br \/>\nreligione; sagrestano; animatore oratorio estivo; animatore\/educatore grest o attivit\u00e0 in<br \/>\noratorio; catechista; ex accolito; responsabile di associazione; direttore di Ufficio di Curia;<br \/>\nIRC-catechista e animatore liturgia parrocchia; presidente associazione privata di fedeli;<br \/>\npresidente di Onlus parrocchiale.<br \/>\nUn approfondimento del profilo di presunto autore di reato laico rivela che si \u00e8 trattato<br \/>\nsoprattutto di celibi\/nubili (47,1% dei casi) e sposati (41,2%), in misura nettamente<br \/>\ninferiore, di separati o vedovi (11,8%).<br \/>\nTabella 3.13 \u2013 Il contesto del presunto reato<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nv.a. %<br \/>\nVirtuale 5 5,6<br \/>\nReale 84 94,4<br \/>\nTotale 89 100<br \/>\nIl contesto nel quale i presunti reati sono avvenuto \u00e8 quasi esclusivamente un luogo fisico<br \/>\n(94,4% dei casi) e sono in misura minima un luogo virtuale (5,6% dei casi). Differenti sono<br \/>\nle sedi fisiche rilevate dalle segnalazioni dei presunti reati di abuso, nonostante in un terzo<br \/>\ndei casi si siano verificati in ambito parrocchiale. Nello specifico, si hanno, in ordine di<br \/>\nfrequenza: la parrocchia (33,3%); la sede di un movimento o di una associazione (21,4%);<br \/>\nin una casa di formazione o seminario (11,9%); in una scuola (6,0%); nel corso di<br \/>\nun\u2019iniziativa diocesana o in un istituto religioso (in entrambi i casi la frequenza \u00e8 pari a<br \/>\n4,8%). Consistente anche la voce residuale \u201caltro\u201d (17,9%), che comprende appartamenti<br \/>\nprivati, in famiglia, orfanotrofio, la canonica, durante un viaggio.<br \/>\nIn sintesi, \u00e8 possibile tracciare un ipotetico profilo-tipo di presunto autore di reato<br \/>\nsommando le caratteristiche maggiormente ricorrenti nelle risposte dei partecipanti<br \/>\nall\u2019indagine. Si pu\u00f2 descrivere come soggetto adulto maschio, di et\u00e0 compresa tra i 40 e i<br \/>\n60 anni.<br \/>\n35<br \/>\nCon riferimento alle presunte vittime, invece, si \u00e8 indagato l\u2019impatto che il presunto reato<br \/>\ndi abuso ha avuto sulle loro vite. Si evince che gli effetti tendono a protrarsi nel tempo<br \/>\nanche nel lungo periodo. Vengono infatti indicati effetti immediati nel 42,7% dei casi;<br \/>\neffetti successivi all\u2019abuso nel 46,3% dei casi, nonch\u00e9 effetti presenti ancora sulla vita<br \/>\nattuale nel 41,5% dei casi segnalati1.<br \/>\nGli interventi posti in essere sinora fanno riferimento a supporto psicoterapeutico<br \/>\n(30,0%), supporto medico (10,0%). Particolarmente consistente la voce \u201caltro\u201d, tra cui<br \/>\nvanno segnalate la consulenza psicopedagogica, l\u2019accompagnamento educativo del gruppo<br \/>\ndi ragazzi e degli educatori, attivit\u00e0 di ascolto, la denuncia penale.<br \/>\nA seguito della trasmissione della segnalazione all\u2019Autorit\u00e0 ecclesiastica da parte dei Centri<br \/>\ndi ascolto, tra le azioni poste in essere sono risultati prevalenti i \u201cprovvedimenti<br \/>\ndisciplinari\u201d, seguiti da \u201cindagine previa\u201d e \u201ctrasmissione al Dicastero per la Dottrina della<br \/>\nFede\u201d.