{"id":1258,"date":"2021-02-03T13:49:52","date_gmt":"2021-02-03T12:49:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/?p=1258"},"modified":"2021-03-12T13:31:49","modified_gmt":"2021-03-12T12:31:49","slug":"separate-ma-non-divise-settimo-capitolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/2021\/02\/03\/separate-ma-non-divise-settimo-capitolo\/","title":{"rendered":"SEPARATE&#8230; MA NON DIVISE: SETTIMO CAPITOLO"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1258?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/02\/tITOLO-CAP-7.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1260 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/monasterodomenicano\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/02\/tITOLO-CAP-7-300x82.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"127\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">\u00a0 Ancora un mese, ancora una settimana&#8230; ancora pochi giorni\u2026 domani si parte! Quanti sentimenti contrastanti si agitavano nella nostra anima: la gioia di realizzare un&#8217;aspirazione che nelle prove e nelle difficolt\u00e0 si era fatta pi\u00f9 intensa; la sofferenza indescrivibile di quell&#8217;ultimo abbraccio con i nostri cari; l&#8217;interrogativo segreto davanti a quel &#8216;salto nel buio&#8217;: \u00abCi resister\u00f2?\u00bb. Un momento d&#8217;incertezza, superato presto dalla fermezza e dalla logica della fede: si trattava infine di ripetere quello che avevano fatto gli Apostoli: &#8216;&#8230; e, lasciate le reti, subito Lo seguirono&#8217; <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><i>(Mt <\/i><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><i>4,20<\/i><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">) senza tanti &#8216;e poi?&#8217;. &#8216;Chi mi segue non cammina nelle tenebre&#8217; <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><i>(Gv <\/i><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><i>8,12<\/i><\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">), ha detto Ges\u00f9, quindi non si trattava di un salto nel buio ma nella luce, anche <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">se <\/span><span style=\"font-family: Cambria, serif;\">accecante per i nostri deboli occhi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 La prima sensazione che abbiamo avuto entrando? Un respiro di sollievo mentre il cuore cantava col Salmista: &#8216;il laccio si \u00e8 spezzato e noi siamo stati liberati!&#8217; <i>(Sl 123).<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 \u00abRicordo ancora la dolcissima sensazione di serenit\u00e0 e di pace che ho provato dopo aver varcato la soglia della clausura. Finalmente ero arrivata in porto!\u00bb &#8211; rievoca suor Luana che ha dovuto, prima di entrare, versare qualche lacrima per superare non lievi difficolt\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 Suor Gigliola, entrando in clausura, ha dilatato lo spirito per respirare l&#8217;aria di quella 1ibert\u00e0 che tanto aveva desiderato di possedere: \u00abNon dimenticher\u00f2 mai l&#8217;impressione provata la prima sera, dopo il mio ingresso, quando mi sono trovata in &#8216;cella&#8217; (ogni monaca ha la propria stanza che in gergo monastico \u00e8 chiamata <i>cella<\/i>), sola. Sono proprio arrivata; \u00e8 proprio vero che sono in clausura! Pi\u00f9 me lo ripetevo, pi\u00f9 la gioia cresceva. &#8216;Finalmente sei libera, libera di dedicarti tutta a Ges\u00f9&#8217; sembrava mi ripetessero le pareti di quella linda e spoglia stanzetta\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 \u00abLa realt\u00e0 che pi\u00f9 mi attirava nei primi giorni dopo la mia entrata &#8211; soggiunge suor Elisabetta &#8211; era quella di abitare sotto lo stesso tetto di Ges\u00f9 eucaristico, e poter accogliere con tanta prodigalit\u00e0 la Parola di Dio in un clima di silenzio e di raccoglimento che mi permetteva di meditarla; lo desideravo tanto!\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 \u00abMi ha colpito la fraterna cordialit\u00e0 con cui le suore mi hanno accolta, ricorda suor Lara. Temevo di trovare nelle monache una austerit\u00e0 talmente rigida da sentirmi in dovere di controllare ogni minimo gesto per non essere ripresa dal loro severo sguardo; invece non tardai molto, circondata dalle loro calde premure, a sentirmi &#8216;in famiglia&#8217; e fu un aiuto grande ad iniziare con serena semplicit\u00e0 la mia vita religiosa\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 Con l&#8217;entrata in monastero inizia il periodo del postulandato che non dura pi\u00f9 di un anno. \u00c8 una disposizione molto saggia questa, che permette a chi aspira ad una vita di totale consacrazione a Dio, di rendersi conto, con serena distensione, della propria idoneit\u00e0 alla vita religiosa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 La giovane che \u00e8 entrata col sincero desiderio di aderire alla volont\u00e0 divina accoglie con umile gratitudine il dono di poter rimanere in clausura per sempre; ma se una salute troppo precaria o altri motivi dovessero far comprendere a lei e alla comunit\u00e0 che il volere del Signore \u00e8 un altro, l&#8217;uscita dal monastero non \u00e8 mai una delusione; e il tempo ivi trascorso non \u00e8 considerato perduto: nella luce della fede si manifesta come una provvidenziale permissione, un&#8217;occasione di comprendere meglio il disegno di Dio sulla propria anima.