LE MONACHE RICORDANO – Rubrica storica sulla presenza dell’Ordine della Visitazione a Soresina
4° – L’ EDUCANDATO
La proprietà del Monastero della Visitazione lungo via Cairoli comprendeva, fino a pochi anni fa, tutto il fabbricato che dall’angolo di via Zucchi Falcina arriva fino allo “Sgarzo”, il fosso ora intubato che scorre a fianco della muraglia.
La parte di questo fabbricato, che va dalla chiesa al fosso, appare ora come una serie di case disabitate, ma fino al 1885 era la sede dell’educandato.
Da 140 anni siamo abituati a conoscere le monache visitandine solo come claustrali, ma prima ancora che fosse fondato a Soresina il monastero della Visitazione, accanto al convento ai S. Chiara in via Verdi è sempre esistito un collegio per l’educazione delle fanciulle di “buona” famiglia, che i genitori affidavano alle suore perché fossero istruite.
Va ricordato infatti che allora non esisteva la scuola pubblica e chi poteva provvedeva da sé alla propria formazione, mentre dilagava l’analfabetismo tra le classi popolari.
Dal 1687 dunque le varie congregazioni femminili succedutesi nella comunità hanno sempre affiancato alla loro vita religiosa il compito di educatrici e tale ruolo produsse nel tempo notevoli benefici.
Il primo fu ovviamente la formazione umana e culturale di molte giovani donne; i collegi erano quindi istituzioni benemerite per il progresso sociale della donna, che imparava a leggere, scrivere, far di conto ma anche cucire, ricamare e governare una casa.
Un beneficio economico ne traevano anche le religiose che dalle rette delle pensionanti ricavavano i mezzi per sostenere la vita del convento, anche se le suore e le loro famiglie provvedevano in gran parte alle loro necessità personali.
Ma vi è un terzo elemento che nel corso della storia si è rivelato provvidenziale.
Nei quasi due secoli e mezzoche vanno dal 1687, anno di fondazione del primo collegio di S. Chiara, al 1929 anno dei Patti Lateranensi e della Conciliazione tra Stato e Chiesa, ci sono stati in più momenti forme di governi laicisti che con varie leggi hanno soppresso gli ordini religiosi e requisito i conventi e le loro proprietà.
Anche a Soresina sono stati soppressi vari conventi e le monache diventavano negli atti ufficiali le “ex monache“, ma nei fatti la loro vita continuava come prima nella stessa “casa” (ufficialmente non più convento) perché veniva loro riconosciuto e mantenuto il ruolo di “maestre” dell’educandato.
Anche i politici laicisti comprendevano infatti il valore sociale della formazione femminile.
Quando però, dopo la presa di Roma del 1870, i rapporti tra lo Stato Italiano e la Chiesa di Roma si fecero bellicosi e lo Stato sentì come suo dovere combattere l’analfabetismo istituendo scuole pubbliche e disciplinando le forme educative dei collegi privati, anche l’educandato del monastero della Visitazione andò in crisi.
Fu il grande vescovo Geremia Bonomelli ad ordinarne nel 1885 la chiusura e così il fabbricato occupato dal collegio fu trasformato in case di civile abitazione che le monache davano in affitto a famiglie di loro scelta.
Un ricordo tangibile della vita delle fanciulle che si sono formate nel collegio di via Cairoli è la grata di sinistra sul presbiterio della chiesa.
Grata ora chiusa, ma un tempo finestra da cui le educande assistevano alle sacre funzioni, perché anche loro erano in un certo senso in clausura e non entravano nell’aula dell’assemblea popolare.