Moda e tendenze: non solo una questione di estetica

 

 

La moda come linguaggio culturale, prima ancora che estetico. È questo il cuore della nuova puntata di Torrazzo con Vista. Il video podcast di Trc ha messo a confronto due voci autorevoli e profondamente legate a Cremona: Alberto Zambelli, stilista e fondatore dell’Accademia Zambelli, e Federica Bandirali, giornalista della sezione Moda de Il Corriere della Sera da oltre vent’anni. Il filo conduttore della conversazione è stato chiaro fin dall’inizio: senza cultura non c’è moda che tenga.

Zambelli lo ha affermato con decisione: «Preferisco avere accanto a me collaboratori di grande cultura piuttosto che semplici bravi disegnatori». Una posizione che rovescia un luogo comune diffuso. Per lo stilista cremonese, «la capacità tecnica non basta: ciò che fa la differenza è la profondità dello sguardo. Una persona colta saprà affrontare qualsiasi richiesta progettuale con senso critico, con consapevolezza storica e con la capacità di portare qualcosa di nuovo».

Sulla stessa linea si è mossa Bandirali, che ha voluto smontare l’idea – ancora radicata – che scrivere di moda sia un esercizio leggero o superficiale. «Molti pensano che sia un argomento frivolo, ma è un settore che, oltre a rappresentare il 5% del Pil italiano, richiede una grande cultura», ha osservato. Raccontare una collezione significa «saper riconoscere i riferimenti artistici, storici e sociali che uno stilista inserisce nei propri capi. Significa formulare un giudizio motivato, leggere le citazioni, comprendere i rimandi. Senza una solida preparazione, il rischio è fermarsi alla superficie».

Zambelli ha approfondito il tema dal punto di vista creativo. «Fare moda non equivale a chiudersi in un ufficio e disegnare bozzetti. È un lavoro che richiede conoscenza delle materie prime, studio dei tessuti, analisi dei colori, attenzione alle forme». Per lo stilista cremonese, «progettare significa “mettere le mani in pasta”, lavorare sul manichino, sperimentare direttamente. Anche l’uso dei software più avanzati non può sostituire il contatto concreto con il materiale». La moda, insomma, è pensiero e manualità insieme.

Bandirali ha poi raccontato il dietro le quinte del giornalismo di settore. «Le Fashion week, il riferimento è soprattutto a quelle di Milano, rappresentano il momento più visibile, ma dietro le passerelle c’è un lavoro intenso e spesso frenetico: settimane di preparazione, spostamenti continui tra un evento e l’altro, articoli da consegnare in tempi rapidissimi per commentare e spiegare quanto accaduto». Un mestiere che richiede rigore, resistenza e una presenza costante «sul pezzo».

Milano resta il punto di riferimento, la città della moda per eccellenza. Proprio per questo, secondo Bandirali, uno degli step decisivi per Cremona sarebbe rafforzare il collegamento con il capoluogo lombardo, inserirsi con maggiore continuità in quella rete culturale e professionale che è il fulcro del settore, sia a livello nazionale che internazionale. Nel suo piccolo, Zambelli lavora in questa direzione con la sua Accademia, cercando di portare Cremona dentro un circuito più ampio, senza dimenticare le altre grandi espressioni artistiche della città, prima fra tutte la musica.

Moda e musica, creatività e tradizione, manualità e pensiero critico: la puntata si è chiusa con una speranza condivisa. Che Cremona possa essere sempre più parte attiva di questo dialogo culturale, consapevole che la moda, quando è autentica, non è mai solo apparenza, ma espressione viva di una comunità e del suo patrimonio.