{"id":160,"date":"2015-11-11T21:35:14","date_gmt":"2015-11-11T20:35:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/?page_id=160"},"modified":"2019-04-14T17:06:12","modified_gmt":"2019-04-14T15:06:12","slug":"formazione-liturgica-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/formazione-liturgica-2\/","title":{"rendered":"Formazione Liturgica"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><span style=\"color: #3366ff;\"><b><span style=\"font-size: large;\">DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nAI PARTECIPANTI ALL&#8217;ASSEMBLEA PLENARIA<br \/>\nDELLA\u00a0<a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/ccdds\/index_it.htm\">CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><i><span style=\"color: #663300;\">Auletta dell&#8217;Aula Paolo VI<br \/>\n<strong>Gioved\u00ec, 14 febbraio 2019<\/strong><\/span><\/i><\/p>\n<p><i>Signori Cardinali,<br \/>\ncari Fratelli nell&#8217;episcopato\u00a0e nel sacerdozio,<br \/>\ncari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p>Sono lieto di incontrarvi in occasione della vostra Assemblea Plenaria. Ringrazio il Cardinale Prefetto per le parole che mi ha rivolto e saluto tutti voi, membri, collaboratori e consultori della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/ccdds\/index_it.htm\">Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti<\/a>.<\/p>\n<p>Questa Plenaria giunge in un tempo significativo. Sono passati cinquant\u2019anni da quando, l\u2019<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/apost_constitutions\/documents\/hf_p-vi_apc_19690508_sacra-rituum-congregatio.html\">8 maggio 1969, San Paolo VI volle istituire l\u2019allora\u00a0<i>Congregatio pro Cultu Divino<\/i><\/a>, al fine di dare forma al rinnovamento voluto dal\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Vaticano II<\/a>. Si trattava di pubblicare i libri liturgici secondo i criteri e le decisioni dei Padri Conciliari, in vista di favorire, nel Popolo di Dio, la partecipazione \u201cattiva, consapevole e pia\u201d ai misteri di Cristo (cfr Cost.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html\">Sacrosanctum Concilium<\/a><\/i>, 48). La tradizione orante della Chiesa aveva bisogno di espressioni rinnovate, senza perdere nulla della sua millenaria ricchezza, anzi riscoprendo i tesori delle origini. Nei primi mesi di quell\u2019anno sbocciarono cos\u00ec le primizie della riforma compiuta dalla Sede Apostolica a beneficio del Popolo di Dio. Proprio nella data odierna fu promulgato il\u00a0<i>Motu proprio<\/i>\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/motu_proprio\/documents\/hf_p-vi_motu-proprio_19690214_mysterii-paschalis.html\">Mysterii paschalis<\/a><\/i>\u00a0circa il Calendario romano e l\u2019Anno liturgico (14 febbraio 1969); quindi, l\u2019importante Costituzione Apostolica\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/apost_constitutions\/documents\/hf_p-vi_apc_19690403_missale-romanum.html\">Missale Romanum<\/a><\/i>\u00a0(3 aprile 1969), con cui il Santo Papa promulgava il Messale Romano. Nello stesso anno videro poi la luce l\u2019<i>Ordo<\/i>\u00a0<i>Missae<\/i>\u00a0e vari altri\u00a0<i>Ordo<\/i>, tra cui quelli del Battesimo dei bambini, del Matrimonio e delle esequie. Erano i primi passi di un cammino, sul quale proseguire con sapiente costanza.<!--more--><\/p>\n<p>Sappiamo che non basta cambiare i libri liturgici per migliorare la qualit\u00e0 della liturgia. Fare solo questo sarebbe un inganno. Perch\u00e9 la vita sia veramente una lode gradita a Dio, occorre infatti cambiare il cuore. A questa conversione \u00e8 orientata la celebrazione cristiana, che \u00e8 incontro di vita col \u00abDio dei viventi\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a022,32). A ci\u00f2 \u00e8 finalizzato anche oggi il vostro lavoro, volto ad aiutare il Papa a compiere il suo ministero a beneficio della Chiesa in preghiera sparsa su tutta la terra. Nella comunione ecclesiale operano sia