{"id":10868,"date":"2026-04-17T06:00:03","date_gmt":"2026-04-17T04:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/?p=10868"},"modified":"2026-04-16T00:34:00","modified_gmt":"2026-04-15T22:34:00","slug":"le-monache-ricordano-rubrica-storica-sulla-presenza-dellordine-della-visitazione-a-soresina-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/2026\/04\/17\/le-monache-ricordano-rubrica-storica-sulla-presenza-dellordine-della-visitazione-a-soresina-7\/","title":{"rendered":"LE MONACHE RICORDANO &#8211; Rubrica storica sulla presenza dell&#8217;Ordine della Visitazione a Soresina"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10868?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10868?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterovisitazione\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><strong>7\u00b0 &#8211; MONS.\u00a0 BONOMELLI<\/strong><\/p>\n<p>La data del 20 settembre 1870 \u00e8 stata per molti anni una data divisiva per la societ\u00e0 italiana. Secondo la storiografia laica la presa di Roma fu il compimento del risorgimento italiano e Roma, finalmente sottratta al Papa, poteva diventare la Capitale del Regno.<!--more--><\/p>\n<p>Per la Chiesa e il mondo cattolico era invece un sopruso, perch\u00e9 toglieva al Papa lo spazio vitale che gli permetteva di essere autonomo nella giurisdizione papale nei confronti di tutta la Chiesa e degli altri stati sovrani. Non potendo il Papa, nell\u2019esercizio del suo ministero apostolico, essere soggetto a nessuna autorit\u00e0 statuale.<\/p>\n<p>Pochi mesi prima della Breccia di porta Pia si era concluso a Roma il Concilio Vaticano 1\u00b0, che era stato aperto l\u20198 dicembre 1869 e chiuso il 13 luglio 1870, durante il quale era stato definito il dogma della infallibilit\u00e0 ex cathedra del Sommo Pontefice, oltre ad altre importanti questioni teologiche e pastorali.<\/p>\n<p>Ma al Concilio romano la Chiesa cremonese non era rappresentata, perch\u00e9 il vescovo Antonio Novasconi era morto improvvisamente il 12 dicembre 1867 e la sede vescovile rimase vacante per 4 anni, fino all\u2019ingresso di mons. Geremia Bonomelli, avvenuto l\u20198 dicembre 1871.<\/p>\n<p>Il nuovo vescovo era nato a Nigoline (BS) il 22 settembre 1831, aveva quindi solo 40 anni, ma era gi\u00e0 famoso e qualificato e lo dimostrer\u00e0 ampiamente nel suo lungo episcopato.<\/p>\n<p>Era stato ordinato sacerdote dal vescovo di Brescia il 2 giugno 1855; uomo di vasta cultura, aveva studiato teologia a Roma presso l\u2019Universit\u00e0 Gregoriana ed era stato insegnante nel seminario bresciano.<\/p>\n<p>Nel 1866 era stato nominato parroco di Lovere, il paese dove era stata fondata la Congregazione delle suore di Maria Bambina che, dal 1859, erano presenti anche a Soresina.<\/p>\n<p>La lunga vacatio episcopale e le contese culturali e politiche presenti nella societ\u00e0 italiana postrisorgimentale avevano gravemente danneggiato la vita religiosa della diocesi cremonese, mentre le classi dirigenti della citt\u00e0 e della provincia erano molto influenzate dalla Massoneria e da ideologie nel complesso antireligiose, motivate dalla considerazione che il papato era ritenuto nemico del nuovo stato italiano.<\/p>\n<p>Anche parecchi sacerdoti diocesani \u201cavevano buttato\u201d la veste e il clero rimasto, fatti salvi alcuni casi, non brillava n\u00e9 per cultura n\u00e9 per un carisma combattivo nei confronti del dilagante clima antireligioso e contrario alle tradizioni religiose del popolo.<\/p>\n<p>Di ben altro spessore culturale e religioso era invece il giovane Vescovo, che \u00e8 passato alla storia per diverse iniziative pastorali, ma soprattutto per le sue idee innovatrici rispetto alla questione dei rapporti tra Stato e Chiesa.<\/p>\n<p>Egli era convinto che tra le due istituzioni fosse necessario un accordo e riteneva che la perdita del potere temporale da parte del Papa non fosse un grave danno, anzi presentava notevoli benefici spirituali che compensavano abbondantemente la perdita del ruolo politico, che non si addice alla missione del Pastore Universale della Chiesa di Cristo.<\/p>\n<p>Le sue tesi vennero pubblicate in forma anonima, il 1\u00b0 marzo 1889, su una rivista fiorentina con il titolo \u201cROMA E L\u2019ITALIA E LA REALTA\u2019 DELLE COSE, PENSIERI DI UN PRELATO ITALIANO\u201d.<\/p>\n<p>Il papa Leone XIII, lo stesso che due anni dopo avrebbe pubblicato l\u2019enciclica Rerum Novarum, non apprezz\u00f2 le idee sostenute dal Bonomelli, il quale per obbedienza, la domenica di Pasqua, 21 aprile 1889, dal pulpito della cattedrale di Cremona ammise di essere l\u2019autore del saggio incriminato e fece atto di sottomissione alle direttive papali.<\/p>\n<p>40 anni dopo, l\u201911 febbraio 1929, i Patti Lateranensi avrebbero sancito quello che Bonomelli aveva anticipato e dolorosamente abiurato, ma questa \u00e8 la storia di tutti i profeti, non compresi e perseguitati in vita,ma osannati e rimpianti da morti.<\/p>\n<p>La stessa sorte condivider\u00e0 anche don Primo Mazzolari che defin\u00ec il \u201csuo\u201d vescovo Bonomelli \u201cuomo di grandezza insopportabile dai nostri tempi imbecilli \u2026\u201d<\/p>\n<p>Il vescovo Bonomelli mor\u00ec a Nigoline, dove era nato, il 3 agosto 1914 e nei suoi 43 anni di episcopato cremonese ebbe frequenti e costruttivi rapporti con il monastero soresinese.<\/p>\n<p>Conoscitore della spiritualit\u00e0 e delle opere di S. Francesco di Sales veniva ogni anno in visita \u201cpastorale\u201d e si fermava anche pi\u00f9 giorni pernottando nella foresteria del monastero e nei suoi colloqui con le monache dispensava loro illuminati consigli e alle \u201csue care suore\u201d raccomandava la serenit\u00e0 del chiostro che non doveva essere turbata dai fatti esterni.<\/p>\n<p>Nel 1885 decise la chiusura dell\u2019educandato, che diventava un peso pi\u00f9 che una risorsa, e cos\u00ec le monache poterono dedicarsi esclusivamente alla preghiera e al lavoro interno, tagliando un ramo di rapporti con la societ\u00e0 laica.<\/p>\n<p>L\u20198 maggio del 1890 presiedette nella chiesa del monastero la cerimonia della vestizione della soresinese Angiolina Robbiani, che divent\u00f2 suor Maria Giacomina, la quale 10 anni dopo sar\u00e0 eletta per la prima volta madre superiora e lo sar\u00e0 per 21 anni, piangendo la morte del vescovo Bonomelli ed accogliendo nello stesso 1914 il nuovo vescovo Giovanni Cazzani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7\u00b0 &#8211; MONS.\u00a0 BONOMELLI La data del 20 settembre 1870 \u00e8 stata per molti anni una data divisiva per la societ\u00e0 italiana. 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