Non solo whatsapp: a Viadana riparte l’oratorio

Dopo mesi di lontananza, i ragazzi delle scuole superiori sono tornati a frequentare l’oratorio, per molti abituale luogo di ritrovo prima dell’emergenza sanitaria. Sinora si sono svolti tre incontri serali, cui hanno preso parte oltre cinquanta giovanissimi; ma c’è tutta l’intenzione di promuovere ulteriori appuntamenti.

Gli oratori cittadini sono chiusi ormai da tempo, nel rispetto delle misure di prevenzione sanitaria. Da subito, per mantenere i contatti in particolare col gruppo del lunedì sera (catechesi adolescenti), gli educatori avevano istituito un gruppo whatsapp, utilizzato per la condivisione di riflessioni, materiali utili e contributi video. Sulla falsariga della didattica a distanza, si erano svolti inoltre alcuni incontri in videoconferenza, soprattutto allo scopo di tenere vivi i legami.

Ciò che però mancava era il contatto personale, oltre alla possibilità di fare un minimo di attività fisica; e così, quando il lockdown si è allentato e le autorità hanno consentito la ripresa della pratica sportiva, la parrocchia ha messo a punto un progetto di riapertura dell’oratorio.

Gli incontri si sono svolti al centro giovanile di San Pietro, nel rispetto delle indicazioni di Ats Valpadana: compilazione dei moduli (anche a cura dei genitori) e tenuta del registro presenze, triage all’ingresso con misurazione della temperatura corporea, utilizzo della mascherina, distanziamento sociale. Tra le attività proposte: musica, gioco e chiacchiere libere (di cui si sentiva una gran mancanza dopo mesi di ridotte frequentazioni sociali), tornei di basket e pallavolo, preghiera. E’ stato inoltre avviato un lavoro di riflessione e programmazione sull’oratorio che verrà, in quanto appare evidente che le attività e le modalità di apertura del centro giovanile dovranno essere ora completamente reinventate.

Agli incontri hanno preso parte il vicario don Luca Bosio, il collaboratore parrocchiale don Andrea Paroli e cinque catechisti tra adulti lavoratori e giovani universitari.

Alcuni dei ragazzi si sono nel frattempo resi disponibili anche come animatori dei bambini, in affiancamento agli educatori adulti nelle tre settimane del gruppo estivo Summerlife.