Oratorio, una lettera del Vescovo per rilanciare la riflessione sul “cortile dei sogni”

Con la sua lettera indirizzata a «sacerdoti, educatori, adulti e giovani», il Vescovo Antonio rilancia la riflessione sul cortile dei sogni, alla luce dei difficili mesi della pandemia. L’esperienza di ripensamento – è utile ricordarlo – risaliva ad una intuizione sinodale. I giovani del Sinodo non si erano occupati direttamente della realtà dell’Oratorio, ma avevano toccato il suo carattere nevralgico in diversi passaggi, ripresi dalla lettera Gesù per le strade. Proprio nelle sue ultime battute si chiedeva di intraprendere un percorso di rilettura e rilancio dell’esperienza oratoriana, dentro le profonde trasformazioni che inevitabilmente toccavano e toccano il tessuto educativo ecclesiale, sia dentro che fuori le comunità (dalla demografia alla crisi dell’evangelizzazione, dal nascere delle unità pastorali al varo di esperimenti di sostegno, coordinamento e guida ad opera di educatori, anche professionali…).

Scarica qui la lettera del Vescovo

La prima edizione del cortile dei sogni, strumentata con una scatola-contenitore di schede, traccia per la preghiera e materiali di rilettura, era stata bruscamente interrotta la scorsa primavera per l’insorgere del primo lockdown. L’anno pastorale 2020-2021 prevedeva una nuova manutenzione del tema che si è concretizzata con  altre schede recapitate prima di Natale. Ma il perdurare della pandemia e la continua alternanza di zone dai colori diversi e dalle opportunità operative molto risicate ha richiesto una ulteriore messa a punto: non altro materiale, ma una sorta di sintesi e di rilancio, richiesta espressamente dal Vescovo e considerata non come un esercizio retorico, bensì come un compito di riassunzione, pacata e risoluta, della questione educativa attorno alle prassi e alle condizioni reali dei nostri Oratori. E questo mentre in diocesi si sono tenute vive le domande sull’educazione, la rete adulta, la responsabilità dell’educazione alla vita buona del Vangelo, con diverse iniziative che costituiscono altrettanti materiali di riflessione, spunto e sguardo critico (in particolare  la lettera educativa scritta dai servizi diocesani alla tavola rotonda tra educatori, sino alla formazione ancora in corso sui media digitali). Anche il Mosaico di gennaio-febbraio, uscito da poco, dà ampio spazio alle parole della pandemia, rilette soprattutto dai giovani, ma presenta anche il punto su come ieri ed oggi la realtà dell’Oratorio si riconosce dentro cambiamenti epocali che chiedono la saggezza di tutti.

Ora la lettera del Vescovo, mentre ribadisce il lavoro di ogni comunità sulla Parola e sul discernimento di questo tempo (il giorno dell’ascolto ne è un  elemento-chiave), chiede di riprendere tra febbraio ed aprile il confronto in comunità proprio sul “cortile dei sogni”. E fornisce tre piste di lettura, che riprendono i materiali delle schede già pubblicate e le riducono all’essenziale: il tema delle risorse, delle figure e delle alleanze; le scelte di esperienza su cui puntare concretamente; l’individuazione di strade inesplorate per il futuro prossimo della pastorale giovanile.

Sullo sfondo, ma senza alcuna pretesa di chiudere, anzi proprio per segnalare una convergenza e un cammino insieme, che riprende il respiro sinodale, l’appuntamento del 23 aprile, confermato nella sua struttura di fondo: un momento diocesano, già immaginato nella Assemblea oratori dello scorso settembre, per riprendere e condividere la lettura e la vitalità dei tanti cortili che sono, alla fine, l’unico cortile dei sogni.




Lunedì 14 l’Assemblea degli oratori: uno sguardo sul futuro nel “cortile dei sogni”

Si chiudono oggi le iscrizioni all’Assemblea Oratori di lunedì 14 settembre (dalle 18 alle 21.30 in seminario).

