Esperienze vocazionali, uno sguardo al futuro per giovani in ricerca

 

Nella nuova puntata di Chiesa di Casa si parla di vocazioni. A dialogare sul tema sono don Davide Schiavon, incaricato diocesano per la pastorale vocazionale e, in collegamento collegato, Matteo Villa, giovane di Cremona dell’unità pastorale di Sant’Omobono, che ha preso parte al “Gruppo Samuele”, l’iniziativa proposta dal centro vocazionale per venti-trentenni: «Una domenica al mese, un gruppo di una decina di giovani si  trovano per dedicare un pomeriggio alla loro fede, meditando sulla Parola di Dio» ha spiega don Davide «vengono guidati da un biblista e da un altro sacerdote che offre indicazioni su come attualizzare quanto ascoltato. Ci sono poi occasioni e tempo per pregare, ma anche per confrontarsi».

«Ho aderito a questa iniziativa – ha raccontato Matteo – perché considero importante l’aspetto spirituale: è bello porsi domande. Casualmente mi è stata fatta questa proposta e io non ho potuto rifiutare, perché sono sempre in ricerca. Siamo al quarto incontro: è bello essere seguiti e condividere questa cosa con persone della stessa età».

Un continuo dialogo, dunque, in cui vengono messe a tema le problematiche dell’oggi e argomenti profondi: «Ogni mese ha un tema specifico. Prendendo spunto da un brano biblico, lo si attualizza. Con aiuto dei giovani si riesce a costruire clima di ascolto e condivisione, ma ultimamente anche di amicizia» dichiara don Davide.

Rispetto alla vocazione secondo l’ottica cristiana, intasa in senso più ampio come il riconoscimento del progetto di Dio sulla vita di ciascuno, qualunque sia la strada a cui si viene chiamati, don Davide specifica: «Vanno di moda pessimismo e statistiche. Ma noi dobbiamo seminare: abbiamo il Vangelo e la Parola di Dio. Da ciò dobbiamo partire e agire. Dobbiamo partire da ciò che di buono c’è, anche nel piccolo». Una simile esperienza è  specifica, ma in generale, dice Matteo «i giovani d’oggi pensano al futuro. Anche perché senza futuro non c’è speranza. Certo, bisogna chiedersi a che tipo di futuro pensiamo. Ad oggi si è abbandonata la fede, che è essenziale. C’è una grossa difficoltà ad interagire con la propria spiritualità. La vocazione è una strada: sono passi di Gesù che ci precede e noi lo seguiamo». Secondo don Davide, «Il desiderio di verità è tratto comune a chi fa il cammino per la vocazione. Una verità per sé e per tutti».

Per i più giovani, cioè gli adolescenti, è nata l’iniziativa del “Pozzo di Giacobbe”, piccole settimane residenziali: «Esperienze in cui i ragazzi vanno a scuola al mattino e poi cenano, vivono proprio a gomito a gomito, anche pregando insieme» come spiega l’incaricato diocesano. Queste iniziative, per cui lavorano due equipe, sono complementari al ruolo della comunità, infatti: «Il Signore può far nascere ovunque delle vocazioni, ma la comunità ha un ruolo fondamentale» secondo don Davide. La trasmissione si è infine conclusa con l’invito a conoscere e far conoscere questa esperienza.