“Il grido della terra”, il 4 settembre al Maristella mostra e riflessione sulla Laudato si’

“Dalla Laudato si’ all’economia di Francesco”. Questo il titolo dell’iniziata promossa venerdì 4 settembre alle 21 a Cremona, presso la Parrocchia del Maristella, per i cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, avvenuta nel maggio 2015 e che ha bisogno di essere ripresa nei suoi contenuti essenziali, come lo stesso Papa Francesco ha spesso riaffermato.

Per far questo, durante l’incontro sarà utilizzata la mostra “Il grido della terra”, dodici pannelli roll-up che riportano immagini suggestive e parole dell’enciclica, per meglio comprenderne le indicazioni e la sfida per l’oggi. Sarà don Antonio Agnelli, assistente spirituale delle Acli cremonesi e collaboratore parrocchiale dell’unità pastorale che comprende il Maristella, a presentare l’esposizione nel suo significato, soffermandosi su alcuni pannelli di particolare rilevanza.

Il Gruppo scout Cremona 3 testimonierà quindi quanto l’enciclica di papa Francesco risulti importante nella propria esperienza associativa, guidandone la prassi e la condotta comunitaria.

Infine, a cura della presidente delle Acli cremonesi Carla Bellani, saranno presentati alcuni percorsi e pratiche economiche locali, ispirate alla volontà di Papa Francesco di costruire, con le persone sensibili, una economia costruita sul bene comune e non sul solo accumulo di profitti, nel rispetto dell’ambiente e della dignità delle persone.

L’evento è promosso dalla Parrocchia del Maristella insieme al Circolo Romero, Gruppo Scout Cremona 3 e Acli.

La mostra “Il grido della terra” sarà allestita all’aperto, nei vasti spazi della parrocchia, per permetterne una fruibilità sicura nel distanziamento necessario e sarà visibile fino a metà settembre, prima e dopo le celebrazioni eucaristiche.

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Giornata del creato del 1° settembre, intervista a Eugenio Bignardi

Martedì 1° settembre la Chiesa italiana celebra la 15ª Giornata nazionale per la custodia del Creato con tante preoccupazioni nel cuore. Numerose iniziative sono state programmate in diocesi per celebrare, riflettere, pregare, sperimentare nuovi stili di vita, sollecitando a «vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà», come recita il tema della Giornata. Al riguardo abbiamo intervistato l’incaricato diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, Eugenio Bignardi.

 

Con quale spirito si celebra la Giornata di quest’anno?

«La pandemia da Covid-19, che ha portato malattia e morte in tante famiglia, ha fatto emergere anche tante contraddizioni nel nostro modo di compiere la vita. Abbiamo visto un sistema socio-economico segnato dall’inequità e dallo scarto, in cui troppo facilmente i più fragili si trovano più indifesi. Nello stesso tempo l’emergenza sanitaria ha messo in luce una capacità di reazione forte della popolazione, una disponibilità a collaborare. Tanti medici e operatori sanitari pronti a spendersi con generosità per la cura dei malati; tanti lavoratori pronti a fare la loro parte per consentire la prosecuzione della vita quotidiana anche in emergenza; tante famiglie pronte a stravolgimenti nella loro esistenza, restando a casa per cooperare all’azione comune; tanti uomini e donne che hanno pagato prezzi pesanti per la loro prossimità solidale ai più fragili. Abbiamo toccato con mano tutta la nostra fragilità, ma anche la nostra capacità di reagire solidalmente ad essa. Abbiamo compreso l’importanza di progettare, per non farci trovare nuovamente impreparati dall’emergenza stessa, per agire in anticipo, in modo da evitarla. È, quindi, tempo di ripensare tanti aspetti della nostra vita assieme, dalla coscienza di ciò che più vale e le dà significato, alla cura della stessa vita, alla qualità delle relazioni sociali ed economiche: davvero la pandemia ha evidenziato tante situazioni di vuoto culturale, di mancanza di punti di riferimento e di ingiustizia, che occorre superare».

Bignardi, in qualche modo la pandemia diventa il simbolo di un mondo malato?