L’attenzione sarà alla ripresa della vita degli Oratori, con particolare spazio dato non tanto alla cornice giuridica delle norme, quanto piuttosto alle provocazioni di questo tempo e alle riflessioni necessarie per riprendere e continuare il cammino del cortile dei sogni. Tre i focus toccati, dopo la riflessione del Vescovo e la contestualizzazione: uno sull’emergenza educativa, uno sulla forma dell’Oratorio oggi, uno sul rapporto – delicato ed essenziale – con il territorio e la società.

Ciascuna lettura aprirà un confronto di gruppo: pertanto chi si iscrive (mail a segreteria@focr.it) è pregato di specificare a quale tavolo partecipare. Le schede degli interventi saranno inviate in anticipo ai partecipanti, per consentire a tutti di prepararsi.

A ogni gruppo sarà richiesto di esplicitare tre attenzioni o tre proposte concrete per il cammino diocesano degli Oratori. Il tutto costituirà materiale per il Mosaico, in uscita appena dopo l’assemblea, e il nuovo segmento di percorso del cortile dei sogni, bruscamente interrotto nello scorso marzo. Quest’ultimo strumento ripartirà e verrà calibrato anche in relazione al cammino diocesano di elaborazione e ascolto della Parola e dei vissuti che tutti impegnerà sino almeno al prossimo Avvento.

Dopo una pausa per la cena, i lavori riprenderanno per focalizzare alcuni passaggi soprattutto sulle risorse educative che la diocesi mette a disposizione di parrocchie e unità pastorali.

Ritrovarsi e condividere, ascoltare ed elaborare insieme è un gesto prezioso ed ecclesialmente utile: racconta non solo una tradizione, ma anche una passione che riconosce nel tempo dedicato ai più giovani una vera e propria vocazione, dei singoli e delle comunità.




“Cortile dei sogni” in Zona 2: ascolto e confronto per condividere la passione educativa

Anche la Zona 2 ha trovato ieri sera un momento per riflettere sul presente e sul futuro dell’Oratorio, senza la presunzione di trovare una ricetta ma mettendo al centro la volontà di ascoltarsi e confrontarsi, come primo segno dell’essere Chiesa.

Alcuni degli oratori presenti tra cui gli oratori di Soncino, Soresina, Pizzighettone, l’oratorio ospitante di San Bassano, gli oratori di Casalmorano, Castelverde, Cornaleto e Paderno Ponchielli hanno raccontato le proprie sfide, paure, ma anche le cose belle che ogni realtà deve saper valorizzare, per fare il punto del dove siamo arrivati.

L’incaricato diocesano di Pastorale giovanile don Paolo Arienti ha aiutato i giovani, i sacerdoti e i religiosi presenti a riflettere sul ruolo dell’Oratorio partendo dalla passione educativa che deve caratterizzarlo, senza fossilizzarsi sulle forme che ha oggi: come in uno studio di un geometra, se è necessario, il progetto può e deve essere continuamente rivisto, ma ciò sarà possibile solo se esiste una passione educativa viva a dare la spinta.

In un secondo momento si è poi riflettuto sul ruolo che la zona pastorale ha per i nostri oratori: secondo molti i momenti d’incontro e di confronto a livello zonale sono positivi e importanti. Nonostante a volte vengano messi in secondo piano a causa degli impegni che la parrocchia o l’unità pastorale richiede, è necessario riscoprire questa ricchezza, soprattutto per le fasce d’età più giovani, a volte difficili da coinvolgere a livello parrocchiale.

La serata si è conclusa con la cena insieme organizzata dall’oratorio di San Bassano, un’occasione bella per condividere anche nell’informalità la passione che ci accomuna.

