Memoria di S. GIOVANNA FRANCESCA CHANTAL

S. GIOVANNA FRANCESCA CHANTAL

 Mercoledì 12 agosto 2026 ricorre la memoria liturgica di S. Giovanna Francesca Chantal ed è una buona occasione per richiamare alla nostra attenzione qualche caratteristica della sua personalità e della spiritualità della cofondatrice dell’Ordine della Visitazione.

Il salmo 138 ci dice qual è il punto di partenza di ogni vita umana: “ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro “, ma anche se fin dall’inizio o “Signore tu mi scruti e mi conosci “, perché ti interesso e mi ami profondamente, però nella vita mi chiami a prendere liberamente le decisioni che possono indirizzare su strade diverse lo scorrere dei miei giorni.

Allora la domanda potrebbe suonare così: come può il vescovo Francesco di Sales chiedere, nel 1607 a una baronessa di 35 anni, che si era sposata a 20 nel 1592 e che era rimasta vedova dopo soli 8 anni di matrimonio e con 4 figli in tenera età, di abbandonare figli, padre, suocero, ogni bene terreno e i suoi obblighi verso la società e le famiglie dei suoi dipendenti per diventare una religiosa ed ottenere sorprendentemente una risposta positiva, una disponibilità totale?

Ed ancora una domanda nella domanda: mentre le chiede di abbandonare tutto ciò che nel mondo le è caro, non le propone un avvenire già collaudato: entrare tra le Clarisse o tra le Carmelitane o in qualsiasi altro Istituto religioso già esistente, niente di tutto questo.

Le chiede di imbarcarsi con lui in un’avventura totalmente nuova, che avrebbe potuto funzionare ma che avrebbe potuto essere anche un grande fallimento.

Quindi quella della giovane madre e vedova è una doppia disponibilità: lasciare tutto e tentare l’ignoto. Gli scienziati moderni si affiderebbero al calcolo delle probabilità, la spiritualità di Giovanna Francesca è invece una costruzione che è andata crescendo giorno per giorno.

Perciò dobbiamo tornare a quel 1600 quando ha avuto inizio la vedovanza che Giovanna vive con profondo travaglio ma decisa ad accogliere ciò che Dio ha permesso.

Man mano che il tempo passa respinge i nuovi pretendenti, perché nel suo cuore ha già fatto segretamente il voto di perenne castità e quando nel 1604 incontra per la prima volta il vescovo Francesco e lo sceglie come suo direttore spirituale il terreno è già pronto per la semina.

Lei si impegna ad essere grano buono, ma in pratica si fida di due buoni agricoltori: il Signore e il suo servo Francesco ed è nelle loro mani che affida ora tutta la sua vita.

Per 6 anni (dal 1604 al 1610) il santo Vescovo darà alla discepola indicazioni concrete come questa: vi lascio lo spirito di libertà, non già quello che esclude l’obbedienza, che questa è la libertà del mondo; ma quello che esclude la violenza, l’ansia e lo scrupolo.

Francesco mette quindi insieme libertà ed obbedienza per forgiare il carattere della futura monaca, ma pensa a lei anche come madre e per l’educazione dei figli le consiglia: abbiate le Confessioni di S. Agostino e leggete attentamente il libro ottavo, vedrete S. Monica vedova, con le cure verso il suo Agostino e varie cose vi saranno di conforto.

Quando arriva il momento della decisione definitiva Francesca si confronta con il padre e con il fratello, arcivescovo di Bourges, che non è favorevole alla sua scelta di diventare monaca, ma il suo turbamento interiore trova finalmente una risposta “autorevole”.

Un giorno durante la preghiera legge il versetto 10 del primo capitolo della lettera di S. Paolo ai Galati: “se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo” e le priorità della sua vita diventano subito chiare.

Dal colloquio con il padre e il fratello nel giugno del 1609 passeranno ancora alcuni mesi ricchi di vicende liete e tristi, finchè lasciata definitivamente la casa paterna il 29 marzo del 1610 si stabilisce al Annecy, che era stata scelta come sede del nuovo Istituto religioso.

I mesi di aprile e maggio sono trascorsi nella preparazione della casa acquistata dal vescovo Francesco per “i suoi pulcini” fino alla domenica della SS. Trinità per l’avvio della Visitazione: era il 6 giugno del 1610.

In quel giorno la fede in Dio, la fiducia nel suo servo Francesco, il totale affidamento alla Divina Provvidenza forgiano per sempre madre Giovanna Francesca di Chantal.