la Sede Apostolica che le Conferenze dei Vescovi, in spirito di cooperazione, dialogo, sinodalit\u00e0. La Santa Sede, infatti, non sostituisce i Vescovi, ma collabora con loro per servire, nella ricchezza delle varie lingue e culture, la vocazione orante della Chiesa nel mondo. In questa linea si \u00e8 posto il Motu proprio\u00a0<i><a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/motu_proprio\/documents\/papa-francesco-motu-proprio_20170903_magnum-principium.html\">Magnum principium<\/a>\u00a0<\/i>(3 settembre 2017), col quale ho inteso favorire, tra l\u2019altro, la necessit\u00e0 di \u00abuna costante collaborazione piena di fiducia reciproca, vigile e creativa, tra le Conferenze Episcopali e il Dicastero della Sede Apostolica che esercita il compito di promuovere la sacra Liturgia\u00bb. L\u2019auspicio \u00e8 di proseguire nel cammino della mutua collaborazione, coscienti delle responsabilit\u00e0 implicate dalla comunione ecclesiale, in cui trovano armonia l\u2019unit\u00e0 e la variet\u00e0. \u00c8 \u00a0un problema di armonia.<\/p>\n<p>Qui si inserisce anche la sfida della\u00a0<i>formazione<\/i>, oggetto specifico della vostra riflessione. Parlando di formazione, non possiamo dimenticare anzitutto che la liturgia \u00e8 vita che forma, non idea da apprendere. \u00c8 utile in proposito ricordare che la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019idea (cfr Esort. ap.\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#La_realt%C3%A0_%C3%A8_pi%C3%B9_importante_dell%E2%80%99idea\"><i>Evangelii gaudium<\/i>, 231-233<\/a>). Ed \u00e8 bene perci\u00f2, nella liturgia come in altri ambiti della vita ecclesiale, non andare a finire in sterili\u00a0<i>polarizzazioni ideologiche<\/i>, che nascono spesso quando, ritenendo le proprie idee valide per tutti i contesti, si arriva ad assumere un atteggiamento di perenne dialettica nei confronti di chi non le condivide. Cos\u00ec, partendo magari dal desiderio di reagire ad alcune insicurezze del contesto odierno, si rischia poi di ripiegarsi in un passato che non \u00e8 pi\u00f9 o di fuggire in un futuro presunto tale. Il punto di partenza \u00e8 invece riconoscere la realt\u00e0 della sacra liturgia, tesoro vivente che non pu\u00f2 essere ridotto a gusti, ricette e correnti, ma va accolto con docilit\u00e0 e promosso con amore, in quanto nutrimento insostituibile per la crescita organica del Popolo di Dio. La liturgia non \u00e8 \u201cil campo del fai-da-te\u201d, ma l\u2019epifania della comunione ecclesiale. Perci\u00f2, nelle preghiere e nei gesti risuona il \u201cnoi\u201d e non 1\u2019\u201cio\u201d; la comunit\u00e0 reale, non il soggetto ideale. Quando si rimpiangono nostalgicamente tendenze passate o se ne vogliono imporre di nuove, si rischia invece di anteporre la parte al tutto, l\u2019io al Popolo di Dio, l\u2019astratto al concreto, l\u2019ideologia alla comunione e, alla radice, il mondano allo spirituale.<\/p>\n<p>\u00c8 prezioso, in questo senso, il titolo della vostra Assemblea:\u00a0<i>La formazione liturgica del Popolo di Dio<\/i>. Il compito che ci attende \u00e8 infatti essenzialmente quello di diffondere nel\u00a0<i>Popolo di Dio<\/i>\u00a0lo splendore del\u00a0<i>mistero vivo<\/i>\u00a0del Signore, che si manifesta nella liturgia. Parlare di formazione liturgica del Popolo di Dio significa anzitutto prendere coscienza del ruolo insostituibile che la liturgia riveste nella Chiesa e per la Chiesa. E poi aiutare concretamente il Popolo di Dio a interiorizzare meglio la preghiera della Chiesa, ad amarla come esperienza di incontro col Signore e con i fratelli e, alla luce di ci\u00f2, riscoprirne i contenuti e osservarne i riti.