 




Il “Cortile dei sogni” in zona IV: un’opportunità per ripensare insieme l’oratorio

Dopo un momento di convivialità nei locali dell’oratorio di San Daniele Po, ha preso il via l’incontro tra gli oratori della Zona pastorale 4 per il progetto il “Cortile dei sogni”, che guarda un ripensamento condiviso degli oratori nella prospettiva di un’apertura verso nuove possibili alleanze educative. Dopo la preghiera iniziale, don Paolo Arienti, incaricato diocesano per la pastorale giovanile, ha introdotto e guidato l’incontro.

Sono le parole che il vescovo Napolioni ha scritto nella sua lettera pastorale a ricordare l’importanza della «passione educativa», e la necessità che essa si «traduca – concretamente – nel rilancio degli oratori». Da qui ha preso avvio il discorso introduttivo di don Paolo Arienti.

Dopo i momenti di ascolto proposti in precedenza attraverso la compilazione di due schede, una sul “DNA dell’oratorio”, l’altra su “luci e ombre” per andare più in profondità rispetto ai vari indicatori in cui si compone l’oratorio (rapporto con adolescenti, famiglie, stranieri, istituzioni civili), è stata la volta della terza scheda, che chiedeva alle parrocchie di raccontarsi, portando magari un oggetto evocativo della propria esperienza, per poi passare ad una fase in cui mettersi a dialogare più specificamente sulla propria realtà zonale.

La Zona 4, notava del resto don Paolo Arienti, è quella in cui alcuni esperimenti innovativi sono già in corso, come l’inserimento di alcune figure professionali all’interno degli oratori, la mistagogia, il gruppo giovani e la commissione zonale. L’obiettivo è stato dunque quello di ragionare un po’ sulle “alleanze”, da individuare e consolidare.

Diversi rappresentanti delle parrocchie e delle unità pastorali impegnati nella pastorale giovanile hanno preso dunque la parola per descrivere le singole realtà e cercare di delineare le possibili alleanze educative a livello zonale. Nonostante le criticità condivise, soprattutto nella frequenza  feriale degli oratori e nell’impegno necessario per la costruzione delle unità pastorali (che –  come notava don Paolo – implica comunque l’esistenza di una struttura già nascente di pensiero condiviso) la quasi totalità degli interventi ha voluto sottolineare per lo più gli aspetti positivi su cui è possibile costruire il ripensamento concreto degli oratori.

Una tavoletta di legno con dei chiodi sparsi uniti da un groviglio di fili è l’oggetto rappresentativo portato da Pasquale, educatore operante nell’unità pastorale di Gabbioneta, Binanuova, Vescovato e Ca’ de’ Stefani. «L’idea è quella di creare delle reti con le associazioni e con il territorio, con le istituzioni e reti soprattutto nel coinvolgimento maggiore dei più giovani», laddove si rileva un vero e proprio “scollamento” generazionale.

Un ramo fiorito di mandorlo, per indicare la fragilità ma anche la voglia di rivivere, e l’immagine di don Bosco che rievoca l’importanza della presenza del sacerdote in oratorio, i due oggetti presentati invece dall’oratorio della nascente unità pastorale di Cella Dati, Derovere, Longardore, Pugnolo, San Salvatore, Sospiro, Tidolo.

Tutte le proposte sono sembrate convergere sulla necessità di creare percorsi e risorse comuni: la proposta di Pasquale è quella di organizzare degli incontri zonali sfruttando le reti già esistenti tra gli adolescenti dei vari oratori e coinvolgendo le figure educative, i collaboratori della F.o.Cr. e il gruppo giovani già esistenti in Zona 4. L’idea condivisa è in particolare quella di accompagnare i ragazzi, già così ampiamente coinvolti durante l’esperienza estiva del Grest, anche nel corso di incontri invernali in cui creare reti di relazioni e dare rilievo alle esigenze dei ragazzi stessi.

