Sabato a Fiesco l’ingresso del nuovo parroco don Marino Dalè

La comunità di Fiesco attende e si prepara all’ingresso del nuovo parroco designato dal vescovo Antonio Napolioni. Si tratta di don Marino Dalè, classe 1969, ordinato sacerdote nel 1996. Oltre agli incarichi come vicario prima e parroco poi, è stato anche insegnante. A Fiesco si avvicenderà a don Angelo Rossi, che ne è stato parroco negli ultimi dieci anni.

Per accogliere il nuovo pastore, la comunità di Fiesco ha programmato un triduo di preparazione che avrà inizio mercoledì 25 settembre (ore 20.30) con l’adorazione eucaristica guidata da don Gianluca Gaiardi sul tema “Il Sacerdote ministro dell’Eucaristia”. Giovedì 26 settembre sarà presente don Gianpaolo Maccagni che, durante la Messa delle 20.30, dedicherà l’omelia a “Il Sacerdote pastore della comunità”. Venerdì 27 settembre, invece, i ragazzi saranno protagonisti della preghiera pomeridiana (ore 17), mentre la sera è prevista la celebrazione penitenziale guidata da don Davide Osio che offrirà una riflessione su “Il Sacerdote segno della misericordia di Dio”.

L’ingresso di don Marino Dalè è previsto per sabato 28 settembre alle 16, durante la Messa presieduta dal vescovo Antonio Napolioni. Per l’occasione, la parrocchia di San Procopio avrà i colori dell’accoglienza, della gioia e della festa. Dopo la celebrazione la comunità potrà incontrare il suo nuovo pastore in un momento conviviale.

 

Biografia di don Dalè

Nato a Brescia il 25 aprile del 1969, perito elettrotecnico presso l’ITIS di Cremona, don Marino Dalè è entrato in Seminario, per diventarne sacerdote nel 1996. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Fornovo San Giovanni e insegnante presso la scuola casearia di Pandino; nel 2001 il trasferimento a Cremona, come vicario di S. Ilario. Dal 2002 al 2006 ha prestato servizio a Cassano d’Adda come incaricato per la pastorale scolastica e vicario della parrocchia dell’Annunciazione. Dal 2006 era parroco di Gombito e San Latino, e dal 2017 anche parroco di Formigara e Cornaleto. Dal 2018 è cappellano dell’Ordine di Malta.

 

Saluto del nuovo parroco sul bollettino parrocchiale

Cari amici di Fiesco,

è usanza scrivere qualche riga per presentarsi alla nuova parrocchia che si è chiamati a guidare. La tentazione può essere quella di scrivere qualcosa di tanto fumoso, entusiastico, dolciastro, quanto inutile. Uso quindi un linguaggio semplice e immediato come ci ha abituato anche papa Francesco. Vengo a voi dopo tredici anni di vita parrocchiale a Gombito e San Latino a cui, negli ultimi due anni, si erano aggiunti anche Formigara e Cornaleto. A queste parrocchie erano preceduti altri incarichi negli oratori e nelle scuole. Il mio bagaglio di esperienza mi ha segnato, maturato e lo porto nel cuore, non lo potrò certo dimenticare; non sarebbe giusto e nemmeno possibile. Un padre non dimentica i primi figli quando se ne aggiungono degli altri, li rende semplicemente partecipi di una storia, di una avventura che continua arricchendosi. Ho cinquant’anni. Qualcuno si è detto sorpreso del fatto che vengo in un paese che ha meno abitanti delle mie parrocchie precedenti, ma sono persuaso che la vita di un prete e ancor più delle parrocchie non dipende dal numero degli abitanti, ma da tanti altri fattori mossi in gran parte dalla provvidenza di Dio. Inoltre la vita talvolta ci impone scelte che sembrano irrituali o umilianti, ma occorre avere “fede e fiducia in Dio sempre” come ripeteva San Giovanni Bosco, ben conosciuto a Fiesco in ragione della presenza salesiana alla Badia. Mi rendo conto che fare il parroco oggi è impresa ardua, il mondo cambia velocemente e con esso anche le esigenze religiose e spirituali connesse a tale ministero.

In questo mutare e cambiare vedo comunque più opportunità che ostacoli che pure non mancheranno. Un antico proverbio ci ricorda che “quando si alza il vento qualcuno costruisce muri, altri costruiscono i mulini a vento”.

Mi piacerebbe fare così insieme a voi nella speranza di non trovarmi troppe volte a lottare invece, contro i mulini a vento. Per essere sinceri conosco poco la vostra, anzi la “nostra” parrocchia, se non per sentito dire. Programmi non ne ho e non saprei nemmeno come elaborarne uno, avendo sempre ritenuto temerari e presuntuosi tutti coloro che, nella storia, hanno preteso, o pretendono, di imbrigliare il lavoro dello Spirito Santo e la libera risposta dell’uomo entro schemi precostituiti. Infatti nella quasi totalità i vari programmi e riassetti sono falliti, falliscono e falliranno miseramente. Ciò che fiorisce è ciò che viene da Dio, ciò che è eterno, ciò che è sicuro perché fondato sulla parola di Dio, sull’insegnamento di Gesù Cristo e sulla Grazia che viene comunicata nella Chiesa attraverso i sacramenti e non sulle manie degli uomini. Sarebbe bello che al termine di questa mia esperienza, che mi auguro lunga, si potesse dire che, insieme, abbiamo lasciato il mondo migliore di come lo abbiamo trovato e che le nostre anime si sono indirizzate al paradiso di cui sentiamo poco parlare ma che ci attende come orizzonte ultimo e sicuro al termine della nostra vita. Per tutto il resto penso che si tratti di guardare al futuro con occhi limpidi e realistici e attingere alla grande tradizione della Chiesa che vede nello scorrere del tempo la mano di Dio che accompagna gli uomini e che noi chiamiamo più semplicemente “provvidenza”. Grazie della vostra accoglienza.

Non vedo l’ora di condividere con voi il tempo che il Signore ci donerà, poiché non c’è nulla di più prezioso del tempo perché è il prezzo dell’eternità.

Che il Signore ci benedica e la Madonna della misericordia ci custodisca.

Don Marino Dalè