LE MONACHE RICORDANO – Rubrica storica sulla presenza dell’Ordine della Visitazione a Soresina

2° – LA FONDAZIONE DEL MONASTERO DI SORESINA

 Esiste in psicologia e in sociologia una legge detta “eterogenesi dei fini”, secondo la quale un individuo o una società compiono atti tesi al raggiungimento di determinati fini, ma strada facendo succedono degli sconvolgimenti per cui alla fine del percorso si ottengono risultati opposti ai fini prefissati.

La storia della fondazione del monastero della Visitazione a Soresina è un chiaro esempio di eterogenesi dei fini.

L’ anticlericalismo dominante nella Rivoluzione francese e nell’ Impero Napoleonico aveva imposto il 29 agosto 1811 la soppressione della “Congregazione di Religiose di Santa Chiara” che a Soresina si erano raccolte attorno alla madre Maria Gaetana Ferrari.

Ma dopo tanti successi l’imperatore Napoleone dovette sperimentare prima l’arresto e l’esilio all’isola d’ Elba e nel 1816, dopo la sconfitta di Waterloo, la definitiva prigionia nell’isola di S. Elena.

Alla grande rivoluzione francese subentrava la “Restaurazione” e Soresina tornava ad essere governata dagli Austriaci.

La Storia però non ritorna mai al punto di partenza e quindi le ex monache pur potendosi ricostituire come comunità, non poterono più ritornare nella loro ex casa situata nell’attuale via Verdi, che nel frattempo era stata prima requisita dallo stato e poi venduta a un privato.

Ma la soppressione degli ordini religiosi aveva liberato l’ex convento dei Terziari Regolari in contrada Albana, ora via Leonardo da Vinci, presso la chiesa di S. Francesco.

Trovata la casa bisognava però definire l’ordine o la congregazione a cui affiliarsi e il vescovo Omobono Offredi, al quale le aspiranti monache si erano affidate, offrì loro un’alternativa proponendo che aderissero ad un ordine già strutturato, con una spiritualità e regole che egli stimava e ben visto dalla stessa autorità austriaca.

In accordo con madre Maria Gaetana e la sua comunità fu quindi deciso di fondare un monastero dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria, costituito da S. Francesco di Sales e da S. Giovanna Francesca di Chantal due secoli prima nel ducato di Savoia e che era già presente con altri monasteri in Lombardia.

Dal 1737 era infatti operante nella vicina provincia di Bergamo il monastero di Alzano Lombardo che aveva tutte le caratteristiche per supportare una nuova fondazione, secondo lo schema stabilito dalle Costituzioni dell’Ordine.

Grazie alla disponibilità anche del vescovo di Bergamo, amico del vescovo di Cremona, fu possibile ottenere l’assenso della comunità di Alzano dopo che il 10 dicembre 1815 l’Imperatore d’ Austria Francesco I’aveva autorizzato le “ex monache Terziarie di Soresina” a ripristinare la loro famiglia religiosa.

Ad Alzano la scelta delle due monache che dovevano venire a Soresina non fu facile, perché solo l’obbedienza può addolcire il sacrificio di lasciare il monastero della propria oblazione per affrontare una nuova avventura.

Ma suor Laura Felica Calvi e suor Giulia Domitilla Emili accettarono la missione, mentre a Soresina si adattava l’ex monastero dei frati di S. Francesco per adeguarlo alle esigenze del Costumiere dell’Ordine della visitazione.

Anche l’utilizzo della chiesa di S. Francesco, che la Fabbriceria di S. Siro aveva concesso in uso, abbisognava di adeguamenti, soprattutto nel coro, alle esigenze della clausura.

Tutto però era stato preparato quando nel tardo pomeriggio del 23 aprile 1816 arrivarono da Alzano le “sorelle fondatrici”, che si aggiungevano al gruppo già presente delle “soresinesi”.

Il giorno successivo giunse da Cremona il vescovo Omobono Offredi che presiedette la cerimonia di fondazione con la gioia di vedere esaudito il suo personale desiderio di avere in diocesi un monastero della Visitazione.

Fu così che mercoledì 24 aprile 1816 con la fondazione di un nuovo monastero la Divina Provvidenza dette la “sua risposta” ai politici laicisti che volevano la soppressione degli ordini religiosi. La tentazione di governi anticlericali ritornerà anche più avanti, ma  l’ eterogenesi dei fini era compiuta per 210 anni.