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Torna la “Raccolta di monetine per gli asini”, originale raccolta fondi per sostenere la Isla de Burro

Anche dopo il Natale proseguono sul territorio diocesano le iniziative di carità proposte da diversi enti e associazioni. È il caso de “La Isla de Burro”, opera segno di Caritas Cremonese, specializzata nella pet-therapy. Per questo 2024, la struttura di Zanengo ha deciso di riproporre la “Raccolta di monetine per gli asini”, un’originale raccolta fondi che rappresenta un concreto aiuto all’autofinanziamento della struttura.

«Quelle piccole monetine di bronzo che spesso ci dimentichiamo nel portafogli, in tasca o negli angoli di casa, per operatori, volontari e asini de “La Isla de Burro” costituiscono, invece, un grande valore – spiegaMarco Ruggeri, responsabile dell’opera segno di Caritas –. Esse rappresentano la piccola differenza che, anche se minuscola, sommata a tutte le altre ci ha permesso di esistere ancora oggi, nonostante le difficoltà economiche che ogni anno ci accompagnano».

Ma come funziona questa particolare raccolta fondi? Sono stati predisposti speciali “bicchierini” per la raccolta di monete (ma anche banconote), ritirabili direttamente presso la struttura, presso gli uffici di Caritas Cremonese, in via Stenico 2/B, o presso la caffetteria Il Voltone in piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria a Cremona. Una volta raccolti i fondi, i bicchierini saranno da riconsegnare agli stessi punti di ritiro. In alternativa, sarà possibile utilizzare anche un proprio bicchiere o vasetto.

Energia elettrica, acqua, spese alimentari, spese veterinarie e spese tecniche. Sono numerose le esigenze della struttura di Zanengo che necessitano di un contributo economico. L’iniziativa rappresenta dunque una mano tesa verso la continuità di questa preziosa realtà, che vuole esprimere la propria gratitudine «a tutti coloro che aderiranno alla campagna, sostenendo il progetto e dando valore a ciò che, isolato, è troppo piccolo, ma unito a tanti altri può generare un’azione per fare una grande differenza e cambiare la realtà».




«Grazie Cremona». È arrivato a Leopoli il camion degli aiuti per gli sfollati della guerra in Ucraina

È arrivato oggi a Leopoli in Ucraina il camion partito da Cremona il giorno di Sant’Omobono con un carico di aiuti alimentari raccolti in diocesi grazie all’impegno di comunità, associazioni e aziende, e destinato agli sfollati della guerra nei centri di Leopoli, Ivano-Frankivs’k e in due quartieri di Kiev.

E dal centro di smistamento arriva il ringraziamento di Ivanna Synytska della Comunità di Sant’Egidio in Ucraina alla comunità cremonese che ha donato questo prezioso carico: «Grazie per tutte le persone che in questo periodo molto difficile aiutano le persone che stanno soffrendo tanto per la guerra». Solo nella città di Leopoli gli sfollati sono 250 mila, ricorda l’operatrice, chwe conclude: «Grazie mille per l’aiuto che date al nostro Paese».
L’iniziativa di solidarietà a favore delle popolazioni vittime della guerra era stata annunciata dal vescovo Antonio Napolioni lo scorso 29 settembre in Cattedrale in occasione dell’intervento ad apertura dell’anno pastorale del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, che Papa Francesco ha scelto come suo incaricato per la missione di diplomazia umanitaria in relazione al conflitto in Ucraina. A renderla possibile l’impegno della Caritas diocesana e la sinergia con la Comunità di Sant’Egidio che, dall’inizio dell’invasione, si sta occupando del trasporto e della distribuzione di aiuti umanitari ai rifugiati interni dell’Ucraina.

È partito nel giorno di S. Omobono il tir di aiuti alimentari per l’Ucraina




È partito nel giorno di S. Omobono il tir di aiuti alimentari per l’Ucraina

 

Un tir con 34 bancali di prodotti alimentari di vario genere è partito nel pomeriggio di lunedì 13 novembre alla volta dell’Ucraina. Proprio nel giorno del patrono sant’Omobono, da sempre figura modello di carità e di attenzione agli ultimi, si è concretizzata l’iniziativa promossa dalla Diocesi di Cremona all’inizio dell’anno pastorale. Era stato il vescovo Antonio Napolioni ad annunciarla in occasione dell’assemblea ecclesiale che lo scorso 29 settembre aveva visto intervenire in Cattedrale il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, che Papa Francesco ha scelto come suo incaricato per la missione di diplomazia umanitaria in relazione al conflitto in Ucraina.