«La pandemia è anche segnale di un “mondo malato”, come segnalava proprio Papa Francesco nella preghiera dello scorso 27 marzo. L’inquinamento diffuso, le perturbazioni di tanti ecosistemi e gli inediti rapporti tra specie che esse generano possono aver favorito il sorgere della pandemia o ne hanno acutizzato le conseguenze. Questa emergenza ci rimanda, insomma, anche all’altra grande crisi: quella ambientale, che pure va affrontata con lungimiranza. Se “nulla resterà come prima”, anche in quest’ambito dobbiamo essere pronti a cambiamenti in profondità, per essere fedeli alla nostra vocazione di “custodi del creato”. Purtroppo, invece, troppo spesso abbiamo pensato di essere padroni e abbiamo rovinato, distrutto, inquinato, quell’armonia di viventi in cui siamo inseriti.

È possibile rimediare, dare una svolta radicale a questo modo di vivere che ha compromesso il nostro stesso esistere?

«Cominciamo con l’assumere uno sguardo contemplativo, che crea una coscienza attenta, e non superficiale, della complessità in cui siamo e ci rende capaci di penetrare la realtà nella sua profondità. Da esso nasce una nuova consapevolezza di noi stessi, del mondo e della vita sociale e, di conseguenza, si impone la necessità di stili di vita rinnovati, sia quanto alle relazioni tra noi, che nel nostro rapporto con l’ambiente. In questo anno, in cui celebriamo il quinto anniversario dell’enciclica Laudato si’, occorre che nelle nostre parrocchie, in tutte le associazioni e movimenti, siano presentate e approfondite le molteplici indicazioni teologiche, pastorali, spirituali, pedagogiche: “l’enciclica attende una ricezione corale per divenire vita, prospettiva vocazionale, azione trasfiguratrice delle relazioni con il creato, liturgia, gloria a Dio”».

I Vescovi chiudono il loro messaggio invitando ad iniziative pastorali concrete.

Sì. Comunicare la bellezza del creato; denunciare le contraddizioni al disegno di Dio sulla creazione; educare al discernimento, imparando a leggere i segni che il creato ci fa conoscere; dare una svolta ai nostri atteggiamenti e abitudini non conformi all’ecosistema; scegliere di costruire insieme una casa comune, frutto di un cuore riconciliato; mettere in rete le scelte locali, cioè far conoscere le buone pratiche di proposte ecosostenibili e promuovere progetti sul territorio; elaborare una strategia educativa integrale, che abbia anche dei risvolti politici e sociali; operare in sinergia con tutti coloro che nella società civile si impegnano nello stesso spirito; auspicando che le Chiese cristiane sappiano promuovere scelte radicali per la salvaguardia del creato».

In che misura le nostre comunità sono sensibili a queste necessità impellenti per evitare il peggioramento della situazione del creato, che pare già al collasso?

«La domanda ha sollecitato numerose iniziative, coordinate dal Gruppo diocesano “Laudato Si'”. I percorsi proposti non sono “manifestazioni ambientalistiche”, ma si muovono nell’ottica dell’ecologia integrale proposta da Papa Francesco nella sua enciclica, dove l’uomo è parte integrante della natura e dell’ambiente. E quindi quando parliamo di ambiente parliamo anche della relazione che lega la natura con la società che la abita e l’ecologia integrale comprende anche le dimensioni umane e sociali».

Nel concreto quali le proposte sul territorio diocesano?

«Martedì 1° settembre, a Casalmaggiore, S. Leonardo, ci sarà la Festa del Creato e Laudato Si’; venerdì 25 settembre la Festa del Creato a 2020 – Commessaggio. E sabato 26 settembre a Cremona una festa e riflessione, presso le Colonie Padane, promossa dal Gruppo Laudato Si’ Cremona insieme alla Zona pastorale 3. Sono poi in programmazione, con date da definire, altre iniziative quali, a Cassano d’Adda, la Preghiera per il creato, o una presentazione della Guida all’ecologia integrale, FOCSIV, 20 pratiche concrete di conversione ecologia, sociale e ambientale, dal Sud al Nord dell’Itala, strumenti di riflessione e di progetti per comunità e famiglie. Altre iniziative sono in corso di definizione da parte di gruppi e movimenti. Si tratta di sempre di tematiche che coinvolgono e sollecitano la riflessione».

 

Materiale per celebrazioni o riflessioni sul sito della CEI alla pagina dedicata