L’ingresso di don Marco Leggio ad Agnadello: facciamo una comunità con il Vangelo nel cuore

La processione dalla chiesetta di San Bernardino alla chiesa parrocchiale, il saluto del sindaco, la Messa solenne celebrata dal vescovo Antonio Napolioni e, infine, la festa all’oratorio Don Bosco. Sono i momenti che nel pomeriggio di domenica 19 settembre hanno caratterizzato l’ingresso ufficiale come parroco di Agnadello di don Marco Leggio, vicario della zona pastorale I della diocesi.

Giunto davanti alla parrocchiale di San Vittore martire poco prima delle 18, il 59enne sacerdote originario di Cremona è stato accolto sul sagrato dal sindaco Stefano Samarati, per il saluto di rito. «Agnadello – ha affermato il primo cittadino – ha diversi punti di forza: le tante associazioni di volontariato, i giovani, la risorsa più preziosa per il nostro futuro, che se aiutati e incoraggiati dimostrano di essere attivi e collaborativi, la storia e l’arte e come dimenticare le nostre attività di vicinato che durante il periodo di pandemia hanno mostrato grande disponibilità per aiutare i concittadini? Questa è la comunità di Agnadello. Don Marco, per conoscere e ammirare tutti i nostri punti di forza ci sarà tempo; ora non resta che prenderci per mano e iniziare il nuovo cammino».

Subito dopo il Vescovo ha presieduto la Messa solenne, animata dai canti della corale parrocchiale. Chiesa gremita, nel rispetto delle norme anti-Covid. Fra i presenti, numerosi parroci della zona, gli amministratori comunali, i carabinieri della stazione di Rivolta d’Adda competenti per territorio, i rappresentanti del volontariato locale e una delegazione di Antegnate guidata dal sindaco Mariangela Riva. Quella del paese della bassa bergamasca è la parrocchia in cui don Marco ha prestato servizio negli ultimi nove anni.

A proposito di arte e di storia, a inizio celebrazione, il Comune di Agnadello, nella persona dello stesso primo cittadino, ha donato al nuovo parroco una cesta piena di libri che raccontano cultura e tradizioni del paese.

A nome del Consiglio pastorale parrocchiale è stato invece Luca Tiraboschi a leggere il messaggio di saluto al nuovo parroco della comunità agnadellese che ha ricevuto in regalo una stola con ricamata sopra l’effigie di san Giuseppe.

Nell’omelia il Vescovo ha proposto una riflessione che ha richiamato il cuore della vita cristiana: «La proposta della Chiesa – ha detto monsignor Napolioni – mira alla riscoperta della gioia del Vangelo. Un Vangelo che scava nel nostro cuore e lo libera dalle incrostazioni negative. È Gesù la misura della vita di una comunità. A Lui consegno questa comunità sapendo che Dio non vede l’ora di sperimentare assieme a noi, a voi tutti, la gioia del Vangelo, non un semplice libro ma la grande notizia. E Maria Madre della Chiesa abbia sempre in serbo per noi la gioia di poter scoprire le meraviglie di suo Figlio».

Al termine della Messa il saluto ai presenti da parte di don Leggio. «Ciò che mi preme – ha dichiarato – è quanta comunità saremo in grado di fare, quanti ponti riusciremo a gettare, quanti muri riusciremo ad abbattere e quanto il Vangelo sarà nel nostro cuore. Mi piacerebbe riuscire ad avere, in questo mio nuovo mandato, quello sguardo che mi lanci oltre. Uno sguardo che per essere tale necessita dell’aiuto di Gesù. Vi abbraccio e auguro a tutti voi, assieme a me, un buon cammino».

Fuori da chiesa, le note della banda musicale di Agnadello hanno salutato don Marco. Poi, un momento di festa in oratorio.