L’iniziativa di solidarietà a favore delle popolazioni vittime della guerra si è concretizzata attraverso il coordinamento della Caritas diocesana e la sinergia con la Comunità di Sant’Egidio che, dall’inizio dell’invasione, si sta occupando del trasporto e della distribuzione di aiuti umanitari ai rifugiati interni dell’Ucraina, in particolare a Leopoli, Ivano-Frankivs’k e in due quartieri di Kiev.

Il ringraziamento alla Camera di Commercio di Cremona e alle tante aziende del territorio che hanno offerto la propria disponibilità per concretizzare questo progetto è stato espresso pubblicamente dal Vescovo di Cremona all’inizio della Messa pontificale del 13 novembre in Cattedrale. «Non facciamo in tempo a realizzare un gesto che ce ne vorrebbero altri mille – ha detto aprendo la celebrazione –. Non stanchiamoci di concretizzare l’esempio di sant’Omobono sotto tutti i punti di vista: la fantasia della solidarietà nella nostra Chiesa locale non si è certo inceppata».

Il tir è partito per l’Ucraina nel pomeriggio di lunedì 13 novembre dal magazzino della Pasticceria Maristella di Pozzaglio ed Uniti, che ha anche messo a disposizione i propri spazi per lo stoccaggio dei diversi aiuti.

I bancali destinati ai rifugiati ucraini contengono dolciumi di vario genere, biscotti, brioches, prodotti da forno, pasta e passata di pomodoro e scatolame alimentare.

 

«Esprimo gratitudine alle realtà produttive, a chi ha fatto da tramite per realizzare in poco tempo un gesto concreto di solidarietà – ha affermato il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, poco prima della partenza del tir per l’Ucraina –. Certamente è una goccia nell’oceano della sofferenza prodotta dalle guerre, ma è un gesto che ci educa a un impegno concreto per la pace, che non deve essere desiderata solo per paura, ma costruita in ogni modo, luogo, momento».

«Da quanto è scoppiata la guerra – ha aggiunto il direttore della Caritas diocesana, don Pierluigi Codazzi, unendosi ai ringraziamenti del Vescovo verso tutte le aziende e le persone che hanno contribuito, senza dimenticare l’impegno degli operatori di Caritas Cremonese – siamo attivi sul territorio diocesano, in sinergia con le Istituzioni, per aiutare i profughi arrivati da noi, rispondendo a bisogni emergenziali e costruendo percorsi di integrazione. Ci stiamo ancora occupando di chi ha deciso di rimanere. Per quelli che hanno scelto di tornare nel proprio Paese e per tutti i rifugiati interni inviamo questi aiuti, nella speranza che possano trovare condizioni di sicurezza e, il prima possibile, di pace».

«Siamo grati alla Diocesi di Cremona, alla Caritas e a tutte le aziende che hanno collaborato – ha affermato Adriano Roccucci, vicepresidente della Comunità di Sant’Egidio –. Guardando i media oggi, la guerra in Ucraina sembra scomparsa, ma non è così: il conflitto continua a causare distruzione, vittime e impoverimento della popolazione. L’aiuto di Cremona va a sostenere quei 15.000 pacchi alimentari che ogni mese distribuiamo in Ucraina, nei nostri quattro centri interni e nelle regioni meridionali e orientali prossime al fronte. Un aiuto umanitario che è la base per costruire la pace».