<br \/>\nTabella 3.14 \u2013 Le azioni di accompagnamento offerto alle presunte vittime<br \/>\n(valori assoluti e % su totale)<br \/>\nNumero di casi v.a. %<br \/>\nIncontro con l&#8217;Ordinario 14 24,6<br \/>\nAccompagnamento spirituale 7 12,3<br \/>\nAccompagnamento psicoterapeutico 8 14,0<br \/>\nInformazioni e aggiornamento circa l&#8217;iter della pratica 25 43,9<br \/>\nAltro (specificare) 3 5,3<br \/>\nTotale 57 100<br \/>\nNumerose le opzioni offerte dai Centri di ascolto nei confronti delle presunte vittime<br \/>\n(descritte in Tabella 3.14). Oltre a fornire informazioni e aggiornamento sull\u2019iter della<br \/>\npratica (43,9% dei casi), \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 di incontrare l\u2019Ordinario (24,6% dei<br \/>\ncasi), oppure di seguire un percorso di sostegno psicoterapeutico (14,0%), o ancora di<br \/>\naccompagnamento spirituale (12,3%). L\u2019offerta dei Servizi \u00e8 stata definita sulla base dei<br \/>\nbisogni espressi dalle presunte vittime, sentito il parere degli esperti dell\u2019\u00e9quipe a supporto<br \/>\ndei Servizi diocesani per la tutela dei minori.<br \/>\nAlcuni Servizi sono stati predisposti al fine di sensibilizzare e formare i soggetti che<br \/>\noperano nei contesti nei quali i presunti abusi sono stati commessi pi\u00f9 frequentemente.<br \/>\nTra questi, i pi\u00f9 ricorrenti sono gli \u201cincontri con la comunit\u00e0 parrocchiale\/istituto<br \/>\nreligioso\/associazione dove i fatti sono accaduti\u201d (10 casi su 21) e le \u201cindicazioni date ai<br \/>\nsacerdoti a cui la parrocchia \u00e8 stata affidata successivamente ai fatti\u201d (6 casi su 21). <\/p>\n<p>1 Le percentuali sono calcolate su 82 presunti reati segnalati.<br \/>\n36<br \/>\nParticolarmente ampia anche la voce \u201caltro\u201d (5 casi su 21) che comprende:<br \/>\naccompagnamento altri Irc e Irc successore, incontri con dirigente scolastico, parroco e<br \/>\nSindaco; ascolto empatico della catechista che ha segnalato gli episodi accaduti nel gruppo<br \/>\nda lei seguito nel passato e disponibilit\u00e0 ad un confronto ulteriore qualora ne sentisse il<br \/>\nbisogno; incontro con figure professionali nella scuola luogo del reato e indicazioni date ai<br \/>\ncolleghi; incontro con la comunit\u00e0 parrocchiale di appartenenza di un soggetto arrestato<br \/>\nper adescamento di minori (fatti non verificatisi nell&#8217;ambito parrocchiale); incontri con gli<br \/>\nIRC, incontri con responsabile IRC, incontro con dirigente scolastico.<br \/>\nServizi di accompagnamento specialistico sono stati proposti anche agli autori dei presunti<br \/>\nreati di abuso, a partire dall\u2019inserimento in \u201ccomunit\u00e0 di accoglienza specializzata\u201d (7 casi<br \/>\nsu 21), e da un percorso di \u201caccompagnamento psicoterapeutico\u201d (8 casi).<br \/>\n37<br \/>\n4. I SERVIZI REGIONALI PER LA TUTELA DEI MINORI<br \/>\nI Servizi Regionali per la Tutela dei Minori attivati sono 16, perch\u00e9 per le Regioni<br \/>\nPiemonte e Valle d\u2019Aosta, Abruzzo e Molise e Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia<br \/>\nGiulia (Conferenza Episcopale Triveneto) sono accorpati. I valori della rilevazione sono<br \/>\npresentati in numero assoluto data l\u2019esiguit\u00e0 dei casi censiti.