{"id":132,"date":"2017-02-27T15:10:35","date_gmt":"2017-02-27T14:10:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/2017\/02\/27\/don-lorenzo-milani-cittadino-prete-e-maestro"},"modified":"2018-01-18T10:13:52","modified_gmt":"2018-01-18T09:13:52","slug":"don-lorenzo-milani-cittadino-prete-e-maestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/2017\/02\/27\/don-lorenzo-milani-cittadino-prete-e-maestro\/","title":{"rendered":"Don Milani: cittadino, prete e maestro &#8230; che parla ancora"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p>Un pomeriggio di studio e riflessione sulla figura di don Lorenzo Milani. \u00c8 il convegno promosso sabato 11 marzo, a partire dalle 16, presso il Centro pastorale diocesano di Cremona. L\u2019incontro, dal titolo \u201cFaccio scuola perch\u00e9 voglio bene a questi ragazzi\u201d, \u00e8 promosso dagli uffici diocesani per la Pastorale scolastica e l\u2019Insegnamento della religione cattolica nel 50\u00b0 delle morte di don Milani, \u201cCittadino, prete, maestro &#8230; che parla ancora\u201d, come evidenzia il sottotitolo del convegno aperto a tutti, ma rivolto in modo particolare a insegnanti ed educatori.<!--more--><\/p>\n<p>Il Convegno intende ricordare la profetica e controversa figura di don Milani ed essere occasione per ringraziare e ricordare. Ringraziare Dio, la storia e la Chiesa per aver dato in don Lorenzo un uomo, un prete e un maestro <em>unico <\/em>per intelligenza, vocazione sacerdotale e profezia pedagogica. E ricordare: non tanto per rendere omaggio a una f<em>igura<\/em> di rilievo del Novecento, quanto per farlo conoscere alle nuove generazioni di docenti ed educatori di oggi.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento \u00e8 a partire dalle 15.30. Dopo il momento di accoglienza, alle 16 i lavori congressuali entreranno nel vivo con i saluti introduttivi e alcuni suggestioni in video. Spazio quindi all\u2019intervento del giornalista Mario Lancisi: corrispondente de \u201cIl Corriere Fiorentino\u201d e \u201cToscana 24\u201d, sito on-line del gruppo Il Sole 24 Ore, dopo trent\u2019anni da inviato del \u201cTirreno\u201d e collaboratore de \u201cl\u2019Espresso\u201d, \u00e8 autore di saggi e libri sulla figura di don Milani. Ha scritto anche biografie su Adriano Sofri, padre Alex Zanotelli, Gino Strada e don Pino Puglisi.<\/p>\n<p>Dopo le risonanze in sala e la condivisione dei progetti in atto nelle scuole, intorno alle 18.30 la conclusione del convegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2017\/03\/Locandina-don-Milani-2017_web-1.pdf\" target=\"_blank\">Locandina del convegno<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Don Lorenzo Milani. L&#8217;esilio di Barbiana<\/strong><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-155 alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2017\/03\/Milani-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2017\/03\/Milani-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2017\/03\/Milani-181x280.jpg 181w, https:\/\/www.diocesidicremona.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/sites\/15\/2017\/03\/Milani.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/>Tra le ultime pubblicazioni su don Milani, in occasione proprio dei 50\u00b0 della morte (1967-2017) c&#8217;\u00e8 &#8220;Don Lorenzo Milani, l\u2019esilio di Barbiana&#8221; (Edizioni San Paolo) di\u00a0Michele Gesualdi, uno dei primi sei &#8220;ragazzi&#8221; di Barbiana. Dando voce alle vive testimonianze di quanti lo hanno conosciuto direttamente, basandosi anche sulle sue lettere, alcune delle quali inedite, Gesualdi ricostruisce il percorso che ha portato don Milani all&#8217; &#8220;esilio&#8221; di Barbiana.<\/p>\n<p>La narrazione prende il via dagli anni del Seminario, ma si sofferma diffusamente e opportunamente sul periodo in cui don Lorenzo \u00e8 stato cappellano a San Donato di Calenzano, perch\u00e9 se Barbiana \u00e8 stato il &#8220;capolavoro&#8221; di don Milani, Calenzano ne \u00e8 stata l&#8217;officina. \u00c8 per\u00f2 nel niente di Barbiana, di cui don Lorenzo diviene Priore nel 1954, che si compie il &#8220;miracolo&#8221; del Milani, quel niente che egli ha fatto fiorire e fruttificare, prendendosi cura degli esclusi e degli emarginati.<\/p>\n<p>Un libro straordinario e commovente in cui Gesualdi, che ha vissuto in casa con don Lorenzo tutto il periodo di Barbiana, apre il suo cuore e svela il vero volto di don Milani: un prete, un maestro, un uomo, un &#8220;padre&#8221; che ha fatto del suo sacerdozio un dono ai poveri pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>La prefazione del libro \u00e8 i Andrea Riccardi, la postfazione di don Luigi Ciotti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Don Lorenzo Milani, \u00abFormare le coscienze \u00e8 stata la sua lezione\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Suona perfino scontato \u2013 a mezzo secolo dalla morte \u2013 parlare di attualit\u00e0 di don Milani. In questi cinquant\u2019anni le ingiustizie e le povert\u00e0 non sono certo diminuite, e la Barbiana di allora, cos\u00ec come apparve a don Lorenzo il 7 dicembre 1954, si riflette nelle tante Barbiane del nostro tempo: quelle dell\u2019Africa, dell\u2019Asia e dell\u2019America Latina, quelle delle zone di guerra e del Mediterraneo, dove il mare inghiotte o depone sulle spiagge i corpi delle vittime della fame, della schiavit\u00f9 e dell\u2019ingiustizia globale.