{"id":1829,"date":"2017-04-11T22:22:47","date_gmt":"2017-04-11T20:22:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/?p=1829"},"modified":"2025-05-13T16:11:06","modified_gmt":"2025-05-13T14:11:06","slug":"avvicinandosi-al-triduo-pasquale-il-compendio-della-vita-di-madre-anna-giuseppina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/2017\/04\/11\/avvicinandosi-al-triduo-pasquale-il-compendio-della-vita-di-madre-anna-giuseppina\/","title":{"rendered":"Avvicinandosi al Triduo Pasquale: il compendio della vita di Madre Anna Giuseppina"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1829?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1829?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><strong>Compendio della vita e delle virt\u00f9 della nostra Sorella Suor Anna Giuseppina Sangalli, deceduta in questo Monastero della Visitazione Santa Maria di Soresina il 20 agosto 2016 all\u2019et\u00e0 di 85 anni, 1 mese e 26 giorni; di Professione religiosa 56 anni e 9 mesi.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>\u201cDonna, davvero grande \u00e8 la tua fede!\u201d (Mt 15, 28). Questa esclamazione ammirativa ed elogiativa del Signore nei riguardi della cananea ci sembra si addica molto bene anche alla nostra cara Suor Anna Giuseppina, la quale, non appoggiandosi, nella sua umilt\u00e0 e modestia, sulla propria intelligenza e sulle sue risorse, confidava nell\u2019aiuto del Signore, sicura del suo amore infinito e onnipotente.<\/p>\n<p>La nostra Sorella nacque a Cassano d\u2019Adda, grosso borgo situato nella provincia di Milano e nella diocesi di Cremona, il 24 giugno 1931 e fu chiamata Carla con l\u2019aggiunta di Giovanna, data la coincidenza della nascita con la festa di San Giovanni Battista, fusi i due nomi in Giancarla. I genitori Carlo e Anna erano proprietari ed esercenti di una trattoria, benvoluti da tutti per la loro onest\u00e0 e affabilit\u00e0. Il pap\u00e0 soprattutto, gestore principale, bonario e simpaticissimo, sapeva attirare e conservarsi la clientela, con la quale si intratteneva amabilmente. La prole era formata, oltre che da Giancarla, da due fratelli, ai quali se ne aggiunse un terzo quando gi\u00e0 la sorella aveva l\u2019et\u00e0 di 14 anni, per cui ella gli fece da mammina. Dovendo far rigare diritto tre vivacissimi maschietti la mamma era piuttosto severa nell\u2019educazione dei figli, ma sicuramente piena d\u2019amore come il marito, che era invece pi\u00f9 tollerante e condiscendente. Cristiani convinti, seppero entrambi trasmettere ai figli una fede viva. La nostra Giancarla s\u2019inser\u00ec nell\u2019Azione Cattolica parrocchiale con molto impegno, finanche a ricoprire la carica di Presidente della giovent\u00f9 femminile e si dedic\u00f2 a varie opere di misericordia, tra cui la visita ai carcerati. Sentiva in s\u00e9 la vocazione missionaria, ma, non paga delle mezze misure, si domandava come potesse essere apostola nel modo pi\u00f9 pieno. E la fede le sugger\u00ec la risposta: rinchiudersi fra le quattro mura di un monastero. Sottopose il suo divisamento al Direttore spirituale, che l\u2019approv\u00f2 appieno, aggiungendo un\u2019espressione il cui significato le rimase allora incomprensibile, ma che pi\u00f9 tardi, quando divenne Presidente federale, le torn\u00f2 alla mente come una velata profezia. Il 2 febbraio 1958 entr\u00f2, dunque, nel nostro Monastero e il giorno 10 dello stesso mese, secondo l\u2019uso di allora, fu inviata al noviziato regionale di Treviso, dove fece il postulato e il noviziato. Rivest\u00ec il Santo Abito il 16 ottobre 1958 ed emise la Professione temporanea il giorno di domenica 21 novembre 1959 nelle mani della Madre regionale Anna Margherita Mazzocato. Alcuni mesi dopo ritornava da Treviso per completare la sua formazione nel contesto della vita comunitaria del nostro Monastero in vista della Professione solenne, che emise il 21 novembre 1962 nelle mani della Madre Maria Marta Genestroni, alla presenza del reverendo monsignor Rosolino Saccani nostro Parroco, delegato dal Vescovo Danio Bolognini a presiedere il Santo Rito.