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Author: RAM

Celebrati i funerali di don Attilio Berta a Mogi das Cruzes, dove è stato sepolto
Il sacerdote "fidei donum" cremonese è morto il 3 settembre in Brasile, dove viveva dagli anni Settanta

In tanti nel pomeriggio di lunedì 4 settembre, a Mogi das Cruzes (Brasile), hanno voluto dare l’estremo saluto a don Attilio Berta, il sacerdote “fidei donum” originario di Soncino, in Brasile dagli anni Settanta, deceduto domenica 3 settembre a 86 anni dopo un ricovero in ospedale per continuare la sua lotta contro una grave malattia. Continue reading »

Grazie all’Estate di carità a Makeni elettricità stabile e connessione internet
Gli interventi nella missione guidata da suor Patrizia Di Clemente sono stati possibili per la generosità degli oratori cremonesi

In diocesi di Cremona il Grest del 2016, con il consueto progetto “Estate di carità”, aveva sostenuto l’attività di una missionaria originaria della diocesi: suor Patrizia Di Clemente, religiosa comboniana nativa di Mozzanica che opera a Lusaka, la capitale dello Zambia. Continue reading »

A Mbuji Mayi sta per aprire il reparto di Maternità sostenuto con Avvento di Fraternità 2016
Il progetto, finanziato anche dalla CEI, è coordinato dal missionario laico cremonese Paolo Carini

La proposta dell’Avvento di Fraternità 2016, promossa in diocesi in sinergia con Caritas Cremonese e Centro missionario diocesano, è servita a sostenere il progetto di ristrutturazione e rilancio dell’ospedale pediatrico St. Jean Baptiste di Kansele, quartiere della città di Mbujii Mayi, capoluogo della provincia del Kasai orientale, nella Repubblica Democratica del Congo. I lavori ormai stanno giungendo a conclusione. Continue reading »

A scuola con un diario missionario
Mondiario all right è disponibile presso il Centro missionario diocesano

È ormai alle porte il primo giorno dell’anno scolastico e molti genitori si stanno accingendo ad acquistare zainetto, astuccio, libri e, naturalmente, il diario. Il Centro missionario diocesano propone ai genitori più attenti e sensibili alla mondialità l’acquisto di un diario che sia chiama appunto “Mondiario all right”. È il frutto di un progetto portato avanti dalla redazione de “Il piccolo missionario” e di “Fondazione Nigrizia” dei Padri Comboniani. Continue reading »

Giovani in missione: un segno e una speranza
Le esperienze di Chiara Gallarini, Sara Tacchi ed Emma Bonvini di Castelleone e del gruppo guidato da don Davide Ferretti in Brasile

Tra le tante persone e le numerose organizzazioni che durante l’estate partono o propongono dei servizi all’estero (che possono essere missionari, animativi o caritativi) ci sono le esperienze di alcuni giovani della nostra diocesi che ci sentiamo di evidenziare, non perché più importanti di altre ma perché possono costituire un segno e magari uno stimolo per altre persone che forse non conoscono le tante opportunità di crescita offerte dall’Ufficio missionario cremonese in collaborazione con altri Uffici missionari italiani. Continue reading »

Continua la raccolta di informazioni sul martirio di mons. Baroni e padre Zanardi
Ulteriore occasione per far luce sull'assassinio dei due missionari cremonesi del PIME è stato il recente viaggio in Cina per la presentazione la traduzione del libro "Tu non uccidere" di don Mazzolari

Nella foto padre Zanardi in motocicletta e, nel riquadro, mons. Barosi

Il viaggio a Hong Kong per la presentazione del libro di don Mazzolari “Tu non uccidere”, tradotto in cinese, è stata anche una speciale opportunità per poter raccogliere ulteriori notizie e particolari riguardanti i nostri fratelli missionari uccisi nella regione cinese di Honan. Mons. Antonio Barosi e padre Mario Zanardi (il primo di Solarolo Rainerio e il secondo di Soncino, entrambi del PIME – Pontificio Istituto Missioni Estere), infatti, furono trucidati in Cina nel 1941. Da anni ormai si sta cercando di ricostruire l’accaduto, di comprendere sempre più i particolari dell’eccidio.

Alcuni nostri sacerdoti, tempo fa, si sono recati sui luoghi dove si sono svolti i fatti, per avere notizie. Molte se ne sono avute, ma molto c’è ancora da scoprire. Esistono testimonianze scritte da testimoni oculari ormai non più viventi, esistono i luoghi dove sono custoditi alcuni effetti personali, esiste il carteggio tra gli stessi missionari che in quegli anni hanno vissuto momenti tragici e che vicendevolmente si sono sostenuti pur di non abbandonare la gente semplice di quei luoghi.