 

Hanno donato i prodotti, offerto un contributo e collaborato all’iniziativa:

  • Api Industria Cremona
  • Associazione Industriali Cremona
  • Astra Bio
  • Barilla
  • Bonetti
  • Camera di Commercio Cremona
  • Casalasco Società Agricola – Pomì
  • Coldiretti Cremona
  • Confartigianato Cremona
  • Confcooperative Cremona
  • Corazzi Fibre
  • Dolciaria Gadeschi
  • Fondazione Fabio Moreni
  • Forno Manini
  • Lameri
  • Molino Pasini
  • Molino Tirelli
  • Nuova Ruggeri
  • Pasticceria Maristella
  • Rivoltini Alimentari Dolciaria
  • Trasporti Pesanti – Gruppo Storti



Domenica 23 luglio, Giornata dei nonni e degli anziani. Messa in Cattedrale e visita al Museo Diocesano. E Caritas lancia il progetto «Anziani custodi di speranza»

“Onoriamoli, non priviamoci della loro compagnia e non priviamoli della nostra, non permettiamo che siano scartati”. La Diocesi di Cremona e Caritas cremonese, in sinergia con Cooperativa Nazareth e Musei della Diocesi di Cremona, accolgono l’invito di Papa Francesco, contenuto nel messaggio realizzato in occasione della III Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani, e organizzano per domenica 23 luglio una iniziativa a loro dedicata. Il programma si aprirà alle ore 9.30, nella Cattedrale di Cremona, con la celebrazione della Santa Messa dedicata a nonni e anziani, mentre a seguire sarà organizzata una apposita visita guidata gratuita al Museo Diocesano (su prenotazione da effettuare entro martedì 18 luglio chiamando il numero 349 3928314).

Dal messaggio del Papa viene colta anche l’urgenza di una rinnovata apertura all’incontro intergenerazionale. Il Papa ha scritto, infatti: “A voi giovani, che vi state preparando a partire per Lisbona che vivrete la Giornata Mondiale della Gioventù nei vostri luoghi, vorrei dire: prima di mettervi in viaggio andate a trovare i vostri nonni, fate una visita a un anziano solo! La sua preghiera vi proteggerà e porterete nel cuore la benedizione di quell’incontro. A voi anziani chiedo di accompagnare con la preghiera i giovani che stanno per celebrare la Gmg”.

Per questo la Federazione Oratori Cremonesi rivolge un invito speciale a tutti i giovani della diocesi (sono circa 370) iscritti alla Gmg che si svolgerà a Lisbona dall’1 al 6 agosto, a compiere questo gesto nei confronti di nonni e anziani. Anche le parrocchie della Diocesi sono invitate domenica 23 luglio ad organizzare momenti di preghiera dedicati a chi – dalle parole del Papa – “ci dona la consapevolezza di far parte di un popolo in cui si custodiscono le radici”, ci trasmette “l’appartenenza al Popolo santo di Dio”.

 

SCARICA QUI IL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO  PER LA GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI 2023

 

L’iniziativa di domenica 23 luglio rientra nel progetto di Caritas cremonese e Cooperativa Nazareth “Anziani custodi di speranza” supportato all’interno della co-progettazione di Caritas Italiana e Intesa San Paolo per un rete solidale per la terza età sui territori diocesani. «Il territorio cremonese è uno dei più anziani d’Italia – è il commento di don Pier Codazzi, direttore di Caritas cremonese – Il compito primario delle Caritas e delle parrocchie non consiste nella gestione diretta di servizi, quanto piuttosto nello stimolo al contrasto all’isolamento e alla solitudine, nel lavoro di comunità e intergenerazionale, nell’ascolto di bisogni relazionali, spirituali e materiali»