<br \/>\n4.1 LA STRUTTURA DEL SERVIZIO<br \/>\nIl coordinamento del Servizio Regionale Tutela Minori \u00e8 affidato soprattutto a sacerdoti<br \/>\n(in 10 casi su 16) e in misura decisamente inferiore ad altra tipologia di religiosi (3 su 16)<br \/>\no laici (3 su 16) (si veda in proposito la Tabella 4.1).<br \/>\nTabella 4.1 \u2013 La tipologia del coordinatore regionale<br \/>\nLaico o laica 3<br \/>\nReligioso o religiosa 3<br \/>\nSacerdote 10<br \/>\nTotale 16<br \/>\nLe competenze del coordinatore del SRTM sono prevalentemente di carattere psicologico<br \/>\n(nella met\u00e0 dei casi), in un terzo dei casi quale coordinatore \u00e8 stato scelto un canonista,<br \/>\nmentre in singoli casi si \u00e8 optato per un sacerdote, un educatore laico e un bioeticista<br \/>\nlaureato in Lettere (Tabella 4.2).<br \/>\nTabella 4.2 &#8211; Le competenze del coordinatore regionale<br \/>\nPsicologo 8<br \/>\nCanonista 5<br \/>\nDirettore Ufficio Pastorale Famigliare diocesana 1<br \/>\nEducatore 1<br \/>\nLaurea in Lettere, Bioeticista 1<br \/>\nTotale 16<br \/>\nNella maggior parte dei casi il coordinatore \u00e8 affiancato da una \u00e9quipe di esperti esterni (in<br \/>\n13 casi su 16) a supporto della presa in carico e gestione di segnalazioni, denunce ed ogni<br \/>\ntipo di pratica relativa ad abusi sui minori di competenza della regione diocesana.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 dell\u2019\u00e9quipe nel periodo di osservazione (2020-2021) \u00e8 risultata particolarmente<br \/>\nintensa considerando il numero di convocazioni in seduta plenaria, pari a 96, con una media<br \/>\ndi 6 convocazioni per ogni \u00e9quipe.<br \/>\n38<br \/>\n4.2 LE ATTIVIT\u00c0 DEL SERVIZIO REGIONALE TUTELA MINORI<br \/>\nLe attivit\u00e0 del SRTM hanno consistito quasi esclusivamente in iniziative di carattere<br \/>\nformativo (interventi ad hoc, corsi, eccetera).<br \/>\nLa numerosit\u00e0 degli incontri proposti \u00e8 quasi raddoppiata dal 2020 (anno di avvio del<br \/>\nSRTM, in concomitanza con la pandemia da Covid19), passando da 36 incontri nel 2020 a<br \/>\n62 incontri nel 2021. Particolarmente rilevante appare il numero dei partecipanti alle<br \/>\niniziative attivate, pi\u00f9 che raddoppiato passando da 914 partecipanti nel 2020 a 1832 nel<br \/>\n2021. Indagando le iniziative dal punto di vista del tema trattato, si osserva la prevalenza<br \/>\ndi \u201cle ferite degli abusi su minori\u201d (nel 2020 sono stati realizzati 13 incontri su questo tema,<br \/>\nmentre nel 2021 sono stati 21); \u201cvalori e atteggiamenti legati al rispetto della dignit\u00e0 del<br \/>\nminore\u201d (dal 2020 al 2021 il numero di incontri \u00e8 cresciuto da 14 a 17). Nel corso dei due<br \/>\nanni considerati, i temi \u201cl\u2019ascolto delle vittime\u201d e \u201cle buone prassi in parrocchia\u201d sono<br \/>\nraddoppiati, passando rispettivamente da 10 a 20 e da 8 a 17 (Tabella 4.3).<br \/>\nTabella 4.3 &#8211; Numero di incontri proposti e partecipanti nel 2020 e nel 2021<br \/>\n2020 2021<br \/>\nN. incontri proposti 36 62<br \/>\nN. partecipanti 914 1832<br \/>\nN. incontri per tema<br \/>\nValori e atteggiamenti legati al rispetto della dignit\u00e0 del minore 14 17<br \/>\nLe ferite degli abusi su minori 13 21<br \/>\nLe buone prassi in parrocchia 8 17<br \/>\nL&#8217;ascolto delle vittime 10 20<br \/>\nAltro 2 15<br \/>\nN. partecipanti per tema<br \/>\nValori e atteggiamenti legati al