L’ingresso di don Marino Dalé a Trigolo: «La casa del parroco sarà aperta alla comunità»

Domenica 12 settembre la comunità di Trigolo ha vissuto un pomeriggio di festa per l’ingresso di don Marino Dalé, nuovo parroco di San Benedetto abate, oltre che della vicina parrocchia di Fiesco (di cui è pastore già dal 2019).

Per il suo arrivo sono mobilitati tutti, ma proprio tutti, per avvolgere in un virtuale abbraccio il nuovo parroco. Il fitto programma, preparato per tempo dal Consiglio Pastorale Parrocchiale e dal Consiglio Amministrativo Parrocchiale, ha coinvolto infatti la parrocchia (adulti, giovani, bambini), le autorità civili e militari, le associazioni attive in paese, la banda, il coro. Una festa in grande stile, per un momento definito, dal notiziario parrocchiale, «un evento che segna la storia della nostra comunità».

In un momento storico ancora segnato dall’isolamento come misura preventiva per contenere la pandemia, il nuovo parroco è partito in auto dalla casa di riposo, per rendere partecipi, anche virtualmente, ospiti e personale. L’auto, guidata da un membro del Consiglio Pastorale, è stata scortata dai “Motociclisti trigolesi” fino alla piazza del Comune, dove attendevano il nuovo parroco la vice sindaco, i rappresentanti delle associazioni con rispettivi labari, i rappresentanti del Consiglio Pastorale Parrocchiale, i nuovi parrocchiani e, naturalmente, il Corpo Bandistico “Anelli”. Ed è stata proprio la banda ad accompagnare il corteo fino al sagrato della chiesa per il discorso di benvenuto della vice sindaco Paola Biaggi. Accanto al nuovo parroco il vescovo Antonio Napolioni e il collaboratore parrocchiale don Silvio Aboletti, nominato dal Vescovo proprio insieme al nuovo parroco.

Così Paola Biaggi ha accolto, a nome dell’Amministrazione e della comunità che rappresenta, don Marino: «Un caloroso benvenuto a don Marino. Parlando di Trigolo, posso affermare che si tratta di un paese accogliente, generoso e solidale. Le associazioni che collaborano con l’amministrazione e la parrocchia sono una risorsa… Così hanno collaborato con i suoi predecessori e così auspico sarà con lei. Certo siamo di fronte ad una sfida, perché l’Unità Pastorale è un inedito e dovremo abituarci non avere più un parroco in esclusiva. Il confronto e la condivisione però devono essere un’opportunità per valorizzare le nostre comunità con quanto di meglio possono esprimere. Partiamo da una solida base collaudata con le scuole (già in comune) e gli ottimi rapporti tra amministrazioni. Porgo il benvenuto anche a don Silvio: con il suo lungo percorso pastorale rappresenta un valore aggiunto. Per questo nuovo inizio, affidiamoci alle parole di San Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura, anzi aprite, anzi spalancate le porte a Cristo. Non siamo e non saremo soli mai!”. E, ancora, affidandoci a un antico adagio: l’unione fa la forza; l’unione deve essere e sarà la nostra forza»

La Messa, animata dalla Corale “Monsignor Corrado Moretti”, dopo gli abituali momenti liturgici e l’aspersione dei presenti da parte del nuovo parroco, è proseguita con la lettura del mandato a don Dalé da parte del Vicario Zonale don Giambattista Piacentini e la lettura delle Sacre Scritture.

Quindi è stata l’omelia del Vescovo a offrire ulteriori spunti di riflessione: «La vice sindaco, nel suo messaggio di benvenuto – ha ripreso mons. Napolioni – ha ricordato le parole di San Giovanni Paolo II: “Aprite le porte a Cristo”. Era il 1978 quando pronunciava queste parole. Era l’anno in cui entravo in seminario e questa figura mi ha accompagnato sempre. San Giovanni Paolo II ha fatto di tutto perché il mondo si aprisse a Cristo. Oggi Papa Francesco dice fate entrare Cristo, ma fatelo anche uscire, ovvero siate aperti e tornate ad essere missionari. Il ruolo del parroco, di ogni sacerdote dunque è quello di aiutare a riconoscere Cristo, ad aprirsi al prossimo, a trovare nell’altro la presenza di Cristo, per camminare con Cristo e nutrirsi di Cristo. Fondamentale è riconoscere la presenza di Cristo, non in apparizioni straordinarie, ma nella semplicità della vita quotidiana, perché l’umanità si lasci illuminare dall’amore di Dio. E la collaborazione tra parrocchie, tra sacerdoti, il cosiddetto gioco di squadra, deve ripartire dalla parola di Dio. L’amicizia parrocchie e la collaborazione tra sacerdoti deve essere sempre più viva e frequente e quando sarà così, sarà una meraviglia. Allora buon campionato e buon successo di squadra anche a questo inizio di Unità Pastorale, non tifando da lontano, ma insieme e ripartendo, quando serve, sempre dalla Parola di Dio che custodisce il senso e il progetto della nostra vita».

Il saluto di don Marino è avvenuto poco prima della benedizione finale del Vescovo. Il ringraziamento al Vescovo e a chi ha lavorato «per la bella celebrazione» (come lui stesso l’ha definita) di insediamento e poi ricordi e riflessioni. Un ricordo a chi ha lasciato, in particolare al suo papà che tanto avrebbe voluto essere presente, e un abbraccio a chi lo ha accompagnato sempre e ancora, in primis la mamma. E poi le riflessioni e i propositi: «Questa unione tra parrocchie, quasi un matrimonio combinato, farò di tutto per farla funzionare. Riconosco di sentirmi a casa mia fin da subito: tanti sono gli intrecci tra me e sacerdoti e persone significative per la mia vita che hanno servito a Trigolo. Sono sicuro che la storia della Chiesa, fatta di persone, saprà guidarci anche in questo tratto di strada che percorreremo insieme. Il primo compito a cui intendo lavorare è costruire qualche ponte tra Fiesco e Trigolo, mettere insieme energie e progetti per servire meglio il Signore, nel rispetto di tutti. Cercherò di inserirmi con umiltà in questa terra di dolore, ma anche di speranza. In tutto ciò, mi prefisso di essere me stesso, aprendo la casa parrocchiale nella speranza di farla sentire per tutti casa propria». «Alla domanda “Dove vai? Anzi dove andiamo?” – ha proseguito il nuovo parroco – mi piace rispondere che siamo una comunità e dunque mi piace pensare che andiamo tutti verso la nostra vocazione. Abbiamo tanto nelle nostre parrocchie, tutto in dono: usiamo tutte le nostre risorse per camminare insieme; facciamo di tutto perché ognuno si senta a casa sua. Spero tanto che questo avvenga!».

