Il Vescovo all’Università Cattolica «L’eccellenza siete voi, profezia di un cambiamento necessario e possibile»

Nella mattinata di martedì 15 dicembre, nella sede cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il vescovo Antonio Napolioni ha celebrato l’Eucaristia per studenti e professori, un momento di preghiera e meditazione in vista del Natale che è stato anche l’occasione per inaugurare ufficialmente la cappella del Campus recuperata nel complesso di Santa Monica.

A celebrare questo grande evento insieme al Vescovo vi erano don Maurizio Compiani, incaricato per la Pastorale Universitaria, padre Giorgio Viganò, barnabita responsabile della Residenza Universitaria di San Luca, don Roberto Maier, docente di Inglese e Mitologia e don Luigi Mantia, presente in rappresentanza della Società di Mutuo Soccorso del Clero. Tra i presenti il cavaliere Giovanni Arvedi con la moglie Luciana Buschini e i presidi di facoltà Anna Maria Fellegara (Economia e Giurisprudenza) e Marco Trevisan (Scienze Agrarie, alimentari e ambientali).

«Sapienza e scienza divina sono la pienezza di tutti i saperi possibili e sono il fondamento del rinnovarsi, del permettere agli uomini di andare al di là, non solo delle conoscenze scientifiche, giuridiche, economiche e pratiche, ma al di là del limite morale e spirituale, avendo dunque un potenziale di verità e creatività che non finisce di stupirci».

Sono queste le parole con le quali il Vescovo si è rivolto agli studenti presenti nella suggestiva aula magna, ricordando infatti che «le arti vanno oltre gli schemi e danno un respiro all’anima. Ma l’arte delle arti – diceva san Gregorio Magno – è il servizio e la guida delle anime, la cura delle coscienze, l’edificazione del Regno di Dio di cui il popolo di Dio è lo strumento, il lievito nella massa».

«Siamo in un tempo – ha proseguito nella sua riflessione – in cui la Chiesa, pur fiera delle sue istituzioni, non deve avere paura di essere minoranza». Così – ha aggiunto – «pur essendo felici di avere decine di migliaia di iscritti, questa dev’essere sempre un’università di eccellenza: e l’eccellenza siete voi, ragazzi, e i vostri professori». E l’eccellenza è – aggiunge – «la profezia di un cambiamento necessario e possibile»

Guardando poi alle discipline che il campus di Cremona offre nell’offerta formativa delle sue due facoltà, il vescovo ha allargato lo sguardo al futuro, al contributo di cambiamento che questa generazione di studenti può dare, al segno che può lasciare nel mondo: «Dobbiamo riuscire a dare cibo a tutti e in maniera sostenibile per l’ambiente, a rinnovare l’economia affinché esalti la dignità degli uomini, dia ai poveri ragioni di speranza e ai giovani spazio per esprimere la loro fantasia»

«Si può cambiare in meglio!» ha assicurato monsignor Napolioni: «Se noi pre-giudichiamo, bolliamo gli altri ed escludiamo facciamo la politica dello scarto. Invece la potenzialità di rinnovamento del mondo si nasconde dove meno ce l’aspettiamo. E viverlo in un luogo che ricorda questo riscatto, questo rinnovamento possibile è una grande notizia».

 

 

Durante la celebrazione le preghiere dei fedeli sono state lette ognuna in una lingua differente, come segno di multiculturalità, per essere esempio di una Chiesa che non sia solamente quella della propria singolarità, ma che si apra a tutto il mondo, sempre pronta ad accogliere e superare le sfide del domani.

Al termine della Messa, animata dai canti festosi e allegri degli studenti di Cremona, il Vescovo, seguito dagli altri sacerdoti e da tutti i fedeli, si è spostato nella nuova cappella dell’ateneo, per poterla benedire e quindi inaugurarla ufficialmente. «Ecco quindi il senso della cappella in un campus: è un luogo di silenzio, di raccoglimento, magari anche di riposo mentale, affinché si riscopra l’orizzonte dentro cui il vostro applicarsi allo studio riprende significato».