In chiusura don Paolo Arienti, dopo aver ricordato come il progressivo cambiamento dei nostri oratori può essere emblematicamente sintetizzato nelle espressioni degli ultimi tre vescovi (il vescovo Assi parlava di “palestra”, Lafranconi partiva dalla domanda “che cercate?”, mentre Napolioni ha rilanciato con “Gesù per le strade”), ha infine ricordato l’incontro conclusivo del 17 aprile, un’opportunità di condivisione e crescita sul tema del ripensamento dell’oratorio a livello diocesano.

Photogallery




Il “Cortile dei sogni”: scambio di esperienze e prospettive tra gli oratori della Zona V

«Qual è la nostra idea di oratorio? Quanta passione siamo disposti a metterci per concretizzarla?»: una serata sul tema si è tenuta martedì 14 gennaio all’oratorio di Viadana Castello. Introdotto e moderato da don Paolo Arienti, incaricato diocesano per la pastorale giovanile, l’incontro costituiva la fase zonale del progetto “Il cortile dei sogni”, percorso di ripensamento e rilancio dei centri giovanili della diocesi cremonese. Al momento di confronto sono intervenuti una cinquantina tra sacerdoti e collaboratori d’oratorio.Dopo la preghiera e la riflessione iniziali, diversi tra don e animatori hanno preso la parola per condividere peculiarità, problematiche, aspettative, timori, idee e propositi, tracciando uno sguardo a 360 gradi sulla situazione attuale e sugli scenari futuri degli oratori della Zona pastorale V. La situazione di partenza è per certi versi simile, nonostante le inevitabili differenze: si osservano ad esempio un calo generalizzato delle frequenze, la dispersione degli adolescenti, la gestione in certi casi problematica di strutture e convivenza, la difficoltà di coinvolgere adulti e famiglie, la faticosa costruzione di un cammino unitario tra parrocchie, la complessità del dialogo coi giovani non cristiani. «Ci servirebbero – ha sintetizzato Patrizia (insegnante di Pomponesco) – una lente d’ingrandimento speciale, per riuscire a leggere la realtà in modo più approfondito, e un binocolo, per vedere più da vicino i bisogni dell’oggi».

«I due binari principali che dovremo tenere assieme – ha notato don Luca (vicario a Viadana) – sono l’educazione alla fede e l’accoglienza».

Come fare? Non sono mancate le proposte, da quelle più “tradizionali” (rilanciare le attività di Azione Cattolica e Csi) a quelle più “innovative” (assemblare un calendario delle proposte per adolescenti e giovani in zona, così da permettere ai gruppi di spostarsi anche tra oratori diversi; rimettere al centro la Messa, più che la catechesi; saper rinunciare se necessario persino ai Grest, se ciò dovesse significare tenersi la libertà di inventare qualcos’altro d’estate per rispondere ai bisogni nuovi dei più giovani).

Elia (ventenne di Casalmaggiore) ha posto l’accento sull’importanza dei sacerdoti: «Sono loro, con le loro attenzioni e il loro esempio, che aiutano i ragazzi a star bene e a sentirsi voluti bene in oratorio, stimolandoli a fare gruppo e a impegnarsi».

Non è mancato qualche intervento sconsolato, ma Don Andrea (parroco dell’unità pastorale Cicognara-Cogozzo-Roncadello) ha invitato tutti a rimanere sereni: «Siamo o non siamo la Chiesa del Signore risorto? Non è da noi vedere le cose come troppo complicate».

«Di strutture e organizzazioni – ha ribadito don Davide (vicario zonale) – ne ho viste passare e cambiare tante. Più di quelle, l’importante è la passione che ci si mette e la fede in Cristo che le sostiene». Anche don Paolo ha voluto concludere all’insegna dello spirito costruttivo: «Ripensare gli oratori non significa deprimersi, ma guardare avanti: rilanciarci, tenendo bene a mente perché ci siamo».

In programma il 17 aprile a Cremona l’incontro conclusivo, per un momento di condivisione diocesano.

