«Ricordare per guardare al futuro». Al Centro pastorale incontro per fare memoria della resistenza cattolica

Alle 16 di venerdì 13 maggio, presso la sala Spinelli del Centro pastorale di Cremona, in occasione del 77o anniversario della Liberazione si è tenuto un momento di ricordo storico e riflessione sula presenza dei cattolici cremonesi nella resistenza partigiana e antifascista durante gli anni della seconda guerra mondiale, fino ad arrivare all’evoluzione che questo movimento ha vissuto per arrivare fino ad oggi.

Ad inaugurare l’incontro le parole dell’ex senatore Angelo Rescaglio, attuale presidente dell’Associazione Partigiani Cristiani, seguito dall’intervento del vescovo di Cremona Antonio Napolioni che ha portato il suo saluto poi lasciato spazio alle riflessioni del professor Franco Verdi, membro della commissione centrale di beneficenza della Fondazione Cariplo, e di Dino Perboni segretario generale Ust–Cisl Asse del Po Cremona Mantova, organizzatrice dell’incontro insieme all’Associazione Nazionale partigiani cattolici.

«Se oggi siamo qui significa che in fondo non è vero che si è spento tutto, che rimaniamo fermamente legati al vincolo dell’amicizia, della responsabilità, del dare e del fare»: con queste parole si Angelo Rescaglio si è aperta la riflessione. L’ex senatore ha sottolineato come «questo convegno abbraccia tutta la risonanza che deriva dall’esempio di don Attilio Fontana, un uomo di Chiesa che ha voluto donare una storia ai cristiani attraverso la sua resistenza. Lo scopo è quello di rianimarsi e di trovare una forza viva. Duole ammettere – ha proseguito – che andare a Messa senza spirito non serve a nulla, ma all’uscita, se ci rendiamo conto che fuori bisogna creare qualcosa, allora ben vengano anche questi tempi. Speriamo che i giovani possano assolvere a questo impegno che mai può dirsi veramente concluso».

In seguito l’intervento del professore Franco Verdi: «Il tema dei cattolici cremonesi e la resistenza ha una sua ricchezza, una sua bellezza e una sua complessità, e merita di essere presentato. I cattolici nella lotta al fascismo della resistenza non sono estranei, non sono provvisori, ma son protagonisti che vivono un’esperienza di liberazione, termine biblico che spiega con particolare efficacia il percorso dell’opposizione alla violenza e alla dominazione, fino ad approdare alla terra promessa, nel nostro caso il traguardo della Repubblica e della democrazia».

Un concetto ribadito e sottolineato da Dino Perboni: «I valori della resistenza sono attualissimi, il mondo cattolico ricopre un ruolo importante nella società, e per questo è anche protagonista di quel movimento che coinvolse uomini e donne cattolici, sacerdoti e laici, che si sono fatti carico dei problemi di quel Paese, decidendo di agire favore dell’umano nei confronti del disumano. Molti sacrificarono la propria vita, e se oggi godiamo anche della possibilità di dissentire, è tutto merito di coloro che hanno anteposto alla propria esistenza il benessere delle future generazioni, quindi di noi tutti».