<\/p>\n<p>Le furono assegnati via via vari incarichi nella Comunit\u00e0: dispensiera, aiutante in economia e poi economa, assistente del noviziato, maestra delle novizie, assistente della Comunit\u00e0, finch\u00e9 il 30 maggio 1979 fu eletta per la prima volta Superiora. Da allora ebbe inizio quel lungo periodo della sua vita che la vide sempre rivestita con costante alternanza delle cariche di Madre e Assistente, fino all\u2019aprile 2016. Ma il Signore voleva chiederle ancora di pi\u00f9 ed ecco che l\u20198 settembre 1990 le piomb\u00f2 addosso la carica di Presidente federale. Stupita di questa scelta dell\u2019Assemblea, timorosa nella consapevolezza della propria insufficienza, prov\u00f2 un certo senso di smarrimento. Qualcuno le sugger\u00ec il pensiero di Suor Benigna Consolata Ferrero: Io ho un Ges\u00f9 onnipotente e mi fido di Lui. Ci\u00f2 corrispondeva appieno al suo pi\u00f9 intimo e profondo sentire e bast\u00f2 a rincuorarla. Pronunci\u00f2 il suo fiat incondizionato e si mise generosamente all\u2019opera in un tempo laborioso per la Federazione per i grandi rinnovamenti in atto. Quanto lavoro nella quiete della sera dopo Compieta, perch\u00e9 il suo mandato federale non fosse troppo di aggravio alla sua Comunit\u00e0!<\/p>\n<p>Le prove di vario genere che non le mancarono palesarono sempre la mitezza del suo carattere e come profondamente si fosse lasciata istruire da Colui che ha detto: \u201cImparate da me, che sono mite e umile di cuore\u201d. Aliena dai cattivi giudizi, era rispettosa verso ogni persona e, se riceveva qualche offesa, mai e poi mai avrebbe reso la pariglia, ma sapeva scusare, coprire, perdonare, industriosa a vincere il male con il bene, se non altro con un magnanimo silenzio. Eppure, sensibilissima com\u2019era, risentiva al vivo persino le punture di spillo. Ma in noviziato sotto l\u2019esperta guida della \u201cMa\u00eetresse\u201d Suor Anna Giuseppina Ghirardi aveva fatto un buon lavoro di ascesi, combattendo vigorosamente la naturale tendenza alla suscettibilit\u00e0 e permalosit\u00e0. Se poi accadeva a lei di mancare nei riguardi altrui, con quanta umile sincerit\u00e0 chiedeva scusa, n\u00e9 mai avrebbe lasciato tramontare il sole senza riconciliarsi con chi avesse anche menomamente offeso. Un qualche soggetto un po\u2019 difficile in Comunit\u00e0 metteva alla prova la sua pazienza di Madre o di Maestra? Eccola sempre pronta ad accogliere, ad ascoltare, senza tedio nelle lungaggini, senza alterarsi nelle provocazioni, sol desiderosa di trasmettere il pensiero di Dio e di orientare verso la Divina Volont\u00e0, alla quale ella stessa era sempre rivolta e che sapeva vedere in ogni evento. Perci\u00f2 non si lasciava turbare dalle contrariet\u00e0. Quella volta, per esempio, che un inaspettato contrordine venne a scombussolare tutto il suo programma \u2013 e non in cose da poco! \u2013 con quanta pronta serena tranquillit\u00e0 vi si adegu\u00f2 senza dar a vedere il minimo segno di sconcerto, tanto da lasciar ammirati gli astanti.