Dopo la celebrazione i presenti hanno raggiunto il sagrato, dove il Corpo Bandistico “Anelli” si è fatto trovare pronto per un momento musicale di accompagnamento fino alla festa in oratorio. L’intrattenimento musicale ha tenuto occupati i presenti mentre, il Vescovo, il nuovo Parroco e due testimoni sottoscrivevano l’Atto di Immissione.

E, dopo tanta ufficialità, il nuovo parroco si è spostato in oratorio per un momento conviviale e per incontrare la sua comunità, soprattutto i giovani e i bambini, in una veste più informale.

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Annalisa Tondini

 

Profilo biografico dei nuovi sacerdoti

Don Marino Dalè, classe 1969, originario della parrocchia Cristo Re in Cremona, è stato ordinato il 22 giugno 1996. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Fornovo San Giovanni; nel 2001 il trasferimento a Cremona come vicario di Sant’Ilario. Dal 2002 al 2005 ha svolto l’incarico di coordinatore della pastorale scolastica a Cassano d’Adda, dove dal 2005 al 2006 è stato vicario nella parrocchia dell’Annunciazione. Nel 2006 è stato nominato parroco di Gombito e San Latino e nel 2017 anche di Cornaleto e Formigara. Dal 2019 è parroco di “San Procopio” in Fiesco. Ora monsignor Napolioni gli ha affidato anche la cura pastorale della parrocchia di “San Benedetto abate” in Trigolo.

 

Don Silvio Aboletti è nato a Cassano d’Adda nel 1948 ed è stato ordinato il 26 giugno 1976. È stato vicario parrocchiale a Casirate d’Adda (1976-1979) e successivamente a Soncino nella parrocchia di S. Maria Assunta e S. Giacomo apostolo (1979-1989). Dal 1989 al 1993 è stato parroco di Pozzaglio e dal 1993 al 1996 in servizio presso la diocesi di Cagliari. Nel 1996 è stato nominato vicario di Cingia de’ Botti. Nel 1999 è diventato parroco di Cumignano sul Naviglio e Villacampagna. Dal 2009 era parroco di Cascine San Pietro in Cassano d’Adda. Ora il vescovo Napolioni l’ha destinato alle parrocchie di “San Benedetto abate” in Trigolo e “San Procopio” in Fiesco come collaboratore parrocchiale.

 

Il saluto del nuovo parroco alla comunità 

Cari amici,

Si avvicina il momento del nostro incontro ufficiale nella liturgia dell’ingresso del nuovo parroco. Come ho già avuto modo di sottolineare nel mio primo saluto, non vengo con particolari programmi o “road map” come si usa dire oggi. Tengo davanti a me alcune immagini tipiche della nostra cultura e che anche papa Francesco ha sottolineato facendo visita a Bozzolo, parrocchia di Don Primo Mazzolari. nella nostra diocesi di Cremona.  Il pontefice ha sottolineato come don Primo fosse legato a tre realtà: la cascina, il fiume e la pianura. Trigolo è un paese di pianura che porta con sé la grande tradizione di pazienza, intraprendenza, condivisione tipiche della cultura padana. Non mancano numerose cascine, realtà tipiche della nostra regione, quasi un piccolo mondo, oggi purtroppo spesso ridotte al lumicino quanto a vitalità., Per quanto riguarda il fiume ci accontentiamo del canale Vacchelli ancora oggi meta del bagno di tanti ragazzi.… Questo per dire che l’ambiente mi è consono e che mi dispone bene a lavorare con voi e per voi. Oltre alle tre cose sottolineate ora, mi piace individuare altri luoghi che mi sono molto cari in ogni parrocchia e che devono costituire la struttura portante della nostra esperienza di fede e che, in qualche modo ho già sottolineato nel mio primo indirizzo di saluto. La chiesa parrocchiale e le altre chiese: mi piacciono aperte, luminose e pulite perché possano sempre accogliere qualcuno che ha bisogno di pace, preghiera e “Presenza” di Dio.  L’oratorio, pur con le difficoltà che passa oggi: è ancora un luogo dove si formano legami, si consolidano amicizie e si può fare un po’ di bene per giovani e adulti. La casa parrocchiale, vero fiore all’occhiello di questa parrocchia, vorrei fosse non solo la “casa del parroco” bensì la casa della parrocchia, dove ognuno si senta accolto, amato, invitato…insomma dove ognuno si senta a casa sua. Porte e finestre aperte non solo sulla piazzetta ma soprattutto sulla chiesa e sul mondo. La casa di riposo: luogo prezioso di incontro con i nostri familiari che hanno bisogno di assistenza particolare nell’ultimo tratto della loro vita. Non è un tempo da “binario morto” ma occasione preziosa per dare un significato al passato e disporsi all’incontro con il Signore, non dimenticando naturalmente tutti coloro che gravitano intorno a tale benemerita istituzione: il personale e i parenti degli ospiti.  Il cimitero: luogo non solo di raccolta dei miseri resti mortali dei nostri cari ma luogo da visitare spesso per ricordare che ognuno di noi è limitato nelle forze e nel tempo che non vanno sprecati. Luogo della memoria e di collegamento con il passato, pieno di gratitudine con le generazioni che ci hanno preceduto.