Photogallery




“Cortile dei sogni”: gli oratori della città a confronto per condividere il rilancio (VIDEO E FOTO)

Si è svolta presso l’oratorio della Beata Vergine di Caravaggio nel pomeriggio di domenica 12 gennaio 2020 la tappa zonale del percorso di ripensamento e riprogettazione del modello di oratorio, promosso da Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile con la Federazione Oratori cremonesi, titolato Cortile dei sogni.

L’incontro, rivolto ai sacerdoti e ai collaboratori d’oratorio della Zona 3, si è aperto con un momento di preghiera a cui ha fatto seguito una breve introduzione di don Paolo Arienti, responsabile dell’ufficio diocesano di pastorale giovanile.

«Ripensare l’oratorio – ha esordito don Arienti – non significa rivedere il calendario degli eventi, ma ricentrare il nostro agire attorno a Colui che dovrebbe ricoprire un ruolo centrale».

Il momento successivo, introdotto da don Pierluigi Fontana, responsabile zonale della pastorale giovanile, ha visto i presenti dividersi in due gruppi per confrontarsi e dialogare circa le questioni focali della vita dell’oratorio: catechesi, ferialità, legame con il territorio ed accoglienza.

Il dibattito ha dato modo a tutti di condividere le ricchezze presenti nelle proprie parrocchie e, allo stesso modo, le fatiche che ciascuno si trova ad affrontare.

«È questa la motivazione che ci ha spinto a proporre un incontro zonale – ha poi spiegato don Arienti – perché crediamo che dal confronto, dalla condivisione possa nascere qualcosa di buono. Nessuno è chiamato ad affrontare da solo le situazioni che gli si presentano, ma tutti noi siamo invitati a collaborare, a stringere delle alleanze che ci aiutino a camminare insieme».

Tra le questioni più urgenti è emersa quella della scarsa presenza alla vita “feriale” dell’oratorio, per alcune parrocchie; dall’altra parte sono stati messi in luce quei percorsi di mistagogia e catechesi giovanile che, ancora oggi, vedono un’ottima presenza da parte di adolescenti e giovani.

«Vivere le dinamiche ecclesiali – ha concluso don Paolo Arienti – significa proprio questo: dirsi le cose per come stanno realmente ed avere la capacità, ed il coraggio, di parlarne con intelligenza. Se vogliamo ripensare l’oratorio, che è la nostra passione, dobbiamo porci in un’ottica di condivisione».

Il ripensamento della ferialità, il potenziamento del protocollo di intesa con il Comune di Cremona e l’attenzione da dedicare al percorso di formazione giovanile “Traiettorie di sguardi” sono solo alcune delle proposte lanciate dal responsabile diocesano della pastorale giovanile per rivedere le linee guida della vita degli oratori cremonesi.

L’invito che ha concluso l’incontro è stato quello di non lasciar cadere le domande e le considerazioni emerse dal dibattito comune, di riprenderle nei contesti parrocchiali, anche in vista dell’incontro diocesano che concluderà, almeno formalmente, il Cortile dei sogni: venerdì 17 aprile, alle 18.30 presso il seminario vescovile di Cremona, si terrà l’assemblea diocesana degli oratori insieme al Vescovo Antonio Napolioni.

Photogallery

 




Oratorio, il Cortile dei Sogni si prepara per la fase zonale. Domenica il primo appuntamento a Cremona

Un’ulteriore tappa del percorso di ripensamento e riprogettazione del modello di oratorio promosso dalla Federazione Oratori cremonesi titolato «Cortile dei sogni» è prevista a livello anche zonale. La scheda 3 messa a disposizione in diocesi aiuta a preparare con semplicità un incontro che ogni Zona ha scelto in base ai propri calendari. Da vivere insieme innanzitutto un momento di ascolto: ciascun Oratorio è invitato a focalizzare un punto e raccontarsi per le proprie caratteristiche.

