Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il 20 gennaio a Borgo Loreto la veglia ecumenica

“In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti per onorarlo”. Questo il tema conduttore, tratto dal Vangelo di Matteo, della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che annualmente si tiene dal 18 al 25 gennaio, in cui gli uomini e le donne di tutto il mondo, appartenenti a diverse tradizioni e confessioni, si riuniscono spiritualmente per pregare per una sola Chiesa.

Incentrata su questa proposta e valorizzandola, la veglia ecumenica diocesana si terrà giovedì 20 gennaio, alle 21, nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Lauretana e San Genesio (Borgo Loreto) a Cremona, in piazza Cappellani Caduti, alla presenza del vescovo Antonio Napolioni, del pastore Nicola Tedoldi della Chiesa evangelica metodista di Piacenza e Cremona e di padre Doru Fuciu della Chiesa ortodossa rumena di Cremona, e sarà caratterizzata, nel suo svolgimento, da momenti di chiara impronta sinodale.

Il compito di preparare a livello internazionale il materiale per la Settimana del 2022 è stato affidato alla commissione nominata congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, dalla Commissione Fede e Costituzione e dal Consiglio delle Chiese del Medio Oriente con sede a Beirut, in Libano. Quest’ultima ha scelto il tema e redatto i testi che guideranno la preghiera dei cristiani di tutto il mondo.

«I Magi ci rivelano l’unità di tutti i popoli voluta da Dio – spiega la Commissione –. Viaggiano da paesi lontani e rappresentano culture diverse, eppure sono tutti spinti dal desiderio di vedere e di conoscere il Re appena nato; essi si radunano insieme nella grotta di Betlemme, per onorarlo e offrire i loro doni. I cristiani sono chiamati ad essere un segno nel mondo dell’unità che Egli desidera per il mondo. Sebbene appartenenti a culture, razze e lingue diverse, i cristiani condividono una comune ricerca di Cristo e un comune desiderio di adorarlo. La missione dei cristiani, dunque, è quella di essere un segno, come la stella, per guidare l’umanità assetata di Dio e condurla a Cristo, e per essere strumento di Dio per realizzare l’unità di tutte le genti».

Dunque, essere la stella che illumina il cammino verso Gesù Luce è la missione della Chiesa, segno forte e significativo di speranza, in un mondo in travaglio e nelle difficoltà della vita di ciascuno, in cui comunque mai manca la presenza di Dio. Per questo i cristiani di tutte le tradizioni e confessioni sono chiamati a essere luce che illumina il cammino, con la preghiera, la parola, le azioni. E devono far sì che le divisioni tra loro non affievoliscano questa luce, affinché la strada non diventi oscura: «Al contrario, siano cristiani uniti, che adorano Cristo insieme e aprono i loro scrigni in uno scambio di doni».

Per questo, anche quest’anno e come sempre, la Settimana di preghiera si pone come del tutto attuale, non disincarnata o lontana dalle condizioni concrete in cui l’umanità si trova storicamente a vivere. Infatti la pandemia che tutto il mondo sta affrontando, con le conseguenti crisi di carattere economico, sociale, politico, di senso, ha evidenziato la necessità e il desiderio, percepiti profondamente e a livello globale, di una vera luce, che illumini le oscurità esistenziali. Questa luce sia offerta dalle Chiese, che «devono collaborare per dare sollievo agli afflitti, accogliere gli sfollati, alleviare chi è schiacciato dal peso della vita, e costruire una società più giusta e onesta».

La Settimana di preghiera, dunque, rappresenta un forte e pressante invito alle Chiese a «lavorare insieme affinché i giovani possano costruire un futuro che sia conforme al cuore di Dio, un futuro in cui tutti gli esseri umani possano sperimentare la vita, la pace, la giustizia e l’amore. La strada nuova per le chiese è la via dell’unità visibile che perseguiamo con sacrificio, coraggio, audacia così che, giorno dopo giorno “Dio regnerà effettivamente in tutti”».

Locandina della Veglia ecumenica del 20 gennaio