Queste sono cose che ho già ribadito più volte anche a Fiesco. Il nostro compito sincero e convinto deve essere quello di vincere la sfida quotidiana a diventare sempre di più fratelli nella fede nelle nostre due parrocchie. Vorrei sinceramente che i parrocchiani di Trigolo si sentissero a casa loro a Fiesco e viceversa. Ormai il tempo dei campanilismi è finito da un bel pezzo e in un mondo globalizzato non saranno certo due km ad impedire legami e amicizie oltre che condivisione di liturgie e lavoro. Nessuno è così sciocco da pensare che non ci saranno difficoltà o incomprensioni e persino cattiverie. Le affronteremo con la fede e la ragione che sono i due pilastri che sostengono la nostra vita. Un grande aiuto ce lo darà la convinzione che ognuno deve fare bene il proprio compito e seguire la propria vocazione. Brutta cosa è quando si scambiano i ruoli, impedendo così alla provvidenza di agire per il bene di tutti.  Le illusioni sono destinate a diventare presto delusioni mentre il realismo ci aiuta a costruire e a camminare. Sentiamoci tutti apostoli di un sano realismo per incontrarci il 12 settembre. Siete tutti invitati.




La comunità di Sant’Ambrogio accoglie don Paolo Arienti: «Gratitudine per ciò che inizia, per ciò che continua e si trasforma»

Un pensiero di gratitudine, la condivisione di una consapevolezza, una richiesta di aiuto. Questi i tre primi indirizzi proposti da don Paolo Arienti nel suo saluto alla comunità della parrocchia di Sant’Ambrogio di Cremona, durante la Messa presieduta dal vescovo Napolioni nella mattinata di domenica 12 settembre, giorno del suo insediamento come parroco e come moderatore della erigenda unità pastorale “Don Primo Mazzolari”, che coinvolge le parrocchie di Migliaro, Boschetto e San Giuseppe nel quartiere Cambonino.

«Al parroco – ha sottolineato nella sua omelia mons. Napolioni – il compito di stare con il Signore anche per la sua comunità, e di indicare le presenze del Signore nel quartiere e tra le case, in quelle scintille di bene di cui questa comunità è ricca».

Una comunità che dopo aver salutato don Carlo Ridolfi (parroco di Sant’Ambrogio dal 2004 e nominato collaboratore presso l’Unità pastorale S. Omobono in città e Canonico del Capitolo della Cattedrale) ha accolto don Paolo Arienti con grande partecipazione.

Il primo saluto al nuovo parroco è arrivato sul sagrato della chiesa a nome della comunità civile della città e del quartiere. A pronunciarlo l’assessore Barbara Manfredini, che ha confermato la disponibilità da parte della Amministrazione comunale «al confronto e alla collaborazione e a lavorare insieme per unire e per il bene comune. Insieme – ha aggiunto l’assessore – possiamo costruire modelli innovativi per dare un impulso ai valori di solidarietà, all’importanza delle relazioni sociali e al rispetto quali valori fondamentali del bene comune».

Subito dopo l’ingresso nella chiesa per la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo e concelebrata dal vicario don Andrea Barbieri, dal parroco di Migliaro e Boschetto don Maurizio Ghilardi, don Claudio Rubagotti e don Francesco Fontana, che succede proprio a don Arienti alla guida di Ufficio di Pastorale Giovanile e Federazione Oratori Cremonesi, e aperta, dopo il canto iniziale intonato dalla corale parrocchiale e il saluto del vescovo, dalla lettura del decreto di nomina, data alla comunità dal vicario don Andrea Barbieri.

Al termine dei riti di ingresso è stata poi una rappresentante della comunità parrocchiale, Chiara Ghezzi, a dare il benvenuto a don Paolo con la lettura di un messaggio di saluto che ha suggestivamente introdotto un’immagine efficace per assimilare il rapporto tra un parroco e la sua comunità a quello tra due sposi: «Sono l’uno per l’altro strumento di santificazione». «Così – ha detto poi rivolgendosi al sacerdote – tu e noi assieme avremo occasione di stupirci della Provvidenza del Signore che ci dona gli uni all’altro».

Le letture hanno poi offerto profondi spunti di riflessione raccolti dal vescovo Napolioni durante la sua omelia. In particolare dal Vangelo di Marco proposto dalla liturgia domenicale: “Voi chi dite che io sia?” è la domanda che Gesù rivolge agli apostoli dopo aver annunciato il rifiuto di anziani, capi dei sacerdoti e scribi che sarebbe culminato nella crocifissione. «Nel rifiuto di Gesù da arte del mondo – ha commentato il vescovo – si rivela l’amore che va oltre le logiche umane». Poi il suggerimento a declinare la domanda sulla vita di una comunità in un momento di passaggio importante come quello dell’avvicendamento di un parroco: «E voi cosa dite? Di chi è la parrocchia?… È il parroco che deve rispondere: “La parrocchia è di Gesù”. In questo è il senso della vita cristiana: una vita in Cristo e nella Chiesa».
Nella sua riflessione mons. Napolioni non ha fatto mancare il suo ringraziamento a don Paolo per il servizio svolto in dieci anni di attività nella Pastorale giovanile diocesana e in Focr, richiamando alla presenza visibile di collaboratori e volontari in casacca gialla nell’assemblea.

Il cammino ora continua – ha proseguito – con le difficoltà e le prospettive che svela ogni cambiamento, ma sempre con quello sguardo di chi si lascia guidare: «I credenti vivono nel tempo ma con la prospettiva dell’eterno. C’è un bosco da esplorare, un deserto da attraversare: non vediamo tutto il percorso ma sappiamo che il Signore ci attende, ci accompagna e ci abbraccia. Dunque cosa fare nel corso del cammino? A quale velocità dobbiamo percorrerlo? Tocca al parroco tenere unite le diverse andature presenti nella comunità, ripartendo da qui, dalla Messa. Perché senza questi doni ci ritroviamo soli».

Non soli, dunque ma in condivisione anche tra le comunità che formeranno l’unità pastorale: faranno brillare ancora meglio le loro scintille di bene se non avranno paura di condividerle»

«Ce la faremo certamente! – ha concluso – Il canto del Gloria ci accompagnerà come sottofondo del cuore tutti i giorni. Non per i nostri meriti (non siamo sotto giudizio per ciò che facciamo), ma nell’entusiasmo di chi si scopre amato da Dio, condotti per mano da lui all’incontro con i fratelli».