Il 6 dicembre Santa Monica apre le porte agli studenti per l’open day dell’Università Cattolica

Lunedì 6 dicembre il campus di Santa Monica aprirà le porte per l’Open Day, la giornata di presentazione delle lauree triennali e a ciclo unico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il programma (in due turni, alle 8.45 e alle 10.45, a cui è possibile registrarsi a questo link) prevede la presentazione del corso in Economia aziendale con il workshop “Digital transformation: una sfida da vincere” e quello in Scienze e Tecnologie alimentari con un intervento su “Metabolomica & Co.: strategie e applicazioni delle scienze omiche in campo alimentare e nutrizionale”. Al termine è prevista una visita guidata al Campus di Santa Monica.Disponibile anche una presentazione online, sempre su iscrizione.

«Siamo appena partiti con il nuovo Campus – spiega il professor Marco Trevisan, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali – in una sede bella e confortevole, le cui enormi potenzialità si svilupperanno nel corso dei prossimi anni». Le iscrizioni alla facoltà, in questo primo anno di apertura, si sono mantenute su un numero costante in un periodo in cui il settore delle scienze agrarie e alimentari sta registrando una flessione a livello nazionale. «Consolidare questa partecipazione e l’interesse degli studenti ai nostri corsi è uno dei nostri obiettivi – spiega ancora Trevisan – L’altro traguardo che vogliamo raggiungere è una sempre maggiore con il territorio, per quello che chiamiamo l’ecosistema della ricerca. Questo significa la ricerca di sempre nuove occasioni di interazione con l’industria e il tessuto produttivo cremonese e un investimento sulla diversificazione delle attività di studio, orientate alle esigenze delle aziende. Con la sinergia con la sede di Piacenza portiamo nel polo tutte le anime della nostra facoltà che ha come mandato quello di lavorare su tutta la filiera, dal campo alla tavola». Una connessione tra saperi che si traduce in una didattica sempre aggiornata e orientata allo scambio tra formazione e mondo produttivo, come dimostra, ad esempio, la crescita tecnologica del Campus: «Santa Monica ci ha permesso di ampliare gli spazi di laboratorio e potenziarne gli apparati – aggiunge il rettore –. Abbiamo più laboratori, c’è un estrusore, un mini caseificio, strumenti di analisi aerologica… che possiamo sfruttare per la ricerca ma anche per la didattica. Guardando al Campus di Cremona e Piacenza, possiamo dire che il nostro sistema di laboratori sia un unicum a livello italiano».

A offrire un ulteriore possibilità di sviluppo e di completezza del percorso formativo, lo scambio e la vicinanza con la facoltà di Economia e Giurisprudenza che a Cremona sta conoscendo un rapido sviluppo in termini di offerta formativa e di immatricolazioni. Con i suoi 250 studenti iscritti, infatti, il corso triennale in Economia aziendale è – oltre che il più storicamente radicato – è anche il corso più frequentato della sede cremonese: «Cinque anni fa – osserva il professor Daniele Cerrato, coordinatore del corso – avevamo 40 matricole ad inizio corso. Oggi siamo a 90: più che raddoppiate». Un segnale significativo di come contenuti, metodo e servizi rispondano alle esigenze degli studenti, ma non solo. «In questi anni – continua il docente, che ricopre anche il ruolo di condirettore del CERSI, il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Ateneo – è cambiata anche la composizione delle classi di studenti: se fino a pochi anni fa gli iscritti erano quasi esclusivamente locali, oggi il 60% dei corsisti arriva da fuori provincia, con proveniennza da 11 diverse regioni italiane. Un dato significativo che si accentua se guardiamo anche all’offerta formativa dei corsi avanzati, con la nuova laurea magistrale in Innovazione imprenditoria digitale che nel suo primo anno accademico conta già 60 matricole, di cui l’80% da fuori regione, la metà delle quali è studente fuori sede». Giovani che arrivano da regioni e province più lontane che studiano e vivono a Cremona. «La città – riflette infatti Cerrato – tende a diventare una vera e propria città universitaria. Il campus di Santa Monica in questo ci dà una mano fondamentale».