 

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Biografia del nuovo parroco

Don Marco Leggio, classe 1962, originario di Acquanegra Cremonese, è stato ordinato il 20 giugno 1987. È stato vicario parrocchiale a Rivarolo Mantovano (1987-1993), a Casirate d’Adda (1993-1999) e a Caravaggio (1999-2005). Nel 2005 è stato nominato parroco di Masano. Dal 2012 era parroco di Antegnate e recentemente aveva assunto l’incarico di moderatore dell’erigenda unità pastorale tra le parrocchie di Antegnate, Barbata, Covo, Fontanella. Ora monsignor Napolioni l’ha destinato come nuovo parroco alla parrocchia “San Vittore martire” in Agnadello. Dal 2017 è vicario zonale della Zona pastorale 1.

 

Il saluto di don Leggio

Ci sono momenti nella vita in cui ti rendi conto che sta accadendo qualcosa di importante ma al momento non ne percepisci i contorni. È quello che ci sta accadendo in questi giorni: voi con il cambio di parroco e vicario, io con il cambio di comunità. Ti sembra che alcuni punti fermi, alcuni pilastri della vita inizino a barcollare e non sai più dove ancorarti. Come sarà il domani? Le nostre tradizioni, i momenti ordinari…che cosa cambierà? Un po’ di apprensione e incertezza ci avvolge in questi momenti, incertezza comprensibile, soprattutto per chi è appassionato a una attività, una comunità, una tradizione. Cerchiamo insieme di vivere questo tempo con la fede che ci hanno trasmesso i testimoni che ci hanno preceduto e che lo Spirito ha seminato in noi. Vorrei che alcune parole ci guidassero in questo momento della nostra vita.

Radici. Le radici di un albero non le vedi ma sono la parte più importante che garantisce solidità e nutrimento. Le nostre radici sono in cielo, siamo alberi al contrario. Anche se alcune radici vengono meno, però siamo certi che quelle più forti sono ancorate saldamente in Dio. In Lui la nostra solidità e il nostro nutrimento.
La nostra casa è costruita sulla roccia del Vangelo.

Partenza. Di solito quando facciamo un viaggio ci informiamo sul luogo di arrivo, di permanenza nella meta raggiunta. Ma per apprezzare quel viaggio dobbiamo ricordare da dove siamo partiti, quanta strada abbiamo fatto, quanta fatica, quanti ostacoli ma anche quanti paesaggi affascinanti abbiamo visto, quanti compagni di viaggio abbiamo incontrato. In fondo anche l’arrivo è un’altra partenza verso un ‘altra meta. Gesù nel Vangelo invita i suoi a partire, a due a due, li invita a gettare ancora le reti, senza paura. Ripartiamo insieme forti di tanti amici accanto ma soprattutto forti della promessa di un Dio che scommette sempre su di noi.

Ascolto. Il nostro Vescovo ci ha proposto nell’anno pastorale trascorso ‘il giorno dell’ascolto’. E’ stata l’occasione per rimettere al centro la Parola di Dio, farla entrare nelle nostre case , imparare a fermarci e gustare una parola diversa che ci fa affrontare in modo nuovo ogni giornata. Soprattutto abbiamo cercato di lasciarci emozionare, toccare nel vivo come discepoli di oggi chiamati ad essere segno di un Dio sempre all’opera. Ma ascolto significa anche interpretare ciò che gli altri ci stanno dicendo, ci stanno comunicando : un orecchio teso alla Parola e uno al mondo, per cogliere tutti i segnali.

Infine un grazie riconoscente a don Mario e don Daniele per quello che hanno seminato in questi anni, al Vescovo Antonio che mi affida questo nuovo mandato e un grazie alle comunità che mi hanno accolto nella mia vita e un abbraccio a voi che sarete la mia nuova famiglia. Sentiamoci uniti già da ora in un nuovo cammino, una nuova avventura.
Un caro saluto a tutti voi in particolare agli ammalati, agli anziani, alle nuove famiglie, a chi ha perso un familiare durante la pandemia, ai ragazzi e ai giovani ….nell’attesa di incontrarci.

don Marco