<\/p>\n<p>Come nelle Barbiane di chi all\u2019altra riva \u00e8 approdato, senza per\u00f2 trovare lavoro e dignit\u00e0: quelle delle baraccopoli e dei quartieri ghetto, delle case sovraffollate e dei rifugi di fortuna, quelle di chi cade in mano alle mafie del caporalato, del narcotraffico, della prostituzione.<\/p>\n<p>Ma don Milani \u00e8 nostro contemporaneo anche per quello che \u00e8 forse il cuore, il nucleo pulsante della sua opera: la scuola. C\u2019\u00e8, irrisolta, una grande questione educativa. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che nel nostro Paese \u2013 ma il discorso pu\u00f2 essere esteso ad altre democrazie \u201cavanzate\u201d \u2013 la povert\u00e0 assoluta e relativa opprime milioni di persone, \u00e8 anche vero che ci troviamo di fronte a un diffuso analfabetismo di ritorno, e che l\u2019Italia \u00e8 tra i primi posti in Europa per dispersione scolastica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-157 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/MilaniA.jpg\" width=\"677\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Don Milani ci ha insegnato che non si pu\u00f2 combattere la povert\u00e0 materiale senza una formazione delle coscienze, senza un\u2019educazione alla ricerca. A Barbiana, dove pure il priore si comportava da maestro severo ed esigente, era sempre l\u2019alunno che fa pi\u00f9 fatica a dettare il ritmo di marcia e guidare di fatto il progetto comune. Resta un\u2019intuizione preziosa, perch\u00e9 solo cos\u00ec la scuola diventa la base di una societ\u00e0 prospera, la cui forza si misura dalla capacit\u00e0 di includere e valorizzare i pi\u00f9 fragili, cos\u00ec come la tenuta di un ponte dipende dal concorso di tutti i piloni a sorreggerne il peso. \u00abSe si perde loro \u2013 \u00e8 scritto nella <em>Lettera<\/em> a una professoressa \u2013 la scuola non \u00e8 pi\u00f9 scuola. \u00c8 un ospedale che cura i sani e respinge i malati\u00bb. Questo vuoto culturale si riflette infine nel decadimento del linguaggio, un decadimento che si manifesta anche come corruzione e prostituzione della parola. Nella \u201csociet\u00e0 della comunicazione\u201d, le parole tendono sempre pi\u00f9 a diventare strumenti di potere invece che segnavia della ricerca di verit\u00e0. E don Milani, che nella parola umana come strumento di conoscenza e di dignit\u00e0 avvertiva lo stesso eco liberante della parola di Dio, non avrebbe certo taciuto di fronte allo scempio linguistico dei discorsi che etichettano, che diffamano, che manipolano la realt\u00e0 e nascondono la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco allora che opportunamente Michele Gesualdi \u00a0nel suo\u00a0 libro &#8211; <em>Michele Gesualdi: Don Lorenzo Milani, l\u2019esilio di Barbiana, Ed. San Paolo<\/em> -, mette in guardia dal rischio di una memoria deferente e d\u2019occasione, o peggio di strumentalizzazioni o appropriazioni indebite della sua eredit\u00e0 intellettuale e spirituale. Don Milani non va celebrato ma vissuto, cos\u00ec come \u00abBarbiana era molto pi\u00f9 di una scuola, era un vivere in comune\u00bb. Non pu\u00f2 esistere un \u201cdon Milani in pillole\u201d, citato a seconda di circostanze e convenienze, cos\u00ec come il famoso passo dell\u2019obbedienza che non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9, non deve essere interpretato come un generico invito alla ribellione, ma come un\u2019esortazione a seguire la voce della propria coscienza, che non \u00e8 mai accomodante, che sempre ci chiama a quelle responsabilit\u00e0 che proprio il conformismo e l\u2019obbedienza acritica permettono di eludere. Essere consapevoli significa essere responsabili, significa mettere la nostra libert\u00e0 al servizio di chi libero non \u00e8. \u00c8 di questa libert\u00e0 che don Milani \u00e8 stato maestro. A noi spetta il compito di esserne, almeno, testimoni credibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Stralcio dalla postfazione di don Lugi Ciotti<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Don Milani, \u00abPrete senza etichette, dalla parte dei poveri\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Su don Lorenzo Milani \u00e8 stato scritto molto. La sua figura ha scosso in profondit\u00e0 tante coscienze a partire dagli anni Sessanta. Ha fatto quindi discutere e scrivere. La sua scuola \u00e8 stata un modello per numerose scuole, anche se non si pu\u00f2 dire che ci siano state repliche dell\u2019esperienza di Barbiana. Resta per\u00f2 la grande domanda su chi sia stato davvero don Milani.