Perché il luogo conta. «E, con il suo prestigio unito ad efficienza e modernità, è uno dei “plus” – sottolinea il professore – che si aggiungono alla qualità della didattica, alla ricchezza dei contenuti, alla vicinanza che i nostri numeri consentono di mantenere tra docenti e studenti in Cattolica».

E gli studenti rispondono scegliendo le facoltà e i corsi della Cattolica e – sempre di più – anche la Sede di Cremona e Piacenza per la loro formazione: «I ragazzi oggi chiedono di essere informati per compiere scelte consapevoli sulla loro formazione. L’open day va proprio in questa direzione, ma anche i colloqui di ammissione che non servono ad esaminare i ragazzi, quanto piuttosto a offrire una conoscenza più completa e trasparente di ciò che offriamo in termini di didattica, servizi, sbocchi accademici o nel mondo del lavoro, flessibilità nelle modalità di accesso alla didattica (in presenza, a distanza o con lezioni registrate). Anche il modo in cui l’Università sa reagire all’emergenza oggi è un valore».

 

 

 




In viaggio tra arte e spiritualità con le “Vele” di Gabriella Benedini a Santa Monica

In occasione del centesimo della fondazione, l’Università Cattolica del Sacro Cuore inaugura la tappa cremonese di “Itinerari di Arte e Spiritualità”, il percorso che porta l’arte contemporanea all’interno delle sedi dell’Ateneo. Nel pomeriggio di venerdì 15 ottobre è stata così inaugurata l’installazione dell’artista cremonese Gabriella Benedini nel chiostro di Santa Monica.

La sede di Cremona entra dunque nel progetto intitolato quest’anno «Nulla dies sine linea». collocando l’opera «Vele» nella splendida cornice del campus di Santa Monica, mentre la sede di Milano accoglie «L’arpa del pittore».

L’evento, realizzato a cura del Centro Pastorale di Ateneo e del dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte, è segno del fatto che «l’università non si è mai fermata, non ha mai smesso di prendere in mano il pennello e di tracciare la sua linea»: proprio con queste parole il direttore della sede dell’Università Cattolica di Cremona e Piacenza Mauro Balordi ha aperto l’inaugurazione dell’opera d’arte della cremonese Benedini. La mostra – ha aggiunto inoltre mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica – è «occasione di riflessione e dialogo tra cultura e Fede» oltre che «espressione di cura e sensibilità da parte degli studenti».

E proprio alcuni studenti hanno seguito la realizzazione della mostra in veste di esperti d’arte ed organizzatori di eventi, traducendo in pratica le nozioni imparate sui banchi o, negli ultimi mesi, attraverso uno schermo. Tutto questo grazie a quello che la professoressa Elena di Raddo – docente di Storia dell’Arte Contemporanea e guida dei giovani curatori – definisce un «percorso di ricchezza umana, al di là della semplice didattica universitaria», al fianco di un’artista con decenni di brillante carriera alle spalle.

Così la visionaria artista della città del violino omaggia la sua terra natia con un’opera che evoca il tema del viaggio. «Vele» è un insieme di cinque frammenti di barche, sapientemente plasmate e trasformate, ridipinte e convertite in vetroresina: l’opera – come ha spiegato la stessa Benedini -. è il prodotto di un «processo che parte da qualcosa di pre-esistente, che custodisce una memoria, che affascina per le sue forme e per il senso del viaggio che racchiude».

L’arte incontra quindi la spiritualità, riflette sul senso del tempo e del viaggio: «Cinque presenze bianche verticali dialogano con un altro contenitore, il campus dell’Università Cattolica, che un tempo era altro». Perché, in fondo, la vita è un viaggio, fatto di metamorfosi e di cambiamenti.




Università Cattolica, il Campus di Santa Monica apre al futuro, tra offerta formativa e passione per l’umano

Dopo un anno e mezzo di distanze e vuoti colmati solo in parte dalle possibilità offerte dalla tecnologia applicata alla didattica, si può dire che per il nuovo campus dell’Università Cattolica viva proprio in questi giorni il suo “varo” reale.