<\/p>\n<p>Anche le prove riguardo alla salute fisica misero in evidenza il suo profondo abbandono in Dio e dimenticanza di s\u00e9. Nei suoi mali non chiedeva cure, rimedi, non s\u2019interessava delle medicine che le venivano date, ma lasciava fare rimettendosi semplicemente nelle mani di chi l\u2019accudiva. Nel 1982, accorsa in aiuto di una Sorella che accidentalmente si era prodotta una piccola lesione, venne colpita da un\u2019ischemia cardiaca. Era il venerd\u00ec 19 marzo, solennit\u00e0 di San Giuseppe. Le Sorelle del Noviziato erano pronte a festeggiare l\u2019onomastico della loro Madre Maestra: l\u2019altarino solennemente addobbato e adorno di innumerevoli violette raccolte ad una ad una nei praticelli del monastero, i canti, le poesie, le espressione in prosa, i doni, tutto preparato con tanto affetto. E invece \u2026 anzich\u00e9 la festa, la separazione per il ricovero in ospedale della cara malata. Solo qualche mese pi\u00f9 tardi le Sorelline poterono prendersi la rivalsa e festeggiare, questa volta nel tripudio di fiori della lussureggiante estate, la loro Maestra in gioioso ringraziamento al Signore per il discreto ristabilimento della salute.<\/p>\n<p>Una cardiopatia ischemica cronica, dunque, la frattura di una spalla, due volte la frattura di un piede, la sindrome di Sj\u00f6gren, l\u2019ipertensione e poi un certo grado di sordit\u00e0 e via via altro ancora le procurarono una bella fetta della torta della penitenza, che ella seppe gustare per amore di Ges\u00f9 Crocifisso. Non si lamentava dei suoi mali e riusciva a convivere in pace con quelli inguaribili, come pure sapeva affrontare con coraggio le situazioni difficili in cui a causa di essi le accadeva a volte di trovarsi. Quando, ad esempio, proprio in prossimit\u00e0 di un\u2019Assemblea di Federazione le successe la frattura di un piede &#8211; era allora Madre federale &#8211; non volle causare disturbo con uno spostamento di data e, contro il parere stesso dei medici, certamente con non lieve disagio, disimpegn\u00f2, condotta in carrozzella, l\u2019oneroso incarico di Presidente. Allorch\u00e9 poi, magari, questo o quel male le causavano umiliazioni, si tuffava nella virt\u00f9, a lei tanto cara, dell\u2019amore alla propria abiezione, virt\u00f9 piccola, ma assai vantaggiosa, essendo \u201cradice di pace e di gioia\u201d e cos\u00ec, lungi dall\u2019abbattersi, si rafforzava ogni volta in quella serenit\u00e0 che le era abituale. Quanto spesso e volentieri ripeteva: \u201cLa gioia glorifica Dio\u201d! Ed era proprio perch\u00e9 cercava la gloria di Dio, il contento dello Sposo, che era sempre contenta nel profondo del suo animo, anche quando in superficie le onde erano increspate da travagli o amarezze.<\/p>\n<p>Fedele allo spirito dei nostri Santi Fondatori, su questa via della gioia e della pace interiore indirizzava le anime con i suoi insegnamenti e i suoi consigli, non solo le Sorelle, ma anche le numerose persone secolari che a lei si rivolgevano nelle loro pene, angosce, affanni od ansiet\u00e0. S\u00ec, molti ricorrevano a lei e le aprivano il loro cuore come ad un\u2019amica sincera o, ancor pi\u00f9, ad una vera mamma ed ella molto semplicemente, senza mai atteggiarsi a maestra o predicatrice, sapeva sempre dire quella parola di fede che toccava i cuori, illuminava, rasserenava, spronava secondo il bisogno. \u00c8 il cuore che parla al cuore, dice il nostro Santo Fondatore. E proprio perch\u00e9 parlava con il cuore Suor Anna Giuseppina raggiungeva i cuori. Sapeva mettere a proprio agio la persona con cui si intratteneva, chiunque fosse, per quella carica di empatia che possedeva un po\u2019 per natura ma ancor pi\u00f9 per grazia. Ci si trova bene con gli umili, non \u00e8 vero? Ed ella aveva messo a fondamento del suo rapporto con il prossimo la parola dell\u2019Apostolo: \u201cOgnuno consideri gli altri superiori a se stesso\u201d. Ed era in questo tanto pi\u00f9 ammirevole in quanto per la maggior parte della sua vita monastica ebbe a ricoprire le cariche pi\u00f9 importanti: per diciotto anni Madre federale, altrettanti Superiora locale e ventiquattro Assistente. Se con semplicit\u00e0 si relazionava con le persone, anche nei riguardi di Dio amava i modi semplici. Pregava con il cuore pi\u00f9 che con le parole, con lo sguardo contemplativo pi\u00f9 che con i discorsi meditativi. Commoveva quando la si vedeva estasiarsi dinanzi ad un uccellino saltellante nel giardinetto o ad una coppia di tortore in amore e la si udiva esclamare rapita: \u201cCome parlano del Signore!