«Presenti e vicini, anche senza parole»: a Dosolo l’ingresso di don Angelo Ruffini e don Massimo Macalli

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Domenica 10 ottobre hanno fatto il loro ingresso come nuovi parroci don Angelo Ruffini, nominato anche moderatore, e don Massimo Macalli nelle comunità dell’unità pastorale formata dalle parrocchie di Cavallara, Correggioverde, Dosolo, Sabbioni di San Matteo, San Matteo delle Chiaviche e Villastrada. Nella cerimonia di insediamento presso la chiesa parrocchiale di Dosolo i due sacerdoti sono stati accompagnati da mons. Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, che ha presieduto la liturgia eucaristica e da don Davide Barili, vicario zonale.

I sacerdoti prendono il posto di don Stefano Zoppi, che era parroco di Cavallara, Villastrada, Correggioverde e Dosolo, e di don Angelo Maffioletti che era parroco di San Matteo delle Chiaviche e Sabbioni di S. Matteo, unendo così le sei parrocchie in un’unica unità pastorale.

Accompagnato dal Corpo filarmonico G. Verdi il sindaco di Dosolo, Pietro Bortolotti, ha accolto sul sagrato della chiesa, a nome dell’Amministrazione e delle comunità, don Angelo e don Massimo assicurando la collaborazione con senso di responsabilità e del dovere: «In questo cammino di fede incontriamo oggi don Angelo e don Massimo ai quali porgiamo il benvenuto nella nostra casa che da oggi sarà anche la vostra nuova casa: sentitevi a casa vostra e vi porgiamo il saluto più caloroso, sarete e vi sentirete pastori di tutti senza eccezione alcuna e vi accogliamo come guide e come fratelli, segno del Signore tra di noi ed eredità di bene lasciata dai vostri predecessori che vi chiediamo di arricchire con il vostro carisma e con i valori di cui siete portatori».

Al termine dei riti di ingresso della Messa il vicario zonale don Davide Barili ha dato lettura del decreto di nomina. La liturgia è proseguita con l’aspersione dei presenti da parte di don Angelo e l’incensazione dell’altare da parte di don Massimo.

Un membro del Consiglio pastorale ha poi salutato i nuovi parroci a nome di tutte le comunità parrocchiali: «Per i sacerdoti che hanno deciso di mettersi a servizio di queste terre la chiamata è stata una scommessa importante – ha detto – l’esperienza li ha sempre portati ad affezionarsi a questa gente, in terra mantovana tra il fiume Oglio il fiume Po, che è schietta ma accogliente, che non riempie le chiese ma che esprime solidarietà in impensabili azioni a chi è nel bisogno, con fantasia e desiderio di incontrarsi». E ancora: «Inizia il percorso assieme, nella speranza che le strade di ciascuno dei nostri paesi diventino le vostre strade ed ogni chiesa sia la vostra chiesa: come diceva don Primo Mazzolari “il prete non è uno che esige la perfezione ma uno che aiuta a dare il meglio”». Per poi concludere con un augurio e il dono di una casula a ciascun sacerdote: «Cammineremo insieme per il tempo che Dio vorrà e con la grazia della vostra presenza affinché ciascuno possa dare il meglio nella gioia del servizio».

Dopo le letture del giorno, è stata l’omelia del Vescovo a offrire ulteriori spunti di riflessione: «Il Vangelo della chiamata di quel giovane, come la chiamata di ognuno di noi – ha quindi proseguito il vescovo – chi siete voi parroci? Le aspettative le avete sentite, ma prima di fare occorre essere: il primo messaggio è quindi davvero quello di accogliere questo nuovo incarico come quando il Signore vi ha messo nel cuore questa ipotesi di vita, non perché come prete siamo migliori ma perché stiamo dietro al Signore».

«Le parole di Gesù sono “Vieni e seguimi”: le ricchezze non sono solo i soldi ma anche le sicurezze, gli affetti, il proprio io, i propri progetti e le proprie paure che ci paralizzano impedendoci di andare dietro al Signore che non si stanca di chiamare anche oggi ognuno di noi – ha ripreso mons. Napolioni – per essere testimoni del Signore non chiudetevi in ufficio e in casa, ma andate tra un paese e l’altro perché chiunque vi incontra possa incrociare qualcosa di quello sguardo di Gesù».

