“Che cos’è l’uomo?”. On line gli audio e le relazioni della giornata di studio

Lo scorso sabato 9 ottobre, presso il Seminario vescovile di Cremona, l’ufficio per l’insegnamento della Religione Cattolica, guidato da don Giovanni Tonani, ha promosso una mattinata di studio dal titolo “Che cos’è l’uomo perchè te ne ricordi?”. La prima relazione è stata proposta da don Emanuele Campagnoli (nella foto), della diocesi di Lodi, docente di filosofia presso il Seminario e l’istituto di Scienze Religiose “Sant’Agostino” delle diocesi di Cremona, Crema e Lodi. Il giovane sacerdote ha approcciato il tema dal punto di vista eminetemente filosofico.

 

La seconda relazione, invece, è stato proposta dal cremonese don Francesco Cortellini, vicerettore e docente di teologia in Seminario e anch’egli insegnante all’istituto di Scienze Religiose. Don Cortellini si è soffermato in modo particolare sull’antropologia teologica.




Nell’ora di religione la scuola è libertà

La scuola ha ripreso a pieno ritmo e con essa anche l’insegnamento della religione cattolica. Nel territorio sono ancora moltissimi i genitori e gli studenti che scelgono di avvalersi di questa preziosa risorsa. Come racconta don Giovanni Tonani, responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica, «anche per questo ci teniamo molto alla formazione continua dei nostri docenti. Nei corsi formativi partiremo dalla domanda del Salmo 8: “Che cosa è l’uomo perché te ne curi?”». Una domanda che muove – nella vita di tutti i giorni – gli insegnanti che tra i banchi di scuola hanno trascorso una vita o anche solo pochi anni. Come Alberto Bruschi, 41 anni di insegnamento delle religione alle superiori, o Filippo Biaggi, giovane papà e docente al liceo Manin di Cremona. Sono loro a raccontarci la straordinaria avventura educativa di cui sono protagonisti.

«Per me non si è mai trattato di fare catechismo a scuola o di insegnare una morale – afferma Bruschi – ma di proporre un’esperienza. Perché il cristianesimo o è vita o non affascina. In tutti questi anni mi sono sempre fatto trasportare dalle domande dei ragazzi. Anche quando non rientravano “negli schemi”. E ho sempre visto che la domanda di significato della vita non li ha abbandonati: tutti desiderano scoprire che posto hanno nel mondo. Valeva per gli allievi che avevo in aula negli anni Ottanta, mentre il nostro Paese viveva un momento storico durissimo e fortemente ideologizzato, e vale oggi che tutto è filtrato dai social e ovattato da una apparente apatia. Invece i nostri giovani sono vivi, se si dà loro la possibilità di venir fuori». Racconta che nella sua scuola ha avuto veramente tutti i tipi di studenti possibili: dagli atei convinti ai più menefreghisti, dai musulmani agli indiani. «Tutti, presto o tardi, hanno tirato fuori domande autenticamente religiose che, poste in classe, hanno portato alcuni anche a fare un percorso di avvicinamento al cristianesimo prima impensabile. Ma da parte mia non c’è mai stato un calcolo in questo senso». Ogni spunto è buono: dai film come Mission ai video su Madre Teresa fino ai grandi argomenti di attualità.

Anche il professor Biaggi è dello stesso avviso: «La cosa più affascinante che ho scoperto insegnando è che lo stesso bisogno che ha un uomo di 36 anni come me è quello di quei ragazzi: essere felici. In Italia nel 2021 è difficile parlare di cristianesimo, perché il mondo è cambiato. Così io inizio dal bisogno religioso, che è assolutamente trasversale». E i risultati ci sono. A settembre il professor Bruschi è andato in pensione. Prima del suo addio, i ragazzi gli consegnano dei fogli scritti per rispondere a una semplice domanda: « Cosa vi portate a casa dall’ora di religione?». La risposta – con mille sfaccettature – è sempre la stessa: «Grazie prof. perché ci ha offerto uno spazio dove guardare dentro noi stessi, e un cammino di crescita insieme».