\u201d. Amava la Liturgia delle Ore, fedele fin verso il termine della sua vita a parteciparvi e a sostenere il Coro con la sua forte e bella voce, come pure nei canti della Messa. Si avvertiva che vi effondeva il cuore. Stimava grandemente la fedelt\u00e0 alle piccole cose, non certo per minuziosit\u00e0 o pedanteria, ma perch\u00e9 \u2013 come era solita dire e inculcare nelle Sorelle \u2013 vedeva in essa \u201cil fiore pi\u00f9 delicato di un amore per il quale niente \u00e8 piccolo\u201d. Come era attenta, ad esempio, ad osservare la tranquillit\u00e0 e il silenzio d\u2019azione, pur quando il daffare era molto e incalzante, a premettere le piccole espressioni di gentilezza nel rivolgersi a una qualsiasi Sorella, a raccogliere un fuscellino da terra, anche allorch\u00e9 il chinarsi le era divenuto piuttosto difficoltoso e simili coserelle, che pregiava quali finezze d\u2019amore, proprio perch\u00e9, non avendo pregio in se stesse, lo traevano tutto dall\u2019amore, che ne era l\u2019impulso vigile e vivificante.<\/p>\n<p>Verso gli 84 anni di et\u00e0 il declino, gi\u00e0 gradatamente in atto, si accentu\u00f2 con un\u2019 invincibile inappetenza e il conseguente indebolimento fisico che le caus\u00f2 frequenti cadute, per fortuna senza fratture, e la costrinse all\u2019uso pi\u00f9 continuativo della carrozzella, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 malsicura nella deambulazione; finch\u00e9 il 14 giugno 2016 un\u2019improvvisa ischemia vascolare rese urgente un\u2019operazione chirurgica, superata la quale fu necessario il ricovero in un centro di riabilitazione. Si sperava in una ripresa, ma, ahim\u00e8, le forze fisiche erano troppo debilitate perch\u00e9 potesse rimettersi in piedi. Chi pu\u00f2 dire la sua sofferenza nel trovarsi fuori del suo amato monastero, lontana dalla sua cara Comunit\u00e0, anche se spesso la Madre o chi per lei andava a visitarla! Come sospirava in cuor suo il ritorno a casa, ma ben comprendeva che in quelle condizioni era impossibile, perci\u00f2 se ne stava come un agnellino, silenziosa e interamente rimessa nelle mani di Dio e di coloro che la accudivano, soffrendo e offrendo tutta se stessa per la Comunit\u00e0, il cui notevole assottigliamento era per lei una spina acutissima. Durante il soggiorno nel centro di riabilitazione venne a visitarla il fratello pi\u00f9 giovane, quello al quale ella aveva fatto da mammina, unico superstite dei tre fratelli e si intrattenne con lei in un affettuosissimo colloquio, sicch\u00e9, pur intuendone la prossima fine, se ne part\u00ec tutto consolato, portando con s\u00e9 il ricordo dolcissimo di quella sorella che era sempre stata per lui, come per gli altri parenti, un raggio solare emanante luce di saggezza e calore di amore, ma di un amore divinizzato dal distacco religioso fedelmente vissuto. Pass\u00f2 il mese di luglio, pass\u00f2 la prima quindicina di agosto, finch\u00e9 un giorno a Suor Assistente, che la visitava in vece della novella Madre impossibilitata, disse con la flebile voce che le era rimasta: \u201cMuoio, muoio\u201d e poco dopo: \u201cNon ne posso pi\u00f9\u201d e ci\u00f2 profer\u00ec con tanta dolcezza che ben si comprendeva come, lungi dall\u2019essere un lamento, quelle parole erano un\u2019apertura di cuore verso colei alla quale come a sua Madre non aveva mai nascosto nulla. \u201cMuoio\u201d disse, eppure non sembrava ancora cos\u00ec imminente la morte, ma certo il Signore la preavvisava. Difatti, appena qualche giorno dopo il male letale si manifest\u00f2 in tutta la sua crudezza. E allora nuova corsa