A raccontare i primi giorni dell’anno accademico nel nuovo campus dell’Università Cattolica nell’ex monastero di Santa Monica a Cremona, è l’ultima edizione di Riflessi Magazine, il mensile digitale della diocesi di Cremona, che dedica all’Ateneo un servizio nell’edizione “Onde” con un ampio reportage fotografico dalla sede di via Bissolati e le parole dei due presidi delle facoltà che propongono i propri corsi nella sede cremonese: «Questo anno e mezzo – riflette il professor Marco Trevisan, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali – è stata una perdita umana e culturale per tutti. Ora l’aspettativa più importante è quella di lasciarsi alle spalle tutti i problemi legati alla pandemia e tornare a vivere la vita universitaria». «Cerchiamo con tutte le nostre forze – guarda avanti anche la professoressa Anna Maria Fellegara, Preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza – di iniziare una nuova fase che ha bisogno di ripartire dalla formazione delle persone, che sono il motore di una nuova fiducia per un Paese come il nostro, avanzato, ma fortemente provato».
Una nuova fase che richiede tanta voglia di scoprire quanta capacità di costruire. Cremona, la città e il suo territorio, vede la strada che si apre: è il suo futuro a muoversi nei cortili eleganti e moderni del complesso monumentale: «Tecnologie all’avanguardia dentro tutto questo italian style», descrive ammirata una studentessa olandese.

Le immatricolazioni crescono. La Cattolica di Cremona è già passata da 400 a 600 nei sei corsi e tre master offerti dalle due facoltà. L’obiettivo è quello di arrivare ad esprimere tutta la potenzialità di accoglienza, servizio e didattica del campus che può arrivare fino a 1200 studenti. «Pensare di triplicare la presenza in una città – ragiona Trevisan – significa guardare con fiducia a un grande traguardo». La sensazione è di essersi appena alzati sui blocchi di partenza… Il preside raccoglie la metafora olimpica e sorride guardando le aule e i laboratori, grandi, moderni e attrezzati: «Per noi questo è già un salto in alto da record mondiale».

E mondiale è la vocazione dell’offerta formativa, in particolare per la facoltà di Scienze agrarie che propone tre corsi di laurea magistrale in lingua inglese che richiamano studenti da tutti i continenti: «Il bacino tradizionale dei nostri corsi raccoglie ragazzi da Asia, Africa e Sudamerica, e i corsi in double degree generano scambi continui tra Italia e numerosi paesi europei coma Francia, Olanda, Germania, Svezia, Belgio… Quest’anno tutti questi studenti stranieri torneranno a frequentare in presenza».

Nelle classi di Santa Monica il 20-30% degli studenti arriverà dall’estero, in un clima generale di contaminazione che riguarda l’approccio alle discipline di studio come l’incontro tra culture: interculturali e interdisciplinari. A Cremona infatti Economia e Scienze Agrarie progettano e lavorano in stretto contatto per dare vita a corsi di laurea capaci di allargare lo sguardo su una realtà complessa: «Al centro di percorsi – continua Trevisan – c’è il tema dello sviluppo sostenibile che guarda certamente alle dinamiche ambientali nei processi di produzione, ma pone anche grande attenzione alla sostenibilità sociale ed economica».
Legame con il territorio e apertura mondo, questa la dinamica su cui si gioca la capacità innovativa e la conferma di qualità dell’offerta formativa della università Cattolica a Cremona in particolare. «In città come Cremona e Piacenza – commenta la preside Fellegara – si vive bene e i nuovi spazi di cui disponiamo offrono nuovi stimoli per ri-partire, ri-pensare. Non si tratta di tornare a qualcosa che esisteva prima, ma di esporsi al nuovo».
Il post-lockdown, il ritorno in presenza, lo sconvolgimento dei paradigmi e la spinta a ripartire… «Le fragilità che questo periodo ha portato alla luce possono aver fatto danni – riflette la preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza – ma in fondo ci insegna anche che non possiamo inseguire una felicità ad ogni costo. Possiamo costruire una nuova fiducia». E per farlo servono i giovani. Questi giovani nati nel nuovo millennio che lasciano le loro case, le loro città, la loro comfort-zone per crescere, conoscere, stringere legami e immaginare un futuro.