Sullo sfondo non solo i problemi, ma soprattutto i desideri e la ricerca di senso alla passione educativa sperimentata negli ambienti e percorsi oratoriani. Poi sarà la volta del confronto, perché le osservazioni emerse, anche critiche, possano interrogare il cammino delle Zone e suscitare alleanze e prospettive. Da portare all’incontro: una focalizzazione della propria storia.

Gli invitati all’evento sono gli educatori e i collaboratori che si sentano di confrontarsi. Obiettivo dell’incontro zonale: costruire tra zone e Oratori un’alleanza vitale, utile e non retorica. Ad aprile sarà la volta di trarre qualche considerazione importante anche a livello diocesano.

Ecco il calendario degli appuntamenti nelle diverse Zone. La Zona 1 si ritrova domenica 1 marzo 2020; la Zona 2, invece, domenica 26 gennaio presso l’oratorio di San Bassano, alle ore 19 (con buffet); la Zona 3, città di Cremona, ha scelto la domenica 12 gennaio, e l’attività si svolgerà all’oratorio Beata Vergine di Caravaggio, con inizio alle ore 15. Invece in Zona 4 la data è infrasettimanale, venerdì 17 gennaio e la sede sarà l’oratorio di San Daniele Po, con inizio alle ore 20 (con buffet). Infine la Zona 5 si ritrova martedì 14 gennaio presso l’oratorio di Viadana: inizio previsto alle 20 (con buffet).

La lettera di presentazione di don Arienti

 

MATERIALI 

Locandine incontri zonali cortile – ZONA 1 .   Social ZONA 1

Locandine incontri zonali cortile – ZONA 2Social ZONA 2

Locandine incontri zonali cortile – ZONA 3 .   Social ZONA 3

Locandine incontri zonali cortile – ZONA 4 .   Social ZONA 4

Locandine incontri zonali cortile – ZONA 5 .   Social ZONA 5




Il 26 settembre l’Assemblea degli oratori apre una finestra sul “Cortile dei sogni”

Si terrà giovedì 26 settembre 2019 presso il Seminario Vescovile l’annuale assemblea oratori, spostata nel tardo pomeriggio per consentire la presenza anche degli educatori e dei responsabili laici degli oratori. L’inizio è previsto per le 18,30 con la preghiera di benedizione.

L’assemblea si articolerà poi in due momenti: nella prima parte verranno presentati tutti i materiali del percorso “Il cortile dei sogni” che segnerà nell’anno 2019-2020 un tentativo di ripensamento condiviso del lavoro qualitativo degli oratori; nella seconda (dopo il buffet offerto) sarà il momento del confronto e di alcune comunicazione sulla vita pastorale e organizzativa dei nostri oratori.

Invitiamo almeno un rappresentante per parrocchia o unità pastorale, accanto naturalmente a tutti i sacerdoti ed educatori che prestano il loro servizio stabile negli oratori.

I materiali che verranno proposti in assemblea sono per il momento in bozza e attendono il contributo di quanti, soprattutto nel periodo estivo, sono stati sollecitati ad apportare il proprio contributo ragionato.

Per approfondire il percorso del cortile dei sogni anticipiamo qui un contributo che apparirà sul prossimo numero del Mosaico di settembre-ottobre

Un cortile aperto sui sogni di Dio

«A nove anni ho fatto un sogno. Mi pareva di essere vicino a casa, in un cortile molto vasto, dove si divertiva una gran quantità di ragazzi. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano.  Al sentire le bestemmie mi lanciai in mezzo a loro e cercai di farli tacere usando pugni e parole. In quel momento apparve un uomo maestoso, vestito nobilmente.  Un manto bianco gli copriva tutta la persona. La sua faccia era così luminosa che non riuscivo a fissarla.  Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di mettermi a capo di quei ragazzi. Aggiunse: «Dovrai farteli amici non con le percosse,  ma con la mansuetudine e la carità.  Su, parla, spiegagli che il peccato è una cosa cattiva e che l’amicizia con il Signore è un bene prezioso». Confuso e spaventato risposi che io ero un ragazzo povero e ignorante, che non ero capace di parlare di religione a quei monelli. In quel momento i ragazzi cessarono le risse, gli schiamazzi e le bestemmie e si raccolsero tutti quanti intorno a colui che parlava».