rispetto della dignit\u00e0 del minore 374 597<br \/>\nLe ferite degli abusi su minori 359 715<br \/>\nLe buone prassi in parrocchia 240 940<br \/>\nL&#8217;ascolto delle vittime 293 583<br \/>\nAltro 381 720<br \/>\nAnche il numero di partecipanti nel corso del tempo \u00e8 aumentato. Analizzando le presenze<br \/>\nper tema, l\u2019incremento maggiore si osserva in corrispondenza del tema \u201cle buone prassi in<br \/>\nparrocchia\u201d, dove il gap di partecipanti \u00e8 pari a 700 (nel 2020 sono stati 240, mentre nel<br \/>\n2021 sono stati 940), trend in aumento, seppure con gap inferiori rispetto al caso<br \/>\nprecedente, anche per i partecipanti degli incontri con tema \u201cl\u2019ascolto delle vittime\u201d, \u201cle<br \/>\n39<br \/>\nferite degli abusi sui minori\u201d, \u201cvalori e atteggiamenti legati al rispetto della dignit\u00e0 del<br \/>\nminore\u201d.<br \/>\nL\u2019analisi delle risposte rivela quale aspetto critico la mancanza di collaborazione del SRTM<br \/>\ncon enti, associazioni o altre istituzioni non ecclesiali. Solo la Regione Calabria dichiara<br \/>\niniziative promosse in collaborazione con il Tribunale per i Minorenni, l\u2018Ordine Avvocati e<br \/>\nil Tribunale Ecclesiastico. Le restanti 15 regioni dichiarano di non aver organizzato alcuna<br \/>\niniziativa con le istituzioni della societ\u00e0 civile. Il SRTM della Regione Toscana ha<br \/>\npartecipato a tavoli istituzionali regionali, a differenza delle altre 15 regioni che dichiarano<br \/>\ndi non avere in atto alcuna partecipazione.<br \/>\nCon riferimento ai rapporti con l\u2019Ordinario, i rapporti vengono stabiliti e mantenuti<br \/>\nsoprattutto attraverso il Vescovo coordinatore (13), oppure sono tenuti direttamente dal<br \/>\ncoordinatore del SRTM (8), a garanzia di una certa continuit\u00e0, raramente si ricorre ad<br \/>\nincontri periodici per assicurare continuit\u00e0 informativa (2) (Tabella 4.4).<\/p>\n<p>Tabella 4.4 \u2013 Come sono strutturati i rapporti con l&#8217;Ordinario<br \/>\nCon incontri periodici 2<br \/>\nAttraverso il Vescovo coordinatore 13<br \/>\nDirettamente dal coordinatore del SRTM 8<br \/>\nSempre riguardo al sistema di comunicazione, i rapporti con i referenti diocesani sono<br \/>\ncurati sia tramite mailing informativa (13), sia con incontri periodici (13). Nella maggior<br \/>\nparte dei casi tali rapporti vengono mantenuti dal Coordinatore del SRTM (16) e dal<br \/>\nVescovo coordinatore (12), in misura minoritaria attraverso un sistema di messaggi<br \/>\ninformativi periodici (3).<br \/>\nA livello intra-organizzativo, le Diocesi hanno deciso di delegare la responsabilit\u00e0 dei<br \/>\nrapporti con il Servizio Nazionale Tutela Minori sono curarti soprattutto al Coordinatore<br \/>\ndello stesso Servizio (in 16 casi) e al Vescovo referente (12), in misura nettamente minore<br \/>\nla gestione di tali rapporti avviene tramite mailing informative periodiche (in 3 casi)<br \/>\n(Tabella 4.5).