E in questo clima insieme di raccoglimento e fraternità è proseguita la Messa che dopo la Comunione ha visto il nuovo parroco prendere la parola per un saluto alla comunità che lo ha accolto. Da don Paolo un primo pensiero di gratitudine «per ciò che inizia, continua e si trasforma proprio qui, attorno all’Eucaristia»; un ringraziamento che va al Vescovo, alla famiglia, all’unità pastorale di Castelverde dove ha risieduto fino a pochi giorni fa e dove – ha ricordato con una battuta – «ho svolto il “turno di notte”», alle Madri del collegio della Beata vergine dove per 4 anni ha celebrato la messa dell’alba, al team Focr e don Francesco Fontana, al vicario don Andrea Barbieri e ai confratelli che lo affiancheranno nella costituzione della unità pastorale “Mazzolari”, don Maurizio Ghilardi e don Alberto Martinelli. Un ringraziamento speciale è andato a don Carlo Rodolfi e poi alla comunità che – ha osservato – «che mi accoglie e si fida, come accade nei passaggi più belli e importanti delle nostre vite».

Il secondo pensiero di don Paolo ha riguardato la vita delle comunità nel tempo attuale: «Comunità sempre più piccole – ha commentato – è che a volte si consumano nel senso di colpa e sono tentate dalla chiusura in prassi religiose di difesa e autoconservazione», che sfociano «in certe battaglie ideologiche che non vedono attorno a sé se non nemici da combattere». Ma in gioco – ha proseguito – «non c’è il successo di un’iniziativa: conta la tessitura del bene, il “fare bene il bene”. Proviamo dunque noi per prime a “respirare”, a non morire in riti vuoti, di maniera: ci attendono lo sterminato campo della carità fraterna, la sfida educativa, l’adesione a una speranza che libera tutti, in particolare per chi è ultimo».

Infine una richiesta «di aiuto e sostegno reciproco» a tutte le componenti della parrocchia: «Preoccupiamoci non di dare una mano ai don ma di essere coscienza viva di Cristo, suo corpo nello spazio laico del nostro vivere. Non preoccupiamoci solo del nostro andare in chiesa, ma di essere Chiesa». Un appello che richiama lo stile sinodale indicato dal Papa per la Chiesa italiana, uno stile caro proprio a don Paolo che negli scorsi anni ha animato il Sinodo diocesano dei giovani: «Non un evento, ma una sfida che possiamo raccogliere insieme solo se insieme ci lasciamo guidare, gli uni accanto agli altri».

Un lungo applauso ha sottolineato le parole del nuovo parroco e l’uscita del vescovo e dei concelebranti dalla parrocchiale. Un applauso che si è fatto poi abbraccio familiare nel momento semplice ma coinvolgente di convivialità e accoglienza in oratorio e nel cortile della chiesa. Nei luoghi e nello stile che fanno una comunità.

La photogallery completa della celebrazione

 

Domenica l’insediamento del nuovo parroco di S. Ambrogio: intervista a don Paolo Arienti, per dieci anni a servizio tra i giovani e per i giovani

 

Profilo biografico del sacerdote

Don Paolo Arienti, originario di Piadena, classe 1972, è stato ordinato il 19 giugno 1999. Ha iniziato il proprio ministero a Cremona come vicario presso la parrocchia di S. Abbondio. Nel 2002 si è trasferito a Roma, dove ha conseguito la licenza in Teologia dogmatica. Ha ricoperto l’incarico di segretario dell’Ufficio evangelizzazione e catechesi dal 2004 al 2011 e nello stesso periodo è stato vicario presso la parrocchia di Cristo Re in Cremona.
Dal 2011 ricopriva l’incarico di responsabile dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile, presidente della Federazione Oratori Cremonesi, dell’Associazione Noi Cremona, oltre che di consulente ecclesiastico del CSI.
Dal 2012 al 2018 è stato parroco in solido di Binanuova, Ca’ de Stefani, Gabbioneta e Vescovato, e dal 2014 anche di Pescarolo e Pieve Terzagni.
Dal 2000 è docente presso il seminario vescovile e dal 2008 presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Sant’Agostino di Crema. Dal 2017, inoltre, era coordinatore dell’area pastorale “In ascolto dei giovani”.

 

 