Molte le azioni previste nel progetto: la consegna domenicale di pasti a domicilio nei mesi di ottobre, novembre e dicembre come supporto alimentare e relazionale ad anziani autosufficienti in condizioni di fragilità; il potenziamento dei servizi domiciliari ad anziani già in corso di realizzazione da parte della Cooperativa Nazareth in sinergia con il Comune di Cremona; l’attivazione di un riferimento telefonico che permetta anche a distanza di svolgere azioni di ascolto, di rilevazione del bisogno, di orientamento alle risposte e anche molto semplicemente di compagnia; laboratori di pet therapy con professionisti per generare stimoli ed esperienze positive e migliorare capacità relazionali e autostima; un affiancamento tecnologico per l’accesso a servizi digitali dedicati alla terza età, come la nuova piattaforma Social Care in corso di implementazione da parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in sinergia con Comune di Cremona, Consorzio Solco e Politecnico di Milano; un raccordo e riferimento per assistenti familiari non italiane già attive sul territorio e che in questi anni hanno trovato un punto di ritrovo e di socialità nella Casa dell’accoglienza di Cremona.
Il progetto verrà realizzato in collaborazione con i cinque centri di ascolto parrocchiali presenti a Cremona, la San Vincenzo e l’associazione No Spreco, i centri anziani attivi nelle parrocchie, enti pubblici e terzo settore.
«Vogliamo che la persona anziana – conclude don Pier Codazzi – non sia solo oggetto di azioni di sostegno, ma protagonista di azioni che hanno una forte ricaduta sulla comunità. Ci teniamo molto, poi, a creare occasioni di scambio intergenerazionale all’interno del territorio. Lavorare sulla prevenzione e sulla crescita relazionale aumenta il benessere degli anziani, ritarda il loro ingresso in strutture residenziali e fa bene a tutta la comunità”.

SCARICA QUI LA LOCANDINA (formato A3)

 

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Giornata mondiale dei nonni e degli anziani: concessa l’indulgenza plenaria




Con Caritas Cremonese un’estate di volontariato per i giovani

Nella Diocesi di Cremona si pensa già all’estate. Sono partiti infatti i preparativi per le iniziative che, nei prossimi mesi, vedranno impegnati giovani e ragazzi della diocesi in una vera e propria stagione di servizio. Tra le proposte per il periodo estivo, infatti, non mancano neppure esperienze di volontariato pensate da Caritas Cremonese per i giovani, che diventeranno così aiuti preziosi nelle attività quotidiane nelle strutture diocesane e non solo. L’invito è rivolto a singoli e gruppi.

«Come Caritas crediamo nella contaminazione reciproca che può provenire da un incontro – spiega Andrea Cariani, operatore di Caritas Cremonese –. I giovani sono sicuramente energia vitale per quello che è il futuro dei nostri servizi, perché la carità non è una questione solo rivolta agli altri, ma che ci riguarda anche in prima persona così come in maniera collettiva, come comunità». E prosegue: «Per i giovani questa può essere un’esperienza per conoscere realtà che altrimenti purtroppo sarebbero soltanto dei titoli scritti sui giornali».

Un impegno solidale che si concretizzerà in alcune esperienze di volontariato presso le opere-segno di Caritas Cremonese. Ad accogliere l’impegno dei giovani cremonesi saranno la “Fattoria della Carità” di Cortetano e l'”Isla de Burro” di Zanengo, che apriranno le loro porte per esperienze di carità a contatto con la natura, mentre la cura delle fragilità e delle relazioni saranno alla base delle proposte a “Casa di Nostra Signora” e “Comunità Lidia” a Cremona, così come presso la “Comunità San Francesco” di Marzalengo.

Oltre alle strutture coordinate dalla Caritas diocesana, alle quali i giovani potranno prestare servizio come singoli, si aggiungono le esperienze per i gruppi attraverso occasioni di volontariato nella capitale, in collaborazione con la Caritas di Roma, in particolare per le attività solidali nelle mense, nei centri diurni e nei centri d’accoglienza.

«Il Papa da anni sta esortando i giovani ad alzarsi, ad andare incontro, e a lasciare la loro impronta nel mondo – conclude Cariani –. È un richiamo che sentiamo nostro, come Caritas, e che vediamo anche nei tanti inviti e nelle tante richieste di informazioni e nei tanti desideri di volontariato che ci stanno pervenendo. I giovani hanno uno sguardo critico sul mondo, hanno voglia di cambiarlo e si stanno mettendo insieme per farlo».

Accoglienza, sostegno, ascolto e condivisione sono dunque i temi al centro del progetto attraverso il quale Caritas Cremonese si apre ai bisogni del territorio (e non solo).

Tutti i dettagli delle esperienze di volontariato con le schede di approfondimento delle opere-segno diocesane sul sito di Caritas Cremonese.