<br \/>\nTabella 4.5 &#8211; Da chi vengono curati i rapporti con il SNTM<br \/>\nVescovo referente 12<br \/>\nCoordinatore del SRTM 16<br \/>\nMailing informative periodiche 3<br \/>\nNella parte pi\u00f9 propositiva dell\u2019analisi, ossia quando i referenti del Servizio Regionale<br \/>\nTutela Minori vengono interrogati sui possibili servizi che riterrebbero utile venissero<br \/>\n40<br \/>\nattivati dal Servizio Nazionale Tutela Minori, si indicano \u201cincontri formativi\u201d (15) e<br \/>\n\u201cprotocolli comuni\u201d (11) al fine di garantire uniformit\u00e0 di intervento in tutti i casi di abuso<br \/>\nidentificati nell\u2019intero territorio nazionale, ma anche supporto e accompagnamento nella<br \/>\ngestione di casi complessi (6) (Tabella 4.6).<br \/>\nTabella 4.6 &#8211; Potrebbe essere utile se il Servizio Nazionale (SNTM) si rendesse<br \/>\ndisponibile per iniziative di supporto?<br \/>\nincontri formativi 14<br \/>\naccompagnare casi complessi 6<br \/>\naccogliere segnalazioni 0<br \/>\nI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEL SERVIZIO REGIONALE TUTELA<br \/>\nMINORI<br \/>\nSulla base dell\u2019esperienza vissuta dall\u2019istituzione del Servizio Regionale Tutela Minori, i<br \/>\nreferenti sono stati chiamati ad illustrare i punti di forza e di debolezza riscontrati. La<br \/>\nTabella 8 mette a confronto i punti indicati dai referenti del SRTM e del SNTM. Per i<br \/>\nreferenti di entrambi i Servizi le priorit\u00e0 sono: la gestione delle relazioni con i seminari<br \/>\n(6,1 per SRTM e 6,5 per SNTM), seguono le attivit\u00e0 di formazione realizzata (6,9 per<br \/>\nSRTM e 5,9 per SDTM, quest\u2019ultimo si colloca quindi vicino la soglia di \u201csufficienza\u201d).<br \/>\nNegli altri casi ipotizzati invece si osserva una certa divergenza. In particolare i giudizi pi\u00f9<br \/>\nnegativi dati dai referenti del SRTM riguardano la limitata \u201cattivit\u00e0 di comunicazione<br \/>\nrealizzata\u201d, che invece viene considerata positivamente dai referenti del SDT (con<br \/>\npunteggi assegnati rispettivamente pari a 4,7 e 6,1). Anche la \u201csensibilit\u00e0 sul tema degli<br \/>\nabusi sui minori da parte degli uffici pastorali\u201d \u00e8 considerata decisamente insufficiente<br \/>\ndai referenti del SRTM (4,5), mentre \u00e8 considerata pi\u00f9 che sufficiente dai referenti del<br \/>\nSDTM (6,3). Idem per la \u201csensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di associazioni<br \/>\necclesiali2 (con punteggi assegnati rispettivamente pari a 4,4 e 6,0). Un\u2019ulteriore divergenza<br \/>\nsi nota analizzando le risposte relative alla gestione delle relazioni con gli uffici pastorali<br \/>\nregionali, che vede un punteggio ben al di sotto della sufficienza da parte dei referenti<br \/>\nregionali (4,3) e, al contrario, un giudizio ampiamente al di sopra della sufficienza da<br \/>\nparte dei referenti diocesani del Servizio Tutela Minori (7,1). Come gi\u00e0 emerso in altre<br \/>\ndomande, i rapporti di collaborazione e le relazioni intra e inter-istituzionali<br \/>\nrappresentano un punto debole. Infatti, con riferimento alle voci \u201ccollaborazione nella<br \/>\nprogettazione della formazione nelle Diocesi\u201d, \u201cgestire relazioni con gli uffici pastorali<br \/>\n41<br \/>\nregionali\u201d, \u201cgestire relazioni con istituti e congregazioni religiose\u201d, \u201cgestire relazioni con<br \/>\nassociazioni e movimenti ecclesiali\u201d, i giudizi sono insufficienti per i referenti di entrambi i<br \/>\nServizi, nonostante per chi opera nel SDTM tenda ad assegnare punteggi meno \u201cseveri\u201d.