Il saluto del nuovo parroco alla comunità 

Scrivere non è per molti un problema. Nemmeno per me: sono richiesto di farlo per svariati motivi, dall’insegnamento alla progettazione, dalla riflessione alla condivisione. Ma mi par di capire che da queste righe si inneschi qualcosa che ha il sapore agro dolce della novità, se non del cambiamento radicale e che, di conseguenza, tiri in causa sensazioni, emozioni, attese e paure. Cose di cui si nutre abbondantemente l’atmosfera culturale che respiriamo tutti e che in parte contribuiamo a mantenere tale. Lo sappiamo: in alcuni casi si generano anche conseguenze ne faste che poco a poco riscrivono il tenore dei rapporti e l’immagine che abbiamo di noi stessi. A volte prevale l’io sopra ogni cosa: perché il mio punto di vista è sempre infallibile e giustificato… e l’altro va compreso entro schemi di potere razionalmente accomodanti. E via dicendo. Vorrei che in questa novità che sta alle porte, per me e per la comunità che sta per accogliermi, avesse un colore diverso: assomigliasse il più possibile ad un’occasione di grazia, resa tale dalla gratuità più che dai titoli, dall’onesta disponibilità a camminare più che da sommari giudizi di produttività. Vorrei che l’io, protagonista indiscusso dei social, delle carriere e purtroppo anche delle vicende ecclesiastiche (anche nostrane), rifluisse nel noi, non per sparire, semmai per trovare casa e riscoprire una direzione di marcia in cui il proprio bene alimenta il bene comune. Per la costruzione di un tessuto di cui c’è bisogno oggi più che mai. È il noi della comunità ecclesiale, più piccola che in passato, sicuramente più insignificante, ma al contempo più libera e più leggera, di quella leggerezza che non racconta superficialità, ma capacità di movimento, oltre gli slogan. Progetti se ne possono e se ne debbono fare; soluzioni – forse- se ne possono trovare. Ma la vera sfida è quella di far vivere, e non solo sopravvivere, quel tessuto: manutenerlo continuamente; se necessario restaurarlo con la pazienza di chi si prende cura delle persone oltre che dei muri; renderlo duttile alle circostanze e tenace alla luce della fede; certo non con tutti: da decenni (forse da secoli!) la comunità ecclesiale non coincide con alcun universalismo. A fare la differenza sono la libertà della coscienza, i desideri più profondi che animano una ricerca e lo spessore umano di chi in contriamo, dentro e fuori la comunità. Assumere questa tessitura, renderla processo concreto dentro la trama di un territorio, di più parrocchie chiamate a camminare insieme, di Oratori che rimotivano la loro vocazione educativa… questo a mio avviso è il sogno, ma anche l’intento e, perché no?, il desiderio più profondo. Il resto passerà per l’onestà sincera dei rapporti, per la cura reciproca, per la ridiscussione di autorità, poteri e rivendicazioni che appartengono a chiese ormai fantasma, destinate ad essere spazzate via dalla storia oppure ad arroccarsi prepotentemente su sé stesse. Sappiamo che tutto è possibile e nessuno è garantito. Per questo ci è necessaria tanta misericordia, regalata agli altri e sperata per noi. Per questo si inizia senza alcuna pretesa, con la sola fiducia in un servizio che corregge le miopie, fa tesoro degli errori, valorizza la vita vera. Se tutto questo sarà un po’ meno affare di preti e un po’ più desiderio condiviso, se tutto questo troverà uomini e donne, giovani e anziani disposti a giocare la propria onesta partecipazione per un’Eucaristia comunitaria, un essere gli uni membra degli altri… allora anche noi, insieme, avremo fatto quanto andava fatto: come prima molti hanno provato a fare con tutto il loro amo re e come dopo altri cercheranno di fare, con il medesimo senso di responsabilità per la chiamata ricevuta. Parole forse complicate che immagino però voce di volti concretissimi con cui si camminerà: quelli innanzitutto dei più fragili e di chi è più affaticato, di chi si affaccia alla vita e di chi sta per prenderne congedo. I volti, insomma, di una tessitura straordinaria che non finisce mai di stupire: quella della vita che il Signore visita e sostiene con i codici spesso enigmatici del mistero. Il “grazie” chiude queste righe, ma le vorrebbe anche aprire; per porsi in sintonia con il Vangelo e destinarsi a chi ne vorrà fare un invito all’aiuto reciproco, alla ricerca condivisa, alla tessitura di una umanità che non si stanca di generare bene.




Don Bariselli parroco di Cassano: una sola famiglia in fede, speranza e carità

Una famiglia più grande, impegnativa ma ricca di entusiasmo, amore e tanta voglia di fare è quella che ha accolto don Vittore Bariselli, nella Messa di ingresso celebrata sabato sera nella chiesa dell’Immacolata e San Zeno, a Cassano d’Adda.

«Due anni fa ho salutato il suo ingresso come parroco di Cristo Risorto, ora la saluto come unico parroco di Cassano d’Adda e Cascine San Pietro – ha ricordato il sindaco Roberto Maviglia nel suo breve indirizzo di benvenuto –. In questo periodo abbiamo avuto modo di conoscerla e apprezzarne le sue capacità e la sua energia. Ora la aspettano mesi di ascolto e lavoro per costruire una unica grande comunità». «Auspico che chi verrà dopo me – ha concluso il primo cittadino, giunto al termine del suo secondo mandato – prosegua nel dialogo e nella collaborazione tra Amministrazione comunale e Parrocchia che si è sempre rivelato utile, concreto e costruttivo».

A don Vittore tocca un compito decisamente non facile «una sfida per mettere insieme progetti e attività – come ha evidenziato Fausta Villa nel breve saluto, letto a nome di tutti i fedeli –. Non stiamo compiendo un passo indietro ma raccogliendo e mettendo insieme quanto fatto negli anni».

Dopo 34 anni le tre parrocchie cittadine (Annunciazione, Cristo Risoto e San Zeno) e la parrocchia della frazione di Cascine San Pietro ritrovano quindi l’unità e una unica guida pastorale.

«Le realtà cambia, quello che andava bene un tempo può essere ora diverso: quello che non cambia è sicuramente la potenza del Vangelo – ha premesso nell’omelia il vescovo Antonio Napolioni –. Ora è il momento di dare un forte segno di comunione, di costruire una sola famiglia in fede, speranza e carità. Non chiedo di fare rivoluzioni o miracoli, ma di camminare alla presenza del Signore». A sorreggere don Vittore in un compito tanto gravoso ci saranno sicuramente «la fede e la creatività dello Spirito Santo».

Il neoparroco ha efficacemente paragonato la nuova «parrocchia allargata» alla casa: «un luogo dove si parla, si dialoga con il mondo, dove c’è discussione e poco spazio per alla diplomazia perché ci si sente amati, compresi ed accolti». L’unità pastorale è scritta nella storia e nella quotidianità cassanese: «L’unità la hanno già costruita negli anni le associazioni, le famiglie, i giovani, la frequenza alle Messe che non tiene conto dei confini parrocchiali – ha proseguito don Vittore – la realtà traccia da tempo la strada da percorrere». «Mettiamoci in cammino dando voce alla fantasia dello Spirito Santo – ha concluso – saremo custodi gelosi dell’unità». Un caloroso applauso ha evidenziato l’affetto dei cassanesi per la sua nuova guida spirituale e per i nuovi pastori don Angelo Lanzeni e don Emilio Bellani (che a breve rientrerà dal Brasile), i nuovi collaboratori parrocchiali che affiancheranno don Bariselli, il vicario don Simone Duchi e i collaboratori don Alessandro Capelletti e mons. Piergiuseppe Coita.

Nella giornata di domenica 12 settembre don Vittore Bariselli visiterà le altre comunità parrocchiali portando il suo saluto durante la celebrazione eucaristica: alle 10.30 a Cascine San Pietro e alle 18 all’Annunciazione. Al termine di ogni celebrazione un momento di condivisione conviviale sarà occasione di festa e reciproca conoscenza: momenti distinti e separati per permettere a tutti i fedeli di salutare il nuovo parroco evitando assembramenti.