“Energia per Cremona”, fondo a sostegno della crisi energetica da Comune, Caritas e Fondazione Comunitaria

L’attuale crisi energetica e il conseguente aumento dei costi delle utenze ha forti ripercussioni su molteplici aspetti della nostra società andando a ricadere in particolar modo sulle famiglie, aggravando la posizione di quei nuclei già in condizione di fragilità economica, ma andando a interessare anche chi, in passato, è riuscito a far fronte, con risorse autonome, agli impegni collegati al proprio mantenimento e che già da oggi, e in maniera crescente nei prossimi mesi, si troverà in condizioni di non poter più garantire tale situazione.

In attesa che anche i livelli centrali della Pubblica Amministrazione valutino quali ulteriori interventi sia più opportuno e possibile adottare per far fronte a questa nuova condizione di crisi, il Comune di Cremona, con Caritas Cremonese e Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona intendono già da ora attivare concrete misure di contrasto a tale fenomeno e di supporto alle famiglie in condizioni di fragilità sul territorio cittadino.

La rete di soggetti da tempo attivi nel contrasto alle forme, vecchie e nuove, di povertà nel territorio cremonese è ampia e coinvolge soggetti istituzionali, del terzo settore e del mondo del volontariato: il lavoro svolto da tutte queste realtà è prezioso e deve essere riconosciuto. Quello che gli enti citati vogliono promuovere è un impegno ulteriore da parte di tutti nel fronteggiare l’attuale situazione. Insieme le tre Istituzioni, fortemente rappresentative del territorio, danno vita alla nuova campagna Energia per Cremona.

Come illustrato nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Gianluca Galimberti, da Cesare Macconi, presidente della Fondazione Comunitaria, da don Pierluigi Codazzi, direttore della Caritas Cremonese, e da Rosita Viola, assessora alle Politiche sociali e della fragilità, affiancata da Eugenia Grossi, dirigente del settore Politiche sociali del Comune di Cremona, si tratta di una raccolta fondi dedicata alla realizzazione di progetti a favore di famiglie in condizione di fragilità o vulnerabilità, mediante contributi di sostegno o iniziative di riduzione delle spese.

Le donazioni sono raccolte da Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona che ha messo a disposizione per tale finalità il proprio Fondo Povertà. È possibile effettuare il versamento mediante bonifico bancario alle seguenti coordinate: IBAN IT48 L084 5411 4000 0000 0086 184 causale “Donazione fondo Energia per Cremona” – Credito Padano – Banca di Credito Cooperativo – Cremona.

In questa nuova situazione di crisi, così come in passato, rivestono cruciale importanza i punti di ascolto e accoglienza dei nuclei familiari e dei cittadini in situazione di difficoltà: gli sportelli territoriali del Servizio Sociale, a partire dal POIS (Porta Informativa dei Servizi Sociali / Porta Unitaria di Accesso) del Comune di Cremona, così come gli sportelli dei Centri di Ascolto di Caritas e San Vincenzo attivi nel territorio continueranno a costituire un punto di riferimento imprescindibile.

Tuttavia, come già dimostrato nel corso dei mesi successivi alla fase acuta della recente pandemia, anche i contesti di incontro e di prossimità, dalle scuole, ai luoghi di culto, alle sedi associative o di attività sportive possono assumere un ruolo fondamentale nell’accogliere e accompagnare situazioni di difficoltà: è proprio in questi contesti che si intende promuovere iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della riduzione dei consumi energetici, anche in un’ottica di prevenzione, e di informazione circa le possibilità di accesso alle forme di sostegno attive.

Quindi un rinnovato impegno viene assicurato nel lavoro svolto dai Servizi Sociali e da Caritas Cremonese per l’accompagnamento delle famiglie fragili volto anche a garantire l’accesso a contributi di sostegno che possano intervenire in maniera efficace per arginare gli effetti della crisi. A tale proposito riveste importanza cruciale il costante confronto già in atto con gli enti erogatori nella fornitura delle utenze domestiche, in prima istanza A2A e Padania Acque, sottoscrittori con l’Ente Locale di apposite convenzioni, per prevenire l’insorgere di situazioni di pregiudizio ai danni di famiglie fragili.

