Mostra sul Boccaccino: un successo di pubblico e critica

Lo scorso 11 gennaio si è chiusa la mostra Il Rinascimento di Boccaccio Boccaccino, prima esposizione monografica mai dedicata all’artista, proposta al Museo Diocesano di Cremona in occasione dei cinquecento anni dalla sua morte (Ferrara, 1462/ante 22 agosto 1466 – Cremona, 1525). L’evento ha registrato un risultato di grande rilievo sotto il profilo della partecipazione di pubblico, della ricaduta sul territorio e del riconoscimento critico.

Nel corso dei tre mesi di apertura la mostra ha registrato una partecipazione entusiasta del pubblico con 11.292 visitatori conteggiati. La costante presenza quotidiana di gruppi, più di 150 provenienti sia dal territorio che da altre province, ha evidenziato il ruolo della mostra come occasione di formazione e conoscenza diffusa, non solo per i più esperti che ne hanno riconosciuto l’indiscussa qualità artistica e l’importanza storiografica.

Il catalogo della mostra, edito da Officina Libraria, è stato stampato in 800 copie che sono andate tutte esaurite (è in previsione una ristampa) a conferma dell’interesse suscitato dall’esposizione non soltanto durante una visita di cui conservare il ricordo, ma anche nel piacere di approfondire la figura del Boccaccino e la sua opera.

I saggi dei curatori della mostra Francesco Ceretti e Filippo Piazza, unitamente agli interventi di altri studiosi e alle schede delle opere, offrono infatti un quadro completo della vicenda artistica di Boccaccio Boccaccino, con apparato documentario, regesto e trascrizione dei principali documenti inerenti la vita dell’artista.

L’esposizione ha consentito di ripercorrere l’intera carriera di Boccaccino, dalle prime esperienze milanesi e ferraresi agli esiti maturi fra Venezia e Cremona. Il percorso ha riunito complessivamente 19 capolavori, provenienti anche da importanti istituzioni museali nazionali, tra cui le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera di Milano, le Gallerie Estensi di Modena, il Museo Correr e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, i Musei Civici di Padova e il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli.

Non solo i numeri, però, certificano il successo della mostra. Ampia e qualificata è stata anche la risonanza sulla stampa, a livello nazionale e internazionale. Nel numero di dicembre della rivista The Burlington Magazine, considerata un punto di riferimento internazionale per la storia dell’arte, è stata pubblicata una recensione positiva e approfondita firmata da Bram de Klerck, noto studioso dei fratelli Campi, che riconosce il rigore scientifico della mostra.

In Italia, Il Sole 24 Ore ha evidenziato come “gli spazi della mostra, così intimi e contenuti, esaltino la luce, le dorature quasi atmosferiche dei nimbi dipinti da Boccaccino e i continui rimandi che si intravedono”, mentre Finestre sull’Arte ha sottolineato la qualità dell’allestimento, l’efficacia delle didascalie e l’importanza del catalogo come strumento di approfondimento e ricerca, mettendo il luce che “la rilettura critica sul protagonista e la presentazione al pubblico di numerose opere di Boccaccio Boccaccino costituiscono iniziative più che doverose. Non solo: qualche volta le ‘riscoperte’ di autori poco conosciuti si rivelano utili a far riemergere da collezioni private, dal mercato antiquariale o addirittura dai musei, dipinti inediti, ampliando così il catalogo”.

Per i curatori, Francesco Ceretti e Filippo Piazza: «La mostra ha fatto conoscere al grande pubblico un pittore di indubbio fascino, mentre agli specialisti ha offerto per la prima volta la possibilità di ammirare in serie un nucleo consistente di opere di Boccaccio Boccaccino, alcune delle quali mai esposte prima d’ora. Le numerose recensioni positive dedicate all’evento confermano l’apprezzamento della critica e invitano a proseguire le ricerche, dando seguito agli stimoli scaturiti proprio in occasione della mostra».

La risonanza internazionale non ha tuttavia tolto luce al dialogo con il territorio e con la città di Cremona, anche grazie alla prossimità con la Cattedrale con il ciclo di affreschi delle Storie della Vita della Vergine e dell’infanzia di Cristo (1514–1519) che non smette di meravigliare i visitatori che varcano la soglia del Duomo. Questa vicinanza ha invitato migliaia di persone a completare l’esperienza espositiva con un percorso diretto nel patrimonio storico-artistico cittadino, valorizzando il rapporto tra museo, Cattedrale e contesto urbano.

Come ha dichiarato don Gianluca Gaiardi, direttore del Museo Diocesano: «La mostra è stata preziosa occasione di riscoperta della figura di un pittore che ha legato la sua esperienza artistica in maniera profonda con la città di Cremona e in modo speciale con la nostra splendida Cattedrale. È stato bello vedere così tanta gente avvicinarsi a Boccaccio Boccaccino; un’esperienza di scoperta, studio e crescita. Attraverso l’arte, la vita turbolenta di quest’uomo viene riscattata. Sono certo che dopo questa mostra la sua luce brilli oltre le tenebre».

«Il Museo esprime grande soddisfazione per l’esito della mostra – ha sottolineato Stefano Macconi, conservatore del Museo – che ha superato le aspettative sia in termini di pubblico sia di attenzione critica, confermando la validità di un progetto fondato sulla ricerca e sulla valorizzazione del patrimonio».

Il Museo Diocesano di Cremona ringrazia sentitamente i curatori Francesco Ceretti e Filippo Piazza, il comitato scientifico, le istituzioni prestatrici, gli enti patrocinanti e i main sponsor Fondazione Arvedi Buschini e BCC Credito Padano, Fondazione Battistero e Seriart per il contributo determinante alla realizzazione della mostra. Un sentito ringraziamento finale va all’architetto Davide Nolli per la progettazione degli allestimenti e a Form Group per la realizzazione di essi.

La mostra lascia un contributo duraturo alla conoscenza di Boccaccio Boccaccino, confermando l’importanza di iniziative di ricerca e valorizzazione del patrimonio artistico locale e nazionale, e collocando Cremona al centro del dibattito sul Rinascimento italiano.