<\/p>\n<p>Essendo infatti la liturgia un\u2019esperienza protesa alla conversione della vita tramite l\u2019assimilazione del modo di pensare e di comportarsi del Signore, la formazione liturgica non pu\u00f2 limitarsi a offrire semplicemente delle conoscenze \u2013 questo \u00e8 sbagliato \u2013, pur necessarie, circa i libri liturgici, e nemmeno a tutelare il doveroso adempimento delle discipline rituali. Affinch\u00e9 la liturgia possa adempiere la sua funzione formatrice e trasformatrice, occorre che i Pastori e i laici siano introdotti a coglierne il significato e il linguaggio simbolico, compresi l\u2019arte, il canto e la musica al servizio del mistero celebrato, anche il silenzio. Lo stesso\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ccc_it\/ccc-it_index_it.html\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/a>\u00a0<\/i>adotta la via mistagogica per illustrare la liturgia, valorizzandone le preghiere e i segni.\u00a0<i>La mistagogia<\/i>: ecco una via idonea per entrare nel mistero della liturgia, nell\u2019incontro vivente col Signore crocifisso e risorto. Mistagogia significa scoprire la vita nuova che nel Popolo di Dio abbiamo ricevuto mediante i Sacramenti, e riscoprire continuamente la bellezza di rinnovarla.<\/p>\n<p>Circa le tappe della formazione, sappiamo per esperienza che, oltre a quella iniziale, occorre coltivare la formazione permanente del clero e dei laici, specie di quanti sono impegnati nei ministeri al servizio della liturgia. La formazione non una volta, ma permanente. Quanto ai ministri ordinati, anche in vista di una sana\u00a0<i>ars celebrandi<\/i>, vale il richiamo del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio<\/a>: \u00ab\u00c8 assolutamente necessario dare il primo posto alla formazione liturgica del clero\u00bb (Cost.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html\">Sacrosanctum Concilium<\/a><\/i>, 14)<i>.\u00a0<\/i>Il primo posto. Le responsabilit\u00e0 educative sono condivise, pur interpellando maggiormente le singole diocesi per la fase operativa. La vostra riflessione aiuter\u00e0 il Dicastero a maturare linee e orientamenti da offrire, in spirito di servizio, a chi \u2013 Conferenze Episcopali, Diocesi, istituti di formazione, riviste \u2013 ha la responsabilit\u00e0 di curare e accompagnare la formazione liturgica del<i>\u00a0<\/i>Popolo di Dio.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, tutti siamo chiamati ad approfondire e ravvivare la nostra formazione liturgica. La liturgia \u00e8 infatti la via maestra attraverso cui passa la vita cristiana in ogni fase della sua crescita. Avete perci\u00f2 davanti un compito grande e bello: lavorare perch\u00e9 il Popolo di Dio riscopra la bellezza di incontrare il Signore nella celebrazione dei suoi misteri e, incontrandolo, abbia vita nel suo nome. Vi ringrazio per il vostro impegno e vi benedico, chiedendovi di riservarmi sempre un posto \u2013 largo! \u2013 nella vostra preghiera. Grazie.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><\/h3>\n<h3 class=\"post-title entry-title\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>L&#8217;esilio del vangelo dalle nostre chiese<\/strong><\/span><\/h3>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-header-line-1\"><b style=\"color: #000000; font-size: 16px; text-align: justify;\"><i>di Enzo Bianchi<\/i><\/b><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"post-body-5186459885606367011\" class=\"post-body entry-content\">\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Scrivendo questa riflessione all&#8217;interno del la rubrica &#8220;Dove va la Chiesa?&#8221;, ho la piena consapevolezza di pubblicare una forte denuncia sulla situazione della comunit\u00e0 dei cristiani nel nostro Paese.\u00a0<b>Stiamo, di fatto, vivendo e assistendo a una mutazione dell&#8217;essere cristiani; mutazione che dovrebbe inquietare molto quelli che &#8220;amano Ges\u00f9 Cristo&#8221; e aderiscono al suo Vangelo<\/b>. Tento, quindi, di individuare la causa di questa crisi e di leggere le gravi conseguenze che ne derivano.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Mi riferisco alla marginalit\u00e0 assunta, in questi ultimi anni, dalla liturgia all&#8217;interno della vita ecclesiale.