Una giovane, jeans, lunghi capelli castani, giacca elegante e zaino con la scritta “Built to resist” si affaccia al punto informazioni. Sono le 9.50 e la sua prima lezione sarà tra 40 minuti. C’è tempo per godersi il sole fresco sulle panche nel parco verde. Qualcuno prova il caffè del bistrot, altri hanno già aperto il laptop sui tavoli sotto al portico, alcuni prof stanno già spiegando il programma del corso. Il personale del Servizio di orientamento lascia l’ufficio per accompagnare una ragazza dai tratti sudamericani che in perfetto inglese chiede dove si svolgerà il Welcome day per le matricole inizia alle 10.30 ma alle 9 c’è già movimento nel grande corridoio del Magazzino Carri.

Santa Monica è viva e l’eco di questo brulicare si sta già propagando nel quartiere, nella città, nel tessuto produttivo del territorio che guarda con grande interesse e speranza al grande di laboratorio di formazione che scalda i motori, nell’ambito agri-food come in quello dell’innovazione tecnologica, particolarmente coinvolto (sono oltre trenta le aziende partner, locali, nazionali e internazionali) dal nuovo corso di imprenditorialità digitale che si pone come obiettivo quello di formare una nuova generazione di imprenditori del settore digitale, attraverso il contatto diretto con gli stakeholder di settore e una didattica innovativa. «Il confronto con il mondo del lavoro – spiega infatti Fellegara – sarà con le imprese e le rappresentanze professionali, ma anche con tutto ciò che si muove fuori da queste categorie. Pensiamo al mondo delle start-up e ai tanti giovani che sono già imprenditori prima ancora di saperlo e si lanciano con le loro idee. Superando l’approccio di una didattica orientata allo studio della storia delle discipline, cercheremo di offrire ai nostri studenti gli strumenti per riconoscere gli elementi rilevanti e interpretare i fenomeni. Li stimoliamo a progettare, a pensare di fronte ai problemi».

L’obiettivo è dunque quello di offrire strumenti di conoscenza in grado di strutturare la creatività delle nuove generazioni, perché sia in grado di esprimersi al massimo del proprio potenziale: «Non possiamo sapere oggi cosa servirà al mondo di domani. Non abbiamo la pretesa di insegnare ciò che serve. Ma abbiamo la responsabilità di non perdere le persone, il loro potenziale per la comunità».

Questo raccontano i primi giorni di “vita vera” universitaria a Santa Monica: una struttura adatta, bellissima e funzionale, accesa dalla presenza delle persone. «Qui sta la sfida– sorride la preside Fellegara – che l’Università affronta ogni giorno, quella della formazione umana. È vero, abbiamo una “cassetta per gli attrezzi” adeguata, è la qualità della nostra formazione; ma la nostra missione è preparare gli studenti a un esercizio costante della coscienza».
Professionisti, ma soprattutto persone, adulti capaci di scelte mature e innovative, di rispetto e relazioni. «A Cremona o Piacenza, in Lombardia o nell’Emilia, in Italia, in Europa… Se ognuno farà la sua parte, se ognuno sarà nelle condizioni di dare il meglio di sé, allora potremo affrontare con fiducia il futuro». Il futuro di tutti, che non è mai stato così vicino.

 


L’offerta formativa

SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AMBIENTALI

Lauree triennali

  • Scienze e tecnologie alimentari

Lauree magistrali

  • Agricultural and food economics
  • Food processing: innovation and tradition
  • Livestock and agro-green innovation
  • Innovazione e imprenditorialità digitale

ECONOMIA E GIURISPRUDENZA

Lauree triennali

  • Economia aziendale
  • Lauree magistrali
    Innovazione e imprenditorialità digitale

MASTER

  • Agri-food business”
  • Tecnici commerciali e marketing delle agro-forniture