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 Per noi, che per grazia di Dio siamo rimaste, questo periodo di probandato pi\u00f9 che di prova \u00e8 stato l&#8217;inizio di un viaggio &#8216;interiore&#8217; ricco di interesse e scoperte e, perch\u00e9 non dirlo?, non privo di quella gioia a volte anche esuberante, che forse non pensavamo di sperimentare entrando in clausura.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 Suor Gina ride ancora quando ripensa agli inizi del suo probandato: \u00abMi sono trovata in mezzo alle monache che si muovevano con tanta disinvoltura, mentre io ero cos\u00ec impacciata e tutto questo anzich\u00e9 crearmi un problema mi faceva venire una voglia matta di ridere; in Coro sbagliavo le cerimonie, non sapevo mai da che parte dovessi voltarmi e la prima reazione era di ridere, non riuscivo a reprimermi; altrettanto in refettorio. La cosa cominciava a preoccuparmi. Mi sembrava di aver intenzioni molto serie entrando in monastero; poi mi veniva anche lo scrupolo di dissipare le monache. Ma, molto comprensive, esse mi rassicurarono dicendo che anche a loro era capitata la stessa cosa, e che questa reazione era dovuta al fatto di trovarmi improvvisamente libera dalle preoccupazioni che mi assillavano prima dell&#8217;entrata. Si tratt\u00f2 di qualche mese, poi questa insolita allegria lasci\u00f2 il posto ad una gioia pi\u00f9 contenuta\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 \u00c8 proprio della giovinezza l&#8217;entusiasmo, il sognare gesti eroici da compiere e l&#8217;impazienza nel voler bruciare le tappe. Spesso si entra in monastero con una vita claustrale prefabbricata nella nostra fantasia: lunghissime ore di preghiera (coi rapimenti contemplativi!), digiuni, aspre penitenze, un lavoro che sacrifica fino in fondo&#8230; insomma la croce coi chiodi e col sangue&#8230; per dire a Ges\u00f9 il nostro amore e per salvare il mondo. Ed \u00e8 bello e giusto che ci si senta cos\u00ec. La vita contemplativa come quella missionaria e come ogni vita consacrata a Dio, \u00e8 fatta per anime generose!<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 Ma la croce \u00e8 sempre come la vuole il Signore e non come la sognamo noi. Non abbiamo tardato molto a fare l&#8217;esperienza di questa realt\u00e0. Ges\u00f9 ci ha chiesto le penitenze, i digiuni e i sacrifici, ma proporzionati alle nostre capacit\u00e0 e soprattutto li ha chiesti l\u00e0 dove vuol costruire il suo regno d&#8217;amore, al di dentro, nel segreto del cuore, dove solo il Padre Celeste pu\u00f2 vedere e riversare le sue compiacenze.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 \u00abSarebbe stato cos\u00ec bello &#8211; dice con un sorriso maliziosetto e nostalgico l&#8217;ardente suor Gaia &#8211; poter offrire lo spettacolo di certi eroismi che si leggono nelle vite dei santi!; invece bisognava accettare la realt\u00e0 di quelle piccole obbedienze di cui \u00e8 intessuta la vita monastica\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 \u00ablo ho dovuto tornare&#8230; alle origini, confessa suor Katia. Credevo, entrando in monastero, di essere giunta ormai in cima al Calvario; invece ho dovuto rassegnarmi a cominciare da Betlemme, dar la mano a Ges\u00f9 Bambino e imitarLo mentre si lascia condurre da sua Madre in tutto\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00a0 Ma Ges\u00f9, a chi si fa piccolo, rivela i misteri del suo Amore. L&#8217;anima ne fa l&#8217;esperienza nei suoi intimi rapporti con Lui nella preghiera. Quando il Maestro incontra l&#8217;umile docilit\u00e0 pu\u00f2 alzare con gioia lo sguardo verso il Padre e ripetergli: &#8216;Ti ringrazio, Padre, perch\u00e9 queste cose le hai nascoste ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli&#8217; <i>(Mt 11,25).<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><i><\/i>\u00a0 La postulante non tarda molto<i> <\/i>a rendersi conto che al posto delle grandi ferite dei chiodi che sognava, la vita claustrale le riserva nella sua realt\u00e0 delle piccole punture di spillo nascoste sotto la veste ordinaria della vita quotidiana. Ed \u00e8 contenta di questa &#8216;scoperta&#8217;: infatti questa lenta immolazione \u00e8 veramente un rendere Amore per Amore e un dare la vita &#8216;in Lui&#8217; per il riscatto di molti, come tanto desiderava prima di entrare.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Ancora un mese, ancora una settimana&#8230; ancora pochi giorni\u2026 domani si parte! 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