Natale dello sportivo, «Se Cristo non ha mani, noi gli prestiamo anche i piedi» (VIDEO)

Il tradizionale e atteso appuntamento del  “Natale dello sportivo” si è trasformato, nell’anno dell’emergenza sanitaria, in un evento web trasmesso sul canale youtube della Federazione Oratori Cremonesi e sui social del CSI di Cremona. La “premiere” è andata in rete nella serata di lunedì 14 dicembre e rimane visionabile in rete.

Dopo un breve saluto di Claudio Ardigò, presidente del CSI di Cremona, è toccato al vescovo Antonio Napolioni entrare nel vivo della riflessione. «Vorremmo che questo Natale difficile passasse in fretta, ma anche che riesca a incidere in noi in modo da uscirne migliori e che, come certe sconfitte di campionato, ci dia la forza per reagire con più grinta».

Mons. Napolioni ha poi ripreso il testo della recente lettera pastorale “Cristo non ha mani”. «Devo chiedervi scusa – ha provocatoriamente proseguito – perch[ tra le tante immagini usate all’interno del testo per esplorare le mani che  Gesù ha nella vita di tutti, non ho messo le mani dello sportivo». Cristo ha infatti bisogno delle mani di tutti: mani per giocare, per lottare, per formare. «Se giochiamo nella squadra di Dio la vita diventa un grande gioco, non perché la prendiamo per gioco, ma perché ci giochiamo totalmente in essa, con spirito di squadra e sapendo l’obiettivo da raggiungere – è la esortazione del Vescovo –. La vera battaglia è interiore:  il Natale di Gesù fa vincere la luce sulle tenebre, la generosità sull’individualismo».

«L’augurio è di riprendere non come prima, ma meglio di prima – è la conclusione intrisa di speranza –. Se Cristo non ha mani, noi gli prestiamo anche i piedi per essere totalmente uomini e donne secondo il Vangelo. Nessuno resti in panchina, ciascuno senta che c’è una squadra che ha bisogno di lui!».

La riflessione è proseguita con l’intervento di Vittorio Bosio, presidente nazionale CSI, che ha invece esordito, puntando l’attenzione sul momento fortemente critico che sta vivendo il settore dello sport, paralizzato dalla pandemia in corso. «Viviamo una situazione particolare, alla ripresa ci sarà bisogno di noi e dobbiamo essere pronti per essere al servizio della comunità; i ragazzi avranno bisogno di qualcuno che li accolga – ha evidenziato Bosio -. Nessuno ne uscirà da solo: dobbiamo lavorare insieme; sarà un modo per dimostrare che il CSI è ancora utile per i ragazzi e la loro formazione». Significativa è l’esortazione finale con cui il presidente nazionale del CSI ha voluto concludere il proprio intervento: «Serviranno cuori generosi e persone ancora più generose di quando ci siamo fermati.  Sarà un Natale che ci insegnerà a riprenderci la vita. Occorre farsi trovare pronti e con tanto coraggio!».