Nelle settimane successive vi saranno poi gli incontri del nuovo parroco insieme ai gruppi parrocchiali e alle associazioni presenti nelle diverse parrocchie per definire e incrementare il percorso comune nel cammino di unità pastorale.

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Profilo biografico del nuovo parroco

Don Vittore Bariselli, originario di Calcio, classe 1972, è stato ordinato il 21 giugno 1997. Ha iniziato il proprio ministero come vicario a Bozzolo, fino al 2004 quando è stato trasferito, sempre come vicario, a Castelleone e Corte Madama. Dal 2019 era parroco della parrocchia “Cristo Risorto” in Cassano d’Adda, alla quale ora affiancherà anche l’impegno alla guida delle altre parrocchie cittadine: “Santa Maria Immacolata e San Zeno”, “Annunciazione” e “San Pietro apostolo” in Cascine San Pietro.




Salvador de Bahia, l’ingresso di don Davide Ferretti come parroco. Messa con il cardinale Da Rocha

È stato il cardinale Sergio Da Rocha, arcivescovo di Salvador de Bahia e primate del Brasile a presiedere la Messa con cui venerdì 17 settembre la parrocchia di Gesù Cristo Risorto ha salutato l’ingresso ufficiale di don Davide Ferretti come nuovo parroco, con un primo saluto a don Emilio Bellani che nelle prossime settimane lascerà il Sudamerica per tornare in diocesi a Cremona.

In una parrocchiale occupata da molti fedeli, distanziati ma profondamente partecipi, con la presenza anche del diacono Geraldo, abitante in parrocchia, la celebrazione si è svolta in semplicità. Ad aprirla il saluto al cardinale da parte di don Bellani che ha ripercorso brevemente la storia di questi 13 anni di vita di questa comunità (il 14 settembre è stato l’anniversario dell’inaugurazione della chiesa). Il Cardinale ha più volte ringraziato don Emilio per gli 11 anni trascorsi in terra brasiliana, per il grande lavoro svolto e per la grande dedizione e il servizio alla comunità e ha invitato don Davide a proseguire su questa strada: «Grazie di cuore al nostro carissimo don Emilio – ha detto – che ringrazio per tutti questi anni di presenza fraterna, di dedizione generosa alla parrocchia e all’arcidiocesi. Ma stasera accogliamo in modo ufficiale un sacerdote che fa già parte della vostra comunità e che già collabora alla vita della parrocchia e che da oggi assumerà il servizio tanto prezioso di parroco, una missione esigente, che richiede dedizione, responsabilità ma ho la certezza che potrà contare sulla vostra collaborazione, sulle vostre preghiere e sulla vostra presenza viva alla vita parrocchiale: accogliamo don Davide».

Durante l’omelia ha sottolineato l’importanza del lavoro di tutta la comunità in unione con i suoi pastori per l’annuncio del Vangelo e l’attenzione particolare per le persone più bisognose. Lavorare insieme come segno di comunità, in un vero cammino missionario. Soffermandosi sul brano del Vangelo del giorno ha quindi anche ringraziato tutto il mondo femminile che lavora con dedizione per la comunità e ha invitato tutti i parrocchiani a continuare il loro impegno pastorale accanto al loro parroco.

Non è mancato il ringraziamento alla diocesi di Cremona da cui sia don Emilio che don Davide provengono, con la speranza che questa collaborazione possa continuare sempre più forte: «Ringraziamo di cuore la Diocesi di Cremona in Italia che ci ha fatto dono prezioso con la presenza missionaria di questi sacerdoti che sono entrati e fanno parte della nostra famiglia ma che fanno parte anche della famiglia della diocesi di Cremona.Per questo ringraziamo il vescovo Antonio, il clero e i fedeli della diocesi di Cremona che accompagnano questi sacerdoti missionari fidei donum con la preghiera e la presenza fraterna. La loro presenza è importante ma il sacerdote da solo non può compiere la missione della Chiesa, ha bisogno di voi. Quindi questa sera non solo accogliamo don Davide ma assumiamo l’impegno di pregare per loro, con loro, di lavorare insieme per la cura di questa parrocchia e della Chiesa».

Al termine della Messa nessun momento ufficiale, anche a causa della situazione della pandemia, ma solo spazio per altri saluti e ringraziamenti.


Il video della Messa pubblicato sul profilo instagram della parrocchia di Gesù Cristo Risorto

 

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Nuovi parroci, ecco il calendario degli ingressi

Sono state ufficializzate dalla Segreteria vescovile le date degli ingressi, nelle rispettive comunità, dei nuovi parroci nominati nelle scorse settimane dal Vescovo. Come consuetudine sarà proprio monsignor Antonio Napolioni ad accompagnare i sacerdoti nel nuovo incarico.

I riti di insediamento, che si svolgeranno nel rispetto delle normative sanitarie secondo i protocolli in vigore, inizieranno con il saluto del sindaco, in genere sul sagrato. Quindi in chiesa l’inizio della celebrazione sarà caratterizzata dalla lettura del decreto di nomina del nuovo parroco che, subito dopo, aspergerà l’assemblea e incenserà la mensa eucaristica. A seguire un rappresentate della parrocchia porgerà al nuovo parroco il saluto da parte dell’intera comunità. Al termine dell’omelia, tenuta dal Vescovo, il nuovo parroco reciterà da solo la professione di fede (Credo), segno che sarà lui il primo responsabile della diffusione della fede nella comunità. Solo al termine della celebrazione il nuovo parroco prenderà la parola per i saluti e i ringraziamenti.

 

CALENDARIO INGRESSI PARROCI

 

Sabato 11 settembre alle 18.30 nella chiesa di San Zeno, a Cassano d’Adda (Mi), si insedierà don Vittore Bariselli, nominato parroco delle parrocchie cittadine “Santa Maria Immacolata e San Zeno”, “Annunciazione”, “Cristo Risorto” e “San Pietro apostolo” in Cascine San Pietro.
Don Bariselli, originario di Calcio, classe 1972, è stato ordinato il 21 giugno 1997. Ha iniziato il proprio ministero come vicario a Bozzolo, fino al 2004 quando è stato trasferito, sempre come vicario, a Castelleone e Corte Madama. Dal 2019 era parroco della parrocchia di Cristo Risorto in Cassano d’Adda.

