{"id":274,"date":"2019-09-11T17:47:49","date_gmt":"2019-09-11T15:47:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/2019\/09\/11\/diamo-anche-noi-casa-al-futuro"},"modified":"2021-09-27T17:10:55","modified_gmt":"2021-09-27T15:10:55","slug":"diamo-anche-noi-casa-al-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/2019\/09\/11\/diamo-anche-noi-casa-al-futuro\/","title":{"rendered":"Diamo anche noi \u201ccasa al futuro\u201d?"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/274?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p>\u201c<em>Dare casa al futuro<\/em>\u201d \u00e8 il titolo delle Linee programmatiche della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, elaborate dall\u2019apposito Servizio nazionale alla luce del recente Sinodo dei Vescovi su \u201c<em>I giovani, la fede e il discernimento vocazionale<\/em>\u201d. E un paragrafo \u00e8 dedicato al tema della Scuola. Tre, tra i diversi, sono gli aspetti che si possono condividere all\u2019inizio di quest\u2019anno scolastico.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Formare una \u201ccoscienza critica\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-259\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2019\/09\/tonani-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2019\/09\/tonani-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2019\/09\/tonani-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2019\/09\/tonani-45x45.jpg 45w, https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2019\/09\/tonani-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Nella prima area, il documento, parlando dei luoghi di vita dei giovani e dell\u2019importanza di accompagnamento, ascolto e prossimit\u00e0, un paragrafo \u00e8 dedicato alla scuola e all\u2019universit\u00e0. \u00ab<em>L\u2019esperienza dello studio \u00e8 formazione di una coscienza critica (anche nei confronti della fede), ricerca di autonomia personale e di esperienze relazionali<\/em>\u00bb. Oggi la scuola fatica su diversi fronti. I ragazzi (dai pi\u00f9 piccoli a quelli pi\u00f9 grandi) spesso non sono abituati a vivere un impegno regolare e continuo. Le parole \u201cformazione\u201d, \u201cricerca\u201d, \u201cautonomia\u201d e \u201crelazione\u201d, esigono per s\u00e9 un impegno. Bisogna \u201cstarci dentro\u201d: senza fuggire alle proprie responsabilit\u00e0 o giustificare le proprie rinunce. La scuola deve abituare alla fatica, deve abituare alle sconfitte, deve abituare i ragazzi ad avere una giusta visione di s\u00e9 (vincenti o perdenti che siano); correggere chi cerca sempre scorciatoie o sterili protagonismi. Occorre allenare i ragazzi alla fatica del ragionamento e del rispetto dell\u2019altrui pensiero. Se non si forma questa coscienza, si rischia di far crescere sempre di pi\u00f9 persone che abdicano alle proprie responsabilit\u00e0. Una scuola di \u201ctutti bravi\u201d non esiste; una scuola di \u201ctutti promossi\u201d non esiste, non pu\u00f2 esistere. Pu\u00f2, invece, esistere una scuola che forma, chiede fatica, incoraggia, corregge, spinge, chiede rispetto, una scuola che non usa la pialla, ma lo scalpello: in quel pezzo di marmo, in quel pezzo di legno c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un\u2019opera d\u2019arte, il compito della scuola \u00e8 quello di togliere quei pezzi che la rendono informe, per scoprirvi, poi, un uomo, una donna, adulti capaci di pensare e di relazioni. Ma tutto questo resta una utopia da manuale, se le storie, le intelligenze e le passioni degli adulti, insegnanti in primis, non credono alla vocazione posta nelle loro mani; se non c\u2019\u00e8 alleanza educativa, se non c\u2019\u00e8 maturit\u00e0 innanzitutto adulta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dentro la comunit\u00e0 cristiana<\/strong>.<\/p>\n<p>La scuola \u2013 prosegue il testo \u2013 \u00ab<em>\u2026 rappresenta una propizia opportunit\u00e0 per imparare a confrontarsi con il territorio \u2026 L\u2019incontro con la scuola \u00e8 per la comunit\u00e0 cristiana una palestra di dialogo e la concreta possibilit\u00e0 di agire in modo sinergico.<\/em>\u00bb. Al di l\u00e0 di paure o polemiche riguardo alla presenza della comunit\u00e0 cristiana, meglio dei credenti, nella scuola, al di l\u00e0 di sterili ed inutili diatribe riguardo alla legittimit\u00e0 della presenza dell\u2019Insegnamento della Religione Cattolica, al di l\u00e0 di tutto questo la Comunit\u00e0 cristiana non pu\u00f2 ignorare la realt\u00e0 della scuola. In essa molti cristiani vivono, operano e si impegnano. In essa vengono trasmessi contenuti culturali cui il cristianesimo (lo si voglia o no) ha contribuito in modo radicale. Questa coscienza e la presenza di alunni, famiglie, docenti, non docenti o dirigenti che si dichiarano cristiani, non sono certo mancanza di rispetto per i non credenti o per chi professa altre religioni, ma vanno lette come testimonianza di valori altissimi irrinunciabili, vitali. Il confronto con chi non crede o con chi professa altre religioni, deve partire alla pari, deve creare dialogo, deve portare alla collaborazione, nel rispetto reciproco e nella volont\u00e0 di costruire una comunit\u00e0 scolastica rispettosa, aperta e dialogante. Educando al confronto, non alla pacifica giustapposizione che tende ad ignorare identit\u00e0, modi di vivere e tradizioni, ma alla reciproca integrazione. Solo se non si escludono a priori alcune dimensioni dell\u2019umano, si eviter\u00e0 di trasformare un\u2019equilibrata laicit\u00e0 in laicismo apologetico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli insegnanti.