LE MONACHE RICORDANO – Rubrica storica sulla presenza dell’Ordine della Visitazione a Soresina
ARIADELLO
Nella seconda domenica di maggio Soresina condivide, con tutto il mondo, la festa della Mamma, ma celebra anche una festa tutta sua: la Sagra di Ariadello.
Quando nel 1816 è stato fondato nella nostra città il monastero della Visitazione, il culto della Madonna di Ariadello era ormai consolidato da secoli, pare fin dalla metà del 1500, anche se il santuario verrà costruito un secolo dopo.
La stessa immagine, che ora sovrasta l’altare maggiore del santuario, era prima collocata sul muro di un portico cadente tra i ruderi di una “Tor de’ Ariadini” che appare nella carta topografica del cremonese, dipinta dal cartografo Antonio Campi nel 1583.
Davanti a questa immagine, povera ma familiare, pregavano contadini e passanti, perché aveva fama di esaudire con miracolile suppliche dei fedeli che a lei affidavano le loro pene.
La tradizione tramanda che, verso la metà del 1600, anche i nobili Barbò, feudatari di Soresina, si fermarono un giorno a pregare davanti alla sacra immagine e che la figlia, nata sordomuta, abbia esclamato “Vedi, mamma, la Madonna di Ariadello”,guarendo dal suo handicap e definendo per sempre il titolo liturgico della venerazione mariana di Soresina.
Del fatto non esiste documentazione storica, ma è certo che il 26 settembre 1663 il capitano Pietro Maria Barbò, zio della fanciulla miracolata, costituì un beneficio per l’altare maggiore della chiesa che si stava costruendo.
Dalla data del “miracolo” alla costruzione del santuario passarono infatti alcuni anni, perché il vescovo di Cremona, pur pressantemente sollecitato, indugiò molto prima di riconoscere ed approvare il culto canonico della Madonna di Ariadello.
Solo dopo il suo placet i soresinesi contribuirono generosamente per raccogliere i fondi necessari e l’11 maggio 1664 il parroco di Soresina don Orazio Malossi posò “la prima pietra” e il 30 maggio 1666 benedisse il santuario, abilitandolo alle celebrazioni liturgiche.
Ma evidentemente i lavori non erano ancora del tutto terminati se il 1° settembre 1667 la nobildonna Elisabetta Cattaneo Barbò offrì una generosa donazione, costituendo un beneficio semplice per uno degli altari secondari del santuario.
Sarà un caso se quell’altare era dedicato alla Visitazione di Maria a Santa Elisabetta?
Cinquanta anni prima, nel 1610, s. Francesco di Sales aveva fondato in Savoia l’Ordine della Visitazione di S. Maria e dopo 150 anni di preghiere dei soresinesi nel santuario di Ariadello è stato fondato a Soresina nel 1816 il monastero della Visitazione di s. Maria.
Da quella data sono passati 210 anni, ma il carisma visitandino è tanto penetrato nel tessuto sociale e religioso dei soresinesi che ancora oggi nella festa liturgica della Visitazione, il 31 maggio, la comunità celebra solennemente presso il santuario di Ariadello la chiusura del mese mariano, in una felice sintesi di due icone della Madonna.
Casualità? Coincidenze e scherzi della Storia? O insondabili interventi della Provvidenza?
E’ bello pensare che la Madonna col bambino dell’immagine familiare e non artisticamente famosa del portico cadente di Ariadello continui a fare miracoli, come per secoli hanno creduto le anime devote e semplici dei nostri campi e come testimoniano gli ex voto datati da prima della costruzione del santuario.