Tempo del creato, a Pontirolo una riflessione sull’acqua come bene comune e diritto condiviso

Domenica 5 settembre, presso località Pontirolo (Drizzona), si è svolto l’incontro promosso dalla zona pastorale IV nell’ambito del Tempo del creato. L’evento – dal titolo ”Di acqua e altri racconti” – ha avuto per tema l’acqua come bene comune e diritto condiviso ed è stato preparato dalla professoressa Annunciata Camisani e da Luana Cappelletti Griffini, proprietaria di Cascina Pontirolo, la meravigliosa location che ha accolto i presenti.

A introdurre i lavori la professoressa Camisani che, dopo aver dedicato «questo spazio di riflessione a tutte le donne e in particolare alle donne afgane, prime vittime di ogni discriminazione e assenza di diritti», ha approfondito il concetto di opportunità data dal rispetto dei diritti umani. Primo fra tutti la possibilità di usufruire di un bene comune, quale l’acqua, protagonista delle letteratura di ogni tempo, perché centrale nella vita di ogni uomo. Aprendo a un breve excursus letterario da Petrarca a Virginia Wolf fino ad arrivare ai Millennium Goals delle Nazioni Unite, la prof. Camisani (come tutti la chiamano dopo tanti anni al liceo linguistico Romani di Casalmaggiore) si è soffermata sulla situazione delle donne nel mondo. «Il pensiero ci porti alle tante donne e bambine che camminano per ore alla ricerca di un pozzo a cui attingere acqua e che non hanno per questo la possibilità di studiare e istruirsi».

Al tavolo dei relatori era seduto anche Diego Antonioli, già consigliere provinciale presso le ACLI Cremonesi e attivista nei Movimenti per l’acqua che portarono al Referendum del 2011. La sua relazione ha avuto per titolo “Acqua bene comune” e si è dipanata a partire dalla prima guerra per l’acqua avvenuta in Bolivia nel 2000, che ha portato alla privatizzazione delle risorse idriche, per poi proseguire nella descrizione del Comitato per l’Acqua Pubblica cremonese. Grazie ai tanti Movimenti per l’acqua pubblica si raccolsero, a seguito del 3° Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua del 2006, 700.000 firme per proporre una legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua e della sua gestione. Da ultimo, Antonioli ha voluto ricordare, nell’ambito dell’impegno di tutto il territorio cremonese sul tema, la netta presa di posizione della Diocesi di Cremona, che nel 2007 aveva invitato, grazie a don Bruno Bignami, l’allora vescovo della Patagonia Cilena, mons. Luis Infanti della Morra, autore della Lettera Pastorale “Dacci oggi la nostra acqua quotidiana. L’acqua è vita”.

La parola è poi passata a Mina Bettinoni, volontaria dell’associazione AsSos Africa di Cremona. Il suo intervento si è concentrato sulle opere idriche che l’associazione ha promosso negli anni tra Uganda e Madagascar, grazie ai fondi raccolti in Italia. In particolar modo è stato presentato il progetto “Padania Acque for Africa”, nato in collaborazione con l’azienda del territorio cremonese, che ha permesso ad oggi di costruire in Madagascar tre pozzi e una scuola. Perché l’assenza di acqua potabile è sempre correlata a povertà e malnutrizione, ma anche ad un alto tasso analfabetismo e mancanza di istruzione. «Il 16 agosto 2019 sono stati inaugurati contemporaneamente i 3 pozzi che abbiamo costruito grazie alla manodopera locale», ha spiegato la Bettinoni, mostrando fotografie di donne e bambini tra i banchi di scuola. Ed ha proseguito descrivendo il “Progetto Milly” in fase di svolgimento, che prevede azioni mirate a combattere la malnutrizione delle donne e dei loro bambini. Un progetto «che vuole ricordare il senso dell’essere donna, madre, moglie e di tutte quelle dimensioni che le donne del Madagascar vivono sempre, nonostante spesso vengano emarginate o perdano i loro bambini».

In chiusura del pomeriggio alcune parole del vicario zonale e parroco di Piadena-Drizzona-Vho, don Antonio Pezzetti, che ha invitato a «promuovere il Bene passando da azioni che generano il bene, quello vero, concreto, tangibile» e che ha auspicato che l’associazione AsSos Africa possa interfacciarsi con le realtà scolastiche del territorio e con gli oratori nel periodo del Grest, perché «è giusto che i bambini conoscano quello che succede attorno a loro e trovino delle strade per poter contribuire a modo loro al Bene».

L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il prossimo appuntamento culturale, che si svolgerà nel mese di ottobre presso i locali dell’oratorio di Piadena e che riguarderà i diritti umani.

 

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