Maria Acqua Simi




Tre famiglie su quattro scelgono ancora l’insegnamento della religione cattolica

Lo scorso anno scolastico il 75,60 per cento delle famiglie della scuola dell’infanzia ha chiesto che i propri figli si potessero avvalere dell’insegnamento della religione cattolica. Le cifre non sono dissimili negli altri gradi di insegnamento: scuola primaria 76,56 per cento; scuola secondaria di primo grado 75,96 per cento; scuola secondaria di secondo grado 73,67 per cento.

Attualmente i docenti di religione sul territorio diocesano (che comprende la provincia di Cre- mona eccetto il Cremasco, parte della bassa Bergamasca, Cassano d’Adda nel Milanese e il Mantovano tra Bozzolo, Sabbioneta e Viadana) sono 157. Nelle scuole dell’infanzia sono 22, tutti laici e 3 di loro sono di ruolo. Nella scuo- la primaria, invece, sono in totale 67, di cui una è una religiosa mentre gli altri sono tutti laici e 17 tra loro sono di ruolo. Da considerare che nelle scuole elementari e dell’infanzia, l’inse- gnamento è affidato anche a docenti titolari di classe o sezione riconosciuti idonei dall’ufficio diocesano. Nelle scuole statali della Diocesi, questi docenti sono circa 150.

Negli istituti secondari di primo grado il numero dei docenti è pari a 35 (di cui sei di ruo- lo) così divisi: nel Cremonese 14 (11 laici e tre sacerdoti); nella Bergamasca 13 (dieci laici e tre sacerdoti); nella zona del Casalasco-Mantovano sono otto (quattro laici e quattro sacerdoti). Alle superiori, infine, sono 33 gli insegnanti di religione, e di questi ben 12 sono di ruolo (quat- tro sacerdoti e otto laici). Nel dettaglio la zona cremonese può contare su 22 docenti di reli- gione (14 laici e 8 sacerdoti); quella bergama- sca cinque (due religiosi e tre laici); nella zona mantovana sono sei, tutti laici.




Filosofia, Dante e spiritualità nelle tappe di aggiornamento

I percorsi di formazione promossi dalla diocesi per i docenti sono strutturati in quattro blocchi e sono destinati non solo a quelli di religione, ma a tutti gli insegnanti interessati. Il primo percorso inizia sabato 9 ottobre con una mattinata di studio presso il Seminario di Cremona sul tema antropologico riflettendo su “chi è l’uomo”.

Una prima parte sarà dedicata all’antropologia filosofica e sarà guidata da don Emanuela Campagnoli, docente di Filosofia presso l’Istituto Sant’Agostino; successivamente si punterà sull’approfondimento dell’antropologia teologica con l’intervento del sacerdote cremonese don Francesco Cortellini.

La terza proposta è un percorso di approfondimento teologico e letterario sulla figura di Dante, visto anche il settimo centenario dantesco: il corso, che si declinerà in quattro lezioni, è a cura dell’incaricato diocesano di pastorale scolastica, don Giovanni Tonani, e del professor Simone Manfredini. L’itinerario dedicato al Sommo Poeta ha preso il via lunedì 4 ottobre alle 17 presso il Centro pastorale diocesano di Cremona. Le altre tre lezioni sono previste, con gli stessi orari, l’11, 18 e 25 ottobre.

La quarta e ultima proposta, invece, è un percorso di spiritualità biblica curato da don Marco D’Agostino, rettore del Seminario di Cremona. Gli appuntamenti, in questo caso bimestrali, sono il 28 ottobre, il 16 dicembre, il 24 febbraio, il 7 aprile e il 25 maggio, dalle 17 alle 19 presso il Seminario di Cremona.

Per le iscrizioni è possibile rivolgersi direttamente alla segreteria dell’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica. Gli insegnanti assunti, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, hanno diritto a cinque giorni per anno scolastico, con retribuzione ed esonero dal servizio, per poter seguire i corsi di formazione.