Memorie dell’oratorio – San Giovanni Bosco

Siamo fatti di storia e di geografia. Di spazio e di tempo, per dirla con papa Francesco. Ed entrambe – la storia e la geografia – non sono solo materie scolastiche da mandare a memoria. Perché la storia conosce un passato, ma fa vivere un presente e attende un futuro; e la geografia a sua volta non è solo questione di laghi o nomenclature di montagne, ma ha a che fare con popoli e comunità, generazioni che vanno ed altre che arrivano. La storia e la geografia le fanno gli uomini, anche dalle nostre parti, nella Bassa.

Ed ecco che storia e geografia ci provocano: perché ci consegnano più di centotrenta Oratori perlopiù con un campo di calcio e un salone, delle aule di catechismo e delle zone verdi. La scorsa estate – se si girava in incognito la Diocesi – si sentivano le voci di alcuni cortili aperti ed affollati, mentre altrove era assordante il silenzio di posti vuoti e chiusi; si potevano vedere strutture belle ed invitanti oppure scontrarsi con cancelli chiusi. Colpa certo della natalità in calo, delle ferie, dei pochi preti e del mutato senso di affezione anche a Madre Chiesa, per molti spesso una estranea di cui meglio fidarsi poco. E gli Oratori? Stanno lì e possono scegliere se languire o vivere, sparire o esserci.

Il sinodo dei giovani sta sullo sfondo di un cammino che continua, mentre la Lettera del Vescovo Gesù per le strade rilancia alcuni passaggi che vanno onorati. Il Cortile dei sogni vorrebbe rimettere al centro uno dei  tasselli preziosi della chiesa diocesana: l’Oratorio. La letteratura in materia? C’è! Gli esperti (di vita, soprattutto)? C’è pieno e ciascuno è titolato a dire la sua alla luce di una esperienza decennale. Che fare allora? Non certo dell’accademia, ma una operazione di presa di coscienza ecclesiale, se si preferisce un ripensamento concreto e propositivo. Tutti vorrebbero un bel progetto educativo magari stampato con copertina lucida e colori accattivanti. Accomodiamoci: su internet c’è di tutto e di più. Ma le persone, i processi, le decisioni e soprattutto la vita… possono essere un download o finire in polemica arrogante?

Proviamo a ripartire da una scatola. Essa non contiene le risposte (educatori gonfiabili, libri con paroloni altisonanti o occhiali dalle lenti rotte che ti fanno vedere solo la tua esperienza). Si preoccupa piuttosto di aprire una verifica e di creare delle alleanze. Ricordiamoci queste due parole: verifica e alleanze. Se vogliamo, diciamola così: apriamo quella scatola per aiutarci ad una analisi qualitativa dei nostri Oratori, mentre dal territorio si profilano le Unità pastorali (e non è vero  che non c’è nulla in materia!) e si fanno i conti con le risorse (e non è vero che non si fa nulla!).

Nella scatola troviamo le classiche e antipatiche schede che sanno di compitino o di forzatura. È inevitabile. Come è inevitabile che la chiacchiera clericale sappia solo lamentarsi dopo aver abbondantemente taciuto e disertato i momenti di costruzione comune. Queste benedette schede ci aiuteranno a ragionare, verificare e sognare… con i piedi per terra e gli occhi aperti.

Scarica la locandina




“Se saremo fratelli”: i sussidi per l’anno oratoriano (VIDEO)

Sono disponibili online i sussidi preparati dalla Federazione oratori cremonesi per l’anno oratoriano 2019/2020, che svilupperà per fasce d’età il tema “Se saremo fratelli”. Ecco le schede dei singoli sussidi. Pubblichiamo anche la video-presentazione dell’incaricato diocesano della Pastorale giovanile don Paolo Arienti.