<\/strong><\/p>\n<p>Il documento, quindi, fa una breve riflessione sugli insegnanti: \u00ab<em>Un\u2019azione concreta e importante potrebbe essere quella di coinvolgerli di pi\u00f9 nel discernimento e nella conoscenza dei ragazzi per la progettazione pastorale. Il loro sguardo, quotidiano e competente, dovrebbe essere una risorsa da ascoltare di pi\u00f9 e meglio<\/em>\u00bb. Molti insegnati, anche IdR, sono parte viva e vitale della comunit\u00e0 cristiana e della comunit\u00e0 scolastica. Impegnati in tanti settori della vita delle Parrocchie o della Diocesi; immersi nelle pi\u00f9 varie attivit\u00e0 della Scuola (da collaboratori del dirigente, a referenti di progetti; da coordinatori di classe a responsabili di sportelli\u2026), lavorano con uno stile di servizio tipicamente cristiano. Vanno sicuramente ringraziati e spronati a continuare e affiancati nelle loro fatiche. Sollecitava Papa Francesco nel discorso ai membri dell\u2019UCIIM il 14 marzo 2015: \u00ab<em>Insegnare \u00e8 un impegno serio, che solo una personalit\u00e0 matura ed equilibrata pu\u00f2 prendere. Un impegno del genere pu\u00f2 incutere timore, ma occorre ricordare che nessun insegnante \u00e8 mai solo: condivide sempre il proprio lavoro con gli altri colleghi e con tutta la comunit\u00e0 educativa cui appartiene.<\/em>\u00bb. Gli insegnanti cristiani devo saper condividere: condividere \u201c<em>le gioie e le speranze, i lutti e le angosce<\/em>\u201d che si incontrano sulla propria strada, condividere per non rischiare di non essere fecondi, di chiudersi nel proprio orticello e fermarsi l\u00ec. Condividere con la comunit\u00e0 cristiana l\u2019identit\u00e0 dei fanciulli, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani di oggi, condividere con la comunit\u00e0 cristiana le fatiche dell\u2019educazione alla fede. Esserci nella Scuola, esserci nella comunit\u00e0! Sempre Papa Francesco nel discorso sopra ricordato diceva: \u00ab<em>La comunit\u00e0 cristiana ha tantissimi esempi di\u00a0grandi educatori\u00a0che si sono dedicati a colmare le carenze della formazione scolastica o a fondare scuole a loro volta. Pensiamo, tra gli altri, a san Giovanni Bosco, \u2026 \u00c8 a queste figure che potete guardare anche voi, insegnanti cristiani, per animare dall\u2019interno una scuola che, a prescindere dalla sua gestione statale o non statale, ha bisogno di educatori credibili e di testimoni di una umanit\u00e0 matura e completa. Testimonianza. E questa non si compra, non si vende: si offre.<\/em>\u00bb. Insegnanti cristiani\u2026 ovvero educatori e testimoni nella scuola e nella comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Abitare la scuola \u00e8 dare una casa al futuro!<\/strong><\/p>\n<p>In questo inizio di anno scolastico, ricchi di entusiasmo, di buoni propositi e di speranza, quasi come dei \u201cremigini\u201d ritorniamo ad abitare la scuola. Abitarla non solo fisicamente, ma col cuore, con la mente e con lo spirito. Abitare la scuola vuol dire creare il futuro, non solo dei ragazzi, ma della societ\u00e0. Abitare la scuola vuol dire non fermarsi a guardare al nostro oggi, vuol dire guardare i volti di quei ragazzi che varcano le porte a tre anni e che ne usciranno a diciannove; appena svezzati \u2026 gi\u00e0 adulti! Abitare la scuola per formare la societ\u00e0 di un futuro che molti di noi potranno vedere, in cui i piccoli di oggi saranno protagonisti. Di questo futuro \u00e8 il mondo adulto di oggi ad essere responsabile. Abitare la scuola oggi vuol dire davvero dare una casa al futuro. Dare una casa a questi nostri ragazzi, dare una casa anche a noi, dare una casa a questo nostro mondo oggi ferito e, speriamo, domani, anche per merito nostro, risanato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questi pensieri e con l\u2019affetto e la simpatia, la Chiesa cremonese accompagna l\u2019inizio del nuovo anno scolastico, con la convinzione che sia sempre e ancora una preziosa opportunit\u00e0, di cui tutti possono godere e di cui tutti sono responsabili.\u00a0 Un particolare saluto e un augurio di buon lavoro al nuovo \u201cResponsabile dell\u2019UST\u201d e ai neo-dirigenti che si sono insediata in diverse scuole della nostra Diocesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>don Giovanni Tonani<\/strong><br \/>\n<em><strong>incaricato Ufficio di Pastorale Scolastica<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Diocesi di Cremona<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDare casa al futuro\u201d \u00e8 il titolo delle Linee programmatiche della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, elaborate dall\u2019apposito Servizio nazionale alla luce del recente Sinodo dei Vescovi su \u201cI giovani, la fede e il discernimento vocazionale\u201d. 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