 




“Bolletta sospesa”: da Caritas un aiuto concreto alle famiglie contro il caro-energia su tutto il territorio diocesano

Come a Roma e Milano, anche su tutto il territorio diocesano, Caritas cremonese, lancia l’iniziativa della Bolletta sospesa, un sostegno per le famiglie che non riescono a pagare le bollette energetiche. Si tratta di una proposta realizzata in occasione del 13 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, solennità patronale di Sant’Omobono e anniversario della fondazione della Caritas Diocesana, avvenuta 50 anni fa, il 13 novembre 1972.

Con la crisi energetica, iniziata nel 2021, e la guerra in Ucraina, i costi delle materie prime sono lievitati. La crisi ha colpito famiglie già in difficoltà e non solo. Infatti, sono molte le persone e i nuclei familiari che in questi mesi si stanno recando presso i Centri di Ascolto del territorio diocesano per chiedere un aiuto e circa un terzo sono nuovi poveri. Si tratta cioè di famiglie che prima d’ora non si erano mai rivolte alla rete Caritas e San Vincenzo. Un dato allarmante che richiede una risposta veloce e preventiva, soprattutto con l’approssimarsi della stagione invernale e del previsto caro bollette. Ecco perché la Caritas ha deciso di istituire una raccolta straordinaria in sostegno delle famiglie della Diocesi più in difficoltà nel pagamento delle utenze. Partecipare all’iniziativa è un atto di solidarietà concreta nello spirito della Giornata Mondiale dei Poveri e della festività patronale di Sant’Omobono. Un gesto che trasmette la vera essenza della carità: fare del bene a una persona sconosciuta in difficoltà senza chiedere nulla in cambio. Come contribuire? Con un sostegno che può essere piccolo, medio, grande a seconda delle proprie possibilità attraverso un bonifico con causale «Bolletta sospesa» a Fondazione San Facio o direttamente alla Caritas cremonese:

Fondazione San Facio

Banca di Piacenza – via Dante 126 – 26100 Cremona

IBAN: IT 57 H 05156 11400 CC0540005161

Conto Corrente Postale n. 68 411 503

causale: bolletta sospesa

Caritas Cremonese

Intesa San Paolo – Piazza Stradivari, 1 – 26100 Cremona

IBAN: IT 74 E 03069 11400 100000061305

causale: bolletta sospesa

Per il territorio del comune capoluogo, inoltre, è possibile partecipare all’iniziativa “Energia in comune”, la raccolta fondi lanciata dal Comune di Cremona e da Caritas cremonese, in sinergia con la Fondazione comunitaria della provincia di Cremona, e dedicata alla realizzazione di progetti per il sostegno nelle spese delle bollette di famiglie in condizioni di fragilità o vulnerabilità, anche attraverso la costruzione di possibili percorsi di risparmio e autonomia. 

Per aderire all’iniziativa dedicata alla città di Cremona, occorre fare una donazione mediante bonifico bancario al già costituito Fondo Povertà della Fondazione comunitaria della provincia di Cremona. Ecco le coordinate bancarie:

Fondo Povertà della Fondazione comunitaria

Credito Padano – Banca di Credito Cooperativo – Cremona.

IBAN IT48 L084 5411 4000 0000 0086 184

causale “Donazione fondo Energia per Cremona”




Ucraina: da Caritas Cremonese nuove indicazioni per ospitalità e raccolta di aiuti

La straordinaria generosità di tante persone e comunità si sta manifestando in molti modi, non solo attraverso la segnalazione alla Caritas Cremonese di alloggi che potranno essere utilizzati per l’accoglienza di profughi, ma anche attraverso la raccolta di alimenti e beni di prima necessità da fornire alla popolazione ucraina. In questo momento Caritas si trova in raccordo con le istituzioni pubbliche per le questioni giuridiche, sanitarie e scolastiche. Il tentativo è quello di promuovere un modello di accoglienza e supporto diffuso su tutto il territorio della diocesi, dove saranno chiamate ad essere protagoniste le comunità cristiane.

Per questo motivo, in una prima fase gli inserimenti dei profughi ucraini stanno avvenendo presso strutture messe a disposizione dalle parrocchie e negli alloggi autonomi resi disponibili da privati cittadini, sempre all’interno di una condivisione con le parrocchie di riferimento. Nei prossimi giorni è previsto un primo momento di condivisione e di verifica con i sacerdoti o i referenti delle parrocchie che stanno già accogliendo oppure che hanno dato la loro disponibilità ad accogliere.