Alla celebrazione di insediamento saranno presenti anche i nuovi collaboratori parrocchiali, don emilio Bellani, don Alessandro Cappelletti, don Angelo Lanzeni.

 

Domenica 12 settembre sono previsti due ingressi. Al mattino, alle 10, a Cremona, nella chiesa di Sant’Ambrogio farà il proprio ingresso don Paolo Arienti, nominato parroco di “Sant’Ambrogio vescovo” e moderatore dell’erigenda unità pastorale “Don Primo Mazzolari” (formata dalle parrocchie di Sant’Ambrogio, Santa Maria Nascente al Migliaro, Santa Maria Annunciata al Boschetto e Santi Nazaro e Celso in San Giuseppe al Cambonino).
Don Paolo Arienti, originario di Piadena, classe 1972, è stato ordinato il 19 giugno 1999. Ha iniziato il proprio ministero a Cremona come vicario presso la parrocchia di S. Abbondio. Nel 2002 si è trasferito a Roma, dove ha conseguito la licenza in Teologia dogmatica. Ha ricoperto l’incarico di segretario dell’Ufficio evangelizzazione e catechesi dal 2004 al 2011 e nello stesso periodo è stato vicario presso la parrocchia di Cristo Re in Cremona.
Dal 2011 ricopriva l’incarico di responsabile dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile, presidente della Federazione Oratori Cremonesi, dell’Associazione Noi Cremona, oltre che di consulente ecclesiastico del CSI.
Dal 2012 al 2018 è stato parroco in solido di Binanuova, Ca’ de Stefani, Gabbioneta e Vescovato, e dal 2014 anche di Pescarolo e Pieve Terzagni.
Dal 2000 è docente presso il seminario vescovile e dal 2008 presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Sant’Agostino di Crema. Dal 2017, inoltre, era coordinatore dell’area pastorale “In ascolto dei giovani”.

 

Nel pomeriggio di domenica 12 settembre, invece, alle 18 a Trigolo (Cr) sarà accolto don Marino Dalè, nominato parroco della parrocchia di “San Benedetto abate” oltre che di quella di “San Procopio” in Fiesco, di cui è parroco dal 2019.
Don Marino Dalè, classe 1969, originario della parrocchia Cristo Re in Cremona, è stato ordinato il 22 giugno 1996. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Fornovo San Giovanni; nel 2001 il trasferimento a Cremona come vicario di Sant’Ilario. Dal 2002 al 2005 ha svolto l’incarico di coordinatore della pastorale scolastica a Cassano d’Adda, dove dal 2005 al 2006 è stato vicario nella parrocchia dell’Annunciazione. Nel 2006 è stato nominato parroco di Gombito e San Latino e nel 2017 anche di Cornaleto e Formigara. Dal 2019 è parroco di Fiesco.

Alla celebrazione prenderà parte anche il nuovo collaboratore parrocchiale don Silvio Aboletti.

 

Sabato 18 settembre, alle 18 a Vescovato (Cr), si insedieranno don Giovanni Fiocchi (in foto a sinistra) e don Alessandro Bertoni, parroci in solido dell’unità pastorale “Cafarnao”, formata dalle parrocchie “San Leonardo” in Vescovato, “San Bartolomeo apostolo” in Ca’de Stefani, “Sant’Andrea apostolo” in Pescarolo, “San Giovanni decollato” in Pieve Terzagni, “Santi Martino e Nicola” in Binanuova, “Sant’Ambrogio vescovo” in Gabbioneta.

Don Giovanni Fiocchi, nominato anche moderatore dell’unità pastorale, è nato a Cassano d’Adda nel 1959 ed è stato ordinato il 18 giugno 1983. È stato vicario presso la parrocchia Santi Nazaro e Celso in S. Giuseppe nel quartiere Cambonino di Cremona; nel 1990 il trasferimento a Rivolta d’Adda sempre come vicario. Dal 1998 al 2019 è stato “fidei donum” in Albania. Dal 2020 era collaboratore parrocchiale a Caravaggio.

Don Alessandro Bertoni, classe 1977, originario della parrocchia di Roggione (Pizzighettone) è stato ordinato il 13 giugno 2015. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Drizzona, Piadena e Vho. Dal 2017 era a Roma per approfondire gli studi teologici.

 

Domenica 19 settembre saranno due gli appuntamenti in programma, entrambi nel pomeriggio. Alle 16 ad Arzago d’Adda (Bg) si insedieranno di don Matteo Pini e don Luigi Nozza, parroci in solido di “San Lorenzo” in Arzago d’Adda e “Santa Maria Immacolata” in Casirate d’Adda.

Don Matteo Pini (in foto a sinistra), nominato anche moderatore, è originario della parrocchia di Regona di Pizzighettone. Classe 1974, , è stato ordinato il 14 giugno 2008. Laureato in Giurisprudenza, ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Pandino. Dal 2016 era vicario parrocchiale a Caravaggio.

Don Luigi Nozza (in foto a destra), classe 1948, originario di Cassano d’Adda, è stato ordinato il 22 giugno 1974. È stato vicario a Mozzanica (1974-1983) e Castelleone (1983-1988). Nel 1988 è stato nominato parroco di Agoiolo. Nel 1993 il trasferimento a Pizzighettone, come parroco di San Bassano e dal 2001 anche di San Rocco, nella frazione di Gera. Dal 2004 era parroco di Casirate d’Adda.

 

Sempre nel pomeriggio di domenica 19 settembre, alle 18 ad Agnadello (Cr), farà il proprio ingresso don Marco Leggio, nominato parroco della parrocchia “San Vittore martire”. Classe 1962, originario di Acquanegra Cremonese, è stato ordinato il 20 giugno 1987. È stato vicario parrocchiale a Rivarolo Mantovano (1987-1993), a Casirate d’Adda (1993-1999) e a Caravaggio (1999-2005). Nel 2005 è stato nominato parroco di Masano. Dal 2012 era parroco di Antegnate e recentemente aveva assunto l’incarico di moderatore dell’erigenda unità pastorale tra le parrocchie di Antegnate, Barbata, Covo, Fontanella. Dal 2017 è vicario zonale della Zona pastorale 1.