<\/b>\u00a0Non mancano, certo, comunit\u00e0 nelle quali la liturgia \u00e8 vissuta intensamente. Ma resta l&#8217;impressione che oggi, nella Chiesa italiana, la liturgia si trovi in un cono d&#8217;ombra rispetto a temi ecclesiali ritenuti centrali come la famiglia, i giovani, l&#8217;educazione, i poveri. E, pi\u00f9 in generale, i temi morali e sociali. Anche l&#8217;approvazione della nuova edizione del Messale (in realt\u00e0, occorrerebbe parlare di una semplice revisione della traduzione dei testi), lo scorso novembre, da parte della Cei, \u00e8 avvenuta in un clima di disinteresse e mancanza di attesa e di attenzione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Cos&#8217;\u00e8 successo? Perch\u00e9 questa stanchezza? Non \u00e8 facile dare una risposta. Certamente, dopo l&#8217;entusiasmo per la riforma liturgica voluta dal concilio Vaticano II, s&#8217;\u00e8 registrata una &#8220;battaglia liturgica&#8221; che non ha giovato, ma anzi ha stancato i credenti. Occorre, per\u00f2, anche dire che \u00e8 subentrata una grande diffidenza verso ogni rinnovamento liturgico. Al punto da impedire ogni legittima e autentica creativit\u00e0, richiesta dalla riforma stessa. Oggi, la liturgia (peraltro ridotta alla sola celebrazione eucaristica), appare &#8220;ingessata&#8221; e poco curata. Quasi non meritasse l&#8217;impegno e le energie dedicate ad altre attivit\u00e0 diaconali essenziali, ma generate e plasmate come evangeliche dalla liturgia stessa. I presbiteri non hanno molto tempo da dedicarvi. E i fedeli non la sentono pi\u00f9 essenziale, non la ritengono pi\u00f9 la fonte del loro agire quotidiano nel mondo. Va detto con franchezza: la sterilit\u00e0 della comunit\u00e0 cristiana nel produrre e adottare musiche e canti degni della liturgia cristiana, gli abusi praticati per rendere la liturgia mondanamente attraente e spettacolare, la sciatteria che non conosce l&#8217;ars celebrandi e la necessaria bellezza dei riti, rendono a volte la liturgia, non pi\u00f9 Vangelo celebrato, ma un insieme di parole e gesti che non genera n\u00e9 fede, n\u00e9 speranza, n\u00e9 carit\u00e0. E va riconosciuto: i tradizionalisti che denunciano, con asprezza e polemiche, introduzioni di stranezze nelle celebrazioni e nell&#8217;uso dello spazio liturgico sovente lo fanno con ragione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Perch\u00e9 non si ha il coraggio di dire che alcune formulazioni liturgiche risultano ostiche e, ormai, incapaci di narrare il Dio di Ges\u00f9 Cristo? E non \u00e8 solo questione di linguaggio da adeguarsi e aggiornarsi, come nella traduzione del Padre nostro (con il \u00abnon ci indurre in tentazione\u00bb modificato in \u00abnon abbandonarci alla tentazione\u00bb), ma di orazioni e formule che, oggi, sono incapaci di far ardere il cuore di chi le ascolta o le ripete. Nella vita ecclesiale si registrano scollamenti e anche vere e proprie contraddizioni tra il linguaggio teologico-pastorale della catechesi, della predicazione con il linguaggio liturgico di testi che rispecchiano antichi modi, perlopi\u00f9 medioevali, di sentire e vivere la relazione con Dio nella fede e nella preghiera.<\/div>\n<div>Ma cosa si fa perch\u00e9 l&#8217;eucaristia domenicale sia qualcosa di vitale, di veramente comunitario, in grado di consentire il riconoscimento reciproco e una vera fraternit\u00e0 per quanti vi partecipano? Ascolto, silenzio, parola, canto, meditazione sono essenziali alla liturgia cristiana, ma occorre che questa sia anche segno di fraternit\u00e0, gratuit\u00e0, condivisione, antidoto alla solitudine e all&#8217;isolamento dominanti nella nostra societ\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Se dunque manca questa centralit\u00e0 del Vangelo celebrato, se manca la fonte, che cosa ne deriva? Almeno due conseguenze. La prima \u00e8 che la liturgia \u00e8 sempre pi\u00f9 evasa dalla maggior parte dei cristiani, specie i pi\u00f9 giovani. Mentre &#8220;piccoli greggi&#8221; la vivranno in modo da sentirla solo come un patrimonio da conservare per la loro identit\u00e0. Il bisogno postmoderno di conservare e commemorare spinge, purtroppo, a fare della liturgia del passato un &#8220;patrimonio immateriale&#8221; che va conservato.