Il vescovo ha poi proseguito ricordando l’apertura del Sinodo sulla sinodalità aperto in mattinata a Roma da Papa Francesco: «Ascoltare il Vangelo e ascoltare i fratelli: voi iniziate questa missione mentre inizia il cammino del Sinodo della Chiesa universale e della Chiesa italiana, per due anni ci alleneremo ad ascoltarci per mettersi alla ricerca della volontà di Dio. Anche le comunità seguiranno non solo i parroci, ma il Signore stesso e come accade a chi è più ricco e pensa di farcela con le sue forze, sarà più tentato di dire “no grazie, faccio da solo” mentre sono i più poveri, i più deboli e i più fragili che si sintonizzano con l’opera di Dio».

Mons. Napolioni ha quindi concluso l’omelia con un augurio: «Buon cammino, a tutti noi insieme perché siamo tutti protagonisti di ciò che accade oggi. Non è semplicemente la festa a due nuovi parroci ma è la gratitudine al Signore che si fa Eucaristia con noi e per noi affinché ci riconosciamo condotti, nutriti, accompagnati, custoditi e perciò sicuri da ogni turbamento: la comunione con Gesù ci dà la vera pace da invocare, scambiare, custodire e regalare a chiunque».

La celebrazione eucaristica è quindi continuata con la liturgia eucaristica e dopo la Comunione ha visto il nuovo parroco moderatore prendere la parola per un saluto alla comunità che lo ha accolto: «Il fiume Po ci accomuna in questo territorio, vorrei condividere un saluto ricevuto in questi giorni che riprende il messaggio dei percorsi pastorali del vescovo di quest’anno “Va’ avanti e accostati”: sapendovi fare vicino, soprattutto alle famiglie giovani, a chi ha bisogno di una parola o di un consiglio, ma anche di una presenza anche senza parole, l’esserci con i nostri desideri, le nostre fatiche quotidiane nell’attività e nell’azione educativa, tutti possiamo giocare insieme questa scommessa per mettercela tutta nell’essere segno di una comunità che vive con lo spirito di Dio nel cuore».

Ha quindi subito seguito don Massimo Macalli con il suo saluto: «Il cammino di più comunità insieme deve prendere il ritmo giusto come quando si canta: se non c’è ritmo il canto diventa brutto; bisogna un po’ abituarsi a questo ritmo di camminare insieme perché se qualcuno sbaglia ritmo qualcuno resta indietro, qualcuno va’ troppo avanti e allora bisogna un po’ aiutarsi in questo: la grazia del Signore ci accompagni per questo».

Per concludere il pomeriggio di gioia, dopo le firme dell’atto di immissione alla presenza dei testimoni, è stato quindi il momento di un rinfresco accompagnato da un momento di musica dal vivo in oratorio per festeggiare insieme e scambiare le prime parole di conoscenza con i parroci appena accolti.

Matteo Lodigiani

 

 

Biografia dei nuovi parroci

Don Angelo Ruffini (in foto a sinistra), che è stato anche nominato moderatore, è nato a Calvatone nel 1964 ed è stato ordinato il 18 giugno 1994. È stato vicario a San Bassano (1994-1999) e Castelleone (1999-2004). Nel 2004 è stato nominato parroco di Drizzona e Voltido; diventando nel 2005 parroco in solido presso le parrocchie di San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio e Voltido. Dal 2006 al 2011 è stato parroco in solido di Casteldidone e San Lorenzo Aroldo. Dal 2011 era parroco a San Bassano e Santa Maria dei Sabbioni, e dal 2019 anche di Cornaleto, Formigara, Gombito e San Latino.

 

Don Massimo Macalli (in foto a destra), classe 1975, originario di Covo, è stato ordinato il 17 giugno 2000. È stato vicario a Casalbuttano (2000-2008), nella parrocchia Cristo Risorto di Cassano d’Adda (2008-2011) e a Calcio (2011-2014). Nel 2014 il trasferimento, come collaboratore parrocchiale, a Dosimo, Persico e Quistro. Parrocchie di cui nel 2018 è stato amministratore parrocchiale, insieme a quelle di Gadesco, Pieve Delmona e San Marino, di cui sino ad oggi è stato parroco in solido.