all\u2019ospedale. Tentare un\u2019altra operazione? I chirurghi sentenziarono che non sarebbe giovata a nulla date le condizioni della malata. Perci\u00f2 un pronto dietro front la riport\u00f2 al centro di riabilitazione in preda a fortissimi dolori, che costrinsero i medici all\u2019uso della morfina. Le fu amministrato il Sacramento dell\u2019Olio degli infermi (per la seconda volta in poco tempo) che ricevette con fervore, presente la Madre. Questa le stette accanto il pi\u00f9 a lungo possibile in quegli ultimi giorni di vita. Era commovente vedere come Suor Anna Giuseppina mostrasse con il guardarla con tenerezza, con il tenerne stretta la mano e il baciarla spesso quanto gradisse quella presenza materna e insieme filiale, poich\u00e9 la novella Madre era stata la sua prima novizia da Direttrice del Noviziato. All\u2019alba del sabato \u2013 20 agosto \u2013 mentre ancora regnava il silenzio notturno, esal\u00f2 silenziosamente e dolcemente l\u2019ultimo respiro. La Madonna era venuta a prendersi quella figlia che tanto l\u2019aveva amata e onorata in vita: soave materna risposta al desiderio innumerevoli volte espresso con voce vibrante e trasporto d\u2019amore nel canto preferito: \u201cMaria, quanto sei bella \u2026 fammi venire in Cielo \u2026\u201d<\/p>\n<p>Esposta la salma in Coro, vi fu un prolungato via vai di persone che venivano alla grata a dare l\u2019estremo saluto a \u201cMadre Anna\u201d, memori e riconoscenti del bene da lei ricevuto. I funerali furono celebrati il 22 agosto, memoria liturgica della Beata Maria Vergine Regina. Numerosi i Sacerdoti concelebranti con il nostro Parroco, reverendo don Angelo Piccinelli, gremita la chiesa, molte le lacrime di commozione. Abbondanti anche le lacrime della nostra cara Madre che, dopo appena un trimestre di superiorato, si trovava ad accompagnare alla sepoltura proprio la sua amatissima e venerata Maestra e Madre. Ma nel dolore anche una piccola consolazione: infatti, poich\u00e9 il sepolcreto di propriet\u00e0 del monastero era in via di sistemazione, non si pot\u00e9 tumulare in esso la cara salma, che venne perci\u00f2 provvisoriamente deposta nel loculo gi\u00e0 da tempo acquistato dai genitori di nostra Madre per la figlia e tenuto in serbo per lei.<\/p>\n<p>\u201cO donna, davvero grande \u00e8 la tua fede\u201d. Quante volte anche la nostra cara Sorella si \u00e8 resa meritevole di questo elogio del Signore nelle tante evenienze della sua lunga e laboriosa vita. E anche a noi piace considerarla grande non tanto per le alte cariche che ha ricoperto, quanto proprio per la grandezza della sua fede. \u00c8 stata e rimane faro di luce!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Dio sia benedetto<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2017\/04\/b03184b335eae43db86cde7d81c7fb7c.pdf\">Compendio della vita e delle virt\u00f9 della nostra Sorella Suor Anna Giuseppina Sangalli<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Compendio della vita e delle virt\u00f9 della nostra Sorella Suor Anna Giuseppina Sangalli, deceduta in questo Monastero della Visitazione Santa Maria di Soresina il 20 agosto 2016 all\u2019et\u00e0 di 85 anni, 1 mese e 26 giorni; di Professione religiosa 56 anni e 9 mesi.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":1830,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[99],"tags":[],"class_list":["post-1829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie-monastero"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1829"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1829\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1833,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1829\/revisions\/1833"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1830"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}