 

Sabato 25 settembre, alle 17 a Misano Gera d’Adda (Bg), è in programma l’insediamento di don Stefano Zoppi, nuovo parroco della parrocchia di “San Lorenzo martire”. Don Zoppi, nato a Cremona nel 1971, originario della parrocchia di “Ss. Clemente e Imerio”, è stato ordinato il 21 giugno 1997. È stato vicario parrocchiale ad Antegnate dal 1997 al 2002 e delle parrocchie di Soncino e di quella di Isengo dal 2002 al 2009. Era parroco di Cavallara e Villastrada dal 2009 e di Correggioverde e Dosolo dal 2017.

 

Domenica 26 settembre, alle 10.30 nella chiesa parrocchia di Caravaggio (Bg), sarà accolto mons. Giansante Fusar Imperatore, nominato parroco della parrocchia “Santi Fermo e Rustico martiri”. Nato a Romanengo nel 1956, monsignor Fusar Imperatore è stato ordinato il 21 giugno 1980. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Viadana. Dal 1984 al 1990 è stato vicerettore del Seminario vescovile; dal 1990 al 2002 segretario vescovile. Nel 2002 è stato nominato parroco di Bozzolo e dal 2008 è parroco della parrocchia “Santa Maria Immacolata e San Zeno” in Cassano d’Adda.

Alla celebrazioni prenderà parte anche il nuovo vicario don Andrea Piana e il nuovo collaboratore parrocchiale don Bruno Grassi.

 

Sabato 2 ottobre alle 17 ad Antegnate (Bg) vi sarà l’ingresso di don Angelo Maffioletti quale nuovo parroco della parrocchia di “San Michele arcangelo”. Don Maffioletti, originario di Arzago d’Adda, classe 1974, è stato ordinato il 17 giugno 2006. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Mozzanica. Nel 2010 ha perfezionato gli studi teologici a Roma conseguendo la licenza in Mariologia. Dal 2011 al 2014 è stato vicario parrocchiale a Cremona presso la parrocchia S. Michele Vetere. Dal 2014 era parroco di San Matteo delle Chiaviche e Sabbioni di S. Matteo.

 

Domenica 3 ottobre, alle 17.30 a Paderno Pochielli (Cr), si insedierà don Fabrizio Ghisoni, nominato parroco di “San Dalmazio” in Paderno Ponchielli e “Santo Stefano martire” in Ossolaro. Don Ghisoni, classe 1977, originario di Villacampagna, è stato ordinato il 15 giugno 2002. Ha iniziato il proprio ministero a Cremona come vicario della parrocchia “Ss. Apollinare e Ilario”, e dal 2011 era diventato vicario anche di “Sant’Agata”. Nel 2013 il trasferimento a Soncino come vicario di “S. Maria Assunta e S. Giacomo apostolo”, “S. Pietro apostolo” e “S. Bartolomeo apostolo” in Isengo; incarichi a cui dal 2015 ha aggiunto anche quelli di vicario di Casaletto di Sopra e Melotta.

 

Nel pomeriggio di domenica 10 ottobre, alle 16, a Dosolo (Mn) l’ingresso di don Angelo Ruffini e don Mssimo Macalli quali parroci in solido delle parrocchie “Santi Gervasio e Protasio martiri” in Dosolo, “San Matteo apostolo” in San Matteo delle Chiaviche, “Sant’Agata” in Villastrada, “Santo Stefano” in Cavallara, “Nostra Signora di Lourdes e San Ludovico” in Sabbioni di San Matteo, “Santa Maria Assunta” in Correggioverde.

Don Angelo Ruffini (in foto a sinistra), che è stato anche nominato moderatore, è nato a Calvatone nel 1964 ed è stato ordinato il 18 giugno 1994. È stato vicario a San Bassano (1994-1999) e Castelleone (1999-2004). Nel 2004 è stato nominato parroco di Drizzona e Voltido; diventando nel 2005 parroco in solido presso le parrocchie di San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio e Voltido. Dal 2006 al 2011 è stato parroco in solido di Casteldidone e San Lorenzo Aroldo. Dal 2011 era parroco a San Bassano e Santa Maria dei Sabbioni, e dal 2019 anche di Cornaleto, Formigara, Gombito e San Latino.

Don Massimo Macalli (in foto a destra), classe 1975, originario di Covo, è stato ordinato il 17 giugno 2000. È stato vicario a Casalbuttano (2000-2008), nella parrocchia Cristo Risorto di Cassano d’Adda (2008-2011) e a Calcio (2011-2014). Nel 2014 il trasferimento, come collaboratore parrocchiale, a Dosimo, Persico e Quistro. Parrocchie di cui nel 2018 è stato amministratore parrocchiale, insieme a quelle di Gadesco, Pieve Delmona e San Marino, di cui sino ad oggi è stato parroco in solido.

 

L’ultimo insediamento dei nuovi parroci è in programma domenica 17 ottobre alle 15.30 a San Bassano (Cr) con l’accoglienza di don Daniele Rossi nominato parroco di “San Martino vescovo” in San Bassano, “Santa Maria Annunciata” in Santa Maria dei Sabbioni (Cappella Cantone), “Sacro Cuore e San Latino” in San Latino, “Santi Sisto e Liberata” in Gombito, “Santi Nazario e Celso” in Formigara, “Sant’Andrea apostolo” in Cornaleto.
Don Daniele Rossi, classe 1976, originario di Castelleone, è stato ordinato l’11 giugno 2005. Laureato in Scienze dell’educazione e della formazione, ha iniziato il proprio ministero come vicario presso la parrocchia S. Ambrogio vescovo in Cremona. Dal 2013 era vicario parrocchiale ad Agnadello. Dal 2018 è Assistente diocesano Azione Cattolica Ragazzi.