Erano gli anni dell’invasione della Cina da parte del Giappone e gli italiani, che ormai erano conosciuti come fascisti, a causa di Mussolini e dell’asse stabilito con i nipponici, erano visti come collaboratori degli invasori da parte delle milizie e dell’esercito cinesi. Ma ai missionari era riconosciuto un ruolo importante nella cura delle persone. Non da tutti però. Nel 1941, nel comunicato dell’Ambasciata Cinese al Delegato Apostolico di Londra, così si descriveva la lancinante notizia della morte violenta dei padri del PIME: “Il governo cinese ha ricevuto dal governo provinciale il rapporto dettagliato sull’inchiesta eseguita circa i quattro missionari italiani (oltre a mons. Barosi e padre Zanardi con loro anche i padri Zanella e Lazzaroni, ndr) del Vicariato apostolico di Kaifeng (nell’Honan, ndr), uccisi nel novembre scorso. Il risultato dell’inchiesta mostra che i quattro missionari italiani furono assassinati da una banda… Il governo cinese ha dato istruzioni al governo provinciale del Honan di prendere energiche misure per l’arresto dei colpevoli… come pure per una efficace protezione della Chiesa in futuro”.

 

Il 19 novembre 1941 accadeva tutto questo.

Il primo giorno del decimo mese dell’anno lunare, nella chiesa cattolica di Dingcun, che apparteneva al distretto di Luyi della provincia del Honan, è avvenuto un omicidio particolarmente grave. Il massacro di quattro missionari: mons. Antonio Barosi, vescovo (Amministratore Apostolico) di Kaifeng; padre Mario Zanardi, sacerdote responsabile della comunità di Luyi; e i due sacerdoti che lavoravano a Dingcun, padre Bruno Zanella e padre Giuseppe Lazzaroni. Autori dell’efferato delitto alcuni traditori cinesi in combutta con i giapponesi.

La chiesa cattolica di Dingcun si collocava nella sezione sud della strada orientale del Paese, nel distretto di Dancheng. Costruita nel 1923, era una costruzione abbastanza larga a sud della città di Luyi. Questa missione comprendeva anche le chiese di Cuitang, Zhulou, Hongshandian, Shicao, Xiaoxiezhuang, Zhangyuanji, Baimazyi and Wangdadian.

Durante il periodo più fiorente, la missione di Dingcun disponeva di 30 locali con due sacerdoti in carica. Essi durante la guerra causata dall’invasione giapponese e durante le inondazioni si prodigarono per soccorrere la popolazione attirando alla Chiesa un gran numero di fedeli: di solito la frequentavano più di 200 cattolici tra uomini e donne.

Il quarto missionario in carica nella chiesa di Dingcun era padre Bruno Zanella, assistito da padre Giuseppe Lazzaroni, che erano giunti a Dingcun nel 1940.

Il primo giorno del decimo mese del 1941, questi due sacerdoti stavano pranzando nella stanza a nord della chiesa insieme al vescovo di Kaifeng, mons. Barosi, che era venuto in visita pastorale con padre Zanardi di Luyi, quando alcune persone bussarono alla porta principale. Aperta la porta, si presentarono due ufficiali cooperatori dei giapponesi e due soldati armati di fucili e bombe a mano. L’ufficiale dichiarò: “Stiamo facendo esercitazioni e siamo venuti a fare un’ispezione”. Così dicendo, ha estratto un biglietto da visita. Padre Zanella si rivolse ai quattro ospiti dicendo: “Prego, potete prendere qualcosa prima: io vado nel locale meridionale a provvedere all’ospitalità”. Così dicendo si recò nella stanza meridionale. Nel frattempo un gruppo di soldati irruppe nella residenza e chiuse la porta principale, non permettendo a nessuno di uscire. Nel frattempo alcuni soldati si recarono nella sala meridionale e legarono padre Zanella.

Mons. Barosi, nella sala settentrionale con i padri Zanardi e Lazzaroni, non sapeva ancora che cosa stesse succedendo, quando un gruppo di soldati vi irruppe e incominciò a legarli. Alcuni fedeli di Cuitang, di Kaifeng e di Luy, i due servi che avevano seguito i padri da Luyi, come anche due di Dingcun, il catechista Fan Huifang e il cuoco Su Maowei, ecc., intanto furono rinchiusi nella portineria della porta orientale.

Facendosi buio, i soldati banditi si ritirarono, portandosi via la motocicletta e le biciclette della missione e indossando i vestiti e le scarpe dei missionari. I fedeli, accortisi della scomparsa dei missionari, si misero alla loro ricerca in ogni angolo, ma non trovarono né il vescovo né i sacerdoti. Alla fine scoprirono i loro cadaveri nel pozzo a sud della missione.

Padre Lazzaroni era stato gettato nel pozzo con la testa in giù ancora vivo e vi morì per annegamento, mentre gli altri missionari erano stati uccisi prima di essere gettati nel pozzo.

Subito un cattolico è andato a Qiuqu e Shicao a denunciare l’accaduto alla stazione militare che allora vi si era spostata da Shangqiu e alla gendarmeria di Luyi, mentre gli altri hanno comprato quattro bare e hanno seppellito temporaneamente i cadaveri nella chiesa.