Il sussidio catechesi-cultura per i GIOVANI – Voce del Verbo 

Da alcuni anni la Federazione Oratori propone alcuni moduli formativi per i giovani 20-30enni, come declinazione dell’anno oratoriano per una fascia d’età particolare. Il taglio anche quest’anno è di tipo culturale e sollecita chi sta pensando un percorso, a programmare alcuni incontri curati nella forma, nella comunicazione e negli obiettivi, e a farsi aiutare da un ventaglio di risorse che possono essere combinate in base alle energie a disposizione. I moduli di cui si compone Voce del Verbo, sono smontabili e rimontabili in base alle scelte locali. Scarica il sussidio giovani

 

 

Il sussidio ADOLESCENTI – Davvero fratelli

Lo strumento sostiene le scelte dei catechisti di un gruppo adolescenti, mentre programma il proprio percorso. Accompagnare adolescenti a livello formativo non è un compito facile, ma è un servizio estremamente prezioso per una comunità perché ha la possibilità di mettere delle persone adulte nella fede al fianco di giovani che stanno crescendo. Il tema del sussidio è ispirato all’anno oratoriano e offre una struttura flessibile che può essere rivista e riprogettata sulla base delle esigenze locali. Nella consapevolezza che lo strumento suona bene nelle mani di un buon musicista, la speranza è che possa essere utile alla vostra programmazione. Scarica il sussidio adolescenti

 

 

Il sussidio PREADOLESCENTI – APPerò

In forte collaborazione con l’Ufficio catechistico e quello per la Famiglia, APPerò è il sussidio dedicato alla programmazione della mistagogia che accompagna i ragazzi dell’iniziazione cristiana verso l’adolescenza. Si tratta di una mediazione dell’anno oratoriano, presuppone il volume 6 del progetto di Iniziazione della Diocesi di Cremona e si offre come strumento più pratico di confronto e costruzione per i catechisti e gli educatori dell’Oratorio. Una sezione è dedicata anche all’accompagnamento degli adulti e delle famiglie, secondo focus dell’attenzione mistagogica. Si può utilizzare secondo le esigenze locali con una opportuna progettazione. Scarica il sussidio per i ragazzi.

 

 

La video presentazione dell’anno oratoriano 2019/2020




Animatori degli oratori al lavoro per costruire il “cortile dei sogni” (VIDEO)

Si conclude oggi, lunedì 25 agosto, la due giorni di “scuola animatori” organizzata dall’Ufficio di pastorale Giovanile presso il Seminario di Cremona, che ha visto la partecipazione di animatori provenienti da tutte le zone della diocesi per un appuntamento ideato per fornire strumenti e abilità sempre più mature e consapevoli da mettere al servizio della vita in oratorio.

Animazione, teatro, sport, condivisione… Laboratori, workshop e moduli formativi hanno scandito le tappe di questi due giorni vissuti dai ragazzi con grande partecipazione e in un clima di amicizia in cui si è vissuta anche la notte sotto le stelle, preceduta dal saluto del vescovo Antonio che ha voluto far sentire la propria vicinanza agli adolescenti e all’impegno per il futuro dell’oratorio come luogo di educazione cristiana. «Si è guardato all’oratorio invernale, per aiutare gli oratori nel loro cammino ordinario» ha spiegato don Paolo Arienti, incaricato della pastorale giovanile e presidente della Federazione oratori cremonesi.

Una nuova sfida da affrontare con la forza di una tradizione lunga e ricca di frutti buoni, ma anche con strumenti nuovi, adatti al cambiamento dei tempi. Per questo la scuola animatori torna come un appuntamento prezioso, anche alla vigilia dell’anno dedicato al “Cortile dei sogni”, un percorso di riflessione, ascolto e rilancio sul territorio della missione dell’oratorio nella Chiesa e nella società di oggi (e di domani).