<\/p>\n<p>Barbiana, quando don Milani vi fu inviato, era niente: un posto di montagna sperduto e spopolato. Oggi \u00e8 ancora meno. Tuttavia oggi Barbiana resta un fatto della nostra storia, nonostante la sua piccolezza, ma anche un simbolo. Un simbolo su cui converrebbe interrogarsi di pi\u00f9. La dimostrazione di quanto, in condizioni impossibili, possono fare un uomo o una donna che amano e lavorano per gli altri. Torna alla mente quanto il Priore scrisse alla madre: \u00abLa grandezza di una vita non si misura dalla grandezza del luogo in cui si \u00e8 svolta, ma da tutt\u2019altre cose. E neanche le possibilit\u00e0 di fare del bene si misurano dal numero dei parrocchiani\u00bb.<\/p>\n<p>Per tanti anni, la figura del Priore di Barbiana, con la sua scuola, si \u00e8 imposta all&#8217;attenzione di molti. \u00c8 apparso soprattutto un maestro o un protagonista di battaglie civili. E lo \u00e8 stato effettivamente. <em>Lettera a una professoressa<\/em> \u00e8 un testo su cui si sono misurati quanti si occupavano di scuola ed educazione, ma anche molti che si sono impegnati nella societ\u00e0 civile e nelle periferie. Quel testo ne ha fatto una figura nota come educatore, ma anche attore di una pedagogia rivoluzionaria e di un\u2019azione sociale di promozione degli ultimi. Un grande attivista sociale, che in vita \u00e8 stato qualificato anche come un eversivo o un comunista. A questo avrebbero contribuito pure le sue posizioni sull&#8217;obiezione di coscienza, la guerra, l\u2019antifranchismo e l\u2019antifascismo.<\/p>\n<p>Ed anche la sua assenza di \u201cprudenza\u201d ecclesiastica che, allora, contraddistingueva anche non pochi preti illuminati di Firenze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-156 size-full alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/MilaniB.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>Eppure non c\u2019\u00e8 solo il don Milani di <em>Lettera a una professoressa<\/em>. O meglio questo libro \u00e8 il punto d\u2019arrivo di una storia. A tante rappresentazioni della figura del Priore sfugge il cuore della sua personalit\u00e0. \u00c8 anche motivo della sua angoscia personale negli ultimi tempi di vita, quando domand\u00f2 alla Chiesa di ereditare la sua opera. Chiese che la sua persona fosse riconosciuta con un qualche gesto dalla comunit\u00e0 ecclesiale. Non fu la ricerca di un viatico rassicurante o ancor meno fu carrierismo, ma rappresent\u00f2 l\u2019espressione di un sentire profondo. Non era un impegno privato il suo: \u00abTemeva che quel clima \u2013 ha dichiarato un prete che lo conosceva \u2013 avrebbe vanificato la sua scelta di servire la Chiesa attraverso i poveri, col rischio che, agli occhi della gente di Barbiana, il suo apostolato apparisse un fatto privato\u00bb.<\/p>\n<p>Milani \u00e8 fondamentalmente un prete e un cristiano che sceglie per i poveri e per il Vangelo. Sia la sua opera che la sua personalit\u00e0 sono impregnate da questa sua scelta evangelica. \u00c8 per\u00f2 significativo come il prete Milani, cos\u00ec prete, parli oltre i confini confessionali, rappresenti un\u2019attrazione per i laici e un oggetto d\u2019interesse per la stampa laica. Vuol dire che dal profondo di un\u2019esperienza evangelica vera con i poveri c\u2019\u00e8 qualcosa che interpella il mondo laico e quello di sinistra nell\u2019Italia degli anni Cinquanta-Sessanta e forse oltre quel periodo. Si vede come un dialogo non ideologico \u2013 anche in un tempo di muri ideologici qual era quello di don Milani \u2013 possa sempre partire dai poveri.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un prete di sinistra. Non \u00e8 un prete a suo agio con l\u2019intelligenza progressista. Don Lorenzo non \u00e8 un cattolico contestatore come quelli degli anni postconciliari. Non \u00e8 certo un clericale. Don Lorenzo non si poteva incasellare o ancor peggio utilizzare. Scandalizzava i conservatori e i tradizionalisti in un mondo in cui erano ancora forti. Scavalcava i progressisti in un tempo in cui avevano un\u2019identit\u00e0. Don Milani non si pu\u00f2 classificare con le categorie con cui si leggono i cattolici degli anni Sessanta. Molti lo hanno fatto ed \u00e8 normale. Ma non lo hanno capito.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Stralcio dalla prefazione di Andrea Riccardi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un pomeriggio di studio e riflessione sulla figura di don Lorenzo Milani. \u00c8 il convegno promosso sabato 11 marzo, a partire dalle 16, presso il Centro pastorale diocesano di Cremona. 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