<br \/>\nCome indicato nella Tabella 4.7, i punteggi assegnati dai referenti del SDTM per le voci<br \/>\nappena citate sono rispettivamente pari a 5,8, 5,1, 5,9 e 5,6, mentre per le stesse voci i<br \/>\npunteggi dei referenti del SRTM sono rispettivamente pari a 4,4, 4,1, 3,6 e 3,6.<br \/>\nTabella 4.7 &#8211; Punti di forza e debolezza riscontrati. Confronto tra SRTM e<br \/>\nSDTM<br \/>\n(da 1 punto di debolezza a 10 massimo punto di forza)<br \/>\nSRTM SDTM<br \/>\nattivit\u00e0 di formazione realizzata 6,9 5,9<br \/>\ngestire relazioni con i seminari 6,1 6,5<br \/>\nattivit\u00e0 di comunicazione realizzata 4,7 6,1<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di uffici pastorali 4,5 6,3<br \/>\ncollaborazione nella progettazione della formazione nelle Diocesi 4,4 5,8<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di associazioni ecclesiali 4,4 6,0<br \/>\ngestire relazioni con gli uffici pastorali regionali 4,3 7,1<br \/>\ngestire relazioni con istituti e congregazioni religiose 4,1 5,1<br \/>\ngestire relazioni con associazioni e movimenti ecclesiali 3,6 5,9<br \/>\nsensibilit\u00e0 sul tema abusi sui minori da parte di associazioni non<br \/>\necclesiali 3,6 5,6<br \/>\ngestire relazioni con enti locali 3,5 4,8<br \/>\ngestire relazioni con associazioni e movimenti non ecclesiali 3,3 4,9<br \/>\nAltre voci sempre attinenti l\u2019ambito della gestione delle relazioni con altre realt\u00e0 ecclesiali e<br \/>\nnon che rivelano giudizi di grave insufficienza da parte del SRTM sono \u201cgestire relazioni con<br \/>\nenti locali\u201d e \u201cgestire relazioni con associazioni e movimenti non ecclesiali\u201d alle quali<br \/>\ncorrisponde un voto pari a 3,5 e 3,3 rispettivamente. In questi ultimi due casi, anche i<br \/>\nreferenti del SDTM sono particolarmente negativi (4,8 e 4,9 rispettivamente), ritenendo la<br \/>\ngestione delle relazioni con gli enti locali di riferimento per le Diocesi e con gli enti di<br \/>\nrappresentanza della societ\u00e0 civile (associazioni e movimenti non ecclesiali) rappresentino<br \/>\nun punto debole nella definizione di servizi efficaci nella prevenzione e tutela dei minori<br \/>\ncontro gli abusi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA 17 NOVEMBRE 2022 2 Le attivit\u00e0 di tutela dei minori e delle persone vulnerabili nelle Diocesi italiane Progetto per il Servizio Nazionale per la tutela minori e persone vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana A cura di Barbara Barabaschi e Paolo Rizzi Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore \u2013 sede di Piacenza 3 Indice &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/cei-17-11-2022-le-attivita-di-tutela-dei-minori-e-delle-persone-vulnerabili-nelle-diocesi-italiane\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">CEI &#8211; 17.11.2022 &#8211; Le attivit\u00e0 di tutela dei minori e delle persone vulnerabili  nelle Diocesi italiane<\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"class_list":["post-1614","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1614"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1616,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1614\/revisions\/1616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/tutelaminori\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}