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Cos\u00ec si formano piccoli ghetti religiosi e liturgici, che si sentono custodi di un museo, non di una tradizione viva che, come una fonte, pu\u00f2 dissetare gli uomini e le donne di oggi.\u00a0<b>Una liturgia che \u00e8 valutata non tanto sulla sua capacit\u00e0 di far ardere il cuore, quanto sulla sua capacit\u00e0 di apparire solenne e religiosa, fornisce il senso di un&#8217;appartenenza sicura ma superficiale. Se la liturgia non \u00e8 Vangelo celebrato, l&#8217;esistenza cristiana \u00e8 ridotta a pratica rituale, che spinge a vivere senza un vero riferimento alla liturgia stessa, senza la sorgente della comunione con il Signore.<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>Ma c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra conseguenza. Se la liturgia diventa periferica nella vita del cristiano, allora quale spiritualit\u00e0 si pu\u00f2 vivere senza questa fonte?\u00a0<\/b>Al riguardo, \u00e8 significativo constatare che oggi i cristiani disertano le assemblee liturgiche ma tentano di vivere sempre di pi\u00f9 &#8220;le spiritualit\u00e0&#8221;, fabbricandosi itinerari &#8220;fai da te&#8221;. Ci stiamo accorgendo della deriva della spiritualit\u00e0 dei cristiani?\u00a0<b>Non \u00e8 pi\u00f9 la spiritualit\u00e0 che si nutriva alle fonti delle Sacre Scritture o dei padri della Chiesa, ma una spiritualit\u00e0 teista, con un riferimento al divino, non al Dio di Ges\u00f9 Cristo.\u00a0<\/b>Una spiritualit\u00e0 concepita come etica terapeutica, tesa al benessere personale, allo stare bene con s\u00e9 stessi e con gli altri nel quotidiano. Una spiritualit\u00e0 che d\u00e0 conforto, ma non sta pi\u00f9 sotto il primato della grazia e della salvezza che solo Dio pu\u00f2 dare. \u00c8 una spiritualit\u00e0 in cui si ripetono le beatitudini proclamate da Ges\u00f9, declinandole per\u00f2 solo a istanza morale, non come Vangelo, buona notizia&#8230;<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Ecco, il venir meno della qualit\u00e0 &#8220;fontale&#8221; della liturgia nella vita dei cristiani provocher\u00e0 debolezza della fede per molti. E fagociter\u00e0 appartenenze culturali per altri. Crescer\u00e0 il numero dei &#8220;cattolici del campanile&#8221;. Cattolici senza vera appartenenza alla Chiesa eucaristica, anestetizzati nei confronti del Vangelo. E, sempre di pi\u00f9, altri percorreranno sentieri di spiritualit\u00e0 che ispirano l&#8217;autosalvezza, senza il primato della grazia e senza la dimensione escatologica.<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>In queste due possibili derive si potrebbero comprendere le denunce che papa Francesco ripete contro il pelagianesimo e lo gnosticismo, oggi riapparsi in nuove forme inedite, ma sempre ispirate dal rifiuto del primato del Vangelo e del mistero eucaristico, memoriale della vita, della morte, della risurrezione e della venuta gloriosa di Cristo, il Signore. Perci\u00f2, occorre pi\u00f9 che mai una comunit\u00e0 cristiana che nella liturgia non permette l&#8217;esilio del Vangelo dalla vita ecclesiale<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #ff0000;\">(Fonte:\u00a0\u00a0Vita Pastorale &#8211; Rubrica \u201cDove va la chiesa\u201d &#8211; Febbraio 2019)<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvento significato<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":1815,"parent":0,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"class_list":["post-160","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1910,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160\/revisions\/1910"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/liturgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}