Dopo l’investigazione di delegati del PIME e del presidio militare dell’Esercito nazionalista del distretto di Luyi, si è accertato che l’eccidio era stato compiuto da traditori cinesi camuffati da giapponesi. In seguito i cadaveri dei quattro missionari trucidati sono stati trasportati a Nanyang, Jinjiagang.

 

Al di là delle sommarie testimonianze, che cosa accadde veramente e perché, come si svolsero i fatti, chi erano questi missionari, ma, soprattutto, quale tesoro di testimonianza di fede e di dedizione alla Chiesa la nostra Diocesi ha ricevuto e riceve da questi suoi servi e figli?

Dal 1941 ad oggi la ricerca non si é mai fermata. Molti gli ostacoli linguistici da affrontare, che a volte rendono difficile l’interpretazione delle testimonianze scritte, per non parlare di quelli politici, resisi ancor più avversi durante la rivoluzione culturale di Mao e non ancora superati, hanno reso il lavoro di ricerca molto arduo.

Alcuni confratelli del PIME, però, non si sono arresi e hanno raccolto materiale e testimonianze, prove che confermerebbero non solo la totale dedizione di mons. Barosi e padre Zanardi a Cristo, e quindi all’evangelizzazione, ma anche il loro dedicarsi ai poveri e alla Chiesa locale.

Tutto lascia facilmente intuire come il loro sia stato un vero e proprio martirio in odio alla fede. A noi il compito di tenere viva la loro memoria, magari dedicando uno spazio nella preghiera ogni 19 novembre, di far conoscere la loro storia e di pregare per chi come loro, ancor oggi, ogni giorno, in questa terra così vasta quale é la Cina (come in altre parti del mondo), al contempo complessa e vivace, vive il rischio di vedersi privato della libertà e della dignità.

Servirà ancora del tempo, ma certamente potremo fare memoria di questi nostri missionari con le modalità che la Chiesa ci suggerirà, mentre ne potremo esaltare la testimonianza giunta fino a noi.

Don Maurizio Ghilardi
Centro Missionario Diocesano

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Materiale per la Giornata missionaria mondiale: prenotazioni entro il 19 febbraio

Pur mancando diversi mesi alla Giornata Missionaria Mondiale, l’Ufficio per la Pastorale Missionaria “Missio” sollecita nella prenotazione del materiale per l’animazione. i sacerdoti possono compilare la scheda allegata e inviarla all’indirizzo e-mail: missioni@diocesidicremona.it oppure donmauri@tin.it. L’incaricato diocesano provvederà al ritiro del materiale che consegnerà durante il ritiro diocesano di ottobre.

Quest’anno la GMM ci celebrerà il 22 ottobre.

La scheda dovrà pervenire ad uno dei due indirizzi email segnalati, entro e non oltre il 19 febbraio.

Per quanto riguarda l’animazione missionaria nelle parrocchie, se ci fosse interesse da parte di qualcuno di voi, il Centro Missionario Diocesano rimane a disposizione per incontri di formazione o anche di carattere puramente informativo. E’ sufficiente contattare il responsabile tramite e-mail.

Scheda per la prenotazione del materiale missionario

La Cina e la sua fede: on-line gli interventi di don Giuseppe Zhang e della dott.sa Elisa Giunipero
L'incontro, promosso dall'Ufficio missionario diocesano, si è svolto nel pomeriggio del 21 gennaio al Centro pastorale diocesano di Cremona

La Cina – con la sua cultura, la sua storia e la sua fede – è stata la protagonista dell’incontro che l’Ufficio missionario diocesano ha promosso nel pomeriggio di sabato 21 gennaio al Centro pastorale diocesano di Cremona. L’incontro, moderato dall’incaricato diocesano della Pastorale missionaria, don Maurizio Ghilardi, ha visto intervenire la dott.sa Elisa Giunipero, docente di storia della Cina presso l’UCSC di Milano e direttrice del Istituto Confucio di Milano, insieme a don Giuseppe Zhang, sacerdote cinese cappellano della comunità cattolica cinese di Milano. Continue reading »

Il grazie di suor Patrizia Di Clemente per i frutti dell’Estate di carità nei Grest
Negli oratori sono stati raccolti 4.337 euro, devoluti al progetto di formazione per ragazze orfane di Makeni (Zambia)

La veglia missionaria in Cattedrale del 22 ottobre scorso era stata occasione ufficiale per consegnare nelle mani del Vescovo quanto raccolto durante l’estate nei Grest con il progetto “Estate di carità”. Oltre 4.300 euro destinati all’attività in Zambia di suor Patrizia Di Clemente, comboniana nativa di Mozzanica. La religiosa bergamasca, che è superiora della comunità di Makeni, nella periferia ovest di Lusaka, dove da alcuni anni il suo Istituto è impegnato nella gestione di un progetto di formazione integrale per ragazze orfane che non hanno mai frequentato la scuola o che, per motivi finanziari, non hanno potuto continuare la loro istruzione primaria, ha inviato una lettera per ringraziare del generoso sostegno. Continue reading »