Si riserverà ad una seconda fase l’eventuale accoglienza di profughi nelle famiglie, che generosamente hanno messo a disposizione parte delle proprie abitazioni.

Le parrocchie che intendono promuovere raccolte di generi alimentari a favore dei profughi ucraini ospiti sul territorio diocesano possono far confluire le derrate presso il magazzino Caritas di San Savino, concordando la consegna con il responsabile Egidio (339-4426707). Sarà poi compito dell’organizzazione ridistribuire al bisogno.

Chi intendesse donare abiti per i profughi ucraini presenti sul territorio cremonese può conferirli al negozio “Vesti e rivesti” di Corso Pietro Vacchelli 69 a Cremona (tel. 0372-413445).

Viceversa i profughi ucraini che avessero necessità di vestiario possono essere indirizzati al Centro d’ascolto di Caritas Cremonese (via Stenico 2 a Cremona, tel. 0372-23370) dove riceveranno un “buono” da utilizzare presso il negozio “Vesti e rivesti”.

 

Continua la raccolta di fondi per sostenere la popolazione ucraina:

Attraverso la Fondazione San Facio (La donazione alla Fondazione San Facio è deducibile se fatta con bonifico, assegno o versamento postale) :

Conto Corrente Bancario
IBAN: IT 57 H 05156 11400 CC0540005161

Conto Corrente Postale n. 68 411 503

 

Oppure, direttamente alla Caritas Cremonese:

Conto Corrente Bancario
IBAN: IT 74 E 03069 11400 100000061305

 

Per informazioni:

Caritas diocesana       0372 35063    Via Stenico 2/B

www.caritascremonese.it

caritas@diocesidicremona.it

 

 




La preghiera delle donne Ucraine di Cremona: «Così sosteniamo i nostri figli rimasti a lottare per la libertà»

Tra le mani il rosario e dei fili intrecciati con i colori della bandiera Ucraina. Un gruppo di donne ucraine da più di dieci si ritrova alla domenica, nel loro giorno libero, nei locali della Caritas cremonese per pregare e trascorrere qualche ora insieme. Sono tutte badanti, arrivate in Italia nei primi anni Duemila, per trovare un impiego che le permettesse di guadagnare abbastanza denaro da mantenersi e da mandare ai cari rimasti a casa. Il ritrovo della domenica alla Casa dell’Accoglienze è da sempre un modo per farsi forza e condividere il legame con le proprie radici.

Questa domenica, però, il ritrovarsi ha un significato diverso. Le donne pregano il Padre Nostro e l’Ave Maria, le preghiere che hanno imparato in italiano e parlano, con gli occhi pieni di lacrime di paura, dei figli rimasti nelle città sotto l’assedio delle armate russe. «Sono rimasti tutti in Ucraina – spiegano –  vogliono restare là e combattere per la libertà del nostro paese»

Alcune di loro non riescono a trattenere le lacrime. Si asciugano il volto in silenzio mentre le amiche raccontano: “Per fortuna riusciamo a sentire tutti i giorni i nostri figli e le nostre famiglie in Ucraina – dicono – Spesso ci scrivono, non chiamano perché devono essere veloci a proteggersi nelle cantine se suonano le sirene”.

Una di loro – riferisce il sito di Caritas Cremonese – ha la figlia che deve partorire a giorni: “Chissà dove nascerà mio nipote – si domanda con gli occhi lucidi – In ospedale, in casa, in cantina…”.  Sono preoccupate, ma trovano nella fede comune e nella preghiera la forza per tenere viva la speranza: «In questo periodo – spiega il direttore di Caritas don Pierluigi Codazzi – lasciamo spesso la chiesa a loro disposizione per pregare, perché ci dicono continuamente che solo con la preghiera le loro famiglie avranno la forza di rimanere in Ucraina e di affrontare questa prova durissima».

Una volta al mese da Brescia o Bergamo a celebrare la Messa per loro secondo il rito della Chiesa cattolica orientale. Questa domenica è don Codazzi unirsi alla loro preghiera.

“Noi assistiamo i vostri cari – dicono – e in questo momento non riusciamo ad abbracciare i nostri”. Ringraziano l’Italia e Cremona dove si sentono ormai come a casa, ma il cuore e la mente ora sono tutti per la Patria. Sanno che il loro popolo ha bisogno di aiuti, anche materiali, ma non rivolgono appelli. «Siamo gente abituata a dare agli altri, non a ricevere».

L’impegno di Caritas però, è concreto. Perché il momento della preghiera è il momento in cui non dimenticare di essere fratelli.

Ucraina, appello di Caritas per aiuti immediati. La testimonianza di don Tibaldini

 

 




Carità a misura di bambino: le proposte di Caritas per i più piccoli

 

Li avete mai osservati i bambini? A scuola accolgono il nuovo compagno abbracciandolo senza riserve e accompagnandolo per mano senza altra preoccupazione se non quella di fargli vedere i giochi disponibili.

Spesso, certo, litigano per una macchinina ma poco dopo sono seduti allo stesso tavolino a colorare insieme ed il ricordo della lite è sparito, cancellato con una filastrocca per fare “Pace”. Se raccolgono un fiore lo portano alla mamma e subito dopo ne serve un altro per la nonna, il nonno, la nonna bis… L’altro, conosciuto o no, è parte completa della loro vita, non lo escludono, non lo trascurano, non lo dimenticano.

E avete mai incrociato un gruppo di adolescenti appena sceso dal treno dopo un’esperienza estiva di servizio? Gli occhi luccicano (certamente per le notti insonni) un po’ anche per il ricordo delle storie di fatica e di privazione che hanno ascoltato dalle persone a cui sono stati seduti accanto senza pregiudizio e con molta curiosità, osando anche domande talvolta ingenue ed inopportune ma che hanno spalancato la strada all’incontro. I discorsi tra loro sono ancora scherzosi e sempre burleschi ma si affaccia sempre l’accenno ai gesti di servizio appena compiuti, quasi eroici per loro, che provano a raccontare con parole comuni per afferrarli e conservarne insieme un indelebile ricordo.

L’essere stati importanti per qualcuno ridona loro uno spirito vitale che trascurano quasi tutto l’anno.

Il Vangelo ci richiama fortemente a questa naturale predisposizione dell’animo umano “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” Non certo perché dobbiamo essere infantili ma perché, come loro, dobbiamo capire al volo la scelta del pastore che corre a cercare la pecora smarrita. Il Vangelo sembra dirci di imparare dai bambini a fidarci, a vedere la realtà con lo sguardo trasparente che abbiamo ricevuto dal Signore e sapere stare accanto a tutte le persone che incontriamo.

Allora se questo spirito è innato cosa dobbiamo fare come comunità cristiana? Accompagnare bambini e ragazzi a riconoscere che questo è lo spirito che Gesù chiede di avere per vivere in pieno il Suo Vangelo, riconoscere nei gesti e nelle attenzioni la carità che ognuno è portato a scambiare con ogni fratello e la possibilità di continuare a coltivarla.

Per questo nella Settimana della carità non poteva certo mancare questa attenzione ai più piccoli.

Viene dunque proposto un incontro di catechesi dove i volontari Caritas e i catechisti attraverso dei giochi possono collaborare per presentare ai bambini/ragazzi un’occasione di conoscenza e confronto sul tema della carità.

Scarica le proposte per bambini e ragazzi

Tra i tanti temi che la carità porta con sé ci è sembrato opportuno scegliere due insegnamenti da approfondire e sottolineare nell’incontro:

  1. Siamo cristiani e viviamo nel mondo accanto ai fratelli più bisognosi, la nostra fede ci invita a non fare finta di niente
  2. Esercitare la carità significa prenderci cura del Dio presente in ciascuno di noi.

Nella massima libertà di utilizzare e fare propri questi materiali sarà interessante scoprire cosa hanno da insegnarci sul tema i bambini e i ragazzi delle nostre comunità.

Stella Barbati
Operatrice Caritas per la Zona pastorale 1